«Fogli d'arte» è una pubblicazione identificata univocamente da un codice ISSN (International Standard Serial Number), attribuito in data 7 marzo 2008: ISSN 1974-4455. Per comunicazioni: foglidarte@gmail.com.

venerdì 24 giugno 2016

Riparte «Doppio Senso: percorsi tattili alla collezione Peggy Guggenheim»

Ritorna a Palazzo Venier dei Leoni «Doppio Senso. Percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim». Dopo il successo dell’edizione pilota, avviata nell’autunno 2015, l’innovativo progetto con il quale la realtà museale veneziana ha aperto il proprio patrimonio artistico al pubblico con disabilità visive, iniziando un processo di sensibilizzazione alla conoscenza dell’arte attraverso il tatto, propone una serie di nuovi appuntamenti.
L’iniziativa, realizzata con la preziosa collaborazione dell'Istituto dei ciechi di Milano e dell'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti onlus, riprende le proprie attività sabato 25 e domenica 26 giugno e per i prossimi dodici mesi proporrà, a cadenza mensile, una serie di visite guidate e laboratori per non vedenti, ipovedenti e vedenti, adulti e bambini.
Si tratta di un percorso che, dal figurativo all’astrazione, condurrà alla conoscenza e a una lettura inedita non solo degli artisti, ma anche delle avanguardie storiche amate e collezionate da Peggy.
In questa sua seconda edizione, «Doppio Senso» prende il via da «Studio per Piper» (1965) di Mario Ceroli, opera della mostra temporanea «Imagine. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969» che, con la sua carica fortemente evocativa e immaginifica, ben si colloca nel processo di formazione dell'immagine mentale in vedenti e non vedenti.
Le percezioni acquisite dai fruitori man mano che l’analisi, anche di opere della collezione permanente, procede, si integrano progressivamente l'una con l'altra dando luogo a rappresentazioni mentali via via più ricche e complesse.
Il progetto, ideato e curato da Valeria Bottalico, assume quest’anno una rilevanza culturale ancora più significativa per l’assoluta importanza dei singoli lavori analizzati che rappresentano i principali movimenti artistici del XX secolo.
Saranno proposte per l’occasione più sequenze di lettura delle opere, per spiegarne i passaggi e favorire la ricreazione dell’immagine mentale, attraverso anche una pluralità di rimandi tematici, una graduale progressione dall’informazione base a quella più dettagliata.
Alcune opere della collezione saranno riprodotte in rilievo per la fruizione tattile e accompagnate da schede tecniche descrittive redatte in Braille e in carattere grafico ad alta leggibilità.
I testi delle schede saranno scaricabili in formato testo e audio all'interno della pagina dedicata al progetto, presente sul sito del museo nella sezione 'accessibilità', sia in italiano che in inglese.
Come nel corso della prima edizione, al termine di ogni esplorazione tattile condotta da Valeria Bottalico è previsto un laboratorio, con l’artista non vedente Felice Tagliaferri, che aiuterà a consolidare l’immagine mentale formata dell’opera d’arte fruita.

Informazioni utili 
Collezione Peggy Guggenheim - Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701 - Venezia. Orari: 10.00-18.00; chiuso il martedì. Ingresso: gli appuntamenti di Doppio senso sono gratuiti, fino a esaurimento dei posti disponibili. Informazioni: tel. 041.2405401/444, fax 041.5206885, e-mail: doppiosenso@guggenheim-venice.it.  Sito web: www.guggenheim-venice.i. Calendario primi incontri:  1° appuntamento, 25/26 giugno | 2° appuntamento, 9/10 luglio | 3° appuntamento, 24/25 settembre | 4° appuntamento, 22/23 ottobre | 5° appuntamento, 26/27 novembre | 6° appuntamento, 17/18 dicembre

giovedì 23 giugno 2016

Concerti, osservazioni astronomiche e serate a lume di candela: l’estate del Fai

Dal giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi al bosco di San Francesco ad Assisi, dall’abbazia di San Fruttuoso al parco della Villa Gregoriana di Tivoli: sono tanti i beni del Fai – Fondo per l’ambiente italiano che, questa estate, apriranno le proprie porte a momenti di svago culturale come serate di osservazione delle stelle, concerti o appuntamenti di giardinaggio.
La splendida Villa del Balbianello a Lenno, affacciata sul lago di Como, sarà, per esempio, teatro, nelle giornate del 23 e 30 agosto, del ciclo di appuntamenti «Sete di cultura e peccati di gola»: raffinati aperitivi in un’atmosfera da sogno con visita degli interni, musica, osservazioni astronomiche e un buon drink. Brindisi in una cornice architettonica di indubbio fascino è anche quello che offrirà ai suoi ospiti Casa Carbone a Lavagna, nel Genovese, dove tutti i martedì e sabato di luglio e agosto i visitatori potranno gustarsi un elegante aperitivo, circondati da piante esotiche e ornamentali, fiori variopinti e agrumi profumati.
Il buon cibo sarà protagonista anche della proposta estiva del Giardino della Kolymbethra, nella Valle dei Templi, con i due appuntamenti di «Notte tra gli aranci», in agenda per le serate del 13 e del 27 agosto. Il sito agrigentino sarà, inoltre, al centro della rassegna «Note di Zagara: musica e sapori di Sicilia al tramonto», in cartellone dal 16 al 20 agosto.
Il parco Villa Gregoriana a Tivoli proporrà, invece, per tutti i sabati estivi le visite guidate «A lume di candela», suggestive passeggiate al crepuscolo durante le quali assistere allo spettacolo della cascata dell’Aniene alla magica luce di fiaccole e candele.
Anche il borgo di San Fruttuoso, a Camogli, sarà interamente illuminato da candele nella serata di sabato 30 luglio per le celebrazioni della «Notte del Cristo degli Abissi», il tradizionale corteo subacqueo annuale con la benedizione del mare e la Messa sulla spiaggia. Il paesino ligure sarà anche scenario della ventitreesima edizione di «Concerti all’Abbazia», in agenda per le serate del 23 e 31 luglio e del 6, 13, 15, 16 e 20 agosto.
Le sette note animeranno anche il Monastero di Torba che sabato 2 luglio ospiterà il «Concerto delle dame», un appuntamento di musica classica cinquecentesca a cura dell’ensemble baroque «I Solisti Ambrosiani». Mentre punta sul jazz la vicina Villa Panza di Varese con l’appuntamento in agenda giovedì 7 luglio, un cine-concerto live dedicato al film-maker Gianfranco Brebbia, con proiezione di due suoi film e musica, realizzato in collaborazione con la Fondazione cinetica italiana. La lirica la farà, invece, da padrona a Villa Fogazzaro Roi, dove domenica 11 settembre si terrà un concerto con il soprano Anna Delfino e il quintetto di fiati Spirabilia dedicato alla tradizione operistica italiana.
L’estate 2016 sarà anche occasione per gli appassionati di astronomia di osservare la volta celeste nelle spettacolari cornici dei beni di proprietà del Fai. Il primo appuntamento si terrà al Monastero di Torba nella serata di venerdì 15 luglio, quando andrà in scena «Astronomi per una notte: il giardino delle galassie», viaggio alla scoperta delle bellezze del cosmo con osservazione guidata al telescopio a cura dell’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli del Campo dei Fiori di Varese.
A seguire, mercoledì 10 agosto, la Notte di San Lorenzo illuminerà il cielo di Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia, di Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, del Monastero di Torba a Gornate Olona e del bosco di San Francesco ad Assisi; mentre venerdì 12 agosto è prevista una visita guidata in notturna con osservazione astronomica alla Baia di Ieranto a Massa Lubrense, nel Napoletano, in compagnia dell’astrofilo Piter Cardone, che proporrà un parallelo tra mito e studio delle costellazioni.
E ancora, per ferragosto la fondazione invita il pubblico di Villa Fogazzaro Roi, del Castello della Manta, del Castello di Masino, del Monastero di Torba, di Villa della Porta Bozzolo e di Villa dei Vescovi a trascorrere la giornata all’insegna della spensieratezza, della cultura e dell’arte, grazie a spettacoli pirotecnici, gite in battello, attività di svago e pic-nic all’aria aperta.
Mentre l’ultimo appuntamento con le stelle si terrà a Villa e Collezione Panza, nella serata di venerdì 16 settembre, con approfondimenti sulla luce e osservazioni con telescopi in compagnia delle guide dell’Osservatorio del Campo dei Fiori.
Il Fai – Fondo per l’ambiente italiano pensa anche agli amanti dello sport: alla Baia di Ieranto si avrà la possibilità di scoprire la storia e di esplorare magnifici angoli di natura incontaminata tra trekking, kajak e snorkeling. Sono, inoltre, in programma lezioni di yoga al tramonto.
Mentre Villa Gregoriana apre i battenti permettendo, fino a novembre, di assistere e partecipare agli straordinari lavori che i suoi giardinieri compiono ciclicamente nelle diverse stagioni. Nel periodo estivo, «Aperti per giardinaggio», questo il titolo dell’iniziativa, si terrà il 16 luglio, 20 agosto e 17 settembre ed offrirà l’occasione per scoprire gli straordinari interventi di treeclimbing nelle rive scoscese che scendono fino alle rive dell’Aniene e che necessitano di periodica ripulitura dalle piante e la potatura dei lecci.
Ad accompagnare i visitatori dei beni di proprietà del Fai verso l’autunno sarà l’appuntamento in cartellone domenica 18 settembre a Villa dei Vescovi: «Agricola», appuntamento dedicato alla vendemmia, l’attività di fine estate per eccellenza, e all’antica arte della pigiatura dell’uva.

Per saperne di più
www.fondoambiente.it

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Abbazia di San Fruttuoso, Camogli (Genova). Foto di Santi Caleca, 2012. © FAI - Fondo Ambiente Italiano; [fig. 2] Baia di Ieranto. Foto di Antonella De Angelis, 2015 © FAI - Fondo Ambiente Italiano; [fig. 3] Giardino della Kolymbethra. Foto di  Antonietta  Abissi, 2007 © FAI - Fondo Ambiente Italiano; [fig. 4] Villa Fogazzaro Roi, Ora Valsolda. Foto Susy Mezzanotte © Archivio FAI - Fondo Ambiente Italiano

Informazioni utili
Per info e prenotazioni a Villa del Balbianello: tel. 0344.56110 – faibalbianello@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni a Villa Fogazzaro Roi: tel. 335.7275054 – faifogazzaro@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni a Villa Della Porta Bozzolo: tel. 0332.624136 – faibozzolo@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni a Villa e Collezione Panza: tel. 0332.283960 – faibiumo@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni al Castello e Parco di Masino: tel. 0125.778100 – faimasino@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni al Parco Villa Gregoriana: tel. 0774.332650 – faigregoriana@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni al Giardino della Kolymbethra: tel. 335.1229042 – faikolymbethra@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni al Bosco di Assisi: tel. 075.813157 – faiboscoassisi@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni alla Baia di Ieranto: tel. 335.8410253 
Per info e prenotazioni al Monastero di Torba: tel. 0331.820301 – faitorba@fondoambiente.it
Per info e prenotazione a Villa dei Vescovi: tel. 049.9930473 – faivescovi@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni all’Abbazia di San Fruttuoso: tel. 0185.772703 – fai.sanfruttuoso@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni a Casa Carbone: tel. 0185.393920 – faicarbone@fondoambiente.it
Per info e prenotazioni al Castello della Manta: tel. 0175.87822 – faimanta@fondoambiente.it

mercoledì 22 giugno 2016

Firenze vista dall’alto: aprono al pubblico le torri della Zecca e San Niccolò

Firenze vista dall’alto, da prospettive inedite. È quanto accadrà questa estate, a partire da venerdì 24 giugno, con il progetto ideato dal Comune di Firenze e dall’Associazione Mus.e, con la collaborazione della Fondazione Angeli del Bello. Fino alla fine di settembre, i visitatori della città toscana potranno accedere a Torre Zecca e Porta Romana, oltre a porta San Nicolò, già riaperta nel 2011.
Tutte e tre queste architetture fanno parte dell’ultima cerchia muraria fiorentina, realizzata a partire dal 1284 e il cui progetto è legato al nome di Arnolfo di Cambio. Un’impresa grandiosa e impegnativa, questa, tanto che i lavori si concluderanno solo nel 1333, avendo dato vita a un circuito murario lungo più di otto chilometri e intervallato da quindici grandi porte di accesso, oltre a numerose torri di difesa.
Il percorso partirà da Porta Romana, originariamente dedicata a San Pier Gattolino (dal nome di una chiesa nelle vicinanze), la cui visita consentirà di percorrere anche uno dei pochi tratti di mura tuttora esistenti: i visitatori potranno entrare da via Gusciana, che un tempo ospitava le stalle dei fiaccherai e le botteghe degli scalpellini, per salire sul camminamento esterno delle mura e giungere alla “soffittona” della porta, realizzata negli anni Venti del Trecento su disegno di Jacopo Orcagna, ma sensibilmente abbassata nel Cinquecento per non diventare facile bersaglio delle artiglierie nemiche.
Si proseguirà, quindi, con Porta San Niccolò, porta maestra a ridosso dell’Arno edificata intorno al 1345, unica fra le torri ad aver mantenuto l’originaria altezza perché protetta dalla collina di San Miniato. Di questa “regina delle torri” i visitatori potranno gustarne la storia, pietra dopo pietra, per poi godere di una meravigliosa vista sulla città.
Infine dirimpetto, dall’altra parte del fiume, la Torre della Zecca, il cui nome ricorda il luogo dove venivano coniate le monete fiorentine grazie all’uso di magli azionati dal flusso dell’acqua del fiume. La visita consentirà così di apprezzare la storia della torre ma anche di conoscere – tra fiorini, denari e quattrini – le vicende della zecca cittadina, qui trasferitasi dalla primitiva collocazione nei pressi di Palazzo Vecchio per l’edificazione della Loggia dei Signori.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1 ] Porta Romana; [fig. 2] Torre Zecca; [fig. 3] Torre San Niccolò

Informazioni utili 
Torre San Niccolò: tutti i giorni, dal 24 giugno al 30 settembre |  ore 17.00-20.00 | visite guidate ogni 30’ (dal 15 al 30 settembre | ore 16.00-19.000);  Torre della Zecca: 25 giugno - 17 luglio - 6 agosto - 18 settembre | 17.00-20.00 | visite guidate ogni 30’ (appuntamento all'ingresso della Torre);  Porta Romana: 26 giugno - 23 luglio - 21 agosto - 10 settembre | 17.00-20.00 | visite guidate ogni 30’ (appuntamento in via Gusciana all'interno del parcheggio della Calza)
Ingresso: € 4,00; gratuito per guide turistiche e interpreti, disabili con accompagnatori, membri Icom, Icomos e Iccrom; gli spazi sono visitabili a partire dagli otto anni di età; in caso di piogga il servizio è annullato. Informazioni e prenotazioni: tel 055.2768224 o 055.2768558 o info@muse.comune.fi.it 

Festival di Bellagio e del lago di Como, un’estate di musica e teatro

Concerti da camera, opera lirica, teatro, ma anche cinema, letteratura e arti figurative: sono questi gli ingredienti della sesta edizione del festival di Bellagio e del Lago di Como, in programma dal 23 giugno all’8 settembre in oltre venti località che si affacciano sul bacino lacustre lombardo. Più di cinquanta gli appuntamenti in cartellone -tutti a ingresso gratuito (oppure con raccolta fondi per finalità benefiche)-, che vedranno in scena ospiti di chiara fama come il pianista Andrea Bacchetti, il violoncellista Andrea Favalessa, il violinista Gennaro Cardaropoli e i direttori Pavel Berman, Massimiliano Caldi, Benjamin Bayl e Tamas Vasary.
A dirigere ancora una volta il festival, che inizierà e terminerà nella scenografica cornice dello storico Salone Reale del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, è la pianista compositrice Rossella Spinosa, la cui idea guida punta ancora una volta punta sul binomio vincente cultura e turismo.
Il festival vede confermata per il secondo anno consecutivo la residenza dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che realizzerà ben otto concerti tra Erba, Como e altre località delle province comasca e lecchese. Mentre tra le formazioni cameristiche ed orchestrali che si esibiranno vanno segnalate l’Accademia del Ricercare di Torino, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo e la Kodaly Zoltan World Youth Orchestra (Ungheria).
Diversi saranno, poi, i progetti di produzione della Bellagio Festival Orchestra (orchestra nata in seno alla manifestazione nel corso delle precedenti edizioni) con programmi dal barocco ai nostri giorni.
Come da tradizione del festival, numerosi saranno, inoltre, i progetti dedicati alla contemporaneità, con commissione di nuovi lavori teatrali e musicali dedicati alle ricorrenze del 2016: 400 anni dalla morte di William Shakespeare, 150 anni dalla nascita di Erik Satie, 150 anni dalla nascita di Benedetto Croce, 120 anni dalla nascita di Eugenio Montale, 100 anni dalla morte di Umberto Boccioni, 130 anni dalla pubblicazione dei libri «Cuore» di Edmondo De Amicis e «Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde».
All’interno del festival, che per il quarto anno consecutivo si aggiudica la medaglia di rappresentanza della Presidenza della Repubblica italiana e il premio della Presidenza del Senato della Repubblica e della Presidenza della Camera dei Deputati, vanno, poi, segnalate alcune sottosezioni come le rassegne «Varenna Musica e Teatro», «Estate musicale erbese» e «Merate Cinema», quest’ultima dedicata al regista Alfred Hitchcock, oltre all’evento Wikimania ad Esino Lario, dedicato all’italianità in un panorama internazionale, con uno speciale omaggio, nella serata del 24 giugno, a «Frate Sole, film muto del 1918 di Ugo Falena e Mario Corsi, con la sonorizzazione dal vivo de I Solisti Lombardi, in una rivisitazione delle musiche originali di Luigi Mancinelli, a cura del maestro Rossella Spinosa.
Cuore del Festival, come sempre, sarà Bellagio, con i grandi eventi al Grand Hotel Serbelloni (23 giugno, 4 agosto e 8 settembre), alla Fondazione Rockefeller (2 e 30 luglio), nella Basilica di San Giacomo (17 luglio) e nella Chiesa di San Giovanni (8 luglio), ma anche in biblioteca.
Forte spazio sarà dato in questa edizione del festival anche al teatro, con la presenza in cartellone dello spettacolo «Antigone» a cura dell’Accademia Filodrammatici di Milano (26 luglio) e del Premio Pirandello 2016, Luca Micheletti, che proporrà un proprio speciale omaggio a Satie (7 settembre).
Un cartellone, dunque, ricco quello del festival di Bellagio e di Como, che rende omaggio non solo alle arti, ma anche alla bellezza storica e architettonica di luoghi come Villa Cipressi e Villa Monastero a Varenna, Villa Lario a Mandello, villa Vigoni di Loveno, il teatro di Civenna o il Licinium di Erba: luoghi carichi di fascino che tessono la geografia di un territorio che ha accolto artisti indimenticabili, da Liszt a Stendhal, da Flaubert a Wagner.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Salone Reale del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio; [fig. 2] Villa Cipressi a Varenna; [fig. 3] Villa Monastero a Varenna

Informazioni utili
Festival di Bellagio e del lago di Como. Sedi varie. Ingresso: libero;  per i concerti in GH Villa Serbelloni è previsto ingresso con offerta libera destinata a finalità benefiche; per i concerti in Fondazione Rockefeller è richiesta la prenotazione presso l’ufficio Promobellagio; il  concerto del 7 luglio a Merate prevede un biglietto d’ingresso pari a 2 euro. Informazioni: tel. 02.89122267 e contatti@bellagiofestival.com Sito internet: www.bellagiofestival.com. Canali social: twitter.com/bellagiofest o facebook.com/bellagiofestival. Dal 23 giugno all’8 settembre 2016. 

martedì 21 giugno 2016

Rimini 2016: il manifesto balneare è di Aldo Drudi, il designer che ha colorato il mondo del motociclismo

«È un caleidoscopio di segni che raccolgono l'anima della terra riminese»: così Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, ha commentato l’immagine scelta per i manifesti e i materiali turistici della prossima stagione estiva della città romagnola. Dopo la pittura seducente di Milo Manara, il disegno pop di Jovanotti, il richiamo tribale di Pablo Echaurenn, il gioco di parole di Alessandro Bergonzoni e i lavori di artisti come Francesca Ghermandi o Marco Neri, la lunga storia dell’affiche balneare riminese si arricchisce delle suggestioni figurative e fiammeggianti di Aldo Drudi (Cattolica, 1958), il racing designer più conosciuto al mondo per avere reso accattivante e desiderato l’universo dei leggendari piloti di motociclismo.
La tradizione del manifesto balneare viaggia così, nel 2016, lungo una strada diretta verso una meta inconsueta: la cultura indie pop, l’immaginario e la simbologia dei biker. Sarà, dunque, un linguaggio vicino a quello del fumetto e del tatuaggio a interpretare Rimini, in quello che ormai da quindici anni, ovvero dal 2000, è un progetto e un appuntamento classico dell’estate riminese, ripreso da una tradizione nato da negli anni Venti del XX secolo e interrottasi nel secondo Dopoguerra.
Per questa estate riminese, Aldo Drudi -da più di vent’anni riconosciuto protagonista nei paddock della costruzione dell’universo estetico dei centauri, diventato icona internazionale- allarga i suoi orizzonti creativi e porta la sua esperienza e la sua ricerca del segno nel design contemporaneo per offrire il suo contributo all’interpretazione di una città dalle mille sfaccettature.
Ed è il linguaggio pop e contemporaneo dei tatoo che incornicia lo scorcio di paesaggio balneare, raffigurato nel manifesto: l’ingresso di un bagno con la sedimentazione organizzata di elementi, luoghi comuni, simbologie universali, messaggi enigmatici. Un lavoro, quello di Drudi, che evoca il disegno naif di Jovanotti, realizzato nel 2005, quando anche il noto musicista scelse uno stabilimento balneare come teatro dell’accumulazione di oggetti e simboli visivi.
«Ho scelto il segno del tatuaggio –ha spiegato lo stesso autore- per un linguaggio grafico moderno attraverso il quale poter unire tutti gli elementi classici e simbolici della balneazione. Il tutto incorniciato dalla scritta che campeggia in alto ‘Vieni oltre’, che è una espressione tipica della nostra gente, un errore grammaticale e allo stesso tempo un invito, una promessa: vieni a Rimini, troverai qualcosa di più, oltre le tue aspettative. E poi c’è una citazione che è una firma: la moto del mitico ‘Paso’ che simboleggia tutto il mio mondo e i miei ricordi di quando venivo a vedere Pasolini per la Mototemporada con mio babbo e mio fratello. Penso che il mio lavoro non possa prescindere dalla passione per questo sport, dalle emozioni e i colori del fantastico mondo delle corse. È la cifra del mio stile e bisogna aver guidato moto in pista per sapere di cosa si tratta».

Didascalie delle immagini 
[Fig. 1] Manifesto per Rimini 2016, firmato da Aldo Drudi; [fig.2 e 3] Una scena della conferenza stampa di presentazione del manifesto balneare per l’estate 2016 di Rimini, alla quale hanno partecipato il sindaco Andrea Gnassi e l'artista Aldo Drudi 
[Le foto sono state messe a disposizione dall'Ufficio stampa dell'ufficio Turismo del Comune di Rimini] 

Informazioni utili 
 www.riminiturismo.it

lunedì 13 giugno 2016

Al via l’ottava edizione del censimento «I luoghi del cuore»

Per il ministro della Cultura Dario Franceschini è il Delta del Po, con il suo «silenzio irreale» e la sua «natura placida». Per l’attore Neri Marcorè è Montefalcone Appennino, paesino montano delle Marche dalla storia antica. Per Alessandro Bergonzoni è il Cretto di Gibellina, l’opera realizzata da Alberto Burri sulle macerie della vecchia cittadina del Trapanese. Per Camila Raznovich è l'isola di Ponza, un «luogo affascinante che profuma di magia, per i suoi fondali, le sue grotte e le sue maestose rocce, circondato dall'azzurro del mare e immerso nei colori della fittissima vegetazione mediterranea». Ognuno di noi ha un proprio luogo del cuore, un posto amato dove tornare, anche solo con il pensiero, per sentirsi in pace con se stessi e in armonia con il mondo.
A ricostruire una sorta di geografia sentimentale del nostro Paese, che a gioielli carichi d’arte e di storia accosta siti apparentemente comuni ma palcoscenici importanti per la nostra vita, ci pensa il censimento nazionale «I luoghi del cuore», giunto alla sua ottava edizione, che vede in prima linea il Fai – Fondo per l’ambiente italiano.
L’iniziativa, in programma fino al prossimo 30 novembre, è dedicata all’archeologo Khaled al-Asaad, direttore del sito siriano di Palmira, patrimonio dell’Unesco, ucciso dall’Isis per non aver rivelato il nascondiglio di alcuni reperti romani. Un gesto di amore e di coraggio, quello dello studioso siriano, che rappresenta nel modo più drammatico ed estremo i principi del censimento promosso dalla onlus milanese: ognuno di noi ha, infatti, un luogo da difendere, da salvare, da far conoscere per proteggere, insieme con esso, la propria storia.
Grazie al censimento del Fai – Fondo per l’ambiente italiano, il nostro amore per un luogo può trasformarsi in un progetto di recupero o valorizzazione. L’iniziativa è, infatti, uno strumento di grande efficacia per sensibilizzare la popolazione e i media e per creare un ponte tra le istanze dei cittadini e le istituzioni. Lo provano i numeri. Dal 2003 –anno del primo censimento– a oggi, il Fai – Fondo per l’ambiente italiano ha ricevuto 3 milioni e 500mila voti (di cui oltre 1 milione e 600mila solo nell’ultima edizione del 2014) a favore di più di 33mila luoghi in tutta Italia dalle tipologie più eterogenee, ma tutti caratterizzati dal «fattore umano» che rappresentano per chi li ha votati. Negli anni il censimento ha, inoltre, mobilitato in maniera sempre più preponderante la società civile: nel solo 2014 si sono attivati 276 comitati spontanei in tutto il Paese e 261 luoghi hanno ottenuto oltre 1.000 voti.
Il FAI non si limita, però, a lanciare e sostenere questa grande mobilitazione: grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo ha, infatti, promosso fino a oggi 68 interventi diretti di recupero e di tutela in 15 regioni. Quest’anno il bene che avrà ottenuto più segnalazioni riceverà un contributo di 50.000 euro, il secondo classificato 40.000 euro e il terzo 30.000 euro. È, inoltre, previsto lo stanziamento aggiuntivo di 7.000 euro per i luoghi che supereranno i 100.000 voti e di 4.000 euro per quelli che raccoglieranno oltre 50.000 segnalazioni, mentre il luogo che raccoglierà più voti nelle filiali Intesa Sanpaolo beneficerà di un contributo aggiuntivo di 5.000 euro. E il luogo che avrà più voti via web, indipendentemente dalla sua posizione nella graduatoria finale, verrà premiato con la realizzazione di un video promozionale da parte di una troupe professionale. Inoltre FAI e Intesa Sanpaolo, dopo la pubblicazione dei risultati, lanceranno un «Bando per l’assegnazione di contributi» in base al quale i referenti dei luoghi del cuore che riceveranno almeno 1.500 voti potranno presentare alla fondazione una richiesta di intervento sulla base di specifici progetti di azione. Una commissione valuterà le domande e selezionerà i luoghi idonei a un intervento.
L’edizione di quest’anno riserva importanti novità per chi desidera partecipare: è stato rinnovato il sito www.iluoghidelcuore.it, dove si può votare con un semplice clic. L’utente registrato accederà in automatico a una homepage personalizzata dove potrà conoscere i luoghi votati intorno a lui e quelli scelti dai suoi amici. È stata inoltre potenziata l’area riservata ai comitati, dove i gruppi di cittadini che si sono uniti per lo stesso obiettivo potranno registrarsi per promuovere e comunicare la propria attività di raccolta voti, inserire notizie e segnalazioni, aggiornare le condizioni del sito da salvare, raccogliere firme virtuali, postare foto e videogallery e scaricare materiale personalizzato, come banner e locandine. All’interno dell’app Fai si troverà la sezione dedicata a «I luoghi del cuore», tramite la quale agli utenti sarà possibile votare i propri luoghi favoriti da tablet e smartphone e caricare video o fotografie in tempo reale del luogo che intendono segnalare. Si tratta di un vero e proprio social network sentimentale, che consente anche di partecipare al gioco «La mappa delle tue emozioni» e creare una cartina con i propri luoghi del cuore, che potrà essere condivisa su Facebook con gli amici che hanno contribuito a renderli speciali.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] locandina promozionale dell’ottava edizione del censimento «I luoghi del cuore»;  [Fig. 2] Castello del Manta; [fig. 3] Antica edicola dei giornali di Mantova

Informazioni utili 
«I luoghi del cuore», censimento promosso dal Fai (Fondo per l’ambiente italiano), in collaborazione con Intesa San Paolo. Sito internet: www.iluoghidelcuore.it. Fino al 30 novembre 2016.

giovedì 9 giugno 2016

Roma, Shakespeare sotto le stelle. Quattro mesi di eventi al Silvano Toti Globe Theatre

La giustizia e l'esercizio della legge, osservati attraverso la lente di ingrandimento fornita dal Bardo, sono i due temi scelti come filo conduttore per la nuova stagione del Silvano Toti Globe Theatre di Roma, unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 grazie all’impegno dell’Amministrazione Capitolina e della Fondazione Silvano Toti per una geniale intuizione di Gigi Proietti.
In occasione delle celebrazioni per il quattrocentesimo anniversario dalla morte di William Shakespeare, il pubblico del teatro capitolino, ubicato nella suggestiva cornice di Villa Borghese, potrà finalmente assistere a un evento atteso da anni: Gigi Proietti proporrà un suo personale omaggio al drammaturgo seicentesco cimentandosi nell’interpretazione di alcuni brani del testo «Edmund Kean» scritto da Raymund Fitzsimons.
Lo spettacolo, del quale l’attore romano cura anche l’adattamento e la regia, è in cartellone per le serate dall’8 al 17 luglio. In scena un uomo solo nel suo camerino che beve, si trucca e si interroga sulle parole di William Shakespeare, passando in rassegna una vita di battaglie e successi. Quell’uomo è Edmund Kean, grande attore inglese dell'inizio dell'Ottocento, idolatrato dal pubblico e dalla critica che ne decretarono l'ascesa dal ruolo di Arlecchino ai grandi protagonisti shakespeariani e, poi, la rovinosa decadenza.
Il copione, con il quale Proietti si era già cimentato ventisette anni fa a Taormina, è più che un testo chiuso: è un'occasione per entrare nel segreto del camerino in cui monologhi, battute, idee prendono e perdono forma, in un processo creativo da laboratorio che smonta e scruta le creazioni di Shakespeare.
Ad aprire la programmazione sarà, invece, Mariano Rigillo con lo spettacolo «Lear. La storia», per l’adattamento e la regia di Giuseppe Dipasquale. L’attore napoletano, in scena dal 23 giugno al 3 luglio, approda al ruolo shakespeariano con l’autorevolezza acquisita in oltre sessant’anni di straordinaria carriera. Quella che andrà in scena sul palco di Villa Borghese, nella traduzione di Masolino D’Amico, è la più apocalittica delle tragedie shakespeariane, un testo che declina l'inganno insieme all'ingratitudine, la follia insieme alla malattia, la corruzione insieme alla superbia e al delirio e nel quale il bene fa fatica ad affermarsi.
Dal 22 luglio al 7 agosto il palcoscenico del Silvano Toti Globe Theatre ospiterà, quindi, «Il mercante di Venezia», un testo dai toni contrastanti, in cui si affronta il tema della tolleranza e lo scontro fra clemenza e giustizia.
In questo nuovo allestimento, per la regia e la traduzione di Loredana Scaramella, si punta a mantenere il carattere di commedia dato al testo dal Bardo, allontanandosi dai toni drammatici delle più recenti messe in scena dell’opera, spesso considerata come lo spunto per una riflessione sulla discriminazione antisemita subita a più riprese dal popolo ebraico. «Il mercante di Venezia» diventerà così il racconto di una grande storia sull’amore, ambientato nel periodo a cavallo fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, «anni euforici, -racconta Loredana Scaramella- pieni di cambiamenti di costume, di novità e luminosi progressi, che accolgono però i germi silenziosi di un buio futuro».
Il Silvano Toti Globe Theatre aprirà, poi, le porte a un suo appuntamento cult: il «Sogno di una notte di mezza estate», a firma dell’indimenticabile Riccardo Cavallo, giunto al suo decimo anno di repliche. Lo spettacolo, in scena dal 10 al 21 agosto, è una di quelle storie che non smette mai di emozionare e che continua a far sognare grandi e piccoli raccontando il tempo breve della felicità con un sottile sottofondo di malinconia.
«La grandezza di Shakespeare –si legge nella presentazione dello spettacolo- sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico».
Dal 26 agosto all’11 settembre la scena sarà animata dallo spettacolo «Il racconto di inverno», una delle ultime opere scritte da Shakespeare, che contiene e sviluppa i temi presenti nelle opere precedenti. In questo testo, proposto con la regia e l’adattamento di Elena Sbardella, la giustizia invade un terreno privato, quello della fiducia e della relazione matrimoniale. Si susseguono tra le pagine del copione la gelosia, la disperazione, l’allontanamento, il dolore, la morte, per poi vedere il ritorno della gioia più allegra e sfrenata e della vita, perché a vincere sarà l’amore.
Spazio, quindi, a un viaggio tra i più bei versi di William Shakespeare, per l’ideazione e la regia di Melania Giglio, sulle note di Marvin Gaye, Amy Winehouse, Leonard Cohen e Alanis Morissette.
«Qual è la natura dell’amore? Qual è il confine tra amore e amicizia? In che cosa differiscono l’amore passionale e quello ideale? Quando possiamo parlare di affinità elettive?» Queste le domande che fanno da fil rouge nel percorso tra i Sonetti d’amore shakespeariani, «strumento d’eccellenza -si legge nella scheda di presentazione dello spettacolo- per conoscere se stessi, l’altro, il mondo, la poesia, la bellezza e la caducità». L’appuntamento è in cartellone nelle serate del 29 agosto e del 5, 19 e 26 settembre.
L’amore secondo William Shakespeare sarà ancora sotto i riflettori con «Romeo e Giulietta», per la regia di Gigi Proietti, in agenda dal 16 settembre al 2 ottobre. Il regista romano porta in scena un gruppo di giovanissimi attori e –si legge nella nota stampa- «ambienta la storia in due epoche: nella prima parte dello spettacolo ci troviamo nei nostri giorni, con Mercuzio e i suoi amici che si esprimono a ritmo di rap e una Giulietta amante del rock. La festa è un ballo in maschera. Qui, dopo il primo sguardo tra i due ragazzi, la magia proietta la vicenda in un’epoca lontana dove nessuno dei due giovani supera il confine della maturità e nessun adulto li sa guidare su questo sentiero».
Seguendo il filo della tradizione, a chiudere il cartellone della stagione del Silvano Toti Globe Theatre sarà, nelle serate dal 5 al 9 ottobre, un nuovo spettacolo in lingua inglese: «The Tempest» della Bedouin Shakespeare Company, con la regia di Chris Pickles.
Il lavoro, che tanti considerano come l’addio al palcoscenico del Bardo, si avvale per questo allestimento della colonna sonora di Paul Knight, dei i costumi di Adrian Lillie e della magia delle luci di Derek Carlyle. Un’occasione, questo appuntamento come tutta la rassegna, per ricordarci ancora una volta che «siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita».

Informazioni utili 
Stagione 2016 del Silvano Toti Globe Theatre. Villa Borghese,  largo Aqua Felix (piazza di Siena)- Roma. Orari: ore 21.15, dal 23 giugno al 21 agosto | ore 21.00, dal 26 agosto all’11 settembre e il 29 agosto, il 5, il 19 e il 26 settembre | ore 20.45, dal 16 settembre al 9 ottobre. Ingresso: con biglietto | botteghino dal 18 giugno in viale P. Canonica (tutti i giorni, dalle 15 alle 19, e nei giorni di spettacolo fino alle 21.15) | circuito Ticket One. Informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00) . Sito internet: www.globetheatreroma.com. Dal 23 giugno al 9 ottobre 2016.  

mercoledì 8 giugno 2016

«Outlander», Shobana Jeyasingh danza alla Fondazione Cini

La decima edizione del Festival internazionale di danza contemporanea della Biennale di Venezia, in programma dal 17 al 26 giugno, farà tappa anche all’isola di San Giorgio. Avrà, infatti, per scenario il Cenacolo palladiano la prima assoluta di «Outlander», performance di danza site specific creata da Shobana Jeyasingh, artista tra gli esponenti più autorevoli della danza contemporanea inglese, per la Fondazione Cini, o meglio per il suo Istituto interculturale di studi musicali comparati.
La coreografia, in programma in più repliche nella giornata di sabato 18 giugno, è stata ideata ispirandosi all’antico refettorio benedettino realizzato dal Palladio, al cui interno è conservato il facsimile de «Le Nozze di Cana» di Paolo Veronese, realizzato da Factum Arte.
Lo spettacolo è pensato, nello specifico, come un omaggio alla straordinaria storia di questo luogo che rivive attraverso il racconto degli outlanders, gli stranieri, ovvero gli spettatori e i danzatori, che insieme tornano ad abitare il luogo, in sintonia con le creazioni artistiche conservate al suo interno.
Osservando l’antico refettorio, Shobana Jeyasingh -coreografa che fonde nei suoi lavori la danza classica indiana con il balletto, le arti marziali ei nuovi media digitali- ha individuato tre elementi principali dove intessere il dialogo tra lo spazio e la coreografia. Il primo è l’elegante e sobrio disegno architettonico del Palladio; poi, quasi in contrasto con l’ambiente, l’esuberante dipinto del Veronese, colmo di gesti e presenze umane, e infine, la figura di Cristo dentro il dipinto stesso che l’artista definisce «un posto di quieta neutralità oltre ogni schema o comportamento».
«L’audace descrizione che il pittore fa di persone e comportamenti del suo tempo in un quadro che ha per soggetto una storia biblica -dice Shobana Jeyasingh- mi ha dato la libertà di non limitarmi all’analisi della storia del luogo ma di estenderla sino al presente. Ho coreografato la danza pensando sempre ai corpi e alle posture dei personaggi dipinti dal Veronese. Essi ci forniscono un’immagine straordinariamente fisica della società del suo tempo. Ognuno di essi – prosegue la coreografa- è un performer sulla tela e ogni nuovo performer che entra in quello spazio deve far i conti con essi anche se ha intenzione di offrire una visione fisica alternativa. Ho lavorato con i miei danzatori per arrivare a una condizione che comprendesse sia l’immersione nel luogo che l’estraneità, una condizione allo stesso tempo di insiders e outlanders».
L’intento della coreografa -che sarà interpretata da Avatâra Ayuso, Sunbee Han e Sooraj Subramaniam- è, dunque, quello di ricreare l’atmosfera originaria del refettorio, dove i monaci sedevano, come compagni di tavola, accanto ai numerosi personaggi raffigurati ne «Le Nozze di Cana». Allo stesso modo il pubblico che assiste allo spettacolo, proprio come un tempo i monaci, siede sui lati lunghi del refettorio, su due file che si guardano. Tra di loro, al centro dello spazio, vi è la scena: una piattaforma rialzata che pone i danzatori nella giusta misura e proporzione, come fossero parte del dipinto che ricopre la parete di fondo. Per assistere alla performance è necessario prenotare inviando una e-mail a dalle ore 9.00 di mercoledì 8 giugno 2016 a outlander@cini.it, indicando i nomi dei partecipanti (massimo 2 partecipanti per prenotazione). La mail di conferma va stampata e presentata all’ingresso.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Fondazione Giorgio Cini, Cenacolo Palladiano. Ph. Enrico De Santis; [fig. 2] Shobana Jeyasingh Dance Just Add Water, 2009 ©Photo: JP Masclet, dancer: Avatâra Ayuso

Informazioni utili 

Outlander (2016, 25'). Cenacolo Palladiano | Fondazione Cini - Venezia. Sabato 18 giugno 2016, ore 15.00, 17.00, 19.00. Una co-produzione Fondazione Giorgio Cini e Shobana Jeyasingh Dance | in collaborazione con Biennale Danza 2016 | Ideazione, coreografia e regia: Shobana Jeyasingh | con: Avatâra Ayuso, Sunbee Han e Sooraj Subramaniam | Musica: Scanner | Scene: Sander Loonen. Per informazioni: Istituto interculturale di studi musicali comparati, tel. 041.2710357 o musica.comparata@cini.it. Sito web: www.cini.it. Nota: Per assistere all’esclusiva performance sarà necessario prenotare inviando una mail a outlander@cini.it con indicati i nomi dei partecipanti (massimo 2 partecipanti per mail). La mail sarà attiva dalle ore 9.00 di mercoledì 8 giugno 2016. I posti sono limitati, verrà inviata una conferma, seguendo l’ordine di arrivo della mail di prenotazione, da stampare e presentare all’ingresso.

martedì 7 giugno 2016

Da «Lear» ad «Amleto», il Teatro della Toscana celebra Shakespeare

A quattrocento anni dalla morte è ancora protagonista indiscusso della scena. William Shakespeare, uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, continua, infatti, a essere rappresentato nei principali teatri del mondo. Tra le realtà che rendono omaggio al suo genio in questo 2016 c’è anche la Fondazione Teatro della Toscana con la rassegna estiva «Shakespeare Shaker», in programma tra Firenze e Scandicci nei mesi di giugno e luglio.
A inaugurare il cartellone sarà, nelle serate dall’8 al 15 giugno, lo spettacolo «Lear» (feriale ore 20.45, festivo ore 18.15; riposo lunedì), liberamente ispirato all’omonimo testo shakespeariano, per la drammaturgia di Stefano Geraci e Roberto Bacci, autore anche della regia.
Sul palco saliranno Maria Bacci Pasello, Michele Cipriani, Savino Paparella, Silvia Pasello, Francesco Puleo, Caterina Simonelli, Tazio Torrini e Silvia Tufano. Le scene e i costumi portano la firma del brasiliano Márcio Medina (già nel cast di molti altri spettacoli di Bacci) e sono stati realizzati dalla Fondazione Cerratelli, con la collaborazione del Laboratorio di costumi e scene del teatro della Pergola.
Le musiche hanno visto al lavoro il violoncellista e contrabbassista Ares Tavolazzi, che in passato ha lavorato con Francesco Guccini, Paolo Conte e molti altri, ma sono presenti anche numerosi canti del Seicento scelti con la consulenza di Stefano Pogelli, responsabile del laboratorio di restauro sonoro dell’audioteca Rai. Le luci sono, invece, a cura di Valeria Foti e Stefano Franzoni.
Lo spettacolo, che nell’ottobre 2016 sarà alle Olimpiadi del Teatro di Wroclaw, parte da una domanda: cosa succede quando ci si toglie la maschera e si esce dal proprio personaggio sociale e famigliare? Cosa avviene quando per ritrovare la propria essenza si abbandonano i ruoli per i quali siamo riconosciuti? Accade che si scuotono le proprie e le altrui certezze e il disorientamento può travolgere tutto e tutti. È ciò che accade a re Lear, quando rinuncia alla propria veste di sovrano per dividere il regno tra le tre figlie, in proporzione alla loro capacità di dimostrargli il loro amore. Lo svilupparsi dei fatti svela crudeltà, tradimenti e brama di potere, ambizione, giocati quasi a viso aperto, come se il radicale cambio di prospettiva che implica un «regno orfano del suo re» desse il via libera ai più bassi istinti umani, conducendo vittime e carnefici, usurpatori, folli e diseredati inevitabilmente, tutti, verso un finale di morte. I personaggi dimostrano quanto poco siamo in grado di accettare la trasformazione e la mancanza di punti di riferimento, quanta fatica costi accettare con consapevolezza che siamo soprattutto esseri «nudi e indifesi».
Lear, in questo allestimento, è interpretato da una donna: Silvia Pasello, due volte Premio Ubu, Premio Eleonora Duse, già interprete per Carmelo Bene, Thierry Salmon, Raul Ruiz, Virgilio Sieni, fra gli altri, e protagonista di molti spettacoli anche dello stesso Bacci. La scelta non è casuale: Lear per Roberto Bacci non è un uomo o una donna, è semplicemente un essere umano, in un’interpretazione che riesce a trasmettere, senza forzature, sia elementi del maschile che del femminile.
Sulla scena sono presenti sette sipari che, col loro continuo movimento, stabiliscono il perimetro del rapporto con il pubblico: un perimetro dinamico, come a dire che senza trasformazione, senza possibilità di cambiamento, senza contatto diretto e un ascolto continuo non può esserci dialogo.
Altro atteso appuntamento sarà quello con Gabriele Lavia che il 18 giugno, alle ore 21.15, proporrà al Museo nazionale del Bargello di Firenze una lettura-commento sull’«Amleto». La performance, intima e coinvolgente, regalerà al pubblico un viaggio nel profondo e perenne confronto tra essere e non essere. L’attore e regista milanese interpreterà e narrerà tutti i personaggi coinvolti nel racconto scenico, da Amleto a Gertrude, da Claudio a Ofelia, entrando nel loro animo, esponendone i loro intenti e le loro subdole intenzioni. Con il continuo scambio di ruoli, Gabriele Lavia racconterà così le contraddizioni di un mondo oppresso da false certezze e di una realtà sfuggente e complicata da interpretare, per ricostruire la tragica storia del principe di Danimarca attraverso la più alta rappresentazione dell’animo umano: il dubbio.
L’artista ritornerà in scena nella rassegna «Shakespeare Shaker» con una lettura-commento sull’«Otello», in programma al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci nella serata del 15 luglio, sempre alle ore 21.15.
In questo appuntamento, Gabriele Lavia parlerà del lavoro shakespeariano come di un dramma della mente o meglio dell’io diviso. Sul palco si confronteranno così due caratteri esistenziali diversi quanto complementari. Da un lato c’è Otello, discriminato antropologicamente come razza inferiore, mostruosa, bestiale, culturalmente come barbaro, metafisicamente come non eletto, privo di anima, creatura infernale, diavolo; dall’altro Iago, a sua volta discriminato socialmente per gli insuccessi nella sua vita militare, moralmente represso, vittima di un puritanesimo eccessivo che proietta sul Moro tutto il peggio che si porta dentro, con tormento.
Grande spazio sotto i riflettori della rassegna «Shakespeare Shaker» avranno, poi, alcuni progetti realizzati all’interno di laboratori teatrali legati alla Fondazione Teatro della Toscana. Si inizierà il 14 giugno, al teatro «Mila Pieralli» di Scandicci, con l’appuntamento «Il resto è silenzio», un viaggio attraverso il tema del potere in alcune opere drammaturgiche del Bardo, come «Riccardo III» e «La tempesta», con cinque compagnie (Arbus, Arte in corso, EsTeatro, Isole Comprese e Sfumature in atto) che lavorano da anni con il loro lavoro drammaturgico e recitazione nella salute mentale, sotto l’egida del Coordinamento Teatro come Differenza.
Seguirà, nella serata del 29 giugno, sempre al «Mila Pieralli» di Scandicci, un appuntamento a cura dell’Accademia dell’Uomo, un centro di sperimentazione non solo teatrale, ma di tutte le possibilità creative e comunicative della società contemporanea, basato sul metodo Costa e sulle esperienze della Beyouman Academy di Iacopo Braca.
L’esito del primo anno di corso, intitolato «I personaggi di Shakespeare: un guida all’intelligenza emotiva», sarà il percorso «Il labirinto delle emozioni», che prevede l’apertura all’interno del teatro di stanze-luoghi, gestite dagli allievi dell’Accademia, con installazioni esperienziali che coinvolgeranno il pubblico e una passeggiata notturna per la città di Scandicci.
I diciotto attori del primo corso biennale «Orazio Costa» porteranno, invece, in scena, sotto la regia di Pier Paolo Pacini, al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci (6,7,8 e 11 luglio, ore 21; 9-10 luglio, ore 19) un grande classico del teatro shakespeariano: «Romeo e Giulietta», del quale si potrà seguirne l’evoluzione dietro le quinte seguendo sui social l’hashtag #PlayingwithRomeoeGiulietta.
A chiudere il cartellone sarà la sfida elisabettiana di Macelleria Ettore, che il 20 luglio metterà in scena all’Acciaiolo «Amleto? ». Due attori, Stefano Pietro Detassis e Maura Pettorruso, in uno spazio nudo, si confrontano con il capolavoro shakespeariano. «Sprofondano nel testo, squarciano scene, si confrontano con due vite alla prova, quelle di Amleto e Ofelia. Il confronto –si legge nella presentazione- è un dialogo al buio. Le parole affiorano come bagliori estemporanei. I piani si confondono, come vita e teatro. Cercano di accordare l’azione alla parola e il pensiero all’azione nel tentativo di tendere lo specchio alla natura».
Uno sguardo, dunque, a 360° sull’universo creativo del Bardo per questa nuova «Bella stagione del Teatro della Toscana», che –si legge nella presentazione- «vuole essere anche un augurio di un teatro diverso e sempre più a misura d’uomo».

Didascalie delle immagini
[Figg. 1, 2, 3  e 4] «Lear». Foto di Roberto Palermo. [fig. 5]  Gabriele Lavia sarà in scena a «Shakespeare Shaker» con due letture commentate di «Amleto» e «Otello»; [fig. 6] «Amleto?» di Macelleria Ettore 

Informazioni utili
«Shakespeare Shaker». Toscana, sedi varie. | Lear - Teatro della Pergola, Firenze: platea > intero € 18,00, ridotto € 15,00; palco > Intero € 15,00, ridotto € 12,00 | Il resto è silenzio – Il dramma del potere in Shakespeare - Teatro Studio ‘Mila Pieralli’, Scandicci: ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili | Amleto - Cortile del Museo Nazionale del Bargello, Firenze: intero € 15,00, ridotto € 12,00 |  Il labirinto delle emozioni – Un percorso emozionale per la città di Scandicci - Teatro Studio ‘Mila Pieralli’, Scandicci: ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili | Romeo e Giulietta - Castello dell’Acciaiolo, Scandicci: intero € 10,00, ridotto € 8,00 | Otello - Castello dell’Acciaiolo, Scandicci: intero € 15,00, ridotto € 12,00 | Amleto? - Castello dell’Acciaiolo, Scandicci: intero € 10,00, ridotto € 8,00. Riduzioni: residenti Comune di Scandicci – possessori di ICard e eduCard (ad esclusione di Lear 8/15 giugno e Amleto 18 giugno), over 60, under 26, soci Unicoop Firenze, abbonati Teatro della Toscana, possessori di Pergola Card. Biglietteria di prevendita: teatro della Pergola, via della Pergola, 30 – Firenze,  tel. 055.0763333 o biglietteria@teatrodellapergola.com /(dal lunedì al sabato, dalle ore 9.30 alle ore 18.30) I biglietti sono acquistabili anche presso tutti i punti vendita del circuito regionale Box Office e on-line. Siti internet: www.teatrodellatoscana.it - www.teatrodellapergola.com  - www.teatrostudioscandicci.com



lunedì 6 giugno 2016

Andersen Festival, quando l’arte è passione

«Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione», diceva Hegel. E alle passioni, motore della nostra esistenza, è dedicata la diciannovesima edizione dell’Andersen Festival, che da mercoledì 8 a domenica 12 giugno porterà nella cittadina ligure di Sestri Levante oltre cento eventi tra spettacoli teatrali, concerti, narrazioni, eventi di circo contemporaneo e laboratori per bambini, oltre all’immancabile cerimonia di chiusura del premio Andersen Baia delle Favole. Testimonial di questa edizione del concorso, giunto al suo quarantanovesimo anno di attività, sarà Neri Marcorè, artista eclettico, capace di coniugare e riassumere mondi diversi fra loro come il teatro, la musica, la televisione e la radio, che sabato 11 (alle ore 21.30) racconterà al pubblico il proprio rapporto con il mondo delle sette note. Riflettori puntati a Sestri Levante anche sulla testimonial della passata edizione, Ambra Angiolini, che quest’anno sarà in Liguria nelle vesti di madrina e come protagonista di una narrazione intitolata «Sii bella e stai zitta: un atto di resistenza», che attraverso le parole di Michela Marzano e la musica degli Gnu Quartet parlerà, nella serata di venerdì 10 (alle ore 21.30), della mercificazione del corpo femminile nei mezzi di comunicazione e della condizione lavorativa delle donne.
Ad aprire il festival, che vede ancora una volta alla direzione Leonardo Pischedda, sarà come da tradizione un coinvolgente corteo di oltre mille bambini, che nella mattinata di mercoledì 8 giugno si impossesserà simbolicamente della cittadina. Seguiranno, quindi, due intense giornate dedicate ai più piccoli con le dimostrazioni degli «AndersenLab», condotti dagli artisti Lorenzo Capello, Enrico De Nicola, Monica Marcenaro, Antonio Panella e Roberta Parmigiani.
Scenario di molti eventi del festival sarà la Baia del Silenzio che, da venerdì a domenica, ospiterà ogni sera sul palco-palafitta costruito in mezzo al mare un lungo happenig che partirà intorno alle 18.15 per proseguire fino a notte fonda.
L’apertura sarà affidata, venerdì 10 giugno, al coro Incantarte e ad Alberto Diaspro, direttore del dipartimento di Nanotecnologia dell’Istituto italiano di tecnologia, che racconterà come la percezione della natura nei suoi dettagli più piccoli possa muovere le nostre passioni verso nuove conquiste. Seguirà, quindi, l’incontro «Cucurbita sapiens» che vedrà il geniale Danilo Raimondo creare ogni genere di oggetto con una zucca; mentre la chiusura della serata spetterà ad Ambra Angiolini e al Gnu Quartet.
Nella giornata di sabato 11 giugno, alle 18.15, il vice presidente emerito della Corte costituzionale Fernanda Contri e la sociologa Marina D’Amato affronteranno il difficile tema dei diritti dell’infanzia; mentre il filosofo Umberto Galimberti sarà al centro dell’incontro «L’epoca delle passioni tristi». Seguirà, quindi, l’incontro con i KyoShinDo, letteralmente Via dell'Eco del Cuore, che trasporteranno il pubblico nel lontano mondo del Taiko, in Giappone, all’interno di una musica da ascoltare, da guardare e da vivere: il ritmo creato dai tamburi ridesta nel cuore il respiro primitivo della vita. Chiuderà, poi, la serata Neri Marcorè con «Musicofilia», è una dichiarazione d’amore per lo spettacolo e per la musica, pensato appositamente per il festival.
Domenica 12 giugno il palcoscenico mobile nella Baia del Silenzio vedrà in scena Cecilia Strada, che, intervistata da Roberto Pettinaroli, racconterà l’esperienza di Emergency, e Moncef Ben Moussa, il direttore del Museo del Bardo, in dialogo con Gad Lerner. Seguirà, quindi, un omaggio alla musica tunisina con Belhassen Mihoub che, insieme ai Rebis, (la cantante, arabista e francesista Alessandra Ravizza e il chitarrista Andrea Megliola), accompagnerà il pubblico alla scoperta del suono spirituale dell’Islam, da quello più canonico del richiamo alla preghiera a quello mistico degli gnawa di derivazione più africana.
Un focus sulla Tunisia e sui temi della democrazia e della pace sarà, inoltre, affrontato al Convento dell’Annunziata nella giornata di domenica, dalle 17 a tarda notte, in una non stop a cui parteciperanno oltre agli esponenti delle diverse confessioni religiose (don Valentino Porcile della diocesi di Genova, padre Marian Selvini della Chiesa Ortodossa genovese, don Mario Cagna della diocesi di Chiavari, l’Imam Ahmed Abdou della comunità islamica del Tigullio), le donne del tè del mondo, Medici senza frontiere, Donatella Alfonso, Erica Manna, il giornalista Pablo Calzeroni per il progetto «Moschee Aperte», il Coro quattro canti del maestro Gianni Martini e l’Orchestra Bailam con «Taverne Cafè Aman e Tekés».
A concludere la serata, alla Baia, l’umorismo e la comicità de I Pirati dei Caruggi#desbelinity (Enrique Balbontin, Alessandro Bianchi, Fabrizio Casalino e Andrea Ceccon), che si propongono, per il divertimento degli spettatori, di «aggravare la difficile attuale situazione» portando in scena nuove idee comiche in linea con la filosofia della scuola genovese: «lavorare meno, lavorare gli altri». Il loro sarà un arrembaggio irresistibile: a sciabola sguainata, quattro valenti capitani si alterneranno sul palcoscenico, dando vita a uno spettacolo (rutilante, guascone, piratesco) di gag, monologhi, canzoni e personaggi.
A dare il senso della festa, in un’invasione pacifica di strade e piazze, saranno nelle giornate da venerdì a domenica diversi artisti di circo e di teatro di strada provenienti da tutto il mondo: dall’inglese Andy Snatch alle canadesi Les Soeurs Kif – Kif, dall’argentino Fernando Pose ai Chipolatas, dal duo giapponese Witty Look a Chris Lynam.
Non mancherà, infine, l’amatissimo teatro per i bambini, che avrà per scenario il Covento dell’Annunziata. Tra i suggestivi «Racconti sotto il Fico» in cartellone si segnalano «Acqua nera, acqua chiara, una storia del tubo! » di Iren, «Ali Babà» del Teatro della Tosse, «Nel paese delle scarpe rotte» e «Fiaba di Luna di Lana e Ashka della neve, viaggio tra i ghiacci e boschi innevati» del Teatro del Piccione e «Un dos trash» degli Jashgawronsky Brothers. Tra i protagonisti del programma riservato ai più piccoli anche Gloria Clemente con il coro ragazzi Fabrizio De Andrè, per la presentazione del libro «latanè e la chiave invisibile», viaggio in parole e musica.

Per saperne di più 
www.andersenfestival.it 

Informazioni utili
Andersen Festival. Sestri Levante (Genova), sedi varie. Informazioni: tel. 0187.257213 o info@artificio23.it. Sito web: www.andersenfestival.it. Da mercoledì 8 a domenica 12 giugno 2016.

venerdì 3 giugno 2016

Una Notte bianca per cinque beni del FAI

Danza, teatro, sperimentazioni e performance musicali a lume di candela: ecco quanto propone la prima notte bianca del Fai – Fondo per l’ambiente italiano. In occasione dell’imminente solstizio d’estate, nella serata di sabato 18 giugno, cinque beni di proprietà della onlus milanese apriranno le proprie porte in orario serale offrendo, con la collaborazione di Elita Enjoy Living Italia, una serie di eventi culturali da non perdere. Dal Lago di Como alla Serra morenica d’Ivrea, dai Colli Euganei alla corona delle Alpi Cozie, fino all’acropoli tiburtina, questi i luoghi che proporranno di passare una serata diversa dal solito: il Castello di Masino a Caravino, la villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia, il parco villa Gregoriana a Tivoli, il Castello della Manta e Villa Fogazzaro Roi a Oria Valsolda.
Grande protagonista della notte bianca del Fai sarà il Piemonte, teatro di ben due dei cinque eventi programmati. A Manta, piccolo borgo del Cuneese, è, per esempio, prevista una grande rievocazione storica, durante la quale dove un gruppo d’attori vestito in abiti d’epoca accoglierà gli ospiti narrando antichi episodi della vita del paese. Nel giardino del castello, quindi, si terrà un banchetto e un gruppo di ballerini proporrà danze storiche medievali e rinascimentali e giochi popolari; mentre, in tarda serata, la luce di mille lumini farà da sfondo a uno spettacolo di danza aerea.
La festa proseguirà, infine, tra le mura del castello (ingresso € 15,00 o € 8,00 per gli associati Fai; tel. 0175.87822), dove per tutta la sera i più curiosi potranno esplorare le antiche sale decorate, bella testimonianza della pittura gotica internazionale, scortati dalle voci di un gruppo di attori che sapranno far rivivere i motti equivoci della Sala delle Grottesche di Michelantonio e della Sala baronale di Valerano, ma anche la storia dei fantasmi che, secondo la tradizione, abitano tra le mura del maniero.
«Sogno o son desto?» si domanderanno, invece, i visitatori del Castello di Masino (ingresso € 20,00 o € 13,00 per gli associati Fai; tel. 012.5778100) al quale verrà proposto un lungo e suggestivo percorso danzato teso a rievocare il passato glorioso del maniero, antica residenza dei conti Valperga, discendenti di Arduino da Ivrea, primo re d’Italia. Attori e danzatrici, coreografate da Cristina Taschi, appariranno come creature fiabesche nel grande parco settecentesco tra i viali alberati, dai balconi e dalle terrazze imbandite a festa, invitando i visitatori a seguirli tra gli intricati sentieri del labirinto di siepi. Nella terrazza della limonaia un grande tableau vivant farà rivivere gli antichi fasti nobiliari di epoca settecentesca, dove i commensali saranno danzatori in costume. Suggestioni pittoriche, fogge di epoche remote e giochi di luce tesseranno un racconto fantastico che culminerà in una performance musicale della giovane compositrice Caterina Barbieri nei pressi dell’antico tempietto neogotico.
Serata di musica veneta contemporanea, invece, a Villa dei Vescovi (ingresso € 20,00 o € 13,00 per gli associati Fai; tel 049.9930473), antica dimora di delizie destinata per secoli agli ozii creativi di artisti e letterati, che perpetua la sua vocazione facendosi fucina di sperimentazioni artistiche e musicali all’avanguardia. In occasione dell’evento, il collettivo techno-jazz Upperground Orchestra realizzerà uno studio site-specific per riproporre in chiave di contaminazione alcune canzoni tradizionali tratte dal canzoniere popolare veneto. Musica elettronica, arte, paesaggio e tradizioni popolari daranno vita a una performance inedita, destinata a essere documentata e trasmessa live su Rocket Radio, neonata web radio con base a Verona. L’evento si concluderà con il dj set di Volcov, protagonista della scena house e disco italiana.
Happening musicale anche a Parco Villa Gregoriana (ingresso € 15,00 o € 8,00 per gli associati Fai; tel. 0774.332650 o faigregoriana@fondoambiente.it), paesaggio romantico per eccellenza dove la natura si fa espressione del Sublime. In occasione della Notte bianca del Fai, i visitatori saranno invitati a compiere un viaggio sensoriale tra le luci che illumineranno il parco fino alla Grande Cascata, alta oltre 100 metri. In mezzo alle vestigia dell’antica villa del console romano Manlio Vopisco, lo spettacolo della natura lascerà, quindi, il posto alla musica, per una speciale performance di uno dei più importanti e storici dj italiani, Claudio Coccoluto, che si esibirà con il gruppo Percussion Voyager per un live unico, capace di coniugare musica contemporanea, indiana, giapponese e improvvisazione jazz ai suoni elettronici e dance.
Per gli amanti delle atmosfere romantiche, Villa Fogazzaro Roi (ingresso € 10,00 o € 5,00 per gli associati Fai; tel.335.7275054) e il borgo di Oria si animeranno con speciali visite animate da attori in abiti d’epoca che regaleranno agli ospiti l’opportunità di immergersi in prima persona nel fascino della letteratura di Antonio Fogazzaro. I personaggi Franco, Luisa e Ombretta guideranno i visitatori dalle intime stanze della villa fino al borgo, nella piazzetta del paese, dove si celebrerà il giorno di festa tra sfilate in costume e angoli per la degustazione di cibi locali. Al tramonto, la luce delle lanterne andrà a illuminare lo scenario di uno spettacolo di musica e teatro che avrà il suo culmine nell’esibizione canora di tre tenori affacciati dal piccolo terrazzo dove Antonio Fogazzaro amava ritirarsi a fine giornata.

Didascalie delle immagini 
[Fig. 1] Villa dei Vescovi, Luvigliano di Torreglia (PD); [fig. 2] Castello e Parco di Masino a Caravino (TO);

Informazioni utili
www.serefaidestate.it

giovedì 2 giugno 2016

Centrale Montemartini, nuovi capolavori da scoprire

Si è da poco arricchito di nuove opere il percorso museale della Centrale Montemartini di via Ostiense, uno dei musei più affascinanti e meno conosciuti di Roma. Da qualche giorno i visitatori possono, infatti, ammirare tra le sale di questo spazio espositivo, straordinario esempio di riconversione in sede museale di un edificio di archeologia industriale, una serie di importanti new entry che vanno ad affiancarsi alla già considerevole collezione di sculture dell’antichità classica tornate alla luce nel corso degli scavi eseguiti a Roma tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Il nuovo percorso espositivo, realizzato per iniziativa della Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali di Roma capitale e Zetema Progetto Cultura, comincia al piano terra con una piccola sala dedicata al prezioso corredo funerario di Crepereia Tryphaena, rinvenuto alla fine dell’Ottocento durante i lavori di scavo per realizzare le fondazioni del Palazzo di Giustizia. L’insieme di oggetti esposto apparteneva a una fanciulla morta prima delle nozze ed è costituito da una serie di raffinati gioielli in oro e pietre preziose e da altri pregevoli oggetti da toeletta. Il reperto più straordinario è certamente la deliziosa bambola di avorio con arti snodabili, vero capolavoro di intaglio di probabile manifattura egiziana, databile intorno alla metà del II secolo d.C..
Il percorso espositivo prosegue, nell’adiacente Sala Colonne, con tre magnifici mosaici policromi di età repubblicana di raffinatissima fattura. Il pezzo principale è un lavoro raffigurante un labirinto all’interno di una cinta muraria, scoperto a Roma nel 1958 presso piazza San Giovanni in Laterano e datato tra il 100 e l’80 a.C.. Lo affiancano altri due piccoli e raffinatissimi mosaici: uno con un leone circondato da amorini, scoperto ad Anzio nel 1749; un altro raffigurante una scena ambientata lungo le sponde del Nilo, opera della seconda metà del I sec. a.C. rinvenuta nel 1882, durante la costruzione del Palazzo delle Esposizioni.
Al piano superiore, in Sala Caldaie, ha, invece, trovato adeguata collocazione un altro splendido mosaico pavimentale della media età imperiale con la raffigurazione del ratto di Proserpina da parte di Plutone, dio dell’oltretomba. Su intercessione della madre Cerere, alla fanciulla fu concesso di tornare sulla terra per sei mesi all’anno, alternando in tal modo la sua esistenza tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Per questo motivo la raffigurazione ben si adatta al repertorio funerario: il mosaico fu, infatti, scoperto a Roma in una tomba della via Portuense nel 1885. Rimasto a lungo in deposito, ha finalmente trovato la sua collocazione definitiva alla Centrale Montemartini.
Accanto a queste opere, appartenenti alle Collezioni capitoline, è possibile anche ammirare un prezioso ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, moglie di Claudio e madre di Nerone, concesso in prestito dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen. La scultura è esposta in Sala Macchine, accanto alla statua femminile di orante delle Collezioni capitoline, realizzata nella stessa preziosa pietra scura di origine egiziana, alla quale apparteneva in origine. La pertinenza della testa di Copenaghen al corpo della statua capitolina è stata dimostrata nel corso di complessi studi scientifici condotti negli anni Novanta del Novecento che hanno consentito di individuare un preciso punto di attacco tra le due opere.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Centrale Montemartini. Foto di Mimmo Frassineti; [fig. 2] Corredo funerario di Crepereia Tryphaena, II secolo d.C.; [fig. 3] Ritratto di Agrippina Minore. Copenaghen, Ny Carlsberg Glyptotek inv. IN 753; basanite

Informazioni utili
Centrale Montemartini, via Ostiense, 106 - Roma. Orari: martedì -domenica, ore 9.00-19.00; 24 e 31 dicembre, ore 9.00-14.00; la biglietteria chiude mezz'ora prima; chiuso il lunedì, il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre. Ingresso: intero € 7,50, ridotto € 6,50. Informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9-21). Sito web: www.centralemontemartini.org.  

mercoledì 1 giugno 2016

Stupinigi, rinasce il Parco storico della Palazzina di caccia

Tutto come nel Settecento o quasi. Riapre i battenti, dopo anni di lavoro, il parco storico della Palazzina di Caccia di Stupinigi, impianto scenografico di straordinaria bellezza concepito progettualmente dell'architetto messinese Filippo Juvarra e realizzato nel 1740 dal paesaggista Michel Bénard.
L'oasi verde, che si estende su una superficie di circa dieci mila ettari, venne in origine sviluppato come giardino formale all'italiana con parterre a broderie delimitati da siepi di bosso e ligustro, decorati in estate da vasi di fiori e agrumi. Vennero piantati con perfette simmetrie viali e bosquets di carpini, olmi e querce.
Gli apartments verts o cabine di verzura, ai lati dei parterre centrali, indirizzavano lo sguardo verso il parco e costituivano l'elemento di maggiore rilievo scenografico: furono però distrutti dalle truppe napoleoniche.
L'intero parco era incentrato attorno a un gran rondò, il punto da cui irradiano le direttrici dei viali nelle direzioni della rosa dei venti ripetendo così lo schema a croce di Sant’Andrea della Palazzina con il fulcro nel Salone centrale. Il rondò permetteva agli ospiti (magari in sella e pronti per la battuta di caccia) di ammirare il maestoso dispiegarsi delle facciate della Palazzina con le luminose vetrate del Salone, dall'altra di stendere lo sguardo a perdita d'occhio sulle rotte di caccia e sugli immensi possedimenti dei Savoia.
Dal 1854 circa l'impianto settecentesco, come per altre residenze sabaude, venne trasformato per adeguarsi al nuovo gusto romantico inglese. Sotto la direzione di architetti e paesaggisti del tempo come Melano, Roda e Scalarandis vennero creati percorsi secondari ad andamento sinuoso; un laghetto con tanto di isola dotata di belvedere sulla sommità; un ponte con balaustra di rami intrecciati; un labirinto di carpini alternati a querce ed olmi (nell'area ancora chiusa al pubblico).
Nel 1850 l'area di levante -accanto al serraglio di animali esotici, dove oggi è tornato l'elefante Fritz- ospitava il giardino floreale con rose antiche e una serra in cui era possibile meravigliarsi di fronte al banano e curiose essenze provenienti da ogni parte del mondo. Le scuderie, ricovero invernale degli agrumi, assunsero così il nome di citroniere.
L'alberata di pioppi cipressini, di ricordo juvarriano, circonda con doppia fila tutto il perimetro a 'buco di serratura' della residenza ed è stata reimpiantata negli anni 2008-2010 nel rispetto delle antiche misure d'impianto.
Il parco storico è stato oggi riportato ai disegni originali in cui il Salone delle feste si affaccia sui grandi viali che si irraggiano, in fuga, verso i territori di caccia e le campagne dell'antico Ordine cavalleresco.
Per festeggiare la riapertura del parco, fortemente voluta dalla Fondazione Ordine Mauriziano, venerdì 8 luglio si terrà uno spettacolo in tre atti: l'installazione «Delle fiabe e delle sedie» di Marco Muzzolon, la mini-performance «Instant de Suspension» delle acrobate Pauline Barboux e Jeanne Ragu e il doppio show «Le chas du Violon / Evohé» della compagnia Les Colporteurs, rispettivamente un racconto del legame tra madre e figlia e una rilettura del mito di Teseo e Arianna.

Informazioni utili
Palazzina di Caccia di Stupinigi, piazza Principe, Amedeo 7 - Stupinigi, Nichelino (Torino).Orari: martedì-venerdi, ore 10.00-17.30; sabato, domenica e festivi, ore 10.00-18.30. Ingresso: intero € 12,00, ridotto € 8,00 (6-17 anni e over 65), gratuito per minori di 6 anni | fino al 31 luglio il biglietto d'ingresso al museo comprende anche la visita ai giardini; dal 1° agosto  la visita costerà € 3,00 in più (€ 2,00 per i ridotti). Informazioni: tel. 011.6200634 . Sito web: www.ordinemauriziano.it.