
Dopo la pittura seducente di Milo Manara, il disegno pop di Jovanotti, il richiamo tribale di Pablo Echaurenn e il gioco di parole di Alessandro Bergonzoni, la lunga storia dell’affiche balneare riminese vede, dunque, per la prima volta un’autrice donna dare volto e colori all’immagine testimonial per la campagna di promozione turistica della cittadina romagnola.
La ricchezza cromatica e l’elegante segno dell’artista bolognese -nota, tra l’altro, per aver realizzato la sigla animata della 62° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e alcuni modelli d’orologio per la Swatch- fanno proprio e innovano l’idea cardine di uno dei manifesti-simbolo della cartellonistica legata alla città di Rimini, quello realizzato nel 1922 da Marcello Dudovich. La pinna rossa del pesce disegnato, a pennarello e grafite, da Francesca Ghermandi

L’artista bolognese mostra, inoltre, tutta la modernità della nuova dimensione riminese: una città che ha nel mare e nell’estate la sua naturale vocazione, ma che, al tempo stesso, offre altre possibilità, dalle grandi mostre d’arte (organizzate dallo scorso autunno da Marco Goldin) al divertimento per i giovanissimi.
«L'idea che ho cercato per le immagini –spiega Francesca Ghermandi- è quella di «Rimini come luogo a più dimensioni», dove c'è spazio per altre visioni oltre al mare. Con i colori ho cercato di rendere la sensazione dell'estate. La pinna rossa ricorda il pesce rosso del vecchio manifesto di Dudovich. Per arrivare a realizzare l'immagine di Rimini, a differenza dei disegni che faccio di solito (che vengono stampati molto più in piccolo degli originali e si guardano nel limite di una pagina) mi sono immaginata di guardare una pagina gigantesca e con i colori vivaci dei manifesti del circo».
E’ nata così un’immagine giocosa che, a partire dal periodo pasquale, farà la sua comparsa sui manifesti, le cartoline, la pubblicità e i materiali di informazioni turistica realizzati dall’assessorato al Turismo del Comune di Rimini.
Con questa opera Francesca Ghermandi entra, inoltre, ufficialmente a far parte della collezione del Museo della città e della galleria di grandi personaggi che -dal 2000 ad oggi- hanno rappresentato la cittadina romagnola, dando ideale proseguimento alla celebre tradizione che, dagli anni Venti del XX secolo, ha consentito di annoverare tra i creatori di immagini balneari legate a questa città artisti quali Adolfo Busi, Alberto Bianchi, Ugo Nespolo, Milton Glaser e René Gruau.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Manifesto di Francesca Ghermandi per Rimini 2010; [fig. 2] Manifesto di Marcello Dudovich per Rimini 1922
Vedi anche
Rimini 2009, un’estate firmata da Alessandro Bergonzoni
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