ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

lunedì 21 ottobre 2013

«Serata Egri», un omaggio a una grande signora della danza

È il 19 aprile del 1953 quando Susanna Egri si conquista la copertina del settimanale «Radiocorriere», facendosi ritrarre in equilibrio su un’antenna televisiva con le sue amate scarpette da ballo. Ha poco meno di trent’anni e, dopo essere stata prima ballerina per la compagnia della Biennale di Venezia e per il teatro Comunale di Firenze, si appresta ad iniziare una nuova avventura nella città di Torino, dove è andata a vivere dopo la morte del padre, Ernest Egri Erbstein, il mitico commissario tecnico che fece vincere cinque scudetti al Grande Toro, la squadra leggendaria e invincibile, sconfitta solo dal fato e dal cielo, a Superga, il 4 maggio 1949.
All’ombra della Mole, la talentuosa e volitiva Susanna Egri, che vanta studi nella natia Ungheria e che è stata allieva di Ferenc Nadasy all’Opera di Budapest, incomincia a collaborare con la Rai e apre la sua scuola di danza.
Da allora sono passati sessant’anni e Torino si appresta a celebrare questa dinamica e tenace ballerina e coreografa, che è stata presidente italiana dell’Unesco Danza e che vanta in curriculum anche una collaborazione con Gianfranco De Bosio per l’«Aida» dei record, quella che rimase in cartellone per ben tredici stagioni all’Arena di Verona.
Sabato 26 ottobre, alle 21, nella splendida cornice del teatro Carignano andrà in scena, nell’ambito della stagione «Ipuntidanza 2013/2014», la «Serata Egri», uno spettacolo particolare che ripercorre l’intera carriera della ballerina ungherese di nascita e torinese d’adozione: dal 1953, anno in cui venne presentato «Istantanee», primo balletto contemporaneo apparso in Italia, al 2013, che sta vedendo la nascita della coreografica «Lezione di cucina», su musiche di Gioachino Rossini.
Fra queste due date è stato estrapolato, dal ricco catalogo di creazioni con le quali la compagnia ha fatto il giro del mondo, un titolo famoso, quel «Mandarino meraviglioso» creato da Susanna Egri nel 2001 su commissione del Budapest Spring Festival.
Ad aprire l'omaggio sarà «Istantanee», spettacolo che debuttò al teatro Alfieri di Torino, con l’orchestra diretta dall’autore Paul Arma, discepolo e sodale di Bela Bartok. Il grande coreografo Aurel Milloss parlò per questo lavoro, assolutamente innovativo per il tempo, di «Aforismi danzati», che richiedono al pubblico un’inconsueta velocità di percezione. La coreografia è, infatti, strutturata in trentuno brevissimi flash, sapientemente raggruppati in tre sezioni -«Figure nello spazio», «Solitudine» e «Rapporti»-, nelle quali vengono utilizzati linguaggi espressivi diversi. Nel primo quadro vediamo, per esempio, delle figurazioni astratte, prive cioè di un contenuto premeditato, ma destinate solo a realizzare un disegno plastico nello spazio e nel tempo. Nel secondo gruppo domina, invece, l’elemento espressivo poiché vengono presentati stati d’animo dell’uomo, alle prese con il proprio io; mentre nella terza sezione si ‘parla’ di rapporti interpersonali.
Totalmente diverso è l’assetto del «Mandarino Meraviglioso» di Bela Bartok, nel quale Susanna Egri, pur rispettando sostanzialmente l’azione tracciata dal libretto originale, quello di Menyhert Lengyel, del quale vennero proibite le repliche dal 1926 per lo scandalo suscitato tra il pubblico, ha dato un ulteriore rilievo alla violenza e al degrado metropolitano raccontati. La prostituta del libretto è, per esempio, stata sostituita con un ragazzo a sua volta oggetto di violenza, obbligato a vestire panni femminili per fungere da esca nel covo dei malviventi.
Lo spettacolo, che si avvale delle scenografie di Emanuele Luzzati, fu presentato per la prima volta a Budapest, nell’ambito del «Festival dei Mandarini», insieme ad altre dieci versioni realizzate da altrettante compagnie europee, ottenendo il beneplacito degli eredi Bartók, che rigettarono le altre, vietandone la rimessa in scena. Un importante successo, questo, per Susanna Egri, che sta ora lavorando a «Lezione di cucina», breve «’esercizio di stile’ (alla Queneau?) in cui il pretesto culinario, condito da un sottile filo di humour, diventa -si legge nella nota di presentazione- metafora di altri ‘cucinamenti’, anche in senso autoironico». La coreografia, presentata in prima assoluta, chiuderà la serata al Carignano di Torino. Una serata interamente affidata alla straordinaria versatilità dei ballerini-artisti che compongono la compagnia EgriBiancoDanza, grazie ai quali sarà possibile rivivere la storia di una delle grandi signore del balletto italiana, di una delle indimenticabili protagoniste della vecchia televisione, quella che faceva cultura con la c maiuscola.


Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Una scena dello spettacolo «Istantanee», per la coreografia di Susanna Egri; [fig. 2] Una scena dello spettacolo «Mandarino meraviglioso»,  per la coreografia di Susanna Egri; [fig. 3] Locandina della serata per Susanna Egri promossa nell'ambito della stagione «Ipuntidanza 2013/2014» [Si ringrazia Paola Varallo per le immagini fornite]

Informazioni utili 
«Serata Egri». Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino. Ingresso: intero € 25,00, ridotto € 20,00. Informazioni e prenotazioni:cell. 366.4308040 o info@egridanza.com . Sito internet: www.egridanza.com. Sabato 26 ottobre 2013, ore 21. 

venerdì 18 ottobre 2013

«Maravee Anima», racconti d’arte sulla Grande guerra, sulla montagna e sulla spiritualità

Sarà un video-mapping sulla Grande guerra, realizzato dagli studenti del liceo artistico «Sello» di Udine, ad accogliere il visitatore al Castello di Susans, maniero friulano scelto come location per «Maravee», progetto culturale ideato dodici anni fa da Sabrina Zannier, che coinvolge teatro, danza, design, moda e cucina.
Filmati storici del primo conflitto bellico, forniti dalla Cineteca del Friuli, e fotografie dei primi del Novecento, concesse dal Museo della Grande guerra di Ragogna, verranno rielaborati in chiave contemporanea e scorreranno sulla facciata dell’incantevole fortezza di Majano, introducendo il pubblico al tema scelto per questa nuova edizione della rassegna: «Maravee Anima - La spiritualità dalle vette al quotidiano in memoria della Grande guerra».
Il progetto filmico, in programma nella serata di sabato 19 ottobre, è solo uno dei tanti eventi ideati per la vernice di questo nuovo appuntamento friulano, realizzato grazie al sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, dei Comuni di Pordenone e Majano, e con la prestigiosa partnership dell’azienda Gervasoni.
L’attrice e regista Rita Maffei presenterà, per esempio, la performance «Anima belli»: un dialogo frontale tra anima e guerra, con testi tratti da Ranier Maria Rilke e dal libro «Gli ultimi giorni dell'umanità» di Karl Kraus, nel quale saranno in scena anche l’attore Emanuele Carucci Viterbi e il musicista Franco Feruglio. Marta Bevilacqua e Valentina Saggin, ballerine della compagnia «Arearea», proporranno, invece, la performance itinerante «Il costo dell’anima»; mentre Claudia Contin sarà protagonista a Majano con «La grande guerra del poeta», un’azione teatrale per la regia e la drammaturgia di Ferruccio Merisi, nella quale si incontreranno, virtualmente, due artisti che sono stati anche soldati: il poeta Giuseppe Ungaretti e il pittore Egon Schiele.
È, dunque, un insieme di proposte scenografiche di varia natura quello di «Maravee Anima», che, nella sua complessità, intende «evocare in modo partecipativo –si legge nella presentazione del progetto- la bellezza della spiritualità e le sofferenze della guerra depurando quest’ultime dalle ambientazioni fredde e didascaliche con le quali solitamente si connotano le sue celebrazioni».
Nella stessa direzione si muovono le cinque mostre in agenda, che ‘parleranno’ non solo della guerra, ma anche del complesso tema di una spiritualità tesa fra sacro e profano. «Fra Terra e cielo», allestita nell’ampio salone al secondo piano del castello, proporrà, per esempio, un suggestivo percorso tra fotografie, disegni, pitture e installazioni, suddiviso in due sezioni tematiche. L’omaggio alla bellezza della montagna, simbolo di riflessione mistica e d’incontro con il sé, si sposerà, infatti, con scene quotidiane intrise di religiosità, dove protagoniste saranno sia la tradizione ebraico-cristiana sia quella buddista e induista.
Alla tematica religiosa guarderà anche l’opera «The last supper» di Brigitte Niedermair, nella quale viene rivisitata l’iconografia dell’«Ultima cena» virandola al femminile e ammiccando all’universo della moda in nome della bellezza che unisce corpo e anima.
Dell’artista meranese sarà in mostra anche la serie fotografica «The present», dove il simbolico passaggio dall’oscurità alla luce è generato dalla tecnologia contemporanea. Mentre Sebastiano Mauri proporrà «Good versus aliens», progetto espositivo che interpreta il tema dell’anima affrontando il rapporto con il diverso, inteso come identità aliena, e con il simbolismo religioso. Piccole sculture, poste sotto una campana di vetro, racconteranno di un fantastico arrivo di alieni nel nostro mondo, che qui scoprono l’identità e la cultura umana attraverso immagini della nostra quotidianità, anche legate alla religiosità del mondo occidentale e orientale, come il Cristo, il Buddha e Ganesh, una delle rappresentazioni di dio più conosciute e venerate nell’induismo.
Non mancherà di incuriosire il pubblico la mostra «L’anima del soldato», resa possibile grazie alla collaborazione di Enzo Barazza, Renato Scuterini e Francesco Simonci, nella quale saranno esposti dei models, soldatini da collezione realizzati a scopo ludico-culturale sul finire degli anni Settanta del Novecento. Connotati da un virtuosismo esecutivo capace di tracciare nelle miniature dei volti e nelle posture dei corpi i più diversi stati d’animo, questi oggetti mettono in scena tragici avvenimenti della Grande guerra, la quotidianità della vita in trincea, uniformi indossate come simbolo della dignità e dell’onore, modi d’interpretare la gerarchia militare, sentimenti e caratteri di soldati semplici e personaggi famosi.
A fianco dell’esposizione, sarà presentata l’installazione ambientale «Diario di una prigioniera» di Belinda De Vito: una sorta di dedica a tutti i soldati che, dal fronte o dalla prigionia, pregavano per la pace, pur orgogliosi di battersi per la patria, e che, dai luoghi di battaglia, scrivevano ai familiari attendendo, con ansia, le loro risposte. Ad ispirare questo lavoro è stata la storia di Valentino Simonetti, avvocato di Moggio Udinese che, nell’ottobre 1917, si trovava nei pressi di Caporetto con i gradi di tenente del Regio esercito italiano e che, fatto prigioniero, scrisse dal campo di Plan, in Boemia, un diario rivolto alla sua amata. Ritrovato e fedelmente trascritto nell’antica casa di famiglia da Valentino Missoni, questo testo verrà pubblicato nel 2014 dall’editore Gaspari in un volume che affiancherà la scrittura a cartoline d’epoca.
Ammiccando alla spazialità della trincea, in tal caso costruita con sacchi di juta che ricordano quelli della posta in tempo di guerra, l’installazione della De Vito trasforma il castello di Majano in un luogo della memoria epistolare, dove immagini d’epoca sono messe a confronto con quelle, attuali, dei sentieri che furono di guerra, in un suggestivo rimando tra ieri e oggi.

Vedi anche
«L’Ultima cena» di Brigitte Niedermair 
Claudia Contin in «La grande guerra del poeta»

Didascalie delle immagini 
[Fig. 1] Eelco Brand, «Sky», 2008. Pigmented print, 60x205 cm. Courtesy Studio La Città, Verona, [fig. 2] Giacomo Costa, «Landscape 1_7_3», 2013. C-print sotto plexiglass, 35x50 cm. Courtesy Galleria Guidi&Shoen, Genova; [fig. 3] Sebastiano Mauri, «Gods Versus Aliens», 2013, Mixed media, 35x35x35 cm. Courtesy Galleria Otto Zoo, Milano; [fig. 4] Antonio Riello, «Vatican Air Force», 2008. Modello in legno e metallo dipinto con colori acrilici, 180x150x15 cm. Courtesy dell’artista; [fig. 5] Claudia Contin in «La grande guerra del poeta». Foto di Renato Patat

Informazioni utili 
Maravee Anima. Castello di Susans - Majano (Udine). Orari: martedì-domenica, ore 15.00-19.00; chiuso il lunedì. Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni visite guidate per gruppi e scolaresche: tel. 0432.948090 o info@progettomaravee.com. Sito web: www.progettomaravee.com. Dal 19 ottobre al 17 novembre 2013.  

mercoledì 16 ottobre 2013

«Confi.Dance», la danza contemporanea va in scena a Siena

Siena si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per «Confi.Dance», progetto ideato nel 2009 da Marcello Valassina con l’intento di far familiarizzare il pubblico con i nuovi linguaggi della danza contemporanea. Dal Cortile del Podestà alle Logge del Papa, passando per la Sacrestia e la Sala del Manto nel Complesso Santa Maria della Scala, saranno molti gli spazi urbani della città e i luoghi del quotidiano che, nelle giornate da giovedì 17 a sabato 19 ottobre, apriranno le proprie porte a spettacoli e performance itineranti.
A inaugurare il festival, realizzato con la collaborazione dell’Amministrazione comunale senese e con il sostegno della Fondazione Toscana Spettacolo, sarà la performance «Vanity Fair’s Snow White» (giovedì 17 ottobre, dalle 15 alle 18) che il collettivo milanese «PirateJenny», trio semifinalista al prestigioso Premio Scenario 2013, presenterà negli spazi della Galleria PortaSiena.
Sara Catellani, Elisa Ferrari e Davide Manico, artisti che curano sia il concept che la coreografia dello spettacolo, racconteranno, in modo ora cinico e ora ironico, la favola classica di «Biancaneve e i sette nani» come se fosse un fotoreportage del settimanale «Vanity Fair». Lo spettatore si troverà così, inconsapevolmente, coinvolto in un gioco dal gusto pulp, in un «Cluedo» in cui le regole sono dichiarate e la domanda finale non sarà chi è l’assassino ma chi sarà la prossima vittima. L’intento di questa performance, che nei giorni del festival verrà riproposta alle Logge del Papa (venerdì 18 ottobre, alle 16.30 e alle 17.30; e sabato 19 ottobre, alle 12.30), è quello di far riflettere il pubblico sulle insidie del racconto e della riscrittura di un testo, perché tramandare una storia implica inevitabilmente un nuovo atto di creazione; vuol dire omettere, sintetizzare, ingigantire, enfatizzare, creare nuovi punti di vista.
La rassegna senese proseguirà, quindi, con una performance di Simona Lisi, interprete a tutto tondo nota al grande pubblico per aver lavorato con registi come Martone, Bellocchio e Comencini. L’artista, che ha conseguito il Postgraduate Degree in Contemporary Dance alla London Contemporary Dance School di Londra, incanterà i passanti dalla vetrina della boutique «Max Mara», in via Banchi di Sopra, con il suo «Requiem K626» (venerdì 18 ottobre, alle 12, alle 18 e alle 19; e sabato 19 ottobre, alle 12 e alle 12.30), un assolo di danza creato per la Biennale Giovani di Torino, che mette in scena il dialogo intimo tra la grande composizione di Mozart -una sinfonia per orchestra- e il corpo -solo- della danzatrice.
Suono e corpo diventeranno una cosa sola anche nello spettacolo «Human dust», proposto a più riprese durante i giorni del festival presso gli spazi della Galleria PortaSiena (venerdì 18 ottobre, alle 12.30), nel Cortile del Podestà (venerdì 18 ottobre, alle 16.30 e alle 18.30) e nella Sacrestia del Santa Maria della Scala (sabato 18 ottobre, alle 12.30). Protagonista è Nicoletta Cabassi, danzatrice e coreografa con all’attivo collaborazioni internazionali, che oggi ricopre il ruolo di dramaturg della Tanz Company Gervasi a Vienna. La sua performance, che vedrà in scena anche il violoncellista Marco Di Palo, gioca sulla dualità tra corpo e strumento.Una relazione, quella tra i due attori della  piéce, che raffigura il rapporto simbolicamente erotico tra carne e musica e che ‘parla’ della seduzione come chiave di salvezza.
Nicoletta Cabassi curerà anche una masterclass sul tema «The Exploded Body» (domenica 20 ottobre, alle 11, presso il Centro danza «Francesca Selva»), e sarà tra i protagonisti dell’aperitivo con gli artisti, in programma presso il Barchè all’interno della Galleria Metropolitan (venerdì 18 ottobre, alle 19).
Il gran finale della rassegna spetterà, invece, ai padroni di casa: la compagnia residente «Francesca Selva», che porterà in scena, negli spazi di Santa Maria della Scala, un estratto di «Bitter Orange», una delle sue produzioni più acclamate, in procinto di volare a Cagliari per il Find - Festival internazionale nuova danza. La coreografia, firmata da Francesca Selva, riflette sui temi della solitudine e della fragilità umana, sul senso di amarezza e di smarrimento generato dalla perdita delle illusioni e dalla caduta degli ideali.
Danza contemporanea, dunque, come riflessione sul presente è quanto propone «Confi.Dance», rassegna che sembra aver fatto proprie le parole di Yuri Buenaventura: «Danzare è come parlare in silenzio. È dire molte cose, senza dire una parola».

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Locandina di «Confi.Dance 2013»; [fig. 2] Una scena dello spettacolo «Bitter Orange», con la compagnia residente «Francesca Selva»;  [fig. 3] Il collettivo milanese «PirateJenny», in scena con la performance «Vanity Fair’s Snow White»; [fig. 4] L’attrice e danzatrice Simona Lisi, in scena con «Requiem K626»; [fig. 5] La danzatrice e coreografa Nicoletta Cabassi, in scena con lo spettacolo «Human dust»

Informazioni utili
«Confi.Dance». Siena, sedi varie. Informazioni: compagnia «Francesca Selva», via Mentana 61 – Siena, tel./fax 0577.223267, e-mail francescaselvadanza@gmail.com o promozione.francescaselva@gmail.com. Da giovedì 17 a sabato 19 ottobre 2013.