ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

mercoledì 14 luglio 2021

«Tempi moderni», in Toscana un festival itinerante di teatro, musica e danza all’insegna dell’inclusione e della solidarietà

Sono Charlie Chaplin ed Ettore Petrolini i numi tutelari di «Tempi moderni - La commedia rivista», rassegna di teatro, musica danza ideata nel 2020, in restrizioni anti Covid, da Roberto Castello, tra i principali artisti della danza e del teatro di ricerca contemporanea in Italia, per il Comune di Capannori, cittadina della campagna toscana, in provincia di Lucca.
Al suo secondo anno di vita, la rassegna, realizzata con la collaborazione di Aldes e con il sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali, aprirà per la prima volta il sipario nella serata di mercoledì 14 luglio, alle ore 19.30, quando nel parco del Centro culturale del compitese, a Sant’Andrea di Compito, andrà in scena il primo appuntamento del progetto «Il mondo nuovo – Ritorna la festa», tre serate a base di danza e musica - le altre due si terranno il 21 e il 28 luglio - con concerti e dance club. Due coreografe, Susannah Iheme e Giselda Ranieri, incontreranno i partecipanti in sessioni di danza libera su musiche ballabili. 
A seguire, il 14 luglio, andranno in scena Ziad Trabelsi & Carthage Mosaik, che introdurranno il pubblico alle sonorità arabe disseminate in tutta la musica mediterranea. Con il cantante e compositore tunisino, membro dell’Orchestra di piazza Vittorio, saliranno sul palco Simone Pulvano alle percussioni, Gianluca Casadei alla fisarmonica, Rino Amato al clarinetto. I protagonisti della serata del 21 luglio saranno, invece, Jabel Kanute (kora e voce), griot del Gambia, e Marco Zanotti (batteria e mbira), con il loro «Freedom of Movement», album che è un inno alla libertà di movimento, «un tema -raccontano gli organizzatori- inizialmente associato al fenomeno delle migrazioni umane ma divenuto attuale per l’incontenibile voglia di ballare che si può scatenare dopo mesi di segregazione forzata». Mentre a chiudere il cartellone della mini-rassegna saranno, nella serata del 28 luglio, gli artisti del Note Noire Quartet, quartetto jazz contemporaneo attivo dal 2011 - composto da Ruben Chaviano (violino), Roberto Beneventi (fisarmonica), Tommaso Papini (chitarra), Mirco Capecchi (contrabbasso) -, che presenterà le proprie composizioni originali fatte di linguaggi moderni, influenze balcaniche e strumenti della tradizione europea.
Giovedì 15 luglio si entrerà, quindi, nel vivo del progetto con il debutto nazionale di tre spettacoli di teatro, danza e musica dal vivo, scritti e realizzati appositamente per l’occasione, tutti per la regia di Roberto Castello.
Alle ore 21.00 nell’Aia Saponati (Matraia) andrà in scena «Le seppie e la pasionaria», testi di Achille Campanile, Giovanni Guareschi e Karl Valentin, nell’interpretazione di Davide Arena, con la musica dal vivo di Stefano Giannotti e gli interventi coreografici di Alessandra Moretti e Mariano Nieddu. Pot pourri di brevi testi comici novecenteschi, interventi di comicità gestuale e suite in stile libero, fatte di reminiscenze cinematografiche, musica popolare, divertissement, teatrino-cabaret, il tutto arrangiato ed eseguito su di una piccola orchestra portatile composta da fisarmonica, banjo, ukulele, armoniche e fischietti vari, pianoforte-giocattolo, oggetti sonori e percussioni.
Contemporaneamente, a Palazzo Pera verrà presentato «L’ombelico del mondo», con i testi originali di Chrystèle Khodr, giovane drammaturga e attrice araba residente a Beirut, nell’interpretazione di Caterina Simonelli, con la musica dal vivo di Paolo Pee Wee Durante e gli interventi coreografici di Martina Auddino, ispirati ispirate alle tradizioni del sud Italia e del Medio Oriente. La narrazione prende le mosse da uno scherzoso modo di dire libanese: «è tutta colpa degli italiani». Intorno a questa espressione «si tesse – raccontano gli organizzatori - una tela di note autobiografiche, spiegazioni surreali e ragionamenti che evidenzia quanto gli italiani abbiano un ruolo tutt’altro che marginale nell’immaginario collettivo libanese, benché nella storia ufficiale recente i due popoli non abbiano avuto grandi interazioni. Si racconta di come le ultra millenarie relazioni fra le sponde del Mediterraneo abbiano creato un modo di guardare alla vita che ha radici comuni profondissime, nonostante oggi il sud dell’Europa guardi soprattutto verso nord».
A Cortaccia (Baia di Cantignano), invece, - sempre il 15 luglio, alle ore 21 - è in programma lo spettacolo «Un Dante corretto bravo grazie», di e con Andrea Cosentino, che avrà per protagoniste anche la musica di Matteo Sodini e la danza di Enrica Bravini. In occasione dei settecento anni della morte del Sommo poeta, viene proposta una conferenza spettacolo vagamente dadaista, irriverente e stralunata tratta della dannazione delle ricorrenze. Si parte dalla nascita del volgare e da una parafrasi assai poco accademica dell'incipit dell'«Inferno» per dire della volgarità che permea una parte importante della cultura italiana.
I tre spettacoli – che saranno, poi, in replica nelle giornate del 16, 22, 23, 29 e 30 luglio (il calendario sintetico è consultabile sul sito www.aldesweb.org) – sono rivolti a «un pubblico di qualsiasi età, colore, religione o classe sociale» (a Capannori sono presenti comunità africane, rumene e albanesi). L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito, ma gli organizzatori invitano il pubblico a contraccambiare generosamente con beni di prima necessità da immettere nel circuito della solidarietà sociale, grazie alla Caritas di Lucca, «perché il teatro può anche essere modello di inclusione e di un circolo economico virtuoso».
Al centro della proposta di Capannori c’è, dunque, la riaffermazione di un teatro come rito «curativo», incontro gioioso per una comunità e in questo momento storico, anche chance di riavvicinamento liberatorio dopo tanti mesi di lontananza anche fisica dagli altri.
Il cartellone prevede anche - nelle serate del 15, del 23 e del 30 luglio - tre concerti. Linda Palazzolo & Pee Wee Durante, duo pianoforte e voce, si esibiranno in una serie di pezzi di matrice soul/rhythm&blues, intervallati da rivisitazioni a cappella di brani della tradizione blues. Stefano Giannotti e Igor Vazzaz proporranno un colorito e divertente repertorio di canzoni ballabili popolari e di tradizione. Matteo Sodini, alla batteria, e Renzo Cristiano Telloli, al sax alto, saranno protagonisti dello spettacolo «New Orleans second line, la joie de vivre». La «second line» è una tradizione di New Orleans che prende il nome dalla «seconda linea», quella composta dalle persone che seguono le street band di ottoni (la «prima linea») per godersi la musica e ballare in comunità.
Il programma di «Tempi moderni» si completa con «L’Ape teatrale», uno spettacolo per le famiglie. il 18, 25 luglio e il 1° agosto, Marco Brinzi e Caterina Simonelli, nei panni del dottor Balanzone e di Arlecchino, porteranno in giro per il comune di Capannori, con la loro Ape (il mezzo di trasporto a tre ruote) la loro reinterpretazione della Commedia dell’arte.
Un cartellone, dunque, ricco di stimoli quello della rassegna toscana, che coinvolgerà sedici luoghi tra corti, piazzette e parchi di Capannori, trasformandoli in palcoscenici per ben quarantacinque appuntamenti di teatro, musica e danza distribuiti in tre settimane. Dante e le inevitabili quanto dissacrabili commemorazioni del caso, Campanile, la musica araba e quella africana, la cultura libanese e quella italiana, Guareschi e Valentin, un’Ape cantastorie e una discoteca rivisitata dalla danza contemporanea sono gli ingredienti di una proposta che guarda alla nostra migliore tradizione teatrale, usando come palcoscenico una minuscola pedana mobile. Con uno spirito a metà tra quello del teatro girovago e quello del teatro popolare dei primi del ‘900, il festival offre proposte leggere, agili, brillanti, alla portata di tutti, stimolo anche alla riflessione, come tempi e accadimenti globali richiedono. 

Didascalie delle immagini
1. Ape Teatrale. Foto di Maria Cristina Baracca; 2. Ape Teatrale. Foto di Michele Martinelli; 3. Tempi moderni. Erica Bravini. Foto di A. Moretti; 4. Tempi moderni. Martina Auddino. Foto di A. Moretti; 5. Tempi moderni. Andrea Cosentino. Foto di A. Moretti; 6. Ziad Trabelsi. Foto di Barbara Iomonico

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martedì 13 luglio 2021

Operaestate: danza, teatro, musica e arte in scena a Bassano del Grappa e nei paesi della Pedemontana veneta

Si apre nel segno della danza la quarantunesima edizione di Operaestate Festival Veneto, grande e articolata rassegna di eventi che mette in dialogo e fa incontrare differenti linguaggi artistici, dal teatro alla musica. Ad aprire il sipario, nella serata di sabato 17 luglio, sarà la compagnia italiana Aterballetto che porterà in scena a Bassano del Grappa, al Castello Tito Gobbi, il suo spettacolo «Storie», che unisce le nuove creazioni sui temi dell’abbraccio e dell’armonia dei giovani autori Philippe Kratz e Diego Tortelli con un lavoro del celebre coreografo israeliano Ohad Naharin, «Secus», dall’insolito stile musicale, dove suoni elettronici e melodie indiane si confondono con le armonie dei Beach Boys.

Da «Terre graffiate», concerti mattutini nei luoghi della Grande guerra, al nuovo spettacolo di Marco Paolini: i primi appuntamenti
Il festival, che vede tra i sostenitori il Ministero della cultura, avrà anche un’anteprima, nella mattinata di sabato 17 luglio, con il primo dei quattro appuntamenti di «Terre graffiate», concerti mattutini ambientati nello suggestivo scenario del Monte Grappa, nei luoghi della Grande guerra, in location raggiungibili a piedi, in pochi minuti di cammino su mulattiere e strada sterrata, che animeranno anche le mattinate del 18, del 24 e del 25 luglio. Il primo appuntamento vedrà in scena il Quantum Clarinet Trio, premiato al concorso internazionale Fischoff Chamber Music Competition 2020. Seguiranno l’esibizione del Trio Ghimel, con le sue improvvisazioni jazz e le atmosfere psichedeliche, l’interpretazione dei Trii elegiaci di Rachmaninov da parte di Eleonora De Poi al violino, Riccardo Baldizzi al violoncello, Massimiliano Turchi al pianoforte, e, per finire, un viaggio nello swing parigino-americano degli anni ’30 con il quartetto Alma Swing.
È un debutto, dunque, che unisce la qualità dell’offerta artistica alla scoperta del territorio quello della quarantunesima edizione di Operaestate Festival Veneto, intitolata «Anno1 P.Q./Ecologie del presente», un titolo all’apparenza insolito, ma che riassume come il 2021 sia per il festival «l’anno 1 post quarantennale», e - per l’umanità intera - anche il primo anno, dopo la lunga quarantena.
Il sottotitolo «Ecologie del presente» focalizza, invece, l’attenzione sull’interesse degli artisti presenti nela rassegna per le relazioni tra umanità e natura, umanità e scienze, umani e umani, cercando spunti di riflessione e ispirazione per un futuro diverso, che metta al centro il benessere individuale e collettivo.
Novantotto titoli per centoventisei appuntamenti distribuiti in tre mesi, di cui trentotto prime nazionali, compongono il cartellone, che animerà Bassano del Grappa e altri ventisette comuni della Pedemontana veneta: Borgo Valsugana, Borso del Grappa, Cassola, Castelfranco, Colceresa, Dueville, Enego, Feltre, Gallio, Isola Vicentina, Lusiana Conco, Marostica, Mogliano, Montebelluna, Montorso Vicentino, Mussolente, Nove, Pove del Grappa, Riese Pio X, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto, Santorso, Schio, Solagna, Valbrenta e Valdagno.
Danza, teatro, cinema, musica da camera e musica lirica accompagneranno così il pubblico alla scoperta del territorio, tra panorami di montagna e spettacoli lungo il fiume, tra le colline delle ciliegie e ville storiche, castelli e parchi cittadini.
Dopo il primo appuntamento di «Terre graffiate», si ritornerà alla danza con lo spettacolo «Ossigeno» (18 luglio, ore 12) all’Orto botanico di Padova, sito Unesco dal 1997, che vedrà in scena quattro danzatrici under 30 del territorio: Vittoria Caneva, Ilaria Marcolin, Anna Grigiante ed Elena Sgarbossa. Mentre presenta un singolare intreccio di musica e teatro il successivo spettacolo in cartellone, «Les audieux» (20 luglio, ore 21:20), con protagonisti Luca Scarlini, voce narrante, e Alberto Mesirca, alla chitarra, che proporranno al Giardino del Teatro accademico di Castelfranco Veneto, un racconto romantico intorno al medico castellano Pietro Pagello (1807-1898), noto per la vicenda d’amore con George Sand.
Teatro e musica si incontreranno ancora lungo il fiume Brenta, a Compolongo, con «Mancamento azzurro» (21 luglio, ore 21:20), un omaggio ad Andrea Zanzotto, a cento anni dalla nascita, che vedrà in scena Vasco Mirandola e i musicisti Erica Boschiero e Sergio Marchesini.
Tornerà, poi, sotto i riflettori la danza con la prima nazionale di «Swans» (Bassano del Grappa, 22 luglio), omaggio al compositore Camille Saint Saens, a cento anni dalla morte, creato da un network italiano di organizzazioni di danza che ha invitato artisti diversi a re-interpretare «La morte del cigno», assolo creato da Fokine per la leggendaria ballerina Anna Pavlova. Accanto alla versione classica interpretata da Virna Toppi, prima ballerina al teatro alla Scala, sarà possibile vedere le creazioni originali di Chiara Bersani, Collettivo Mine, Silvia Gribaudi, Philippe Kratz e Camilla Monga.
I riflettori si accenderanno, poi, sul giovanissimo, ma già affermato violinista Giovanni Andrea Zanon, protagonista di un concerto con musiche di Beethoven, Franck e Ravel (23 luglio, Villa Dolfin a Rosà), ma anche sul tradizionale appuntamento in Villa da Porto a Montorso, «Dance in Villa» (24 luglio, ore 19 e ore 21), quest’anno affidato a Chiara Frigo e Collettivo Mime, e sul teatro, a Colceresa, con le «Lezioni fantademografiche» dei Fratelli Dalla Via (24 luglio, ore 19), la cui la scrittura drammaturgica affronta questioni chiave come l’ineguale distribuzione delle risorse, il fragile equilibrio uomo/natura, la complessa sostenibilità dei sistemi attuali.
Il teatro sarà ancora protagonista con Marco Paolini e il suo «Teatro fra parentesi: le mie storie per questo tempo», dedicato ai mestieri del «fare teatro» e nato durante l’isolamento, cucendo insieme storie vecchie e nuove con le canzoni e le musiche di Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi (Isola Vicentina, 27 luglio).

Da «La mirabile visione» a «Humanae Genti», sette appuntamenti per riscoprire Dante
Per la danza è, poi, attesa un’altra prima nazionale con «Love Poems» e i danzatori della MMCompany, diretta dal coreografo Michele Merola, impegnati in un trittico di coreografie ispirate all’amore (Bassano del Grappa, 29 luglio). La sera successiva sarà, invece, dedicata alla nuova creazione di Babilonia Teatri: «Mulinobianco», che tratta il tema dell’arduo equilibrio tra naturale e artificiale (Bassano del Grappa, 30 luglio). Sono, poi, in agenda le prime nazionali di «Teenmotion» (Bassano del Grappa, 31 luglio), creazione inedita di Adriana Borriello per il gruppo di giovani danzatrici del progetto Lift, «Mappatura emotiva» di ExVuoto Teatro (Mussolente, 31 luglio) e di «Atlante botanico dell’essere umano» di Amor Vacui (Valbrenta, 1° agosto). A chiudere il cartellone dedicato alla danza saranno, quindi, «Wonder Louder» al parco di Isola Vicentina, nel quale le coreografie di Siro Guglielmi si incontreranno con la musica di Rosa Brunello (29 agosto), e «Combinazioni» (18 settembre), che porterà i lavori della canadese Mélanie Demers nella piazza di Montebelluna.
Scorrendo rapidamente il programma, in agosto, si trova uno spettacolo teatrale di grande successo come «Misericordia» di Emma Dante, un potente inno alla vita in una favola contemporanea sulla fragilità delle donne e la loro sconfinata solitudine, «una fabbrica d’amore» secondo la definizione stessa dell’autrice e regista palermitana (Bassano del Grappa, 3 agosto).
Nell’anno in cui ricorrono i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, il drammaturgo e storyteller Luca Scarlini dedicherà, quindi, tre appuntamenti al Sommo poeta dal titolo «La mirabile visione». In scena rispettivamente con i musicisti Ernesto Campagnaro al violino, Fabio Pupillo al flauto e Alberto Mesirca alla chitarra (Bassano del Grappa, 6, 7 e 14 agosto), l’artista racconterà le relazioni tra la «Commedia» dantesca e le arti figurative del suo tempo, del Rinascimento e dell’arte contemporanea, in un percorso che apre a rimandi e scenari inaspettati tra arte, musica e letteratura.
L’Alighieri sarà al centro anche dello spettacolo «Il Paradiso di Dante» (Bassano del Grappa, 2 settembre), caposaldo della riflessione musicale di Salvatore Sciarrino sulla «Commedia», che vedrà in scena la compagnia Anagoor, Leone d’argento 2018, e l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Marco Angius.
Il Sommo poeta verrà, poi, omaggiato con «Come è duro calle» (7 settembre), un itinerario di speciale suggestione con gli attori del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che porteranno il pubblico in giro per Feltre, facendo tappa al castello, alle salite delle mura, ai resti romani, all’antico Teatro de la Sena.
Dante sarà ancora protagonista con «Humanae Genti» di Maurizio Panici, con il TS Teatro di Comunità / Argot Teatro, un viaggio attraverso i canti della «Divina Commedia» che si fanno metafora del viaggio che abbiamo compiuto durante la pandemia, nell’isolamento forzato e negli abbracci negati, nei desideri inespressi e nella volontà di uscirne migliori (Marostica, 24 e 26 settembre).

Gran finale con l’Orchestra di Padova e del Veneto per l’inaugurazione del ristrutturato Ponte di Bassano e il debutto del «Don Pasquale»
OperaFestival sarà anche impegnato, nel mese di agosto, a presentare tre speciali concerti dedicati a talenti emergenti della musica classica (Bassano del Grappa, 5, 10 e 17 agosto), giovani under 30, tutti già premiati in importanti concorsi internazionali: il pianista goriziano Alexander Gadjiev, il quartetto formato da Riccardo Porrovecchio al violino, Claudio Laureti alla viola, Raffaella Cardaropoli al violoncello e Leonora Armellini al pianoforte, e il trio con Vikram Francesco Sedona al violino, Luca Giovannini al violoncello e Alberto Ferro al pianoforte.
Rimanendo in ambito musicale, il cartellone propone anche due appuntamenti con la grande lirica: un concerto con arie e duetti tratti da celebri opere con artisti tra i più acclamati nei principali teatri internazionali (Castello degli Ezzelini a Bassano del Grappa, 8 agosto), e la nuova produzione del «Don Pasquale» di Gaetano Donizetti (Bassano del Grappa, 8 e 10 ottobre) che chiuderà questa lunga edizione del festival, con i giovani artisti emergenti dal cinquantesimo Concorso internazionale per cantanti Toti Dal Monte, l’Orchestra di Padova e del Veneto, la regia di Giuseppe Emiliani, il progetto visual di Federico Cautero.
Il linguaggio teatrale sarà ancora sotto i riflettori con «La bottega del caffè» (Marostica, 7 agosto) di Carlo Goldoni, nell’allestimento di Ats Teatro di Comunità/ Argot Teatro, con la prima nazionale di «Ritorno a casa», un’opera originale immaginata e scritta da Mirko Artuso con la collaborazione dei cittadini di Enego (Enego, 12 agosto), con la trilogia «Local Heros» di Fratelli Dalla Via (13 e 14 agosto), nata dal dialogo con la comunità di Lusiana Conco, e con le passeggiate teatrali in silent play «Il sentiero del riccio» con Paola Rossi (Colceresa, 26 settembre). Sono, anche, in programma «Earthbound, ovvero le storie delle Camille» di Marta Cuscunà, un monologo di fantascienza per attrice e pupazzi che parla del nostro futuro prossimo (Bassano del Grappa, 24 agosto), e la prima nazionale di «Celtis Australis - Storia del bagolaro e del bosco viaggiante» di Filippo Tognazzo, che invita alla riflessione sul rapporto uomo/natura, sulla biodiversità, sulle emergenze contemporanee (Rosà, 29 agosto). Un’altra prima nazionale è quella di «Alice oltre le meraviglie» con Marta Dalla Via e Piergiorgio Odifreddi, una riscrittura del celebre romanzo di Lewis Carroll fatta di humor scientifico e logica fantastica, in cui teatro e matematica diventano un gioco (Bassano del Grappa, 3 settembre). 
Tra gli appuntamenti da non perdere ci sono, poi, le creazioni site specific per il museo di Arte Sella, affidate a Daniele Ninarello, Silvia Sisto, Vittoria Caneva e Andrea Costanzo Martini (11 e 12/9), e lo spettacolo «La gentilezza dell’oro – Slowmachine» (11 e 12 settembre) al Museo della ceramica di Nove, che interpreta i temi della cura e del rinnovamento facendosi ispirare dall’antica tecnica giapponese del Kintsugi. Per finire si segnala il concerto con «Musica sull’acqua» e «Musica per i reali fuochi d’artificio», due celebri suite di Georg Friedrich Händel composte per altrettante feste e celebrazioni, che vedrà in scena l’Orchestra di Padova e del Veneto per celebrare il celeberrimo Ponte di Bassano ristrutturato (Bassano del Grappa, 3 ottobre). Un finale con tanto di fuochi d’artificio per un appuntamento, che proporrà anche un festival nel festival, di cui vi parleremo nei prossimi giorni: «B.Motion», che dal 19 agosto al 9 settembre focalizzerà l’attenzione sul contemporaneo e sui talenti emergenti, sulle arti e sulle loro relazioni con tecnologia.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Alma Swing sarà tra i protagonisti di  «Terre graffiate», quattro concerti mattutini ambientati nello suggestivo scenario del Monte Grappa; [figg. 2 e 3] «Secus» di Ohad Naharin, una delle coreografie del balletto «Stories», prodotto da Aterballetto al debutto a Operafestival. Foto di Alice Vacondio; [fig. 4] Marco Paolini in «Teatro fra parentesi»; [fig. 5] Immagine copertina di  «Swans»; [fig. 6] Cover di «Mulinobianco» di Babilonia Teatri; [fig. 7] Cover dello spettacolo «Misericordia» di Emma Dante; [fig. 8] Sandro Botticelli, Ritratto di Dante, 1495 circa; [fig. 9] Orchestra di Padova e del Veneto. Foto di Alessandra Lazzarotto; [fig. 10] ArteSella sarà scenario di OperaFestival nei giorni dell'11 e 12 settembre

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lunedì 12 luglio 2021

«Jazz & Wine in Montalcino»: dalla musica da film all’improvvisazione, sei concerti sotto le stelle con Bollani, Rea, Di Battista e Alex Britti

È uno dei festival più apprezzati dell’estate toscana e quest’anno sarà interamente dedicato al «genio italiano». Stiamo parlando del «Jazz & Wine in Montalcino», che per il ventiquattresimo anno consecutivo porta nella città simbolo del Brunello artisti di fama mondiale e un pubblico internazionale sempre più affascinato dalla formula di un inedito progetto culturale, oggi diretto da Paolo Rubei (figlio del compianto Giampiero, ideatore della rassegna), che mette insieme due sinonimi di convivialità e gioia di vivere: il buon vino e la musica di qualità.
Ormai saldamente inserito tra i più grandi festival europei, il «Jazz & Wine in Montalcino» nacque nel 1998 dalla collaborazione tra la nota azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz Jazz Club di Roma e il Comune di Montalcino. Quest’anno sono in programma, dal 20 al 25 luglio, sei imperdibili serate sotto le stelle, tutte con inizio alle ore 21:45.
Si inizierà, nella suggestiva Fortezza di Montalcino, con Stefano Bollani Trio. Il poliedrico pianista, artista eclettico e geniale torna nel borgo toscano dopo tredici anni di assenza, in compagnia di Bernardo Guerra alla batteria e Gabriele Evangelista al contrabbasso. Insieme, i tre artisti daranno vita a un concerto speciale dove l’unica regola sarà divertirsi a improvvisare.
Mercoledì 21 luglio, «Jazz & Wine» si sposterà, quindi, al Castello Banfi. Protagonista della serata sarà Stefano Di Battista con il suo «Morricone Stories», sentito tributo a Ennio Morricone, uno dei maestri che hanno portato il genio italiano nel mondo. Il progetto, che sigla il matrimonio perfetto tra jazz e musica da film, vedrà a fianco del sassofonista il pianista Fred Nardin, il contrabbassista Daniele Sorrentino e il batterista André Ceccarelli.
Sempre nel meraviglioso Castello Banfi si terrà l’appuntamento di giovedì 22 luglio: «Improvvisazione di piano solo», lo spettacolo in cui Danilo Rea, uno dei più grandi pianisti italiani, spazierà dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera, proiettando gli spettatori in un mondo le cui strade sono ancora tutte da scoprire.
Venerdì 23 luglio ci si sposterà, quindi, nella Fortezza di Montalcino per un concerto di Emanuele Urso, il «re dello swing», con il Sestetto Swing di Roma, composto anche da Claudio Piselli al vibrafono, Emanuele Rizzo al pianoforte, Fabrizio Guarino alla chitarra, Alessio Urso al contrabbasso e Giovanni Cicchirillo alla batteria. Insieme questi artisti proporranno un viaggio che parte dalle sonorità statunitensi degli anni Quaranta per arrivare ai maggiori compositori della musica leggera americana - G. Gershwin, J. Kern, C. Porter, I. Berlin, B. Goodman -, che vedrà in scena anche uno special guest d’eccezione come Lorenzo Soriano, virtuoso della tromba.
Mentre il binomio musica e cinema sarà protagonista dell’appuntamento di sabato 24 luglio, quando, sul palco della Fortezza di Montalcino si esibirà l’orchestra Observatorium, composta da alcuni dei migliori musicisti del jazz italiano e diretta da Massimo Nunzi (tromba, direzione e arrangiamenti). L’appuntamento si intitola «Jazz in Cinemascope» ed è un concerto che, esplorando le partiture di alcuni celeberrimi film, permetterà di ascoltare musiche di grande complessità.
La ventiquattresima edizione di «Jazz & Wine in Montalcino» si chiuderà domenica 25 luglio con la chitarra di Alex Britti, che porterà il suo straordinario talento nella Fortezza di Montalcino in uno spettacolo che prevede la rivisitazione del suo repertorio in chiave più intimista, elegante e incalzante allo stesso tempo. Con lui sul palco ci sarà Flavio Boltro, trombettista eclettico e raffinato. L’appuntamento, all’insegna dell’improvvisazione dal sapore blues e jazz, sarà arricchito del talento di Davide Savarese alla batteria, Emanuele Brignola al basso e Mario Fanizzi al pianoforte e tastiere.
Il jazz, la musica in cui «la stessa nota può essere suonata notte dopo notte, ma ogni volta in modo diverso» (secondo la bella espressione di Ornette Coleman), ritorna così protagonista a Montalcino, il piccolo comune della provincia senese, alla fine della Val d’Orcia, terra del vin Brunello, inventato nel 1888 da Ferruccio Biondi Santi, che per primo ebbe l'idea di eliminare i vitigni della tradizionale ricetta del Chianti, come il Canaiolo e il Colorino, usando invece solo la varietà Sangiovese, fatta invecchiare cinque anni in botti di quercia. Ne venne fuori un insuperabile rosso Docg, perla di un borgo che incanta con le sue atmosfere medioevali e la sua natura incontaminata, ma anche con la grande musica internazionale. 

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jazzandwinemontalcino.it | Marketing Banfi, tel. 0577 840 111 o marketing@banfi.it | prenotazioni su vivaticket.com