ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

venerdì 6 marzo 2015

Letizia Battaglia si racconta a «Domina Domna». Torna a Bergamo il festival sulla creatività al femminile

Bergamo si accende di rosa. La città lombarda torna a fare da scenario al festival «Domina Domna», rassegna di cultura e creatività al femminile, promossa per il quarto anno consecutivo dall’associazione «La scatola delle idee», che offre al pubblico un itinerario tra palazzi storici, sale espositive, librerie, cinematografi, caffè, auditorium, centri socio-culturali all’insegna di teatro, musica, fotografia, pittura, scultura, letteratura, cinema e laboratori per bambini.
La kermesse -spiegano gli organizzatori- «si propone di restituire al pubblico- al di là degli stereotipi legati all’universo femminile e alla sua produzione creativa- come quello delle donne sia uno sguardo complesso sul mondo, capace di suggerire nuove direzioni, tematiche ed espressive». Proprio per questo motivo la rassegna, in programma dal 21 al 29 marzo, è multidisciplinare e permette così di accostarsi al lavoro di una fotografa di grande talento come Letizia Battaglia e di una regista impegnata come Costanza Quatriglio (neo vincitrice del Nastro d’argento per il documentario «Triangle»), ma anche di vedere all’opera le attrici Giuliana Musso, Chiara Stoppa e Marta Dalla Via.

Palermo, andata e ritorno: una fotografa e la sua storia
Ad annunciare ai bergamaschi e ai turisti l’inizio del festival è, in questi giorni, la personale di Letizia Battaglia, uno tra le fotografe italiane più famose nel mondo, testimone con il suo obiettivo di uno dei periodi più oscuri della storia del nostro Paese: quello dell’orrore dei delitti di mafia a Palermo, con i volti del dolore di chi è rimasto e di chi cerca ogni giorno di riscattare l’anima della sua città nel ricordo degli «Invincibili» che hanno segnato la storia italiana.
A Palazzo della Ragione, nel cuore di Bergamo Alta, rimarranno esposte fino al prossimo 5 aprile cinquantanove fotografie in bianco e nero, tutte provenienti dall’archivio personale dell’artista, che mettono a fuoco gli aspetti di ricerca, denuncia e analisi da lei condotti tra il 1974 e il 2015.
Il percorso espositivo, a cura di Alice Giacometti, si articola in quattro sezioni. Il viaggio comincia con «Palermo», in cui rivive l’anima del luogo nelle sue profonde contraddizioni. Gli scatti raccontano di una città piegata dagli effetti delle azioni mafiose sulla società siciliana -il lavoro minorile, la disoccupazione, il degrado ambientale-, ma trasmettono anche il fuoco della bellezza e delle tradizioni che arde tra queste strade.
C’è, poi, «Cronaca», frammento espositivo nel quale sono visibili immagini diventate icone in tutto il mondo degli anni bui delle guerre di mafia.
Dal 1974 Letizia Battaglia inizia a fotografare, giorno dopo giorno, i delitti mafiosi, documentando l’incedere della violenza. L’esecuzione con una raffica di mitra del magistrato Cesare Terranova e del maresciallo di pubblica sicurezza Lenin Mancuso, l’omicidio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, l’uccisione di Salvo Lima, la strage di Capaci e quella di via D’Amelio, in cui muoiono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono alcuni degli episodi finiti davanti all’obbiettivo dalla fotografa palermitana.
Letizia Battaglia non mette, però, il suo interlocutore di fronte al solo orrore della morte; gli racconta anche il dolore di chi rimane attraverso sguardi di donne che sono state madri, mogli, figlie, sorelle di uomini uccisi dalla guerra di mafia, come Rosaria Schifani, vedova di Vito, agente di scorta del giudice Falcone.
Dopo le stragi del ’92, la fotografa palermitana decide di andare a vivere a Parigi, in cerca di un po’ di pace. Nel 2004 nascono le «Rielaborazioni», terza tappa del progetto espositivo: alcuni dei suoi più famosi scatti di cronaca mafiosa vengono trasformati in altro, «sovrapponendo –raccontano gli organizzatori- alle immagini della morte, come in un rito di purificazione, quelle dell’acqua e di un nudo femminile, di una bambina o di un fiore, perché l’atrocità sia finalmente lasciata sullo sfondo portando in primo piano il richiamo alla bellezza e alla speranza».
Chiude la mostra, a ingresso libero, la serie «Gli Invincibili», nata nel 2013, con immagini che rendono omaggio ad alcuni dei miti dell’artista: tra gli altri, Gabriele Basilico, Pier Paolo Pasolini, Rosa Parks, «Il Crocifisso di Santo Spirito» di Michelangelo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, James Joyce, Marguerite Yourcenar e Che Guevara.

Teatro e musica raccontano le donne
Nell’ambito del festival «Domina Domna» è in cartellone anche un’altra mostra: «Siriani in transito», nata dall’esperienza di tre mediatrici interculturali nei centri di accoglienza milanesi. Agli appassionati di musica è, invece, dedicato lo spettacolo «Sudoku killer» al cineteatro del Borgo (venerdì 27 marzo, alle ore 21), che permetterà di accostarsi alle sperimentazioni del quartetto di Caterina Palazzi, le cui sonorità sono vicine al jazz mediterraneo e nord europeo, senza disdegnare un’influenza rock-psichedelica.
Mentre per gli amanti del cinema sono stati pensati due appuntamenti: una conversazione con Costanza Quatriglio (martedì 24 marzo, alle ore 20.30), alla quale seguirà la proiezione dei film «Fiato sospeso» e «Triangle», e l’incontro con la giovane regista Teresa Iaropoli (lunedì 23 marzo, alle ore 20).
Molti, poi, gli appuntamenti teatrali in cantiere. Si inizia con «Veneto Fair» (sabato 21 marzo, alle ore 21), nel quale la bravissima caratterista Marta Dalla Via affresca con ironia, dai tratti sociologici, i cliché, gli stereotipi, le aberrazioni e le miserie del nord Italia. Spazio, quindi, a Chiara Stoppa che porterà sul palcoscenico «Il ritratto della salute», un racconto autobiografico, diventato anche un libro per i tipi della Mondadori (la presentazione bergamasca si terrà martedì 24 marzo, alle ore 18, alla libreria Ibs), nel quale l’attrice racconta la sua esperienza di malata oncologica, dalla diagnosi -linfoma di Hodgkin- alla chemioterapia, dall'autotrapianto delle cellule staminali alla radioterapia, dalla scelta di una cura non tradizionale alla guarigione.
Vita, pagina scritta e palcoscenico si intrecceranno anche in «Dieci», libro di Andrej Longo (la presentazione è in agenda giovedì 26 marzo, alle ore 18) i cui personaggi si materializzeranno sul palco grazie al talento di Elena Dragonetti (venerdì 27 marzo, alle ore 21). La rassegna vedrà in scena anche Giuliana Musso, spesso interprete di temi scomodi, con il suo spettacolo «La fabbrica dei preti» (sabato 28 marzo, alle ore 21), nel quale tre anziani sacerdoti raccontano con franchezza -si legge nella sinossi- «la giovinezza in un seminario, i tabù, le regole, le gerarchie, e poi l'impatto col mondo delle donne, le frustrazioni ma anche la ricerca e la scoperta di una personale forma di felicità umana».
Pamela Sabatini e Valeria Bianchi nel loro «Taccia per sempre» (giovedì 26 marzo, alle ore 21) narreranno, invece, un viaggio per l’Italia, «armate» solo di un registratore e di un piccolo organetto, con l’intento di rompere il silenzio. Mentre a chiudere il cartellone teatrale sarà «La zuppa di sasso» (domenica 29 marzo, alle ore 15 e alle ore 16.30) di Alice Paolini, che –si legge nella sinossi- «vuole mettere in risalto, attraverso l’utilizzo di grandi animali in stoffa, come la semplice condivisione di un piatto di minestra possa permettere di valicare le barriere della diffidenza, del pregiudizio e dell’individualismo, facendo incontrare sconosciuti o acerrimi nemici».
Infine, tra i laboratori in programma si segnalano «Il corpo che ascolta» (lunedì 23 marzo, alle ore 20.30) e «Antigone, parole e sassi» di Alice Bescapè (domenica 22 marzo, alle ore 14.30). Un progetto, dunque, di ampio respiro quello del festival «Domina Domna» per scoprire, come si legge nella brochure di presentazione, che «le donne hanno tanto da raccontare che si parli di altre donne, di altri uomini o della loro percezione del mondo».

Didascalie delle immagini 
[Fig. 1] Letizia Battaglia, Il giudice Falcone ai funerali del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo. Palermo, 1982; [fig. 2] Letizia Battaglia, Rosaria Schifani. Palermo, 1992; [fig. 3] Letizia Battaglia, Il gioco del killer. Palermo, 1982; [fig. 4] Letizia Battaglia, Pier Paolo Pasolini - Serie Gli invincibili, 2013; [fig. 5] Una scena dello spettacolo La zuppa di sassi, con Valentina Paolini; [fig. 6] Alice Bescapè nello spettacolo Antigone, parole e sassi

Informazioni utili 
«Domina Domna» - Festival di cultura femminile. Bergamo, sedi varie. Programma: www.babelecomunicazione.it/Portals/0/DOMINA/PROGRAMMA%20brochure.compressed.pdf. Informazioni per il pubblico:associazione «La scatole delle idee», tel. 349.2632871 o info@dominadomna.it. Sito internet: www.dominadomna.it. Dal 21 al 29 marzo 2015. 

«Letizia Battaglia 1974-2015». Bergamo Alta – Palazzo della Ragione, piazza Vecchia – Bergamo Alta.  Orari: martedì – domenica, ore 10.00 – 19.00; chiuso lunedì. Ingresso libero. Informazioni per il pubblico:associazione «La scatole delle idee», tel. 349.2632871 o info@dominadomna.it. Sito internet: www.dominadomna.it. Fino al 5 aprile 2015. 

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