ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

venerdì 14 maggio 2021

«Fotografia europea 2021»: nei musei e nelle piazze «Fate largo ai sognatori»

«Sulla Luna, per piacere, / non mandate un generale: / ne farebbe una caserma / con la tromba e il caporale. / Non mandateci un banchiere / sul satellite d'argento, / o lo mette in cassaforte / per mostrarlo a pagamento. / Non mandateci un ministro / col suo seguito di uscieri: / riempirebbe di scartoffie / i lunatici crateri. / Ha da essere un poeta / sulla Luna ad allunare: / con la testa nella Luna / lui da un pezzo ci sa stare... / A sognar i più bei sogni / è da un / pezzo abituato: / sa sperare l'impossibile / anche quando è disperato. Or che i sogni e le speranze / si fan veri come fiori, / sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!». Con questi versi Gianni Rodari, lo scrittore per bambini più famoso d’Italia, sembra parlarci dei nostri tempi incerti, fornendoci anche la ricetta per un domani migliore. Una ricetta, o meglio un invito a continuare a guardare in alto, a trovare nuovi colori per disegnare il futuro, che il festival Fotografia europea ha scelto come titolo della sua sedicesima edizione: «sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori».
Dopo la pausa forzata, dovuta alle limitazioni imposte dalla pandemia, che ha portato alla cancellazione della passata edizione, la manifestazione, promossa e prodotta dalla Fondazione Palazzo Magnani, con la locale Amministrazione comunale, è pronta a invadere la città di Reggio Emilia con decine di progetti fotografici che si interrogano sul ruolo della cultura visiva in questo particolare momento storico, ponendo l’attenzione sulla natura complessa e sfaccettata delle immagini, che proprio grazie alla loro indeterminatezza, provvisorietà, ambiguità e complessità, sono un ottimo punto di partenza per aiutarci a ripensare il mondo in cui viviamo.
L’appuntamento per gli amanti della fotografia è fissato, pandemia permettendo, per il periodo che va dal 21 maggio al 4 luglio.
Con una rinnovata direzione artistica, in cui Walter Guadagnini sarà affiancato da Diane Dufour – direttrice fino al 2007 di Magnum Photos, fondatrice dello spazio espositivo Le Bal (Parigi) e collaboratrice di Fotografia europea dal 2015 al 2017 – e di Tim Clark – curatore e docente, fondatore e capo redattore del magazine on-line «1000 Words» – il festival animerà i palazzi Magnani e da Mosto, i Chiostri di San Pietro e quelli di San Domenico, la Biblioteca Panizzi, Spazio Gerra, i Musei civici, la collezione Maramotti e, per la prima volta, sette piazze cittadine, così da far convivere al meglio le restrizioni di questo periodo con la nostra voglia di cultura.
A causa dell’attuale situazione sanitaria, si è scelto per il weekend inaugurale, quello dal 21 aò 23 maggio, un palinsesto di eventi digitali, rimandando al fine settimana dal 18 al 20 giugno gli incontri con gli artisti, le conferenze, il bookfair dedicato agli editori indipendenti, le letture portfolio e i workshop, pensati per alimentare un confronto culturale trasversale a partire dalla fotografia. In quella occasione il pubblico potrà ascoltare le lectio magistralis degli architetti Mario Cucinella e Stefano Boeri e incontrare artisti come Joan Fontcuberta, Alex Majoli, Antoine D’Agata, Sophie Whettnall, Vittorio Mortarotti e Anush Hanzehiam, David Jimenez, Noemie Goudal, Francesco Jodice e molti altri.  

Dal teatro quotidiano di Alex Majoli al Giappone di Marco Di Noia: mostre open air
Open air
sarà, per esempio, il progetto «Opera Aperta» di Alex Majoli, commissionato e prodotto dalla Fondazione I Teatri e da Reggio Parma Festival, in collaborazione con Fotografia europea: una trentina di gigantografie sparse per la città racconteranno la teatralità della nostra vita quotidiana. «Mi son detto, cosa succede se monto delle luci, degli strobe potenti, attorno a persone che stanno facendo qualcosa di normale, che so, prendere un caffè, fare la spesa, seguire un funerale?», spiega a questo proposito il fotografo sul sito della Magnum. «Succede – rispondono dalla Fondazione I Teatri - che la scena della strada diventa la scena di un teatro e tutto sembra avvenire su un palcoscenico».
All’aperto, al Parco del Popolo, sarà visibile anche #nyc, un’indagine multiforme, comica e straziante sulla vita contemporanea a firma di Jeff Mermelstein; mentre «Virus» di Antoine d’Agata, progetto sul Covid-19, sarà allestito sulle finestre di un palazzo di via Secchi. In piazza Vittoria, invece, si terrà la mostra «Eden» di Soham Gupta, dedicata a una città immaginaria che progressivamente lascia spazio alla natura. Infine, Joan Fontcuberta presenterà un importante progetto partecipativo, realizzato per donare a Reggio Emilia un’opera permanente dedicata alle collezioni di Palazzo dei Musei, da sempre fonte di ispirazione per il fotografo catalano. Si tratta di «Curiosa meraviglia», un grande foto-mosaico simile a un album di famiglia o una pagina di Facebook a cielo aperto. 
Con lo spazio aperto si confronterà anche il fotografo vincitore della open call lanciata dal festival per questa edizione: Marco Di Noia con «Tottori», progetto che racconta la storia di uno strano fenomeno astronomico: un’opera multimediale ispirata alle dune di una piccola e tranquilla città sulla costa occidentale del Giappone. Una mostra open air sarà anche «Terra – Luna», il progetto degli otto ragazzi dai 18 ai 25 anni che hanno partecipato, tra febbraio e marzo, allo «Speciale Diciottoventicinque», il percorso formativo organizzato da Fotografia europea.

Nove mostre ai Chiostri di San Pietro, cuore pulsante del festival

Per gli eventi al chiuso Fotografia europea sta mettendo a punto modalità «flessibili» e «alternative», disposta a fare ricorso anche alle visite virtuali e alle dirette in streaming per workshop, incontri e presentazioni di libri, pur di non mancare all’appuntamento con il suo pubblico. Così Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, spiega la scelta: «L'epoca che stiamo vivendo ha più che mai bisogno di bellezza, di sapere, di socialità. Il tema stesso di Fotografia europea 2021 è in sé una sfida, uno stimolo, peraltro profondamente radicato nella nostra terra. Sognare un presente e un futuro che sappiano affrancarci dai terribili effetti dell'emergenza sanitaria è l'unico modo per continuare a vivere. A fianco delle misure mediche, della difesa del diritto alla vita, alla salute, c'è bisogno di pensiero, di confronto, di arte».
Cuore pulsante del festival saranno, come consuetudine, i Chiostri di San Pietro, dove sono in programma nove mostre. Si spazia da «L’isola» di Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian a «Telluris» di Noémie Goudal, da «Aura» di David Jimènez a «Halfstory Halflife» di Raymond Meeks, progetto realizzato alle cascate delle Catskill Mountains di New York, che indaga l’amicizia e la giovinezza. Donovan Wylie, con «The Tower Series», esamina, invece, le architetture, per lo più invisibili, che intrecciano la presenza del conflitto nel tessuto della vita quotidiana; mentre Piergiorgio Casotti ed Emanuele Brutti, con «Index G», mettono in scena una specie di opera teatrale del silenzio, fatta di assenza di personaggi e delle loro storie peculiari, in cui le cose viste e raccontate rimangono non dette e sospese nel tempo.
Concludono il percorso espositivo del primo piano i lavori di Lebohang Kganye e Yasmina Benabderrahmane, mentre al piano terra è esposta la mostra «Universo dentro di Sophie Whettnall, artista che usa la fotografia come mezzo di archiviazione e fonte di ispirazione.
 
Da Palazzo Magnani alla Biblioteca Panizzi, una città intera per scoprire il meglio della fotografia internazionale 
Palazzo Magnani riproporrà, invece, «True fiction – Fotografia visionaria dagli anni '70 ad oggi», la prima antologica in Italia dedicata al fenomeno della staged photography, la tendenza che, a partire dagli anni Ottanta, ha rivoluzionato il linguaggio fotografico e la collocazione della fotografia nell’ambito delle arti contemporanee mostrando il lato più immaginifico della fotografia.
Mentre a Palazzo da Mosto ci saranno l’esposizione «Home Is Where One Starts From», dedicata ai photobooks di natura documentaria e artistica, e «Camere che sognarono camere», con i lavori del tedesco Thomas Demand e dello scozzese Martin Boyce per la collezione d’arte contemporanea Girefin di Reggio Emilia.
Ai Chiostri di San Domenico va in mostra la «Giovane fotografia italiana», progetto, alla sua ottava edizione, che valorizza i talenti under 35. Domenico Camarda, Irene Fenara, Alisa Martynova, Francesca Pili, i Vaste Programme (ovvero Leonardo Magrelli, Alessandro Tini e Giulia Vigna), Martina Zanin ed Elena Zottola sono i protagonisti della nuova mostra, che si avvale della curatela di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi.
Il percorso può continuare ai Musei civici, dove sarà allestita la mostra «Incontri! Arte e persone», con gli scatti nati dal lungo laboratorio che ha coinvolto il fotografo Luca Manfredi e persone con fragilità. Alla Biblioteca Panizzi, infine, si terrà «Tesori in mostra», esposizione di alcuni tra gli oggetti più preziosi della collezione che vanno a creare - si legge nella presentazione - «una Wunderkammer civica, un’enciclopedia visiva che porta al cuore della storia, delle vicende, della ‘biografia’ della città».
Come consuetudine, Fotografia europea avrà anche un Circuito Off, con centinaia di mostre cittadine in negozi, ristoranti, studi, cortili e case private, sedi storiche, gallerie d’arte.
Che siano in bianco e nero o a colori, che prendano la forma canonica della fotografia a parete o quelle più contemporanee del wallpaper o dell’installazione tridimensionale, le tante immagini esposte a Reggio Emilia affrontano il mondo contemporaneo con la volontà non solo di raccontarlo, ma anche di trasformarlo e di renderlo un posto migliore. «Perché sognare - raccontano i curatori di Fotografia europea - significa anche farsi veggenti, nel momento in cui il mondo, come in questa difficile stagione, diventa opaco, difficile da interpretare».

Didascalie delle immagini
Andy Skoglund, Revenge of the Goldfish, 1981. Archival color photograph, cm 88.9 x 69.2 ca..Courtesy: Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT); [fig. 2] Andy Skoglund, True Fiction Two, 1986 - 2004. Ink and blue car, cm 25 x 62.5. Courtesy: Paci contemporary gallery Brescia – Porto Cervo, IT); [fig. 3] Alex Majoli, Scene #0410. Grecia. Lesbos. Mytilene. 2015; [fig. 4] COVID-19, Paris, France, Lockdown, 2020 © Antoine d’Agata e Magnum Photos; [fig. 5] Soham Gupta, Eden, 2018-incorso; [fig. 6] Raymond Meeks, Halfstory #1370997, 2017. Casemore Kirkeb; [fig. 6] ©Alisa Martynova, Untitled from series Nowhere Near, 2019; [fig. 7] © Domenico Camarda, Untitled 02, from Liquido series, 2017; [fig. 8] ©VasteProgramme, The long way of Ivan Putnik, 2019

Informazioni utili 
Fotografia europea 2021 - Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!. Reggio Emilia, sedi varie. Preview: 15-16 maggio 2021. Dal  21 maggio al 4 luglio 2021. Sito internet: www.fotografiaeuropea.it

giovedì 13 maggio 2021

Quando arte fa rima con vino: nasce il premio Domenico Clerico

«Esiste una leggenda che racconta di un bambino mai cresciuto, che ha sempre voluto volare senza regole, selvatico nell’anima e nel cuore». Quel bambino era Domenico Clerico, un grande nome del Barolo in Italia e nel mondo. La storia della sua prestigiosa cantina, a Monforte d’Alba, coincide con la storia di un uomo che ha rivoluzionato il concetto della viticoltura nelle Langhe, animato dal desiderio di sperimentare per raggiungere l’eccellenza che da sempre caratterizza i suoi vini.
Domenico Clerico è stato un precursore nello studio del Nebbiolo, ma anche della Barbera D’Alba e del Dolcetto, il vino da cui ha iniziato a costruire il suo sogno già dal 1976. Il suo legame intenso con la terra, il lavoro instancabile tra i filari e la passione per il «nettare di Bacco», quel liquido speciale che «unisce il cielo e la terra» e nel quale «vivono sangue, luce e amore», hanno costruito negli anni un patrimonio unico, che oggi viene portato avanti dalla moglie Giuliana e da un team di esperti guidato da Oscar Arrivabene, enologo e direttore generale.
Azienda Domenico Clerico
Un'azienda moderna è un'azienda che si rinnova, mantenendo fede alla propria storia, devota a una filosofia che attraversa inalterata il tempo. Domenico Clerico voleva creare un vino che sapesse racchiudere in sé «eleganza, capacità di invecchiare, ricchezza al palato e note fruttate». Un vino che fosse ambasciatore di un territorio, che sapesse raccontare le Langhe, sito patrimonio mondiale dell’Umanità di Unesco.
Quello di Domenico Chirico era un lavoro plasmato di umiltà e genio, di studio e voglia di sperimentare. Era un'arte e proprio al mondo dell'arte ha guardato l'azienda piemontese per un suo nuovo progetto.
Nel 2020 è nato «Arte Edizione Limitata», con l’intento di trasmettere attraverso opere d’arte trasformate in etichette, l’essenza del vino Arte Langhe Rosso DOC di Domenico Clerico. Bruno Murialdo, autore di «pinto-poesie, libere come le ali di un passero», e Paolo Baraldi, detto «il Baro», sono stati i primi due artisti scelti per impreziosire e personalizzare i grandi formati dell’annata 2019, con cinque illustrazioni ciascuno.
Paola Gribaudo, presidente Accademia Albertina di Torino
Quest’ anno, invece, l’azienda ha deciso di fare un accordo su base triennale con l’Accademia di Belle Arti di Torino istituendo un premio per coinvolgere e sostenere i giovani creativi, per stimolare i talenti di domani a raccontare il connubio tra arte e vino, frutto di un mix speciale di bellezza, radici, valori e legame con il territorio.
«L'iniziativa rappresenta per i nostri studenti - racconta Paola Gribaudo, presidente dell'ente educativo piemontese - un’occasione di formazione e crescita al di fuori dalle aule della scuola. La creatività delle nuove generazioni - che in Accademia non studiano solo pittura, scultura o incisione, ma anche fotografia, digital art, progettazione artistica per l’impresa, design e decorazione, nuove tecnologie - può portare una nuova visione a un prodotto di grande qualità come il vino della cantina Domenico Clerico».
Ogni partecipante sarà chiamato a realizzare, con qualsiasi tecnica espressiva, un minimo di cinque opere inedite sul tema arte-vino. Una commissione decreterà i due vincitori che riceveranno un premio in denaro.
Una rosa di dieci diverse etichette celebrerà, quindi, le caratteristiche dell’annata e la personalità dell’Arte Langhe Rosso DOC di Domenico Clerico. Successivamente il cliente che acquisterà il vino potrà scegliere l’etichetta preferita tra quelle proposte e personalizzare così la propria bottiglia di «Arte» realizzata in un numero limitatissimo di esemplari, solo su prenotazione attraverso il sito dell’azienda.
Il termine di iscrizione alla prima edizione del Premio Domenico Clerico scade domenica 30 maggio 2021 (entro le ore 18); le opere dovranno essere consegnate dai partecipanti entro giovedì 15 luglio 2021. Successivamente verranno resi noti i nomi dei vincitori.

Informazioni utili 

mercoledì 12 maggio 2021

Ritornano le Giornate Fai di primavera, un «prezioso regalo» per gli italiani amanti della cultura

Castello di Sammezzano, Reggello (FI) Foto Michele Squillantini (C) FAI (5)
Ville e parchi storici, aree archeologiche e musei insoliti, residenze reali e giardini, ma anche orti botanici, castelli, percorsi naturalistici e itinerari in borghi che custodiscono antiche tradizioni: è ricco l'elenco dei beni che aprono le porte, nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 maggio, per la ventinovesima edizione delle Giornate Fai di primavera, il primo grande evento nazionale dedicato ad arte e cultura dopo l’ultimo periodo di confinamento.
Seicento luoghi in trecento città e diciannove regioni, molti dei quali poco conosciuti o accessibili in via eccezionale, saranno visitabili in totale sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti (ovvero con prenotazione obbligatoria sul sito www.giornatefai.it fino a esaurimento posti disponibili ed entro la mezzanotte del giorno precedente la visita).
Castello di Sammezzano, Reggello (FI) Foto Michele Squillantini (C) FAI (5)
Il Fai, che dal 1993 conduce gli italiani per mano alla scoperta di bellezze spesso dimenticate del nostro Paese, definisce quest’ultima edizione un «piccolo miracolo» e un «prezioso regalo agli italiani», frutto di «un’incontenibile voglia d’Italia» e di «un lavoro difficile e senza sosta», affrontato «con grande tenacia e una buona dose di audacia», nei mesi in cui il Paese era fermo a causa dell’emergenza. Nell’organizzazione sono stati coinvolti i volontari di 335 Delegazioni e Gruppi Fai attivi in tutta Italia, vero motore dell’evento, ma anche la Protezione civile, la Cri - Croce rossa italiana e l’Arma dei carabinieri.
Coraggio, orgoglio e generosità sono le tre parole che fanno da filo rosso a questa ventinovesima edizione, per la quale è richiesto un contributo minimo di partecipazione di 3,00 euro: un aiuto per il Fai, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, per portare avanti la sua missione e «compiere – si legge nella nota stampa - tanti altri miracoli di cui essere orgogliosi». Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente la fondazione con contributi di importo maggiore, attraverso l’iscrizione annuale - sottoscrivibile on-line e in piazza in occasione dell’evento - o ancora con l’invio di un sms solidale al numero 45586, attivo fino al 23 maggio.
Cremona, Teatro Amilcare Ponchielli_Foto (C) Fondazione Teatro A. Ponchielli (2)
Tra i beni aperti per l’occasione c’è, in Toscana, il Castello di Sammezzano, caleidoscopico trionfo dell’architettura eclettica di stile orientalista, riprogettato nell’Ottocento dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes D’Aragona, che ha fatto da set ad alcuni film come «Il racconto dei racconti» di Matteo Garrone, «Il fiore delle Mille e una notte» di Pier Paolo Pasolini e «Sono un fenomeno paranormale» di Alberto Sordi. Chiuso al pubblico e da decenni in cerca di una nuova vocazione, vincitore del censimento del «I luoghi del cuore» nel 2016 e classificatosi al secondo posto nel 2020, il castello sarà visitato da novecento persone (le prenotazioni sono andate sold out nel giro di poche ore) che potranno così apprezzare i capolavori di arte indiana e moresca conservati al suo interno.
Offida (AP)_Foto Katia Camplone_2021_(C) FAI - Fondo Ambiente Italiano
A Genova sarà, invece, visitabile il Castello Mackenzie, oggi sede della Cambi Casa d’aste, eclettico maniero cittadino in stile rinascimentale e neogotico costruito alla fine dell’Ottocento dall’allora sconosciuto architetto Gino Coppedè. Sempre in Liguria, ad Albissola Marina, si potrà ammirare la settecentesca Villa Durazzo Faraggiana, che custodisce, tra saloni affrescati, veri capolavori della scultura barocca genovese. Pregevole è, tra l’altro, la cappella dedicata a Nostra Signora di Misericordia, la cui apparizione è raffigurata sopra l’altare nell’affresco, datato 1736, del pittore savonese Giovanni Agostino Ratti
Bologna, Grand Hotel Majestic ex Baglioni_Foto Paolo Panzera-OFV studio_2021_(C) FAI  (2)
Mentre, in occasione delle Giornate Fai, a Torino sarà visitabile in anteprima l'appartamento di Carlo Felice di Savoia, appena restaurato in vista della realizzazione di un percorso museale fruibile al pubblico. All'ombra della Mole si potrà vedere anche il Campus Onu, centro di formazione delle Nazioni unite, realizzato negli anni ’60 per l’Esposizione universale lungo la sponda del Po.
Spostandoci verso sud, a Matera aprirà, in anteprima per le Giornate di primavera, Palazzo Malvinni Malvezzi, testimonianza della vita altoborghese della città ed esempio di commistione di stili, dal barocco al neoclassico, di cui sono stati appena conclusi i lavori di restauro a seguito del terremoto del 1980. 
Vicenza, Risorgive del Bacchiglione_Foto (C) Alberto Piccoli (2)
Mentre a Bologna sarà aperto al pubblico Palazzo Caprara, sede della Prefettura dal 1927, di cui si visiterà anche la Camera di Napoleone,. A Roma, invece, sarà visitabile la Villa «Il Vascello», solitamente inaccessibile, progettata nel Seicento dalla prima architettrice nota, Plautilla Bricci, e dal 1985 sede del Grande Oriente d’Italia, la più antica istituzione massonica del Paese.
La Lombardia, invece, ha deciso di accendere i riflettori sui teatri, con l’apertura, a Milano, del Museo teatrale alla Scala, che permetterà l’accesso al Palco reale e al ridotto Toscanini, e del Franco Parenti, a Cremona del Ponchielli e a Mantova del Sociale.
Roma, Villa Il Vascello_Foto Giovanni Formosa_2021_(C) FAI  (7)
Gli iscritti alla Fai potranno, inoltre, godere di ingressi dedicati e accessi prioritari. Tra le aperture riservate solo a loro ci sono Palazzo Borromeo, edificio di Roma progettato da Pirro Ligorio nel Cinquecento e Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede sin dal 1929, la Martinelli Luce di Lucca, eccellenza nel campo del design con la sua galleria che contiene sistemi di illuminazione e prototipi, la Rocca Costanza di Pesaro, e il Grand Hotel Majestic (ex Baglioni) di Bologna, costruito nel Settecento come seminario arcivescovile e trasformato in albergo a inizio Novecento, dove hanno soggiornato, tra i tanti, Nicola Romanov, Lady Diana e Federico Fellini.
Questa edizione della manifestazione offrirà anche l’occasione per raccontare, attraverso l’attenta scelta dei luoghi e la narrazione che ne verrà fatta, la nuova visione culturale della Fai che vede l’ambiente come indissolubile intreccio tra natura e storia e la cultura come sintesi delle scienze umane e naturali. Da nord a sud, grande attenzione verrà così riservata a parchi, percorsi nella natura e itinerari all’aperto alla scoperta di tanti borghi storici.
Genova, Castello-mackenzie (C) Cambi Casa d'Aste (1)
Una meta da non perdere è Offida, borgo posto su uno sperone roccioso tra le valli del Tesino e del Tronto, dove sarà aperta straordinariamente la Chiesa di Santa Maria della Rocca, uno dei maggiori esempi di architettura romanica nelle Marche. Sulle pareti, che in origine dovevano essere interamente affrescate, si vedono dei dipinti murali attribuiti al cosiddetto Maestro di Offida, che prende questo nome convenzionale proprio dall’attività qui svolta, e al Maestro Ugolino di Vanne da Milano e Fra’ Marino Angeli da Santa Vittoria, mentre la «Madonna col Bambino e Santo», dipinta sul lato destro del transetto è attribuita a Vincenzo Pagani, pittore del XVI secolo. 
Altro borgo sotto i riflettori in questa ventinovesima edizione delle Giornate Fai di primavera è Bagnoreggio, in provincia di Viterbo, tra Orvieto e Bolsena, dove nella cattedrale dedicata ai Santi Nicola, Donato e Bonaventura verrà esposta eccezionalmente una Bibbia in pergamena del XIII secolo, probabilmente appartenuta a San Bonaventura. 
Saranno, poi, visitabili il Parco del Castello di Aglié, le Risorgive del Bacchiglione a Dueville, sito di grande importanza naturalistica, il Parco di San Giovanni a Trieste, nell’ex Ospedale psichiatrico dove lavorò Franco Basaglia, oggi sede di attività culturali e di imprenditoria sociale; mentre a Latronico si potranno scoprire le Cascate termali, vera oasi di pace e benessere, vicino alle quali si trova l'installazione permanente Earth Cinema, realizzata da Anish Kapoor
Le proposte sono ancora molte e possono essere tutte scoperte sul sito www.giornatefai.it.

Didascalie delle immagini
[Figg. 1 e 2] Castello di Sammezzano, Reggello (FI). Foto Michele Squillantini (C) FAI; [fig. 3] Cremona, Teatro Amilcare Ponchielli.Foto (C) Fondazione Teatro A. Ponchielli; [Fig. 4] Offida (AP). Foto Katia Camplone, 2021. (C) FAI - Fondo Ambiente Italiano; [ig. 5] 5. Bologna, Grand Hotel Majestic ex Baglioni.Foto Paolo Panzera-OFV studio, 2021. (C) FAI; [fig. 6] Vicenza, Risorgive del Bacchiglione. Foto (C) Alberto Piccoli; [fig. 7] 2. Roma, Villa Il Vascello. Foto Giovanni Formosa, 2021. (C) FAI; [fig. 8[ Genova, Castello-mackenzie. (C) Cambi Casa d'Aste 

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