ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

venerdì 3 marzo 2017

Città di Castello, un museo per la grafica di Burri

Si chiude con l’inaugurazione di una sezione permanente dedicata all’opera grafica di Alberto Burri, negli spazi degli ex Seccatoi del tabacco a Città di Castello, il lungo anno nel quale si è festeggiato il centenario della sua nascita.
Il nuovo museo, la cui inaugurazione è prevista per la giornata di domenica 12 marzo (con un open day in programma dalle ore 12 alle ore 18), occupa oltre quattromila metri quadri, tutti ottenuti da un recente intervento di riqualificazione di parte degli spazi sottostanti all’ex complesso industriale sorto sul finire degli anni Cinquanta.
La superficie espositiva dedicata ad Alberto Burri raggiunge così gli undicimila e cinquecento metri quadri e, insieme con le sculture all’aperto, ne fa il più esteso museo d’artista al mondo e anche uno dei più importanti luoghi del contemporaneo in Europa.
La nuova sezione accoglie e propone l'intero repertorio grafico e di multipli dell'artista, consistente in oltre duecento opere, realizzate tra il 1950 e il 1994. Si tratta di un importante aspetto della produzione artistica di Alberto Burri, che a volte precorre, a volte segue e in altri casi è coeva con le sue opere maggiori e pone in evidenza anche la sua straordinaria manualità e attitudine alla sperimentazione costante.
L'esecuzione di queste opere, realizzate in collaborazione con grandi stampatori, ha visto l'artista stesso cimentarsi in differenti cicli produttivi che hanno distinto la sua attitudine alla sperimentazione rispetto a quella di altri artisti della sua generazione, tanto in Italia che all'estero.
«Nel caso di Burri, parlare di grafica non significa parlare di una produzione minore rispetto ai dipinti, ma soltanto di una modalità artistica diversa e parallela, nella concezione e nell'esecuzione, tale insomma da potersi annoverare con assoluto rilievo nella produzione del grande pittore, a fianco di tutti gli altri suoi rivoluzionari pronunciamenti innovativi. Anche nella grafica, Burri ha cercato di superare sfide tecniche e di spingere i confini sia degli strumenti che dei materiali utilizzati. Con esiti di interesse straordinario, come le opere esposte confermano», sottolinea Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri.
Non è un caso che, nel 1973, l’artista abbia ricevuto dall'Accademia nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la grafica con la motivazione che questa sua parte di produzione «[...] si integra perfettamente alla pittura dell'artista, di cui costituisce [...] una vivificazione che accompagna il rigore estremo a una purezza espressiva incomparabile». Il Museo Burri della grafica si aggiunge, come atto conclusivo, alle numerose iniziative del centenario che ha avuto molte tappe importanti: dalla nuova edizione del catalogo generale al compimento del Grande cretto di Gibellina e alla ricostruzione del teatro Continuo a Milano, solo per citare gli eventi più importanti.
L'impegno della fondazione è stato profuso anche in ambito espositivo con mostre dedicate ad approfondire il ruolo dell’artista in vari contesti nazionali e internazionali, nonché riportando la fondazione Burri al centro dell'attenzione internazionale, con convegni che hanno visto confluire nella sua città natale dell’artista artisti, studiosi, direttori di musei e critici da tutto il mondo per parlare dello stato dell'arte.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Alberto Burri, Sestante 14, 1989; Serigrafia; carta Fabriano Rosaspina cm. 49,5x63,5; [fig. 2]  Alberto Burri, Saffo (Litografia 10) 1973/76; Litografia; Carta Umbria cm. 26x17,7

Informazioni utili 
www.fondazioneburri.org

giovedì 2 marzo 2017

«Kids Creative Lab V», alla scoperta dell’ecosistema marino con Lucy + Jorge Orta

Oltre 1.400.000 bambini, 50.000 classi e 6.000 scuole uniti per un progetto all’insegna della salvaguardia dell’ecosistema marino: sono questi i numeri della quinta edizione di Kids Creative Lab, iniziative per le scuole primarie italiane promossa dalla collezione Peggy Guggenheim e da Ovs, con il patrocinio del Comune di Venezia.
Dopo aver trattato, nel corso degli anni, tematiche quali il rapporto tra arte e moda, ecologia, natura, agricoltura, alimentazione e biodiversità, il laboratorio creativo dell’istituzione lagunare guarda a un progetto multidisciplinare incentrato sull’attuale e urgente tema della sostenibilità, delle sue implicazioni legate da un lato all’ecologia e al rispetto dell’ambiente, dall’altro all’educazione e allo sviluppo delle generazioni future in relazione a queste tematiche.
Da qui parte la prestigiosa collaborazione con Lucy + Jorge Orta, artisti noti internazionalmente per il loro impegno in progetti che sensibilizzano l’opinione pubblica verso lo sviluppo sostenibile del pianeta e che hanno fatto della modalità partecipativa i fondamenti della propria produzione artistica. La celebre coppia creativa, insieme con il dipartimento di educazione della collezione Peggy Guggenheim, ha ideato e sviluppato un laboratorio creativo, da condurre in classe, incentrato sul tema dell’acqua e dell’equilibrio, sempre più vulnerabile, dell’ecosistema marino.
Ne è nato il Kit d’artista «SostenART», una riflessione attorno al riutilizzo sostenibile, oltre che artistico, della plastica, e, al contempo, un invito a inviare un SOS per la salvaguardia della vita degli oceani tramite un metaforico messaggio in bottiglia.
Il laboratorio invita i partecipanti a scrivere un testo a più mani grazie alla tecnica del «Cadavre exquis», gioco amato da André Breton, teorico del Surrealismo, e dagli artisti surrealisti stessi, che consiste nel comporre un messaggio grazie al contributo di più persone, ignare dell’intervento degli altri. Il testo scritto con questa tecnica viene, poi, tradotto secondo un codice colore e inserito in una bottiglia di plastica. Tutte le bottiglie contenenti i coloratissimi messaggi criptati composti dai bambini daranno vita a un’unica grande installazione, un suggestivo paesaggio marino, curata proprio da Lucy + Jorge Orta ed esposta in occasione della mostra che avrà luogo dal 30 marzo al 17 aprile alla collezione Peggy Guggenheim.
«Speriamo che la prassi artistica, attraverso questo laboratorio e tramite la sperimentazione con il materiale plastico, possa mettere in evidenza il messaggio relativo all’utilizzo della plastica, in particolare il rifiuto plastico e la bottiglia d’acqua», sostengono gli artisti Lucy + Jorge Orta. «In qualche modo, si tratta di creare consapevolezza tra la persone. Se, lavorando a Kids Creative Lab, oltre un milione di bambini, maneggiando una bottiglia, penserà alla sua provenienza, alla sua destinazione e a come possiamo essere maggiormente consapevoli del riciclo e dell’ambiente, allora sarà davvero fantastico».
Tutti i materiali didattici e il video tutorial per realizzare il laboratorio sono disponibili sul sito kidscreativelab.ovs.it, nella sezione Kit d’Artista. Per caricare le immagini degli elaborati e i contenuti realizzati all’interno della Gallery è necessario accedere all’area riservata, dove sarà possibile scoprire i lavori creati dagli altri partecipanti.
La scuola che parteciperà alla mostra conclusiva con il maggior numero di alunni e classi si aggiudicherà un percorso formativo per alunni e docenti a cura di EF Education First: due International week per gli studenti, formazione online per i docenti e materiali didattici. La scuola riceverà inoltre cinquecento borracce riutilizzabili di Dopper, per incentivare un consumo sostenibile dell'acqua e sensibilizzare i bambini sull'impatto dei rifiuti di plastica monouso.

Informazioni utili
http://kidscreativelab.ovs.it/

mercoledì 1 marzo 2017

Al via le iniziative per i duecento anni dalla morte di Giacomo Quarenghi, architetto alla Corte degli Zar

Prende il via giovedì 2 marzo il lungo programma di iniziative ideate per celebrare il secondo centenario dalla morte dell’architetto e disegnatore Giacomo Quarenghi (Rota d’Imagna/Bergamo 1744 - San Pietroburgo1817), tra i massimi protagonisti della cultura artistica del Settecento europeo.
Una messa in sua memoria nella chiesa dell’Arciconfraternita dei bergamaschi a Roma e il posizionamento di due lapidi a Bergamo -una al Famedio del cimitero, l’altra nella casa natale di via Donizetti- aprono le celebrazioni di quello che è stato definito l’Anno Q.
Nella stessa giornata la Biblioteca civica Angelo Mai di Bergamo, che conserva la più vasta raccolta al mondo di opere quarenghiane, inaugurerà un’esposizione storica; mentre il Gabinetto dei disegni del Castello Sforzesco a Milano renderà fruibile integralmente, sul sito Graficheincomune.it, il proprio fondo di lavori quarenghiani.
Le celebrazioni interesseranno anche diverse città europee: al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo verrà inaugurata una mostra di Pavel Demidov che rilegge con sguardo contemporaneo gli edifici realizzati da Quarenghi; a Mosca di terrà una conferenza di Letizia Tedeschi, mentre a Varsavia lo studioso Piotr Kibort darà il via al progetto di studio e pubblicazione in formato digitale del fondo di disegni quarenghiani conservati al museo nazionale.
Ma le iniziative per celebrare il maestro non terminano qui. A Bergamo, la sua città natale, la Biblioteca Civica Angelo Mai proporrà la pubblicazione in digitale del fondo di documenti di Francesco Maria Quarenghi, fratello dell’architetto, e la pubblicazione di un nuovo epistolario quarenghiano.La Fondazione Accademia Carrara provvederà, invece, al restauro, alla studio e alla pubblicazione del suo fondo quarenghiano, mentre la Fondazione Donizetti dedicherà all’artista un progetto speciale, compresa la messa in scena dell’opera donizettiana «Il borgomastro di Saardam», che vede protagonista proprio lo zar Pietro I.
A Venezia, è previsto lo studio e la pubblicazione del fondo dei disegni quarenghiani presenti alle Gallerie dell’Accademia, oltre alla pubblicazione in formato digitale dei disegni presenti nelle raccolte Fiocco e Pozzi alla Fondazione Giorgio Cini e alla valorizzazione dei materiali quarenghiani del Museo Correr. Milano, Vicenza e Bassano del Grappa dedicheranno mostre all’artista, mentre Roma ospiterà il convegno «Giacomo Quarenghi e la cultura architettonica britannica», organizzato dall’Accademia nazionale di San Luca.
Tra le iniziative all’estero si segnala quella dell’Archivio del Moderno e Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate di Mendrisio che proporrà un’esposizione tesa a indagare la presenza di Quarenghi nelle raccolte grafiche degli architetti ticinesi.
Ma il programma dell’anno Q, che verrà ricordato anche con un francobollo commemorativo, è molto più articolato ed in continua evoluzione. Ancora molte le iniziative da segnalare dedicate all’architetto che partecipò all’elaborazione del primo linguaggio moderno internazionale.
Un’ottima occasione, dunque, questo anno Q per conoscere un artista italiano che venne chiamato dall’imperatrice Caterina II come architetto di Corte degli Zar e che contribuì in modo decisivo a ridisegnare il volto di Pietroburgo. La carriera di Quarenghi, proseguita con i successori al trono Paolo I e Alessandro I, lo condusse, infatti, a diventare un vero arbitro del gusto dell’età neoclassica.
Il numero e la varietà dei suoi progetti, in gran parte realizzati, è senza pari. Suoi sono veri e propri landmarks della città di San Pietroburgo, come la Banca di Stato, l’Accademia delle scienze, l'Istituto Smol´nyj e numerosi interventi nel complesso del Palazzo imperiale come la Sala del trono e il teatro dell’Ermitage. Oggi l’esplorazione dei disegni di Quarenghi ci restituisce una cifra artistica caratterizzata da un fecondo travaso tra l’invenzione dell’architettura e il fascino rappresentativo del pittore. I prospetti dei suoi progetti, ambientati in seducenti paesaggi di ascendente italiano, evocano il mito mediterraneo proprio della sua epoca.

Informazioni utili
www.osservatorioquarenghi.org