«Fogli d'arte» è una pubblicazione identificata univocamente da un codice ISSN (International Standard Serial Number), attribuito in data 7 marzo 2008: ISSN 1974-4455. Per comunicazioni: foglidarte@gmail.com.

martedì 17 giugno 2008

Busto Arsizio, al teatro Sociale le riflessioni sull'amore di un giovane Wojtyla

Nuovo appuntamento con la produzione drammaturgia e poetica di papa Giovanni Paolo II al teatro Sociale di Busto Arsizio. Dopo il seminario-spettacolo dello scorso giovedì 27 marzo dedicato all’avventura del Teatro rapsodico clandestino di Cracovia, esperienza che segnò profondamente la gioventù di Karol Wojtyla, la sala di piazza Plebiscito accoglie la compagnia di casa, gli Attori del teatro Sociale, con la prima nazionale del dramma La bottega dell’orefice, testo che la critica considera il capolavoro teatrale del pontefice polacco e di cui sono state realizzati un radiodramma con Raul Grassilli e Milena Vukotic, una riduzione cinematografica per la regia di Michael Anderson, un balletto prodotto da Mondivicini e numerosi allestimenti teatrali, ultimo dei quali quello di Dominic Cheung Ho Kin in lingua cinese.
Lo spettacolo, commissionato da monsignor Claudio Livetti alla regista Delia Cajelli, andrà in scena alle 21 di sabato 28 giugno, a chiusura del programma di eventi organizzato per la festa di San Giovanni Battista, patrono della città di Busto Arsizio. Sul palco saliranno gli attori Valentina Brivio, Ambra Greta Cajelli, Davide De Mercato, Gerry Franceschini, Mario Piciollo e Anita Romano; le parti corali saranno interpretate dagli allievi del secondo e del terzo anno della scuola di recitazione Il metodo.
Pubblicato nel dicembre 1960 sul settimanale cattolico Znak di Cracovia, con lo pseudonimo di Andrzej Jawień, e rappresentato per la prima volta nel 1979, il dramma La bottega dell’orefice è, nelle stesse parole del suo autore, una «meditazione sul sacramento del matrimonio» in forma di dialogo-monologo, un piccolo trattato sul fidanzamento e sulle nozze, intese come unione eterna e indissolubile capace di prevalere sulla vulnerabilità dei sentimenti umani, sulle difficoltà della vita quotidiana e persino sulla morte.
Il testo -suddiviso in tre atti intitolati rispettivamente I richiami, Lo sposo e I figli- racconta la storia di tre amori e tre matrimoni nel periodo a cavallo tra la seconda guerra mondiale e gli anni Sessanta. Il primo rapporto su cui il futuro papa Giovanni Paolo II si sofferma è quello tra Andrea e Teresa: un sentimento intenso, bruscamente interrotto dalla guerra e capace di oltrepassare la morte, permanendo nel figlio Cristoforo. Il testo passa, quindi, alla narrazione del legame, difficile e problematico, che unisce Stefano e Anna. Il loro matrimonio è minato dall’indifferenza e dall’incomprensione, pervaso da una sottile ostilità che porta la donna a stabilire contatti con altri uomini e a tentare di vendere, inutilmente, la propria fede, per lei simbolo ormai privo di significato. L’ultimo atto –che ritrova in scena tutti i personaggi tranne Andrea, morto in guerra- è, invece, dedicato all’amore, esitante e fragile, tra i figli nati dalle due precedenti coppie: i giovani Monica e Cristoforo. Il loro è un rapporto che germoglia da complessi e incertezze, che porta il peso delle diverse eredità spirituali lasciate loro dai genitori.
L’orefice -la cui bottega, sempre evocata ma mai presente, fa da filo conduttore all’intero dramma- rappresenta la voce della coscienza. La sua vetrina è il luogo in cui si specchiano gli affanni, i dubbi, i desideri e le insicurezze dei vari personaggi, dove l’amore umano si conforma all’«Amore assoluto». Notevole importanza nello svolgimento del dramma ha anche la figura di Adamo, archetipo dell’uomo, guida spirituale delle tre coppie e personaggio che si fa portavoce delle idee di papa Giovanni Paolo II sul matrimonio.
Sul piano formale questo testo, che mostra una straordinaria delicatezza nel raccontare l’innamoramento e i palpiti del cuore, risente dell’esperienza del Teatro rapsodico, fondato negli anni Quaranta, in pieno regime nazista, dal professor Mieczyslaw Kotlarczyk, insegnante di lingua polacca e teorizzatore di una forma di rappresentazione legata al culto della «parola viva», dove si cessava di far uso di sipario e palcoscenico tradizionale, nonché di scene, costumi e trucco, per dare spazio prioritario alle rime e al ritmo di un’opera teatrale. Il testo è, infatti, composto da monologhi pronunciati da persone che in apparenza sono insieme, ma che non si parlano direttamente. La struttura è, dunque, quella del «teatro interiore», dove lo spazio e il tempo vengono trasfigurati in una dimensione metafisica.
«Dal punto di vista della regia –spiega Delia Cajelli- ho scelto di privilegiare la parola, secondo i dettami del Teatro rapsodico. I costumi, la scenografia e le luci saranno semplici, piuttosto scarni, e giocati sulle toni del bianco e del nero, i colori degli abiti nuziali, ma anche le tinte simbolo del bene e del male, del cuore e della mente. Le musiche che accompagneranno lo spettacolo –prosegue la regista bustese- saranno quelle classiche dei matrimoni, dall’Ave Maria di Franz Schubert alla Marcia nuziale, tutte rigorosamente interpretate dal vivo».
L’ingresso è libero e gratuito, offerto alla cittadinanza dall’amministrazione comunale di Busto Arsizio.

Didascalie delle immagini
[fig. 1, fig. 2 e fig. 3] La compagnia Attori del teatro Sociale impegnata nell'allestimento dello spettacolo Karol Wojtyla e il teatro rapsodico. Foto: Il teatro Sociale Srl.

Informazioni utili
La bottega dell'orefice. Teatro Sociale, piazza Plebiscito, 1 - 21052 Busto Arsizio. Data: sabato 28 giugno 2008, ore 21.00. Ingresso libero e gratuito. Informazioni al pubblico: Il teatro Sociale srl, piazza Plebiscito 1, 21052 Busto Arsizio (Varese), tel. 0331 679000, fax. 0331 637289, info@teatrosociale.it, www.teatrosociale.it.

Busto Arsizio, al teatro Sociale uno zodiaco a passo di danza

Dal tenace ariete al romantico pesci, passando per il mutevole gemelli, l’elegante bilancia e il rigoroso capricorno: è lo zodiaco, con i suoi dodici segni e i suoi quattro elementi, il protagonista dello spettacolo Magica notte che la Star dance di Turbigo presenta alle 21.00 di venerdì 20 giugno al teatro Sociale di Busto Arsizio. Oltre settanta giovani ballerini, di età compresa tra i 4 e i 18 anni, calcheranno le assi del palcoscenico di piazza Plebiscito, presentando una quindicina di coreografie sul tema dell’astrologia e della lettura della sfera celeste, firmate da Elisa Vai, con la collaborazione di William Fernandez, Gaetano Castiglia e Housnj. I costumi sono stati realizzati da Rossana Ferrari e Lia Ballarati.
Tra un arabesque e un rond de jambe, tra un jeté e un pas de bourré, ci sarà anche l’occasione per ridere con due giovani comici emergenti, Franco Giannella e Marco Francone, che, con le loro battute e i loro sketch, accompagneranno il pubblico tra scatenate coreografie di rock and roll acrobatico, divertenti balletti hip hop e raffinati passi di classico e modern.
«Tra i pezzi più divertenti –racconta Elisa Vai, che ha recentemente curato per il teatro Sociale di Busto Arsizio le coreografie dello spettacolo Arlecchino, professione servitore- va ricordato quello modern dedicato al segno del cancro, che sarà interpretato da tanti piccoli ballerini e che si ispirerà ai colori e alle atmosfere del film Alla ricerca di Nemo. Molto vivaci e pieni di ritmo –prosegue la giovane coreografa- saranno anche i brani dedicati ai pesci e al toro, l’uno di rock and roll acrobatico, l’altro modern. Per rappresentare aria, acqua, fuoco e terra, i quattro elementi dello zodiaco, sono state, invece, realizzate delle curiose coreografie animate».
Lo spettacolo gode della collaborazione della Pro Loco di Turbigo, che sta organizzando un pullman per facilitare il raggiungimento del teatro Sociale ai concittadini che intendano seguire la Star Dance nella sua trasferta bustese.

Informazioni utili
Magica notte
. Teatro Sociale, piazza Plebiscito, 1 - 21052 Busto Arsizio (Varese). Data: venerdì 20 giugno 2008, ore 21.00. Ingresso: € 12.00 Informazioni: Star Dance, via Villoresi, 18 – 20029 Turbigo (Milano), tel. 339 8178871 (signora Rossana Ferrari). Sito web: www.teatrosociale.it.