Un addio e un arrivederci nel nome dello stesso pittore.
Marco Goldin, direttore della società
Linea d’ombra libri e curatore di mostre-
monstre dai budget stratosferici e dalle interminabili code agli ingressi, saluta la città di
Brescia e il museo di Santa Giulia con l'antologica
Zigaina. Opere scelte 1976-2006. E dà appuntamento ai suoi ammiratori nel piccolo centro di Passariano di Codroipo, nella provincia di Udine, dove il prossimo 21 marzo inaugurerà, proprio con una grande retrospettiva dedicata a
Giuseppe Zigaina, la nuova gestione della cinquecentesca
villa Manin, sede espositiva di proprietà della
Regione Friuli Venezia Giulia, che fu scenario nel 1797 della firma del
Trattato di Campoformio e che vide soggiornare tra le sue sale
Napoleone Bonaparte e
Giuseppina Beauharnais.
Dopo la quasi decennale avventura impressionista in quel di
Treviso, che fece della Casa dei Carraresi la reggia italiana della pittura
en plein air in terra di

Francia, e il mai avviato rapporto di collaborazione con la città di
Verona, distinto dal
flop della mancata inaugurazione della mega-mostra alla Gran Guardia con i capolavori del Louvre, Marco Goldin sembra, infatti, aver collezionato un nuovo benservito. Nei giorni scorsi, durante la presentazione dei dati sulla rassegna bresciana
Van Gogh. Disegni e dipinti. Capolavori dal Kröller-Müller Museum, visitabile ancora per un mese al museo di Santa Giulia, il critico veneto ha tenuto a precisare che «l’attuale amministrazione non ha mai risposto alle due lettere inviate nel mese di ottobre, in cui venivano formulate proposte di collaborazione». Un silenzio, quello della nuova giunta capitanata da
Adriano Paroli, che non lascia presagire nulla di buono, anche perché il contratto che legava lo studioso trevigiano alla Loggia è ormai scaduto.

E mentre nella «Leonessa d’Italia» circolano, ormai da questa estate, i nomi di
Giorgio Cortenova e
Vittorio Sgarbi come possibili coordinatori della nuova politica culturale della città lombarda, Marco Goldin ritorna nel suo nord-est grazie a un accordo biennale siglato tra Linea d’Ombra libri e l’Azienda speciale villa Manin.Quattro le mostre in programmazione, «finalizzate -si legge nella nota stampa- a riannodare un contatto diretto con il territorio, prevedendo due rassegne di artisti del Friuli Venezia Giulia e due di carattere internazionale, significativamente motivate dalla posizione ponte della regione con la Mitteleuropa e l'est Europa, stimolando la rivitalizzazione dei rapporti verso quell'ampia area». Si inizia appunto il 21 marzo con l'inaugurazione di un'ampia antologica dedicata a Giuseppe Zigaina, nel suo ottantacinquesimo anniversario dalla nascita. Una prestigiosa retrospettiva, quella di Passariano, grazie alla quale sarà possibile vedere, fino al 30 agosto, un cospicuo numero di lavori realizzati dall’artista friulano tra il 1942 e i giorni nostri. Si prosegue, quindi, con
L'età di Corot e Monet. La diffusione del Realismo e dell'Impressionismo nell'Europa centrale e orientale (26 settembre 2009-7 marzo 2010), che raccoglie un centinaio di opere, provenienti da importanti musei americani ed europei, tese a raccontare la grande influenza che la pittura francese ebbe sulla pittura del centro ed est europeo, prima con gli esempi di
Corot e
Courbet e, poi, con quelli di
Monet,
Manet e compagni.

Una mutazione nell'originalità pittorica, quella operata dalla scuola francese, che si ritrova in grandi maestri attivi sul territorio, da
Levitan a
Klever, da
Chelmonsky a
Merse, da
Rohlfs a
Calame, dal primo
Hodler a
Mauve, dal primo
Ensor al primo
Kandinsky e al primo
Malevich, solo per fare alcuni nomi.
Il 2010 si aprirà, dunque, con un omaggio alla tradizione pittorica friuliana: la collettiva
I Basaldella (27 marzo-29 agosto 2010), realizzata in occasione del centenario della nascita di
Mirko Basaldella e a oltre vent'anni di distanza dall'esposizione che la Galleria d'arte moderna di Udine dedicò a lui ed ai suoi fratelli,
Afro e
Dino. Sarà, poi, la volta della grande mostra internazionale
Da Böcklin a Klimt a Schiele. Dal Simbolismo alla Secessione tra Monaco e Vienna (25 settembre 2010-6 marzo 2011), che ripercorrerà, facendo ricorso a cento importanti dipinti provenienti da musei di tutto il continente, la stagione in cui la pittura della Mitteleuropa, tra il simbolismo di
Von Stück e
Böcklin da un lato e il gusto secessionista di
Klimt e
Schiele dall'altro, costituì una superba alternativa ai francesismi che popolavano tanti luoghi del Vecchio continente.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Marco Goldin a teatro; [fig. 2] Villa Manin a Passariano di Codroipo (Udine); [fig. 3] Museo di Santa Giulia a Brescia; [fig. 4] Giuseppe Zigaina, Girasoli n. 2, 2000, olio su tela, cm 140 x 130 (l’opera è esposta Brescia, nelle sale del museo di Santa Giulia).
Per saperne di più
www.lineadombra.it
Vedi anche
Marco Goldin e la sua Treviso impressionista
Marco Goldin e il flop di Verona
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