«Fogli d'arte» è una pubblicazione identificata univocamente da un codice ISSN (International Standard Serial Number), attribuito in data 7 marzo 2008: ISSN 1974-4455. Per comunicazioni: foglidarte@gmail.com.

venerdì 28 settembre 2012

Vicenza ritrova uno dei suoi simboli: la Basilica Palladiana

Vicenza ritrova la sua Basilica Palladiana. Sabato 6 ottobre riaprirà, infatti, al pubblico, dopo cinque anni di restauro, l’elegante edificio che si affaccia su piazza dei Signori, capolavoro dell'architettura pubblica di Andrea Palladio, inserita dall’Unesco tra i beni patrimonio dell’Umanità.
La campagna di riqualificazione, promossa dal Comune e finanziata quasi integralmente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona (21milioni di euro il costo dell’intera operazione), non si è limitata a riportare a nuova luce la livrea esterna dell'edificio, ovvero quel meraviglioso rivestimento in pietra bianca inventato dall’architetto padovano per dare nuova veste al medievale Palazzo della Ragione, ma ha anche coinvolto le strutture preesistenti all’«invenzione» palladiana, liberandole dagli effetti dei numerosi interventi succedutesi nei secoli.
I lavori, coordinati dal professor Eugenio Vassallo dell'Università di Venezia, hanno coinvolto tutto lo storico complesso, compreso il tetto ricostruito com'era in origine, con strutture lignee appoggiate sui possenti muri in mattoni. Questi, ripuliti hanno ritrovato i colori caldi che secoli di polvere avevano offuscato e, con i legni del meraviglioso tetto-soffitto offrono un colpo d'occhio davvero suggestivo. La riqualificazione della copertura ha permesso anche di liberare la struttura dall’intervento conservativo del 1948, quello realizzato all'indomani della secondo conflitto mondiale, quando il celeberrimo tetto a carena di nave rovesciata, ricoperto da lastre di rame, disintegrato dalla caduta di una bomba venne ricostruito ricorrendo non al legno, com'era in origine, ma al cemento armato.
Il complesso intervento di restauro e pulitura consente, ora, di fruire dell'edificio secondo le norme e le necessità contemporanee, impiantistica compresa, a partire dalla climatizzazione prima inesistente e dall'illuminazione interna ed esterna, entrambe studiate secondo criteri innovativi di valorizzazione dell'edificio.
Per l'illuminazione esterna (un impianto di illuminotecnica a basso impatto ambientale, donato alla città dal gruppo Gemmo che ne ha curato progettazione e realizzazione) è stato scelto un lieve «chiaro di luna», che dona una immagine fiabesca allo straordinario edificio palladiano.
Ascensori (per l’accesso delle persone disabili e non) e nuove scale consentono, inoltre, di godere di tutte le porzioni dell'edificio, compreso l'elegante loggiato che circonda il Palazzo della Ragione e la terrazza che sovrasta la struttura palladiana a livello del tetto in rame e dalla quale si gode una superba vista sulla città e sui colli che la circondano.
Gli spazi sono stati rivisitati anche per accogliere mostre temporanee. Ecco così che, in un cortile interno, sono state ricavati servizi indispensabili per l’accoglienza dei visitatori, dai bagni al guardaroba, dal book-shop alla biglietteria e a un punto accoglienza.
Ad inaugurare la stagione espositiva della Basilica Palladiana, edificio simbolo della città di Vincenza, sarà la mostra «Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure», curata da Marco Goldin. Una novantina di quadri, esposti non in ordine cronologico ma in uno stimolante gioco di assonanze, ripercorreranno la storia dell’arte del ritratto, offrendo al visitatore un lungo e stimolante percorso che dal senso di perfezione delle forme di epoca rinascimentale giunge fino alla rottura di quella stessa forma, con la ricerca cubista novecentesca. Botticelli, Mantegna, Raffaello, Tiziano, Veronese, Dürer, Rubens, Caravaggio, Rembrandt, Velázquez, Van Gogh, Renoir, Gauguin, Cézanne, Picasso, Matisse, Modigliani e Bacon sono solo alcuni degli artisti che comporranno questo viaggio tra vita quotidiana e celebrazione di sé nella regalità delle corti, tra sentimento religioso e rappresentazione della propria immagine negli autoritratti. Un viaggio che è destinato, quest’autunno, a far diventare Vincenza una delle mete più frequentate dagli amanti dell’arte.

Didascalie delle immagini
[fig. 1] Basilica Palladiana di Vicenza; [fig. 2] Raffaello, «Ritratto di Pietro Bembo», 1504-1506 circa olio su tavola, cm 54 × 39 Budapest, Szépmuvészeti Muzeum - Museum of Fine Arts; [fig. 3] Pablo Picasso, «L’italiana», 1917 olio su tela, cm 149 x 101.5 Zürich, Stiftung Sammlung E.G. Bührle

Informazioni utili 
 Basilica Palladiana, piazza Dei Signori – Vicenza. Informazioni: tel. 0444.222114. Sito web: www.museicivicivicenza.it. Da sabato 6 ottobre 2012.

«Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure». Basilica Palladiana, piazza dei Signori - Vicenza. Orari: lunedì-giovedì, ore 9.00-19.00; venerdì-domenica, ore 9.00-20.00, sabato, ore 9.00-21.00. Biglietti: privati con prenotazione intero € 13,00, ridotto € 10,00, ridotto minorenni € 7,00; privati senza prenotazione intero € 12,00, ridotto € 9,00, ridotto minorenni € 6,00;gruppi intero € 10,00, ridotto € 7,00. Catalogo: edizioni Linea d'ombra. Informazioni: tel. +39.0422.429999 o biglietto@lineadombra.it. Dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013. 

mercoledì 26 settembre 2012

«Fotoleggendo»: immagini del mondo, immagini dal mondo

Mostre, proiezioni, letture portfolio, presentazioni editoriali, premi, incontri con gli autori, workshop e laboratori fotografici anche per i più piccoli: offre una visione a 360 gradi della fotografia italiana e internazionale l’ottava edizione di «Fotoleggendo», manifestazione organizzata e prodotta da Officine fotografiche, con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, della Regione Lazio, della Provincia di Roma e di Roma Capitale.
Una figura astratta ispirata alle macchie di inchiostro di Hermann Rorschach, per l’ideazione grafica di Daniele Zendroni, farà da immagine guida tra le varie location (una decina in tutto) scelte come scenario di questa edizione della rassegna capitolina, diretta per la prima volta da Tiziana Faraoni, responsabile photoeditor del settimanale «L’Espresso», con il sostegno di un comitato scientifico composto da Emilio D’Itri, Marco Pinna, Alberto Placidoli, Marina Rivera e Maurizio Valdarnini.
Prima tappa del festival, che animerà l’inizio autunno capitolino con una riflessione sul valore della fotografia, ora testimonianza cronachistica ora espressione puramente estetica ed emotiva, sarà il Museo di Roma in Trastevere, dove Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi poeti del bianco e nero, presenterà, fino a domenica 11 novembre, la mostra «L’Aquila prima e dopo», a cura di Alessandra Mauro e Suleima Autore: una sessantina di immagini, realizzate nel 1995 e in seguito al sisma del 6 aprile 2009, raccontano di una città ancora ferita, dove strade brulicanti di persone e suoni hanno lasciato il posto alla distruzione, al silenzio.
E’, invece, una riflessione sui problemi che affliggono la società americana, dall’Aids all’abuso di droghe, quello che propone «The Julie project», mostra dell’artista californiana Darcy Padilla, nata in collaborazione con il Festival della fotografia etica di Lodi, che, da venerdì 28 settembre a venerdì 2 novembre, raccoglierà negli spazi 10b Photography gallery una cinquantina di scatti in bianco e nero.
I vernissage di «Fotoleggendo» proseguiranno nella giornata di giovedì 4 ottobre, presso Officine fotografiche, con l’inaugurazione dell’esposizione «Brooklyn Buzz» di Alessandro Cosmelli e Gaia Light, ritratto vivace del più popoloso dei cinque boroughs della città di New York, attraverso il finestrino di un bus. Mentre venerdì 5 ottobre ci si sposterà all’Isa – Istituto superiore antincendi, vero e proprio cuore pulsante dell’intera manifestazione romana, per l’anteprima italiana della mostra «Urban Quilombo» di Sebastian Liste, vincitore del prestigioso riconoscimento «City Of Perpignan Remi Ochlik Award», al festival internazionale di fotogiornalismo «Visa Pour L’Image 2012», dove ha presentato un progetto sulla Galpao da Araujo Barreto, una fabbrica di cioccolato dismessa in Brasile che ha dato un tetto a 130 famiglie senza casa.
All’Isa sarà possibile vedere anche «Lashkars», fotoreportage di Massimo Berruti in Pakistan, nella valle di Swat, dove è ripresa l’antica tradizione delle milizie di auto-difesa, che reprimono gli attentati e il rischio di infiltrazione dei ribelli. Saranno, poi, esposti anche i progetti di Riccardo Venturi sulla rivolta libica, di Matteo Bastianelli sulla vita in Bosnia e del giornalista Gigi Riva su Sarajevo sotto le bombe e il tiro dei cecchini. Nicola Lo Calzo proporrà, invece, una riflessione sul valore della diversità e dell’accettazione del proprio essere attraverso «Morgante», galleria di ritratti sull’universo dei nani fotografati nella loro vita privata, in casa, al lavoro, in strada.
Massimo Siragusa regalerà al pubblico un viaggio tra le bellezze della Roma monumentale e della sua Sicilia; Irina Werning metterà in mostra il suo progetto «Back to the future», una raccolta di dittici che riesumano gli stessi luoghi, abiti ed espressioni di diversi soggetti realizzati a distanza di tempo.
Con Paola Fiorini e Beatrice Mancini si farà, invece, una riflessione sociologica sugli italiani che scelgono il camper per le proprie vacanze; con Federico Ciamei sul rapporto tra la terza età e le chat e i siti di appuntamenti. Chiuderanno il percorso espositivo all’Isa -dove si terranno anche le letture del portfolio, le assegnazioni dei premi «FotoLeggendo», «Giovanni Tabò» e «Échange Boutographies» e presentazioni di novità editoriali- i lavori fotografici di Alexandra Serrano, Daniele Cinciripini, Luca Giocosa e il progetto sperimentale «Spazio OF».
Sabato 6 e domenica 7 ottobre, lo spazio espositivo di via del Commercio aprirà le porte anche a una nuova sezione del festival, quella dedicata alla visione di Inmotion, video reportage e documentari d’autore, per la curatela di Emiliano Mancuso e Luca Ferrari, che permetterà di vedere lavori di autori rappresentati da prestigiose agenzie come VU, Panos Pictures, LUZphoto, Contrasto, Prospekt Photographers, TerraProject, Rat Creatives.
Ci si sposterà, quindi, a Label201, dove da venerdì 12 ottobre saranno in mostra ritratti dei fratelli Marvellini, databili nei decenni a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Mentre il giorno successivo si aprirà, all’Isfci – Istituto superiore di fotografia e comunicazione, la mostra «Middle East Report», un progetto a quattro mani di Luca Sola e di Alessio Romenzi che racconta l’Egitto e la Siria di oggi.
Nella stessa giornata, alla Fondazione Pastificio Cerere Marco Longari/AFP photo, si terrà la vernice della mostra «Theaters of war», un’ampia selezione di immagini, a cura di Carla Rak, che ripercorre momenti significativi delle proteste e dei conflitti che hanno caratterizzato l’inizio di questo XXI secolo. Mentre domenica 14 ottobre verrà inaugurata, all’«AngeloMaiAltrove», l’esposizione «Shots: An American Photographer’s Journal, 1967-72» di David Fenton, fotografo che immortalò la contestazione americana a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, ritraendo personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei giorni nostri come John Lennon & Yoko Ono, Allen Ginsberg, Janis Joplin, Muhammad Ali e Black Panthers.
«Fotoleggendo» farà, quindi, tappa, nella giornata di lunedì 15 ottobre, alla s.t. foto libreria galleria, dove verrà esposta la rassegna «The Arab Revolt», una serie di istantanee in bianco e nero di Giorgio Di Noto, per la curatela di Fabio Severo, che mostrano scene tratte dai video girati nelle strade e sui campi di battaglia di Tunisia, Libia ed Egitto.
Mercoledì 17 ottobre i riflettori saranno puntati su Giulio Di Sturco, che, alla Gallery caffè di piazza Santa Cecilia, presenterà il suo viaggio alla scoperta di «Aerotropolis», una nuova piattaforma urbana in cui gli aeroporti rappresentano il nucleo centrale intorno ai quali si sviluppa il resto della città, crocevia di merci e di persone. Le inaugurazioni si concluderanno sabato 20 ottobre, il giorno successivo alla visione del documentario «The Cambodian Room - Situations with Antoine D'Agata» di Tommaso Lusena e Giuseppe Schillaci, per i tipi delle edizioni Contrasto: alla WSP Photography andrà in scena l’anteprima di «Anonymous», mostra a cura di Elisabetta Bini, Mariella Boccadoro e di Alessandra Quadri, che raccoglie foto di «dilettanti moderni» trovate per caso in un mercatino di Roma o in soffitte polverose, che documentano la realtà quotidiana e che testimoniano ciò che eravamo.
Tra gli appuntamenti in programma vanno, infine, segnalati la serata con i Rat Creatives (giovedì 25 ottobre), uno studio specializzato nel campo dell’audiovisivo particolarmente attento all’estetica contemporanea e alle nuove tendenze dell’arte e dei nuovi media, e gli incontri su fotografia e diritto con Massimo Stefanutti (venerdì 26 e sabato 27 ottobre). Un programma, dunque, sfaccettato quello di «Fotoleggendo», un palcoscenico per autori emergenti e fotografi pluripremiati, ma anche un invito per i visitatori a riflettere sul mondo che ci circonda, un mondo spesso fatto anche di scatti, che, parafrasando Isabel Allende in «Ritratto in seppia», ci rivelano «segreti che l’occhio nudo o la mente non colgono».

Didascalie delle immagini
[fig. 1] Ideazione grafica di Daniele Zendroni per l'ottava edizione di «Fotoleggendo»; [fig. 2] Un'immagine esposta nella mostra «L’Aquila prima e dopo» di Gianni Berengo Gardin al Museo di Roma in Trastevere; [fig. 3] Un'immagine esposta nella mostra «Brooklyn Buzz» di Alessandro Cosmelli e Gaia Light, alle Officine fotografiche di Roma; [fig. 4]  Un'immagine esposta nella mostra «Lashkars», fotoreportage di Massimo Berruti in Pakistan all'Isa di Roma; [fig. 5] n'immagine esposta nella mostra «Back to the future» di  Irina Werning all'Isa di Roma; [fig. 6] Un'immagine della mostra sui Marvellini al Label201 di Roma; [fig. 7] Un'immagine della mostra «Shots: An American Photographer’s Journal, 1967-72» di David Fenton, all'«AngeloMaiAltrove» di Roma.

Informazioni utili 
«Fotoleggendo 2012» - VIII edizione. Eventi ed inaugurazione di mostre in programma dal 26 settembre al 27 ottobre 2012 Informazioni: Officine fotografiche, via Libetta, 1 - Roma, tel. 06.5125019. Web Site: www.fotoleggendo.it.

lunedì 24 settembre 2012

«Move off», Singapore e Siena: due culture unite dalla danza

Singapore e Siena: due culture in dialogo a passo di danza. E’, infatti, un ambizioso progetto internazionale di collaborazione artistica tra la compagnia italiana «Motus», diretta da Simona Cieri, e l’«Odyssey Dance Theatre», presieduto dal coreografo Danny Tan, la punta di diamante di «Move off», rassegna autunnale di danza contemporanea in programma dal 29 settembre al 3 ottobre, nell’ambito del «SienaFestival», manifestazione interdisciplinare che sta portando nella città del Palio artisti come Elio e le storie tese, l’attore Paolo Rossi, il clavicembalista Frédérick Haas, l’austriaca Christina Pluhar con la sua musica antica, il regista Danio Manfredini e molti altri protagonisti del mondo del teatro, della fotografia e del cinema.
L’intenso programma dedicato alla danza prenderà avvio sabato 29 settembre, alle ore 11.30, con un incontro pubblico, presso il Palazzo della Provincia di Siena, nel quale verrà presentata, attraverso proiezioni video, il lavoro, ormai più che decennale, della compagnia asiatica «Odyssey Dance Theatre». Lunedì 1° ottobre, alle ore 19.00, si terrà, invece, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Siena, la prima nazionale, ad ingresso gratuito, dello spettacolo «Hi Heaven!», riflessione circa il continuo interrogarsi di ciascun uomo su ciò che conta nella vita.
A seguire, martedì 2 ottobre, alle ore 21.30, il teatro Alfieri di Castelnuovo Berardenga ospiterà, sempre ad ingresso libero, lo spettacolo «Hi Heaven! & Art of Faking» della compagnia «Odyssey Dance Theatre» e la prima nazionale della coreografia «Hope» di «Motus», lavoro firmato da Simona e Rosanna Cieri, su musiche di Daniele Sepe, che ha recentemente debuttato a Singapore.
La collaborazione tra le due compagnie di danza prevede anche un workshop per danzatori, tenuto dal coreografo Danny Tan, che si svolgerà mercoledì 3 ottobre, dalle ore 14 alle ore 16, presso il Centro internazionale d’arte di Siena.
Il ricco cartellone di appuntamenti sulle punte promosso nell’ambito del «SienaFestival» non finisce, però, qui. Venerdì 5 ottobre, alle ore 21.30, si terrà, negli spazi del teatro dei Rozzi, la prima regionale dello spettacolo «Il sacro della primavera» (ingresso: € 10,00/€ 7,00), una produzione di Balletto Civile/Fondazione Teatro Due, ispirata al celebre «Sacre» di Igor Stravinskij, per l’ideazione e la regia di Michela Lucenti e con incursioni musicali di Maurizio Camilli, che si è aggiudicato il premio Roma Danza 2011.
Non mancherà, poi, una tavola rotonda, sempre nella giornata di venerdì 5 ottobre, alle ore 18.15, presso l’Enoteca italiana: «Arte e danza a 15 gradi» (ingresso: € 5,00). Si tratta, dichiarano gli organizzatori, di un aperitivo con dichiarazioni sulla danza, al quale interverranno Rodolfo Sacchettini, critico teatrale, Alberto Salvadori, docente dell’Università di Torino, e Alessandro Pontremoli, direttore del museo Marino Marini di Firenze. L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della Fondazione Toscana Spettacolo, prevede anche interventi danzati del centro artistico «Il grattacielo», del «Cab008» e dell’associazione culturale «QualiBò». Una finestra, questa, sulla giovane coreografia italiana, intitolata «Anticorpi XPLO», che arricchisce il nuovissimo «SienaFestival», nato dalla sinergia tra enti organizzatori di rassegne ben radicate sul territorio come «Voci di Fonte», «Contemporaneamente Barocco» e «TeatrInScatola», a dimostrazione che, in tempi di crisi economica, «l’unione fa la forza» non è solo un modo di dire.

Per saperne di più 
www.sienafestival.it 
www.motusdanza.it 

Didascalie delle immagini 
[Fig. 1] Una coreografia dell’«Odyssey Dance Theatre» di Singapore; fig. 2] Una scena dello spettacolo «Hope» della compagnia senese «Motus» 
[Le foto sono state messe a disposizione da Natascia Maesi - Giornalismo & Comunicazione] 

Informazioni utili 
Per informazioni sulla collaborazione tra l’«Odyssey Dance Theatre» Motus e «Motus» è possibile contattare Motus Promozione (piazzetta Perucatti, 5 – Siena) al numero 0577.286980 o all’indirizzo e-mail promozionemotus@yahoo.it
Per informazioni sul «SienaFestival» è possibile contattare l’indirizzo e-mail info@sienafestival.it
Per le prenotazioni degli spettacoli: tel. 392.8319892 (orario: ore 9.00-12.00 e ore 15.00-19.00).

sabato 22 settembre 2012

«Fenice Nine Arts International Festival», quando le arti si mettono in dialogo

E’ l’idea della trasformazione come motore della ricerca artistica e come capacità di traghettare un’emozione in maniera sinestetica il tema che fa da filo rosso alla settima edizione di «Fenice Nine Arts International Festival», manifestazione che, fino al prossimo maggio, animerà piazze e teatri di Poggibonsi con eventi di danza, letteratura, arti figurative e teatro.
A inaugurare la ricca kermesse, realizzata dall’Amministrazione comunale di Poggibonsi, insieme con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e con Vernice progetti culturali srl, sarà «Ballo Pubblico Outdoor», una rassegna di danza contemporanea, ideata da Francesca Lettieri, che, per il terzo anno consecutivo, porterà nella città toscana alcune tra le più affermate compagnie di balletto italiane e internazionali. Incontri, seminari, rassegne di video-danza e interventi coreografici in diversi luoghi della città animeranno il mese di settembre. Tra gli ospiti che scalderanno l’inizio autunno di Poggibonsi ci saranno, per esempio, Paola Vezzosi con la sua ballata «Santissima dei naufragati» (sabato 22 settembre, ore 17.10 – piazza Savonarola), gli italiani Adarte con la performance «Svanisco» (sabato 22 settembre, ore 18.00 e domenica 23 settembre, ore 18.40 – piazza Nagy), il Grupo Tapias con «Solo» del coreografo Rami Levi (domenica 23 settembre, ore 18.15- piazza Nagy) e la compagnia «La Macana» con «Ven» (sabato 22 settembre, ore 18.30 – piazza Nagy e domenica 23 settembre, ore 17.15 – piazza Rosselli), senza dimenticare il dance jay-set con Lucille dj (domenica 23 settembre, dalle ore 19.30 – piazza Rosselli e Politeama Cafè).
Cuore pulsante del settore danza di questa edizione di «Fenice Nine Arts International Festival», che ha preso il via nei giorni scorsi, sarà il progetto «Mex in Dance», nato dalla collaborazione tra i festival europei «Dies De Dansa» di Barcellona, «Ballo Pubblico» di Poggibonsi, «Interferenze» di Teramo e «Dantza Hirian» dei Paesi Baschi, con il «Festival Subterráneo de las Artes Escénicas». Tra le compagnie messicane chiamate a sperimentare, su differenti palcoscenici di Poggibonsi, le relazioni tra il linguaggio del corpo, lo spazio architettonico che lo ospita e il pubblico ci saranno la compagnia «Moving Borders» con la coreografia «Nosostros» di Jaciel Neri (sabato 22 settembre, ore 17.30 – piazza Rosselli e domenica 23 settembre, ore 19.00 – piazza Nagy) e gli «aThOsgarAbaThOs» con lo spettacolo per bambini «Alicia…Alicia» (sabato 22 settembre, ore 16.45 – piazza Nagy).
La danza passerà, quindi, il testimone al fumetto. Da sabato 6 ottobre la trasformazione diventerà, infatti, sperimentazione disegnata con un omaggio a Jean Giraud, universalmente conosciuto come Moebius, maestro del fumetto scomparso lo scorso 10 marzo. Una mostra, curata da Claudio Curcio, offrirà la presentazione in anteprima assoluta delle tavole di uno dei ultimi lavori del disegnatore francese: «Inside Moebius». Insieme alle immagini del libro, pubblicato per la prima volta in Italia, saranno esposte, fino a domenica 4 novembre negli spazi del cinema teatro Politeama, alcune illustrazioni significative della sua enorme carriera artistica, insieme ad alcune foto e interviste video, perlopiù inedite e originali, in particolare foto e testimonianze video della presenza di Moebius a Fenice 2008, in un memorabile incontro con Alejandro Jodorowsky.
Da domenica 4 novembre, «Fenice Nine Arts International Festival» metterà, quindi, l’accento su quelle transizioni che avvengono quando la parole scritte diventano parole lette ad alta voce o recitate. Dall’inchiostro alla voce è, infatti, il tema protagonista della quinta edizione della rassegna «Le Parole, i Giorni», a cura di Dario Ceccherini.
Sotto il significativo titolo «Scripta Volant» saranno riuniti incontri, reading e conferenze, oltre ad un omaggio a Susi Cecchi D’Amico, che vedranno protagonisti, tra gli altri, Alessandro Bergonzoni, Stefano Bartezzaghi, Alessandro Fo, Vanni Santoni, Fabio Genovesi e Francesco Recami.
Le parole ritorneranno, quindi, ad essere protagoniste con la rassegna «Scaffali d’autore», in programma fino a maggio 2013, un viaggio che si rivelerà molto particolare e che vuole essere di buon augurio in attesa dell’apertura della nuova biblioteca comunale. Alcune personalità del mondo della cultura e delle arti quali Giorgio Giorello, Tanino Liberatore, Gustavo Zagrebelsky e Stefano Bollani saranno invitati a raccontare al pubblico i libri della loro vita. 

Didascalie delle immagini
[fig. 1]Una scena della ballata «Santissima dei naufragati» con Paola Vezzosi. Foto: Simone Falteri; [fig. 2] Uno scena dello spettacolo per bambini «Alicia…Alicia» con la compagnia «aThOsgarAbaThOs»; [fig. 3] Una scena della performance Solo» del coreografo Rami Levi, che vedrà in scena il Grupo Tapias; [fig. 4] Alessandro Bergonzoni sarà tra i protagonisti della rassegna letteraria «Le Parole, i Giorni», a cura di Dario Ceccherini. 

Informazioni utili 

«Fenice Nine Arts International Festival». Spettacoli, appuntamenti e workshop a ingresso gratuito (er alcuni luoghi potrebbe essere limitato l’accesso in rapporto all’effettiva capienza). Info point (orario di apertura: ore 16.00-20.00): teatro Politeama, piazza Rosselli, 6 – Poggibonsi (Siena) - tel. 0577.985697. Infoline festival: tel. 0577.226406 o 333.1780432. Fino a maggio 2013.

lunedì 17 settembre 2012

Una mostra, un convegno e…: Ferrara ricorda Antonioni. A cent’anni dalla nascita

Ferrara celebra uno dei suoi concittadini più illustri. A partire dal 29 settembre la città emiliana rende omaggio a Michelangelo Antonioni (29 settembre 1912 - 30 luglio 2007), uno dei padri della modernità cinematografica.
Testimone tra i più lucidi del Novecento, il regista ferrarese ha sondato l'animo umano con sguardo innovatore, radiografando le inquietudini del mondo contemporaneo. La sua opera, la cui attualità è oggi più forte che mai, ha superato i confini della settima arte, esercitando un notevole ascendente in diversi ambiti culturali: dalla pittura al teatro, dalla fotografia alla musica.
In occasione del centenario dalla nascita dell’artista, Ferrara propone un articolato calendario di iniziative, che culminerà nella grande mostra «Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti», in programma la prossima primavera negli scenografici spazi di Palazzo dei Diamanti.
Le manifestazioni inizieranno nella mattinata di sabato 29 settembre, giorno del compleanno di Michelangelo Antonioni, con la scopertura di una targa in via San Maurelio 10, sul prospetto della casa dove il regista abitò dal 1918 al 1929. Nella stessa giornata si svolgerà la cerimonia di intitolazione al cineasta del piazzale antistante il conservatorio musicale «Frescobaldi».
Ci si sposterà, quindi, alla Galleria d’arte moderna e contemporanea, dove Ferrara Arte e il quadrimestrale «Rifrazioni. Dal cinema all'oltre» proporranno «Antonioni Zoom», un evento che prende le mosse dall'omonimo dossier dedicato al regista, contenuto nel numero dieci della rivista (settembre 2012). A partire da questo speciale, nel quale pensatori e artisti hanno ‘zoomato’ sull’opera del regista a partire dalla prospettiva del proprio fare creativo, si articolerà un’insolita tavola rotonda che vedrà la partecipazione della compagnia teatrale Fanny & Alexander, della coreografa Simona Bertozzi, dell'autore e regista Carlo di Carlo, dell'autrice di libri per bambini Federica Iacobelli, della scrittrice e documentarista Maria Pace Ottieri e del musicista Alfonso Santimone. Al termine dell’incontro, si sposteranno al cinema Apollo, in piazza Carbone, dove si terrà la proiezione, a ingresso gratuito, del film «L'eclisse».
Il cinema Apollo farà da scenario anche alla proiezione della copia personale di Michelangelo Antonioni del film «Professione: Reporter» (1975), uno dei capolavori della sua maturità del regista. Ad introdurre la serata, che anticiperà la rassegna cinematografica completa dei film del maestro, in programma dal 10 ottobre al 12 dicembre 2012 presso il cinema Boldini (via Previati 18, ingresso gratuito), sarà Dominique Païni, già direttore della Cinémathèque française e curatore della mostra «Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti».
Alla rassegna filmica seguirà un convegno internazionale di studi, promosso dall’Ateneo ferrarese, che nelle giornate dall’11 al 13 dicembre vedrà in città tutti i più importanti studiosi di storia del cinema.
A chiudere la programmazione sarà una mostra al Palazzo dei Diamanti, realizzata da Ferrara Arte e dalla Galleria d’arte moderna e contemporanea, con la collaborazione della Cineteca di Bologna. La rassegna, la prima dedicata al cineasta emiliano, ripercorrerà la sua parabola creativa alla luce del suo rapporto con le arti figurative, con le quali il regista strinse un intenso e fecondo rapporto. In un allestimento di grande fascino, il prezioso patrimonio di opere, oggetti e documenti relativi alla vita e al lavoro di Michelangelo Antonioni (oggi di proprietà del Comune di Ferrara) verrà accostato a opere di grandi artisti del Novecento, come Rothko, Pollock, De Chirico, Morandi, Burri e Vedova, offrendo un inedito e suggestivo dialogo tra film e pittura, letteratura e fotografia. Ad emergere con forza sarà il ritratto a tuttotondo di uno dei massimi artisti del secolo scorso, una testimonianza viva della sua forza creativa e dell'intramontabile attualità della sua poetica che, come ha scritto Martin Scorsese, ha offerto al «cinema possibilità sorprendentemente illimitate».

Didascalie delle immagini 
[fig. 1] Antonioni sul set di «Zabriskie Point» © foto Bruce Davidson / Magnum Photos / Contrasto; [fig. 2] Alain Delon e Monica Vitti nel film «L’eclisse» di Michelangelo Antonioni, 1962; [fig. 3] Kim Rossi Stuart nel film «Al di là delle nuvole» di Michelangelo Antonioni, 1995

venerdì 14 settembre 2012

Anversa, la «Pietà» di Michelangelo secondo Jan Fabre

E’ una meditazione su temi universali quali vita, morte, metamorfosi e pensiero ciò che l’eclettico artista, regista, coreografo e scenografo belga Jan Fabre (Anversa, 1958) propone con il progetto espositivo «Pietas», curato da Giacinto Di Pietrantonio, direttore della Gamec di Bergamo, e da Katerina Koskina, presidente dello State Museum of Contemporary Art di Salonicco.
L’esposizione, presentata in anteprima all’ultima Biennale d’arte di Venezia (giugno-novembre 2011), nella scenografica navata della Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, è attualmente ospitata nella città natale dell’artista fiammingo, Anversa, presso gli spazi del Parkloods al Park Spoor Noord, un parco urbano, con campi sportivi, piste ciclabili e spazi per mostre e spettacoli teatrali, costruito sul sito di un vecchio deposito ferroviario.
Cinque grandi sculture in marmo puro e in marmo statuario di Carrara compongono l’installazione, resa nota per la discussa opera «Sogno compassionevole (Pietà V)», singolare rivisitazione, in scala 1:1, della «Pietà» michelangiolesca, nella quale la Madonna è uno scheletro, con un teschio al posto del volto, e dove il Cristo morto presenta le fattezze dell’artista, vestito in abito da sera, a piedi nudi e ricoperto da simboli del suo immaginario creativo quali lumache, scarabei, farfalle e larve, mentre con la mano sinistra regge un cervello, riprodotto nei minimi dettagli anatomici.
La scultura, per la quale si è parlato anche di blasfemia, non intende, in realtà, essere irriverente nei confronti della fede cattolica, ma vuole piuttosto invitare a una riflessione sul dolore, legittimo, di una madre che vuole sacrificarsi al posto del figlio e sul fatto che la sofferenza per una perdita è più in chi rimane che in chi viene a mancare.
Quest’opera, di straordinaria raffinatezza estetica e di grande potenza scenica, chiude un percorso espositivo di rigorosa geometria prospettica e di coinvolgente atmosfera mistica, scandito da quattro cervelli giganteschi, sormontati da croci, trafitti da chiodi, popolati da alberi bonsai e da animali (quattro tartarughe, una lumaca e un ragno). «Strumenti di terrorismo poetica (Pietà I)», «Tomba vivente (Poetà II)», «Fontana della vita imitante la forma e lo stile della miniatura (Pietà III)» e «Ascesa delle pietre oracolari (Pietà IV)», i titoli dei lavori.
Queste sculture, realizzate con la precisione maniacale tipica dell’antica scuola fiamminga, sono collocate, insieme con «Sogno compassionevole (Pietà V)», sopra una grande base riflettente, in lamina dorata, alla quale si accede solo dopo aver calzato delle pantofole di feltro, come avviene in un tempio buddista o induista, a sottolineare la sacralità del percorso. Ogni cervello simboleggia il paganesimo, le religioni universali e l’idea di empatia.
Gusci di scarabeo, animale simbolo della rinascita secondo gli antichi egizi, completano l’installazione, che stabilisce un palpabile contatto tra visibile e invisibile, tra corpo fisico e spirito, tra sacro e profano.

Didascalie delle immagini 
[fig. 1] Jan Fabre, «Sogno compassionevole (Pietà V)», particolare, 2011, 190 x 195 x 110 cm Base 270 x 40 x 180 cm, Marmo bianco di Carrara, Courtesy: Angelos - Jan Fabre, Photo: Pat Verbruggen, Copyright: Angelos; [fig. 2] Jan Fabre, «Tomba vivente (Poetà II)», particolare, 2011, 128 x 180 x 105 cm Base 150 x 40 x 150, Pure white marble, Courtesy Angelos - Jan Fabre, Photo: Pat Verbruggen, Copyright: Angelos.  

 Informazioni utili 

«Jan Fabre. Pietas». Parkloods, Park Spoor Noord, Damplein 31-37 - Anversa (Belgio). Orari: martedì-domenica, ore 10.00-18.00, chiuso il lunedì 2 sabato 15 settembre 2012. Ingresso: intero € 8,00 anziani e gruppi € 6,00, ragazzi dai 12 ai 26 anni € 1,00, gratuito bambini fino ai 12 anni. Catalogo: disponibile in mostra (in lingua inglese e olandese, € 25,00). Informazioni: In Italia - Gamec di Bergamo, tel. 035.270272. Sito web: www.antwerpen.be/musea. Fino al 23 settembre 2012.