Ad accogliere il nuovo museo, le cui collezioni raccontano l’arte dal secondo Dopoguerra all’attualità, è il Centro Culturale Candiani, oggetto, negli ultimi anni, di un profondo ripensamento architettonico e concettuale che ne ha ridefinito funzioni, percorsi e missione culturale.
Il progetto di restyling ha reso il Muvec autonomo rispetto al resto dell’edificio: un accesso indipendente da piazza Candiani e una passerella sopraelevata introducono il visitatore a un’esperienza museale che si sviluppa in verticale, su due livelli, distinguendo e, al contempo, mettendo in relazione la dimensione stabile della collezione permanente, al secondo piano, e quella mutevole delle esposizioni temporanee, al terzo.
È tuttavia sul piano curatoriale che il nuovo museo veneziano esprime la sua maggiore originalità. La collezione permanente, costruita a partire dai fondi civici di Ca’ Pesaro, rinuncia a una scansione cronologica lineare per adottare un impianto tematico tripartito: «Ricostruzione», «Costruzione» e «Decostruzione». Queste tre categorie non solo organizzano il percorso espositivo, ma si propongono anche come strumenti interpretativi delle trasformazioni artistiche e sociali del secondo Novecento e dell’inizio del XXI secolo, oltre che della storia urbana e sociale di Mestre.
La sezione intitolata «Ricostruzione» affronta il trauma del Dopoguerra e la necessità di rifondare un linguaggio artistico condiviso, attraverso le esperienze di correnti artistiche come l’Informale, il Fronte nuovo delle arti e lo Spazialismo. Qui l’opera si fa testimonianza e tensione etica; la materia diventa veicolo per narrare una memoria traumatica come quella del conflitto bellico appena concluso e, contemporaneamente, strumento per creare inedite possibilità espressive. Tra gli artisti esposti ci sono: Thomas Ruff, Agenore Fabbri, Arman, Alfred Manessier, Toti Scialoja, Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Armando Pizzinato, Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, Ferruccio Bertoluzzi, Domenico Spinosa, Gastone Novelli, Umberto Milani, Bruna Gasparini, Luciano Gaspari, Saverio Rampin e Bruno De Toffoli.
Con «Costruzione», il discorso si sposta verso una dimensione analitica e progettuale, in cui emergono le ricerche legate alla geometria, al minimalismo e all’indagine sullo spazio e sul colore. L’opera diventa struttura, sistema, campo di forze, riflettendo un diverso rapporto tra artista, materia e percezione. In questa sezione si trovano lavori di Arnaldo Pomodoro, Alberto Biasi, Marcolino Gandini, Galliano Mazzon, Romano Perusini, Alberto Viani, Julia Mangold, David Simpson, Phil Sims e Gregory Mahoney.
Infine, «Decostruzione» introduce le pratiche più recenti, caratterizzate dalla frammentazione dei codici e dall’espansione dell’opera nello spazio. In questa sezione, le distinzioni tra linguaggi e discipline si dissolvono, mentre si affermano nuove geografie dell’arte globale e una crescente attenzione alle dimensioni politiche e identitarie della produzione artistica. Emilio Vedova, Alexandre Kyungu, Sofia Izmaliova, Claudio Parmiggiani, Michelangelo Pistoletto, Maurizio Pellegrin, Bill Viola, Joseph Kosuth, Christian Fogarolli, Shimamoto Shozo, Tony Cragg e Pascale Marthine Tayou sono gli artisti che raccontano questo sistema creativo sempre più globale e interconnesso.
Attraverso queste tre direttrici, Muvec costruisce un racconto che intreccia le grandi traiettorie internazionali con le specificità del territorio mestrino. Corpo, materia e città emergono così come categorie trasversali, capaci di mettere in relazione memoria e presente, storia e attualità.
In questo senso, il museo si propone come un laboratorio urbano, uno spazio di sperimentazione e partecipazione di pubblici diversi che riflettono la complessità di una città in trasformazione: visitatori, studenti, famiglie e comunità locali, con particolare attenzione ai nuovi cittadini di origine internazionale. Mestre, spesso percepita come marginale rispetto a Venezia, diventa così un luogo privilegiato per osservare e interpretare le dinamiche della contemporaneità: flussi migratori, mutamenti demografici, nuove forme di cittadinanza culturale.
Il programma espositivo rafforza la vocazione dialogica del museo, in bilico tra locale e globale. Se l’apertura è segnata dalla mostra collettiva del Premio Mestre di pittura, alla sua decima edizione, il calendario annuncia, per l'autunno, un progetto dedicato alla Secessione Viennese e alle sue risonanze contemporanee, focalizzato sul tema del corpo come luogo di tensione tra identità, rappresentazione e trasformazione. Le figure sensuali e raffinate di Gustav Klimt, le anatomie tese e scarnificate di Egon Schiele e la pittura vibrante ed espressionista di Kokoschka, capaci di restituire le tensioni culturali di un’epoca alla vigilia della Prima guerra mondiale, si confrontano con la contemporaneità e con le letture del corpo di artisti come Chen Zhen, Vanessa Beecroft e Marlene Dumas.
In definitiva, il Muvec - progetto culturale inserito in una rete dedicata al contemporaneo con l’Emeroteca dell’arte (attiva dal 2024), la Casermetta 9 di Forte Marghera (aperta dal 2025) e la futura factory del Palaplip - propone un nuovo modello, dove il museo non è più solo un semplice contenitore di opere, ma una piattaforma critica capace di attivare relazioni, produrre conoscenza e accompagnare le trasformazioni della città.
In un’epoca in cui il contemporaneo coincide sempre più con il mutamento, raccontare l’arte significa, inevitabilmente, misurarsi con la complessità del presente e con le forme attraverso cui esso si rende visibile. Il Muvec diventa così un laboratorio di sperimentazione, un crocevia in cui la produzione artistica si intreccia con le pratiche sociali, una «casa della contemporaneità» nel senso più ampio del termine.
In definitiva, il Muvec - progetto culturale inserito in una rete dedicata al contemporaneo con l’Emeroteca dell’arte (attiva dal 2024), la Casermetta 9 di Forte Marghera (aperta dal 2025) e la futura factory del Palaplip - propone un nuovo modello, dove il museo non è più solo un semplice contenitore di opere, ma una piattaforma critica capace di attivare relazioni, produrre conoscenza e accompagnare le trasformazioni della città.
In un’epoca in cui il contemporaneo coincide sempre più con il mutamento, raccontare l’arte significa, inevitabilmente, misurarsi con la complessità del presente e con le forme attraverso cui esso si rende visibile. Il Muvec diventa così un laboratorio di sperimentazione, un crocevia in cui la produzione artistica si intreccia con le pratiche sociali, una «casa della contemporaneità» nel senso più ampio del termine.
1. Esterno del Muvec - Casa della contemporaneità di Mestre. Foto: Marco Cappelletti Studio; da 2. a 6. Muvec - Casa della contemporaneità di Mestre. Vista dell'installazione. Foto: Nico Crove; da 7 a 9. Muvec - Casa della contemporaneità di Mestre. Vista dell'installazione. Foto: Luca Chiandoni
Informazioni utili
MUVEC- Casa delle Contemporaneità, piazzale Candiani - 30174 Mestre (Venezia)
Orari
Dal 01 novembre al 31 marzo: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00)
Dal 01 aprile al 31 ottobre: 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)
Chiuso il lunedì
Biglietti
● Biglietto prezzo ridotto: 3,50 euro * Ragazzi da 6 a 14 anni; studenti dai 15 ai 25 anni; visitatori over 65 anni; personale del Ministero della Cultura (MiC); titolari di Carta Rolling Venice; titolari di ISIC – International Student Identity Card.
● Ingresso gratuito: * Residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini da 0 a 5 anni; persone con disabilità e accompagnatore; Guide turistiche abilitate in Italia che accompagnino gruppi o visitatori individuali; docenti accompagnatori di gruppi scolastici, fino ad un massimo di 2 per gruppo; membri ICOM; volontari Servizio Civile del Comune di Venezia; partner ordinari MUVE; possessori della MUVE Friend Card; soci dell’associazione “Amici dei Musei e Monumenti Veneziani”; possessori di Art Pass Venice International Foundation (valido per due persone); possessori della Membership Card Fondazione Venetian Heritage (valida per due persone); possessori della tessera Socio Sostenitore di Save Venice (valida per due persone).
● Offerta Seniors + Junior: biglietto ridotto per tutti i componenti paganti, per gruppi composti da due adulti e almeno un ragazzo (fino ai 16 anni)
● Offerta Scuola: 3,50 euro a persona (tariffa valida per ingresso nel periodo 1 settembre – 15 marzo) per classi di studenti di ogni ordine e grado, accompagnate dai loro insegnanti, con elenco dei nominativi compilato dall’Istituto di appartenenza.
La tariffa scuola è estesa anche a eventuali accompagnatori (fino a un massimo di 2).
● I Musei del moderno e del contemporaneo: 20 euro (le riduzioni sono consultabili sul sito). Un unico biglietto valido per: Ca' Pesaro - Galleria Internazionale d'Arte Moderna + Museo Fortuny + MUVEC- Casa delle Contemporaneità.
Le mostre temporanee sono sempre incluse nel biglietto del museo







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