Stiamo parlando dell’Albergo Pietrasanta, un boutique hotel d’eccellenza - situato a pochi passi dalla vivace e armoniosa piazza Duomo, con la sua Collegiata di San Martino, il palazzo del Comune e i caffè e i ristoranti con i tavolini all’aperto -, che in questa stagione 2026 compie trent’anni di attività, consacrando il successo di una precisa filosofia imprenditoriale ed estetica, oggi sempre più di moda nel settore dell’hôtellerie, che guarda all’arte come «esperienza viva». Quadri, sculture, fotografie d’autore e pezzi di design diventano così non meri oggetti ornamentali, ma «presenze familiari» che accompagnano i gesti più semplici e quotidiani del soggiorno in una struttura ricettiva, dai primi istanti del risveglio in camera al relax serale nei salotti comuni, dopo una giornata di turismo culturale o di svago al mare o, ancora, di sperimentazione delle tradizioni enogastronomiche locali.
In questo senso, l’Albergo Pietrasanta non è, dunque, né un museo né una casa privata, ma uno «spazio attraversabile», in cui le opere accompagnano i passi degli ospiti e si offrono allo sguardo senza mediazioni, ovvero senza teche o cordoni divisori come avviene in una tradizionale area espositiva.
A fare da sontuosa cornice alla collezione, con il suo focus sugli sviluppi dell’arte italiana dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri (con artisti come Alighiero Boetti, Mario Schifano e Gino De Dominicis), è uno degli edifici storici di Pietrasanta: Palazzo Barsanti Bonetti, costruito nel Seicento dalla dinastia di scultori Gamba Martelli, e abitato, a partire dagli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, prima dalla famiglia Bersanti, protagonista della produzione d’arte sacra locale, e poi dall’ammiraglio Bonetti. Negli anni Novanta il palazzo, su idea dei coniugi Rosa e Gilberto Sandretto, viene riqualificato con la creazione, tra la villa padronale e le antiche scuderie, di venti camere e suite, tutte diverse tra loro, ma accomunate da un’identica attenzione ai dettagli, e impreziosite dall’affaccio su un silenzioso giardino interno di palme secolari.
L’apertura al pubblico avviene nel 1996. Da allora sono passati tre decenni e l’Albergo Pietrasanta continua ad affascinare i suoi ospiti grazie a un armonioso e coinvolgente dialogo tra storia e creatività contemporanea. Un dialogo che, anno dopo anno, presenta nuovi accostamenti e inedite possibilità di sguardo.
Le opere della collezione contemporanea parlano, invece, di una tradizione familiare, improntata al bello e alla relazione con gli altri, che continua e si rinnova, anche grazie all’ingresso nello staff di Carolina Sandretto, fotografa e development manager, che ha dato forma a nuovi progetti. È il caso di Magazzino Pietrasanta, uno spazio espositivo ricavato da un ex edificio industriale, articolato in oltre settecento metri quadrati e dotato di una cucina professionale e di una terrazza affacciata sulle Apuane, che ospita al suo interno una parte della collezione dei proprietari dell’albergo e che può, all’occorrenza, trasformarsi in un contenitore qualificato e suggestivo per mostre ed eventi di vario genere.
Il trentesimo anniversario dell’Albero Pietrasanta non segna, dunque, un cambio di passo, ma restituisce la forza e la lungimiranza di un progetto che, fin dagli esordi, ha scelto di condividere l’arte come forma di ospitalità, il bello come forma di dialogo.
In questo senso, l’Albergo Pietrasanta non è, dunque, né un museo né una casa privata, ma uno «spazio attraversabile», in cui le opere accompagnano i passi degli ospiti e si offrono allo sguardo senza mediazioni, ovvero senza teche o cordoni divisori come avviene in una tradizionale area espositiva.
A fare da sontuosa cornice alla collezione, con il suo focus sugli sviluppi dell’arte italiana dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri (con artisti come Alighiero Boetti, Mario Schifano e Gino De Dominicis), è uno degli edifici storici di Pietrasanta: Palazzo Barsanti Bonetti, costruito nel Seicento dalla dinastia di scultori Gamba Martelli, e abitato, a partire dagli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, prima dalla famiglia Bersanti, protagonista della produzione d’arte sacra locale, e poi dall’ammiraglio Bonetti. Negli anni Novanta il palazzo, su idea dei coniugi Rosa e Gilberto Sandretto, viene riqualificato con la creazione, tra la villa padronale e le antiche scuderie, di venti camere e suite, tutte diverse tra loro, ma accomunate da un’identica attenzione ai dettagli, e impreziosite dall’affaccio su un silenzioso giardino interno di palme secolari.
L’apertura al pubblico avviene nel 1996. Da allora sono passati tre decenni e l’Albergo Pietrasanta continua ad affascinare i suoi ospiti grazie a un armonioso e coinvolgente dialogo tra storia e creatività contemporanea. Un dialogo che, anno dopo anno, presenta nuovi accostamenti e inedite possibilità di sguardo.
Il portale d’accesso, le sale affrescate, la stratificazione architettonica dell’edificio, l’elegante veranda con la luce naturale a segnare lo scorrere delle ore, raccontano, infatti, un legame profondo con il lavoro degli artisti e degli artigiani che hanno fatto di Pietrasanta un centro riconosciuto a livello internazionale, la «piccola Atene» italiana per quel coacervo di laboratori del marmo, fonderie, gallerie e studi a poca distanza dalle cave di Carrara.
Le opere della collezione contemporanea parlano, invece, di una tradizione familiare, improntata al bello e alla relazione con gli altri, che continua e si rinnova, anche grazie all’ingresso nello staff di Carolina Sandretto, fotografa e development manager, che ha dato forma a nuovi progetti. È il caso di Magazzino Pietrasanta, uno spazio espositivo ricavato da un ex edificio industriale, articolato in oltre settecento metri quadrati e dotato di una cucina professionale e di una terrazza affacciata sulle Apuane, che ospita al suo interno una parte della collezione dei proprietari dell’albergo e che può, all’occorrenza, trasformarsi in un contenitore qualificato e suggestivo per mostre ed eventi di vario genere.
Il trentesimo anniversario dell’Albero Pietrasanta non segna, dunque, un cambio di passo, ma restituisce la forza e la lungimiranza di un progetto che, fin dagli esordi, ha scelto di condividere l’arte come forma di ospitalità, il bello come forma di dialogo.
Didascalie delle immagini
Albergo Pietrasanta, Pietrasanta. 2006.Ph. Carolina Sandretto
Informazioni utili
Albergo Pietrasanta, via G. Garibaldi, 35, 55045 Pietrasanta - https://www.albergopietrasanta.com - tel.+39.0584.793726
















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