«Fogli d'arte» è una pubblicazione identificata univocamente da un codice ISSN (International Standard Serial Number), attribuito in data 7 marzo 2008: ISSN 1974-4455. Per comunicazioni: foglidarte@gmail.com.

sabato 17 febbraio 2018

«Lightquake», quando la luce si fa arte

Quindici artisti e due sedi espositive per un omaggio alla poetica della light art: si presenta così il progetto «Lightquake», in cartellone fino al 25 febbraio in due spazi espositivi del Polo museale dell’Umbria, ovvero la Rocca Albornoz - Museo nazionale del Ducato di Spoleto e il Palazzo Ducale di Gubbio.
Le due rassegne offrono al visitatore, attraverso installazioni luminose e opere interattive, un’esperienza di notevole qualità percettiva, che permette di indagare il ruolo della luce, forma di comunicazione immediata e partecipativa, dalla forte valenza emotiva.
Il progetto, ideato da Rosaria Mencarelli, è stato realizzato da Paola Mercurelli Salari, con la direzione artistica di Gisella Gellini e Claudia Bottini e con la collaborazione di Fabio Agrifoglio e degli studenti del corso Light Art e Design della Luce del Politecnico di Milano.
Nata per sostenere il recupero del patrimonio culturale danneggiato dal sisma che ha colpito il centro Italia nel 2016, la rassegna è corredata da una raccolta fondi e ha una piccola appendice al Tempietto del Clitunno, dove è presente un’installazione luminosa di Carlo Dell’Amico, e alla galleria ADD Ard di Spoleto, dove espongono Mario Agrifoglio e Nicola Evangelisti.
Protagonista a Gubbio è la light art, forma di arte contemporanea che trasforma luoghi e città, nata intorno alla metà del XX secolo e affermatasi grazie alle opere di Dan Flavin e James Turrell. Il mezzo di espressione di questo linguaggio, a cui devono molto l’arte concettuale e il minimalismo, e il fine dell’opera è la luce.
In vari spazi del Palazzo Ducale espongono tre artisti: nel cortile interno c’è «La macchina del tempo» di Federica Marangoni, una delle più importanti light artist italiane che fin dagli anni Settanta realizza monumentali installazioni luminose; mentre nel transetto destro è possibile ammirare due opere di luce site specific realizzate dall’artista umbro Stefano Frascarelli e dal toscano Saverio Mercati, che cambiano la percezione e la spazialità delle stanze di Palazzo Ducale.
La Rocca di Spoleto guarderà, invece, all’esperienza della Black Light, la luce nera, con la mostra itinerante «La luce che colora il buio», già allestita a Milano e Como. Il nucleo degli artisti a Spoleto è composto da: Mario Agrifoglio, Nino Alfieri, Alessio Ancillai, LeoNilde Carabba, Claudio Sek De Luca, Giulio De Mitri, Nicola Evangelisti, Maria Cristiana Fioretti, Federica Marangoni, Yari Miele, Ugo Piccioni e Sebastiano Romano.
La Black Light è uno strumento espressivo in grado di coinvolgere lo spettatore in una esperienza sensoriale dove la realtà non appare con il solito aspetto ma si veste di colori, di forme e di spazialità insolite e sorprendenti.
La luce nera, affascinante ossimoro, non serve, infatti, per illuminare in modo convenzionale, ma si utilizza per far apparire in modo diverso gli oggetti o lo spazio circostante, sia per scopi spiccatamente pratici che in ambito artistico.
Anche se di solito il pubblico generico la associa alle scenografie del Cirque du Soleil o alle ambientazioni delle discoteche, la black light fu usata per la prima volta dal grande artista Lucio Fontana, con il suo ambiente spaziale a luce nera del 1949.
Successivamente, negli anni Sessanta, decennio che vide la nascita dell’optical art e dell’arte cinetica, Gianni Colombo la ripropone con il suo «Spazio Elastico», che vince il premio per la pittura alla Biennale di Venezia del 1986 e che Bice Curiger ha riproposto all’edizione del 2011, proprio all’ingresso del padiglione principale ai Giardini.
Data la peculiarità del tema e delle opere esposte, l’allestimento presenta ambienti oscurati con gradazioni diverse, in modo da valorizzare al meglio le opere esposte e offrire un coinvolgente percorso espositivo.
Grande spazio nel percorso espositivo è dato alla figura di Mario Agrifoglio, unico artista scomparso, che fa da trait d’union per il concept della mostra, nella quale sono esposte opere che indagano il rapporto luce e materia, sperimentando le interazioni con materiali veicolatori di luce, come il vetro, oppure gli effetti di speciali pigmenti fotosensibili, luminescenti o fluorescenti, il tutto con la luce di Wood.
Il tutto confermerà un modo di dire che fa da filo rosso tra le opere esposte: «il buio non esiste, è soltanto l’assenza della luce».

Informazioni utili 
«Lightquake». Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto (Pg) e Palazzo Ducale di Gubbio (Pg). SPOLETO - dal martedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle ore 18.00, lunedì chiuso, ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. GUBBIO - dal martedì alla domenica, dalle ore 8.30 alle ore 19.30, lunedì chiuso, ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura. Aperture straordinarie in occasione di eventi speciali, ponti e festività. Ingresso: La mostra è compresa nel biglietto d’ingresso alle due strutture museali. I possessori del biglietto di un museo hanno diritto al biglietto ridotto dell’altro. SPOLETO: intero € 7,50, ridotto € 3,75 (da 18 a 25 anni), gratuito fino a 17 anni, fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT. Spoleto Card: Red Card € 9,50, Green Card € 8,00 (+ 65, da 15 a 25 anni, gruppi oltre 15 persone). GUBBIO: intero € 5,00, ridotto € 2,50 (da 18 a 25 anni), gratuito fino a 17 anni, fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT. Ingresso gratuito in entrambi i musei la prima domenica del mese. Visite guidate: SPOLETO gruppi fino a 20 unità € 80,00 (in lingua € 100,00); scuole fino a 20 unità visita tematica mostra + Rocca € 60,00; percorsi educativi a tariffa agevolata € 30,00 (classi fino a 20 unità) nei giorni 13,20 dicembre, 17,24,31 gennaio, 7,14,21 febbraio dalle 10.00 alle 12.00. GUBBIO gruppi fino a 20 unità € 80,00 (in lingua € 100,00); scuole fino a 20 unità visita guidata mostra + Palazzo Ducale € 60,00. L’ingresso alla mostra e al museo è gratuito per le scuole. Tariffe personalizzate per visite guidate alla mostra + città e itinerari turistici regionali. Tutte le visite guidate a Spoleto a Gubbio sono garantite solo su prenotazione. Info e prenotazioni: Call center Sistema Museo 199151123 o callcenter@sistemamuseo.it. Sito internet: www.sistemamuseo.it. Fino al 25 febbraio 2018.

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