La trentottesima edizione – «un’incessante sinfonia» di spettacoli, musica, artigianato e mostre, tra «baci e abbracci, sberleffi e capriole», come recita l’«idea poetica» del 2026 - è in calendario per i giorni da mercoledì 15 a domenica 19 luglio, dalle ore 18:00 fino all’1:00 di notte, quando mimi, ballerini, acrobati, cantastorie, trampolieri, fachiri, artisti del fuoco e performer aerei si mescoleranno alla folla in un racconto corale che è una delle cifre distintive di questo festival, nel quale non esiste una separazione netta tra artisti e pubblico, tra spazio urbano e scena artistica. «Mercantia» non è, dunque, una semplice rassegna di teatro e di arti performative, ma è una vera e propria festa dell’incontro umano, nel quale la cultura si fa strumento di socialità e di educazione alla bellezza.
La storia del festival e la teoria del «Quarto teatro»
Nato nel 1988, in un'Italia in cui il teatro di strada muoveva ancora i primi passi verso una dignità artistica riconosciuta, il festival aveva nella sua prima edizione un nome da filastrocca duecentesca: «Teatralfestamercatomedievale».
A idearlo era stato Alessandro Gigli, che ne è tuttora il direttore artistico e che, nel corso di quattro decenni, ha trasformato un piccolo mercato in costume in uno degli appuntamenti di settore più longevi e strutturati del panorama nazionale. Alla prima edizione parteciparono una decina di compagnie; nel giro di dieci anni erano già diventate oltre duecento, provenienti da tutta Italia. Da quel momento – era il 1999 - si decise di puntare sulla qualità della proposta più che sulla quantità degli spettacoli, e, come avviene sempre quando si dà la precedenza alla cura dei dettagli rispetto alla logica del «calderone indistinto» e dei grandi numeri fini a se stessi, la scelta fu vincente. Ad oggi, «Mercantia» è, infatti, l’unico festival italiano di teatro di strada inserito nel circuito dell’Art Bonus, lo strumento di sostegno culturale, che permette a cittadini, mecenati e imprese di contribuire direttamente alla realizzazione degli spettacoli e alla crescita di un progetto culturale di valore internazionale.
Ciò è dovuto senza dubbio a una serie di importanti ospitalità che hanno segnato l’attività di questi quattro decenni, a iniziare dalla partecipazione del compianto Guido Ceronetti, poeta, filosofo e intellettuale tra i più raffinati del secondo Novecento italiano, la cui presenza ha dato voce alla dimensione più meditativa e letteraria del festival.
Ciò è dovuto senza dubbio a una serie di importanti ospitalità che hanno segnato l’attività di questi quattro decenni, a iniziare dalla partecipazione del compianto Guido Ceronetti, poeta, filosofo e intellettuale tra i più raffinati del secondo Novecento italiano, la cui presenza ha dato voce alla dimensione più meditativa e letteraria del festival.
Non va dimenticato, poi, che realtà oggi affermate a livello internazionale come il Teatro dei venti e Cafelulè mossero i loro primi passi proprio a Certaldo e che la manifestazione ha saputo accogliere, nel corso della sua storia, espressioni culturali da ogni parte del mondo: dalle performance ancestrali degli Itzaes dal Messico, autentici maestri del fuoco e della tradizione precolombiana, alle suggestive atmosfere della compagnia indiana Baul de Bengala, capace di guidare gli spettatori in un viaggio mistico tra canti devozionali e danze sacre che fondono tantrismo, buddhismo e sufismo.
«Mercantia» è stata, inoltre, una vetrina importante anche per Pino Quartullo, regista e autore teatrale noto per il suo lavoro nella commedia contemporanea, e per Bustric (Sergio Bini), attore-mago che ha preso parte al film «La dea dell'amore» di Woody Allen.
Tutto ciò ha contribuito a fare di Certaldo quel «grande castello di destini incrociati», per usare un’espressione di Alessandro Gigli tratta da Italo Calvino, che mette al centro l’uomo con le sue emozioni.
Per comprendere a fondo la rilevanza scientifica del festival - che in questa edizione gode del patrocinio, tra gli altri, del Ministero della Cultura, della Regione Toscana e dell’Anci - occorre, poi, soffermarsi anche sulla nozione di «Quarto teatro», una categoria teorico-pratica che ne costituisce, in un certo senso, la carta d'identità estetica. Si tratta di un'etichetta coniata per indicare un linguaggio performativo che rifiuta la separazione tradizionale del teatro di sala, la cosiddetta «quarta parete», e che mette in dialogo discipline eterogenee in un'unica esperienza fluida e itinerante, configurandosi di fatto come un laboratorio permanente di sperimentazione di nuove forme espressive. A Certaldo questa definizione trova la sua realizzazione più compiuta: non esiste un palcoscenico nel senso convenzionale del termine, perché ogni spazio del borgo - vicoli, balconi, torri, cripte, giardini nascosti, terrazze panoramiche - viene reinventato come luogo di spettacolo e diventa parte integrante della drammaturgia e del racconto; mentre il pubblico, mischiato agli artisti, è invitato a una partecipazione immersiva e totalizzante.
Arte diffusa per la pace e per i duecento anni dalla nascita di Collodi
Ogni edizione di «Mercantia» è guidata da un'idea poetica che ne orienta le scelte curatoriali ed estetiche. «Incessante sinfonia» è il tema evocativo scelto per il 2026: un concetto volto a celebrare l'arte, la musica e la poesia come chiavi interpretative per far risuonare un profondo messaggio di pace e di armonia universale in un'epoca di frammentazione globale.
Questo disegno si traduce concretamente in un progetto di arte diffusa che coinvolge ventidue artisti visivi di rilievo internazionale. Tra le installazioni site-specific più significative spicca «L’angelo della pace» dello scultore Federico Melani, collocata in cima ai merli del monumentale Palazzo Pretorio: una figura candida ed eterea che domina il borgo, quasi pronta a spiccare il volo per diffondere un messaggio di fratellanza. Sempre a Palazzo Pretorio è allestita, fino al 13 settembre, la mostra «La parola salvata» di Alfredo Rapetti Mogol con una cinquantina di opere tra lavori storici e progetti inediti, articolate in un percorso che spazia dalle celebri «scritture» su tela agli ultimi lavori di scomposizione delle parole. Mentre nel suggestivo vicolo dell’Osteria trova posto «Chiudendo gli occhi vedo i colori», un percorso sensoriale firmato da Ewa Gerini che, a partire dal dipinto «Guernica in Palestine», invita alla meditazione visiva e interiore perché - racconta l'artista - «ogni guerra nasce anche da ciò che non siamo stati capaci di proteggere. E ogni pace si costruisce a partire da ciò che decidiamo di vedere».
Un capitolo importante del programma è, poi, dedicato alla figura di Pinocchio e al suo autore, Carlo Lorenzini in arte Collodi, di cui ricorrono quest’anno i duecento anni dalla nascita. «Mercantia» ha scelto di omaggiare questa ricorrenza con una serie di interventi scenografici e performativi di grande impatto emotivo. Lungo via Costarella, la storica strada in salita che conduce al cuore del borgo alto, sarà installata la maestosa opera scultorea «Pinocchio e il pescecane» di Matteo Raciti, rinomato artista siciliano e carrista del Carnevale di Viareggio. L'installazione reinterpreta in chiave plastica un momento fondamentale del libro collodiano, tra i classici per l’infanzia più amati di tutti i tempi, quello del ricongiungimento del burattino con il padre Geppetto all'interno del ventre del mostro marino e della sua rinascita come essere umano responsabile.
La loggia di Palazzo Pretorio farà, invece, da scenografia alla mostra «Pinocchio Live Art», una rassegna espositiva che mette in dialogo diciotto diverse sensibilità artistiche contemporanee attorno alla figura del «più discolo di tutti i discoli», un personaggio di fantasia che ha conquistato svariate generazioni di bambini con il suo essere esuberante fino allo sfinimento, intollerante a qualsiasi regola, bugiardo di fronte all’evidenza, ma anche fiducioso nel prossimo, disposto a fare ammenda dei propri errori e ingenuo come solo i sognatori sanno essere. Valentina Barbieri, Veronica Cairo, Anna Casu, Lucia Coccoluto Ferrigni, Costanza Danielli, Danmariti, Marco Fine, Carolina Frasconi, Vanessa Gai, Katy Maleki, Marta Martini, Valter Masoni, Giada Matteoli, Lucia Pretto, Valerio Salvadori, Francesca Santomauro, Stelleconfuse e Zenro sono stati invitati a creare «nasi» di dimensioni diverse nelle cromie del blu, azzurro e celeste, ideando un’installazione artistica, per la curatela di Francesca Parri, che cambierà, di sera in sera, grazie a una serie di performance di live painting.
Nella chiesa dei Santi Tommaso e Prospero sarà, invece, allestita la mostra «Omaggio a Pinocchio», con trenta litografie su carta, opere del pittore, illustratore e autore di fumetti Vinicio Berti (1921-1991), tra i fondatori dell’Astrattismo classico fiorentino, che si è più volte confrontato nella sua vita con il personaggio collodiano, rappresentandolo, attraverso colori vivaci e l’uso di forme geometriche e linee spezzate, come un innocente vittima di vessazioni e inganni, ma capace di rimanere sempre invincibile di fronte alle avversità.
Mentre Paolo Nuti firma, per la sezione «Anniversari» realizzata con il coordinamento di Fabio Calvetti, una gigantografia dedicata a Pinocchio, dal titolo «Trame del tempo: 1826–2026», che verrà esposta nei vicoli del borgo insieme ad altri due lavori di grandi dimensioni realizzati rispettivamente dagli artisti Nico Paladini e Andrea Gnocchi per ricordare gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e i cinquant’anni dalla scomparsa di Agatha Christie.
L'artigianato d’eccellenza e la custodia dei saperi tradizionali
Per comprendere a fondo la rilevanza scientifica del festival - che in questa edizione gode del patrocinio, tra gli altri, del Ministero della Cultura, della Regione Toscana e dell’Anci - occorre, poi, soffermarsi anche sulla nozione di «Quarto teatro», una categoria teorico-pratica che ne costituisce, in un certo senso, la carta d'identità estetica. Si tratta di un'etichetta coniata per indicare un linguaggio performativo che rifiuta la separazione tradizionale del teatro di sala, la cosiddetta «quarta parete», e che mette in dialogo discipline eterogenee in un'unica esperienza fluida e itinerante, configurandosi di fatto come un laboratorio permanente di sperimentazione di nuove forme espressive. A Certaldo questa definizione trova la sua realizzazione più compiuta: non esiste un palcoscenico nel senso convenzionale del termine, perché ogni spazio del borgo - vicoli, balconi, torri, cripte, giardini nascosti, terrazze panoramiche - viene reinventato come luogo di spettacolo e diventa parte integrante della drammaturgia e del racconto; mentre il pubblico, mischiato agli artisti, è invitato a una partecipazione immersiva e totalizzante.
Arte diffusa per la pace e per i duecento anni dalla nascita di Collodi
Ogni edizione di «Mercantia» è guidata da un'idea poetica che ne orienta le scelte curatoriali ed estetiche. «Incessante sinfonia» è il tema evocativo scelto per il 2026: un concetto volto a celebrare l'arte, la musica e la poesia come chiavi interpretative per far risuonare un profondo messaggio di pace e di armonia universale in un'epoca di frammentazione globale.
Questo disegno si traduce concretamente in un progetto di arte diffusa che coinvolge ventidue artisti visivi di rilievo internazionale. Tra le installazioni site-specific più significative spicca «L’angelo della pace» dello scultore Federico Melani, collocata in cima ai merli del monumentale Palazzo Pretorio: una figura candida ed eterea che domina il borgo, quasi pronta a spiccare il volo per diffondere un messaggio di fratellanza. Sempre a Palazzo Pretorio è allestita, fino al 13 settembre, la mostra «La parola salvata» di Alfredo Rapetti Mogol con una cinquantina di opere tra lavori storici e progetti inediti, articolate in un percorso che spazia dalle celebri «scritture» su tela agli ultimi lavori di scomposizione delle parole. Mentre nel suggestivo vicolo dell’Osteria trova posto «Chiudendo gli occhi vedo i colori», un percorso sensoriale firmato da Ewa Gerini che, a partire dal dipinto «Guernica in Palestine», invita alla meditazione visiva e interiore perché - racconta l'artista - «ogni guerra nasce anche da ciò che non siamo stati capaci di proteggere. E ogni pace si costruisce a partire da ciò che decidiamo di vedere».
Un capitolo importante del programma è, poi, dedicato alla figura di Pinocchio e al suo autore, Carlo Lorenzini in arte Collodi, di cui ricorrono quest’anno i duecento anni dalla nascita. «Mercantia» ha scelto di omaggiare questa ricorrenza con una serie di interventi scenografici e performativi di grande impatto emotivo. Lungo via Costarella, la storica strada in salita che conduce al cuore del borgo alto, sarà installata la maestosa opera scultorea «Pinocchio e il pescecane» di Matteo Raciti, rinomato artista siciliano e carrista del Carnevale di Viareggio. L'installazione reinterpreta in chiave plastica un momento fondamentale del libro collodiano, tra i classici per l’infanzia più amati di tutti i tempi, quello del ricongiungimento del burattino con il padre Geppetto all'interno del ventre del mostro marino e della sua rinascita come essere umano responsabile.
La loggia di Palazzo Pretorio farà, invece, da scenografia alla mostra «Pinocchio Live Art», una rassegna espositiva che mette in dialogo diciotto diverse sensibilità artistiche contemporanee attorno alla figura del «più discolo di tutti i discoli», un personaggio di fantasia che ha conquistato svariate generazioni di bambini con il suo essere esuberante fino allo sfinimento, intollerante a qualsiasi regola, bugiardo di fronte all’evidenza, ma anche fiducioso nel prossimo, disposto a fare ammenda dei propri errori e ingenuo come solo i sognatori sanno essere. Valentina Barbieri, Veronica Cairo, Anna Casu, Lucia Coccoluto Ferrigni, Costanza Danielli, Danmariti, Marco Fine, Carolina Frasconi, Vanessa Gai, Katy Maleki, Marta Martini, Valter Masoni, Giada Matteoli, Lucia Pretto, Valerio Salvadori, Francesca Santomauro, Stelleconfuse e Zenro sono stati invitati a creare «nasi» di dimensioni diverse nelle cromie del blu, azzurro e celeste, ideando un’installazione artistica, per la curatela di Francesca Parri, che cambierà, di sera in sera, grazie a una serie di performance di live painting.
Nella chiesa dei Santi Tommaso e Prospero sarà, invece, allestita la mostra «Omaggio a Pinocchio», con trenta litografie su carta, opere del pittore, illustratore e autore di fumetti Vinicio Berti (1921-1991), tra i fondatori dell’Astrattismo classico fiorentino, che si è più volte confrontato nella sua vita con il personaggio collodiano, rappresentandolo, attraverso colori vivaci e l’uso di forme geometriche e linee spezzate, come un innocente vittima di vessazioni e inganni, ma capace di rimanere sempre invincibile di fronte alle avversità.
Mentre Paolo Nuti firma, per la sezione «Anniversari» realizzata con il coordinamento di Fabio Calvetti, una gigantografia dedicata a Pinocchio, dal titolo «Trame del tempo: 1826–2026», che verrà esposta nei vicoli del borgo insieme ad altri due lavori di grandi dimensioni realizzati rispettivamente dagli artisti Nico Paladini e Andrea Gnocchi per ricordare gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e i cinquant’anni dalla scomparsa di Agatha Christie.
L'artigianato d’eccellenza e la custodia dei saperi tradizionali
Accanto agli spettacoli e alle mostre, un ruolo centrale nell'economia culturale del festival è affidato all'artigianato artistico: oltre cento maestri artigiani, accuratamente selezionati, animeranno le vie del borgo, trasformando i loro banchi in piccoli laboratori per la vendita di creazioni uniche fatte a mano e per dimostrazioni dal vivo. Questo aspetto risponde a un'esigenza di tutela etnografica e antropologica, che vuole preservare e tramandare antichi saperi manifatturieri legati al ricamo, all'intaglio del legno e alla lavorazione della pietra, dei metalli, dell'argilla e delle erbe palustri.
Una delle novità più attese del 2026 è la partecipazione, per la prima volta, delle ricamatrici del punto Tavarnelle, una raffinata tecnica di ricamo ad ago, nata nel territorio del Chianti, che negli anni Cinquanta raggiunse una straordinaria popolarità internazionale, quando venne usata per ornare gli abiti di icone globali del cinema e dello stile come Audrey Hepburn e Sophia Loren.
Certaldo, un palcoscenico diffuso per il teatro di strada
La trentottesima edizione segna anche il debutto della sezione «La Mercantia dei bambini», in piazza Boccaccio e via II giugno, un cartellone, interamente gratuito, con spettacoli, animazioni e giochi pensati interamente per le famiglie. Mentre il ricco programma teatrale e musicale, a cui si accede con un biglietto di ingresso alla città vecchia, vedrà per cinque giorni un susseguirsi di danza, teatro sperimentale e musica dal vivo, in un continuo intreccio di linguaggi e suggestioni. Una cinquantina sono i progetti selezionati per questa edizione, replicati anche più volte nell’arco della settimana, che vedranno in scena importanti compagnie provenienti dai cinque continenti accanto a realtà nate proprio a Certaldo.
Tra gli ospiti che vengono dall’estero ci saranno: l’artista taiwanese Wu Haw-Jong, esperto nell’utilizzo del «diablo», che presenterà, in piazza Santissima Annunziata (dal 15 al 19 luglio, dalle ore 21:30 alle ore 23:30), il suo spettacolo «Fluidity Verse» che integra le tecniche tradizionali circensi con la calligrafia, il kendama e le arti visive; e la musicista venezuelana Andrea Cellolo che proporrà, in via del Castello (dal 15 al 19 luglio, dalle ore 20:45 alle ore 23:00), un concerto per violoncello nel quale l’eleganza della musica classica incontrerà i più celebri brani del repertorio pop, da Frank Sinatra ai Queen. Mentre la compagnia kenyota «Mosaico Errante» colorerà il giardino del Convento degli Agostiniani (dal 15 al 19 luglio, dalle 22:10 alle ore 23:45) con il suo spettacolo «Sawa Sawa», una «festa acrobatica africana tra salti mortali, piramidi umane e numeri col fuoco» che si fonderà con l’immaginario urbano dell’hip hop per evocare - come suggerisce il titolo in swahili dell’appuntamento - armonia, pace e benessere.
I «Los Filonautas» - nati nel 2006 dall’incontro tra il tedesco Valentin «L’astronauta» e l'argentina Soledad Prieto «Petrovska» - sono, invece, pronti a incantare il pubblico del Giardino dei lavatoi (dal 15 al 19 luglio, dalle 22:10 alle ore 23:45) con il loro pluripremiato spettacolo «Naufraghi per scelta», un racconto sul filo di acciaio dal sapore frizzante e poetico, apprezzatissimo dai più piccoli.
Arriva a Certaldo - con un riconoscimento importante alle spalle, il Progetto Gutenberg 2026 per il testo «La libertà di essere bambini» - anche l'artista filippina Jenny Ann Clamonte, che porterà, nel giardino della Tinaia (dal 15 al 19 luglio, dalle ore 21:20 alle ore 22:40), la fiaba sensoriale «Incanto d’Oriente», nella quale, grazie a pratiche di illusionismo e di magia, «ogni gesto nasconde una sorpresa e ogni istante brilla di meraviglia».
Gli italo-argentini Agustina Ballester e Pablo Censi, fondatori di «A Tope!», saranno, invece, in scena, in piazza Branca (il 15 e il 16 luglio, dalle ore 21:40 alle ore 23:10) con l'acclamato spettacolo di clownerie e circo contemporaneo «Shhh!», che racconta storie senza l'uso di parole, solo con il movimento del corpo.
In piazza Branca si esibiranno anche «La compagnia del carretto» (il 15 e il 16 luglio, dalle ore 21 alle 22:30), ovvero le marionette animate dall’italo-spagnolo Toni Damaso, e i Naranjarte, realtà fondata dagli spagnoli Ana Lorite e Sergio Aguilar (con sede in Nuova Zelanda), che presenterà «The Bell» (dal 17 al 19 luglio, dalle ore 21:40 alle ore 23:10), spettacolo con giocolerie ipnotiche come il buugeng e il contact juggling.
Una delle novità più attese del 2026 è la partecipazione, per la prima volta, delle ricamatrici del punto Tavarnelle, una raffinata tecnica di ricamo ad ago, nata nel territorio del Chianti, che negli anni Cinquanta raggiunse una straordinaria popolarità internazionale, quando venne usata per ornare gli abiti di icone globali del cinema e dello stile come Audrey Hepburn e Sophia Loren.
Certaldo, un palcoscenico diffuso per il teatro di strada
La trentottesima edizione segna anche il debutto della sezione «La Mercantia dei bambini», in piazza Boccaccio e via II giugno, un cartellone, interamente gratuito, con spettacoli, animazioni e giochi pensati interamente per le famiglie. Mentre il ricco programma teatrale e musicale, a cui si accede con un biglietto di ingresso alla città vecchia, vedrà per cinque giorni un susseguirsi di danza, teatro sperimentale e musica dal vivo, in un continuo intreccio di linguaggi e suggestioni. Una cinquantina sono i progetti selezionati per questa edizione, replicati anche più volte nell’arco della settimana, che vedranno in scena importanti compagnie provenienti dai cinque continenti accanto a realtà nate proprio a Certaldo.
Tra gli ospiti che vengono dall’estero ci saranno: l’artista taiwanese Wu Haw-Jong, esperto nell’utilizzo del «diablo», che presenterà, in piazza Santissima Annunziata (dal 15 al 19 luglio, dalle ore 21:30 alle ore 23:30), il suo spettacolo «Fluidity Verse» che integra le tecniche tradizionali circensi con la calligrafia, il kendama e le arti visive; e la musicista venezuelana Andrea Cellolo che proporrà, in via del Castello (dal 15 al 19 luglio, dalle ore 20:45 alle ore 23:00), un concerto per violoncello nel quale l’eleganza della musica classica incontrerà i più celebri brani del repertorio pop, da Frank Sinatra ai Queen. Mentre la compagnia kenyota «Mosaico Errante» colorerà il giardino del Convento degli Agostiniani (dal 15 al 19 luglio, dalle 22:10 alle ore 23:45) con il suo spettacolo «Sawa Sawa», una «festa acrobatica africana tra salti mortali, piramidi umane e numeri col fuoco» che si fonderà con l’immaginario urbano dell’hip hop per evocare - come suggerisce il titolo in swahili dell’appuntamento - armonia, pace e benessere.
I «Los Filonautas» - nati nel 2006 dall’incontro tra il tedesco Valentin «L’astronauta» e l'argentina Soledad Prieto «Petrovska» - sono, invece, pronti a incantare il pubblico del Giardino dei lavatoi (dal 15 al 19 luglio, dalle 22:10 alle ore 23:45) con il loro pluripremiato spettacolo «Naufraghi per scelta», un racconto sul filo di acciaio dal sapore frizzante e poetico, apprezzatissimo dai più piccoli.
Arriva a Certaldo - con un riconoscimento importante alle spalle, il Progetto Gutenberg 2026 per il testo «La libertà di essere bambini» - anche l'artista filippina Jenny Ann Clamonte, che porterà, nel giardino della Tinaia (dal 15 al 19 luglio, dalle ore 21:20 alle ore 22:40), la fiaba sensoriale «Incanto d’Oriente», nella quale, grazie a pratiche di illusionismo e di magia, «ogni gesto nasconde una sorpresa e ogni istante brilla di meraviglia».
Gli italo-argentini Agustina Ballester e Pablo Censi, fondatori di «A Tope!», saranno, invece, in scena, in piazza Branca (il 15 e il 16 luglio, dalle ore 21:40 alle ore 23:10) con l'acclamato spettacolo di clownerie e circo contemporaneo «Shhh!», che racconta storie senza l'uso di parole, solo con il movimento del corpo.
In piazza Branca si esibiranno anche «La compagnia del carretto» (il 15 e il 16 luglio, dalle ore 21 alle 22:30), ovvero le marionette animate dall’italo-spagnolo Toni Damaso, e i Naranjarte, realtà fondata dagli spagnoli Ana Lorite e Sergio Aguilar (con sede in Nuova Zelanda), che presenterà «The Bell» (dal 17 al 19 luglio, dalle ore 21:40 alle ore 23:10), spettacolo con giocolerie ipnotiche come il buugeng e il contact juggling.
Nel programma «Giardini segreti», che raccoglie cinque tra gli appuntamenti più intimi e suggestivi di «Mercantia», debutta il progetto performativo «Non conosco silenzio», che porta all’interno della suggestiva cornice delle carceri medioevali di Palazzo Pretorio (dal 15 al 19 luglio, dalle ore 21:00 alle ore 23:30), la moda concettuale, il design del suono e la danza per esplorare, attraverso un inedito progetto per la direzione creativa di Elena Murratzu, il pensiero incessante come condizione umana universale. A Certaldo viene proposto in prima nazionale anche «Perfetta Letizia e altri piccoli fiori» (a Palazzo Pretorio – Giardino della Casa del te, dal 15 al 19 luglio, dalle ore 21:45 alle ore 23:20), reading di e con Benedetta Giuntini, per la regia di Firenza Guidi, incentrato sugli scritti di San Francesco d'Assisi. Mentre Eleonora Cardellini e Davide Bardi si confrontano con il «Canzoniere» di Francesco Petrarca nello spettacolo «Qui regna amore» (a Casa Boccaccio, il 18 e il 19 luglio, dalle ore 21:45 alle ore 23:00), una rilettura inedita, attraverso l’adattamento in musica, di alcune fra le liriche più famose del poeta aretino.
Completano il cartellone di «Giardini segreti» lo spettacolo «Tamburo è voce…Battiti di un cantastorie», un viaggio nella cultura popolare della Calabria con Nando Busco (nei sotterranei del Convento degli Agostiniani, dal 15 al 19 luglio, dalle 21:40 alle 23:00), e l'appuntamento «E adesso il mare… nella realtà e nella scienza», con il narratore Massimo Salvianti, che si esibirà su testi della scrittrice Sandra Landi, e con la presenza straordinaria dell'ecologa certaldese Maria Cristina Fossi, professore ordinario all’Università di Siena, «una delle ventuno scienziate italiane contemporanee di rilevanza internazionale» (a Casa Boccaccio, dal 15 al 17 luglio, dalle 22 alle 23).
Tra i tanti altri eventi in agenda – tutti pubblicati sul sito ufficiale della manifestazione - si segnalano, in un percorso volutamente per exempla, anche: il «Carillon vivente» di Italento, con un finto pianoforte a coda bianco che si muove tra i vicoli del borgo mentre un’eterea ballerina in tutù danza su melodie classiche e moderne; l'esibizione «Una notte con Picasso e le sue opere», con tableaux vivant ispirati ai quadri del maestro cubista; «La danza del vento e della foglia», un racconto sul tempo ciclico della vita attraverso la metafora delle stagioni a cura della Compagnia dei Folli; e, ancora, il concerto «Canta la Terra» del coro etnico Agorà; le performance con le marionette «Pu-pazzi d’amore» e «Di fili e di fole» della compagnia All'InCirco; gli scenografici progetti itineranti «Kermesse» e «Cromosauro» di TerzoStudio e, ovviamente, l'immancabile parata finale, che darà appuntamento al prossimo anno. «Mercantia» si conferma così per quello che è sempre stata: non un semplice intrattenimento estivo, ma una terra franca dell'immaginazione, un faro di bellezza e socialità che, anno dopo anno, continua a ricordarci la straordinaria capacità dell'essere umano di abitare poeticamente il mondo con un’«incessante sinfonia» di racconti che – scrive Alessandro Gigli nell’«idea poetica del 2026» - «sono una battaglia contro nostro signora malinconia», una «sorgente di gioia» perché è anche, e forse soprattutto, con il sorriso che si svela il «mistero della vita».
Completano il cartellone di «Giardini segreti» lo spettacolo «Tamburo è voce…Battiti di un cantastorie», un viaggio nella cultura popolare della Calabria con Nando Busco (nei sotterranei del Convento degli Agostiniani, dal 15 al 19 luglio, dalle 21:40 alle 23:00), e l'appuntamento «E adesso il mare… nella realtà e nella scienza», con il narratore Massimo Salvianti, che si esibirà su testi della scrittrice Sandra Landi, e con la presenza straordinaria dell'ecologa certaldese Maria Cristina Fossi, professore ordinario all’Università di Siena, «una delle ventuno scienziate italiane contemporanee di rilevanza internazionale» (a Casa Boccaccio, dal 15 al 17 luglio, dalle 22 alle 23).
Tra i tanti altri eventi in agenda – tutti pubblicati sul sito ufficiale della manifestazione - si segnalano, in un percorso volutamente per exempla, anche: il «Carillon vivente» di Italento, con un finto pianoforte a coda bianco che si muove tra i vicoli del borgo mentre un’eterea ballerina in tutù danza su melodie classiche e moderne; l'esibizione «Una notte con Picasso e le sue opere», con tableaux vivant ispirati ai quadri del maestro cubista; «La danza del vento e della foglia», un racconto sul tempo ciclico della vita attraverso la metafora delle stagioni a cura della Compagnia dei Folli; e, ancora, il concerto «Canta la Terra» del coro etnico Agorà; le performance con le marionette «Pu-pazzi d’amore» e «Di fili e di fole» della compagnia All'InCirco; gli scenografici progetti itineranti «Kermesse» e «Cromosauro» di TerzoStudio e, ovviamente, l'immancabile parata finale, che darà appuntamento al prossimo anno. «Mercantia» si conferma così per quello che è sempre stata: non un semplice intrattenimento estivo, ma una terra franca dell'immaginazione, un faro di bellezza e socialità che, anno dopo anno, continua a ricordarci la straordinaria capacità dell'essere umano di abitare poeticamente il mondo con un’«incessante sinfonia» di racconti che – scrive Alessandro Gigli nell’«idea poetica del 2026» - «sono una battaglia contro nostro signora malinconia», una «sorgente di gioia» perché è anche, e forse soprattutto, con il sorriso che si svela il «mistero della vita».
Didascalie delle immagini
Da 1. a 4. Mercantia 2025. Foto di Leonardo Gorgoni; 5. Opera di Vinicio Berti dedicata a Picasso; 6. «Pinocchio e il pescecane» di Matteo Raciti; 7. Paolo Nuti, Trame del tempo: 1826–2026, 2026. Tecnica mista olio, tempera, matite colorate su cartoncino intavolato, misure: cm. 120 x 60, archivio: N, 16/ TM/ 2026, Anno 2026. In occasione dei 200 anni della nascita di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, inventore del celebre Pinocchio; 8. Andrea Gnocchi, “La regina del giallo”, 2026. Tecnica polimaterico su tela, misure: cm. 120 x 60. In occasione del 50° anniversario della scomparsa di Agatha Christie, la regina del giallo; 9. Nico Paladini, Un avatar di San Francesco. Tecnica mista e olio su tela, misure: cm. 120 x 60, anno 2026. In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, una delle figure più influenti della storia religiosa e della cultura europea; 10. «Pinocchio e il pescecane» di Matteo Raciti; 11. «L’angelo della pace» dello scultore Federico Melani; 12. Artigianato a Mercantia
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