ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

lunedì 14 ottobre 2024

Milano, al Poldi Pezzoli si restaura «in diretta» la Dama del Pollaiolo

È uno dei mestieri più complessi nel mondo dell’arte, ma è forse anche quello che dà maggiori soddisfazioni perché permette di stare lungamente «a tu per tu» con grandi e piccoli capolavori del passato e, dopo mesi di studio febbrile e di lavoro minuzioso, vedere una tela, una scultura, un particolare architettonico, un manufatto antico trovare una nuova bellezza. Quello del restauratore è anche un mestiere fatto di passione, pazienza, maestria e manualità, spesso invisibile al grande pubblico, ma prezioso perché è, nel silenzio di un laboratorio o sulle alte impalcature di un ponteggio, che si rimuovono secoli di sporco e di polvere accumulati sulla superficie di un’opera restituendola così alla fruizione del pubblico, senza intaccarne l’originalità, ma regalandole colori più brillanti o una migliore leggibilità del disegno iconografico.

Guardare un capolavoro del passato con gli occhi di chi «cura», come un medico, manufatti antichi è, dunque, un’occasione da non perdere. A proporla, in questi giorni, è il Museo Poldi Pezzoli di Milano con il progetto «Oltre il ritratto. Il restauro visibile della Dama», un’occasione per seguire da vicino e «in diretta» tutte le fasi di un intervento conservativo, così da comprendere l’importanza della diagnostica per immagini applicata all’arte e il valore della ricerca ai fini della conservazione del nostro patrimonio storico-artistico.

Il restauro è di quelli importanti perché riguarda uno dei più bei ritratti del Quattrocento, che è anche un’opera identitaria del Museo Poldi Pezzoli: il «Ritratto di giovane donna» di Piero del Pollaiolo, icona che ha conosciuto una notevolissima fama a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento, quando fu acquisita da Gian Giacomo Poldi Pezzoli, per diventare ben presto una delle opere più rinomate e apprezzate dell’intera collezione, aperta al pubblico nel 1881.

Ascritto per lungo tempo al catalogo di Piero della Francesca, questo dipinto a tecnica mista, databile al 1470 circa, ritrae una dama, di profilo (impostazione, questa, in voga fino al terzo quarto del XV secolo, su ispirazione della numismatica antica), sul cui fondo si staglia un cielo azzurro solcato da alcune nubi. La complessa acconciatura arricchita dal frenello, il filo di perle che scende sulla fronte, la collana a cui si aggancia un pendente con un grosso rubino e la sontuosa manica in velluto dalla decorazione floreale indicano la ricchezza e l’origine aristocratica della giovane.
L’identità della donna, il cui profilo è evidenziato da una sottile linea nera, è ignota ma è probabile che si tratti di una dama fiorentina andata in sposa nella seconda metà del Quattrocento a Giovanni II da Barbiano, conte di Cunio, presso la cui famiglia il dipinto restò fino al 1814.
L’opera, che è il più famoso di una serie di ritratti femminili eseguiti nell’arco di quindici anni da Piero del Pollaiolo, potrebbe essere stata commissionata nell’imminenza delle nozze, ai tempi il momento di massima visibilità pubblica per una giovane.

Tipica dell’artista toscano, a cui il dipinto fu attribuito a partire dagli inizi del XX secolo, è la tecnica pittorica, resa con una materia densa e compatta che dà consistenza e spessore ai dettagli più minuti. La straordinaria attenzione ai valori della luce testimonia, poi, l’influenza delle novità introdotte dai pittori fiamminghi contemporanei.

Già da qualche anno si era pensato di intervenire sull’opera, la cui superficie pittorica, già sottoposta a restauro nel 1881 da Luigi Cavenaghi e nel 1951 da Mauro Pelliccioli, appariva ormai ingiallita e presentava delle piccole increspature sul volto della dama, formatesi a causa compressione delle traverse presenti sul retro della tavola.

Dallo scorso giugno, anche grazie al prezioso sostegno del museo Diözesanmuseum Freising di Monaco di Baviera e della Fondazione Bracco, il dipinto e il suo supporto sono stati sottoposti a un’approfondita campagna di indagini diagnostiche per poter definire in maniera scientifica e con molta prudenza l’intervento conservativo da effettuare.
 
Nella fase di analisi le attuali ricerche sono state anche comparate con quelle eseguite sulla tavola nel 2004 e nel 2014 e con quelle effettuate sulle altre «Dame» del Pollaiolo, conservate al Metropolitan di New York, alla Gemäldegalerie di Berlino e alle Gallerie degli Uffizi.
 
Questo lavoro di ricerca, che ha incluso anche l’uso dell’intelligenza artificiale, ha visto all’opera un gruppo di scienziati delle Università di Milano e Pavia, in collaborazione con il Centro conservazione e restauro «La Venaria Reale», coordinati da Isabella Castiglioni.

Per i restauratori, Carlotta Beccaria e Roberto Buda, questo studio è stato indispensabile per valutare lo stato di salute non solo degli strati pittorici, ma anche del supporto ligneo, la cui strategia di restauro verrà definita non appena il dipinto sarà liberato dalle traverse inserite nel 1951 da Mauro Pellicioli allo scopo di costringere la tavola alla planarità, allora considerata la forma esteticamente migliore.
 
I dati raccolti hanno evidenziato che anche gli interventi conservati eseguiti in passato sono ora visibilmente alterati e interferiscono con la lettura dell’opera. «Se non si intervenisse– dichiara la restauratrice Carlotta Beccaria – i restauri del passato e lo strato di vernice invecchiata continuerebbero a enfatizzare la loro alterazione, scurendo e macchiando ulteriormente la superficie. L’intervento di restauro della pellicola pittorica restituirà, quindi, una migliore leggibilità e godibilità dell’opera, ripristinando l’equilibrio cromatico delle tinte».

In occasione del restauro una serie di attività di approfondimento - incontri con studiosi, visite guidate, laboratori per le famiglie, aperitivi per i più giovani e percorsi per i pubblici fragiliarricchiranno il progetto: un’occasione unica per scoprire nuovi segreti sulla pittura di Piero del Pollaiolo, uno dei più raffinati pittori del Quattrocento.

Informazioni utili
«Oltre il ritratto. Il restauro visibile della Dama». Museo Poldi Pezzol, via Manzoni 12 - Milano. Orari: mercoledì — lunedì, ore 10:00 — 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00). Ingresso: intero — € 14,00, ridotto Over 65 — € 10,00.  Informazioni: https://museopoldipezzoli.it/scopri/mostre-ed-eventi/evento/oltre-il-ritratto/. Conferenze: - Lunedì 14 ottobre, ore 18.00: Aldo Galli, Attorno a un’icona. La dama Poldi Pezzoli tra storia, tecnica e stile; - Lunedì 11 novembre, ore 18.00: Carlotta Beccaria e Isabella Castiglioni; - Lunedì 16 dicembre, ore18.00: Chiara Buss e Maria Luisa Frisa, L’arte della comunicazione nella moda del Quattrocento; - Martedì 21 gennaio, ore 18.30 – Gallerie d’Italia – Piazza Scala - Carlotta Beccaria e  Giovanni Morale. Visite guidate: - Mercoledì 16 ottobre dalle ore 18:15 alle ore 19:00; - Mercoledì 30 ottobre dalle ore 18:15 alle ore 19:00; - Mercoledì 6 novembre dalle ore 18:15 alle ore 19:00; - Mercoledì 20 novembre dalle ore 18:15 alle ore 19:00; - Mercoledì 4 dicembre dalle ore 18:15 alle ore 19:00; - Mercoledì 15 gennaio dalle ore 18:15 alle ore 19:00; - Mercoledì 22 gennaio dalle ore 18:15 alle ore 19:00. Fino al 31 gennaio 2015

venerdì 11 ottobre 2024

Giornate Fai d’autunno 2024, l’Italia svela i suoi tesori

«72 beni, di cui 57 aperti al pubblico e 15 in restauro, oltre 300.000 iscritti, una sola missione: prendersi cura del patrimonio storico, artistico e paesaggistico dell’Italia». Così il Fai – Fondo per l’ambiente italiano Ets riassume la sua attività quasi cinquantennale, iniziata nel 1975 per iniziativa di Giulia Maria Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli.
L’intento, pienamente riuscito, era quello di salvare luoghi dimenticati o trascurati ma meritevoli di essere mantenuti, aprendoli al pubblico e rendendoli fruibili, vissuti, curati. Da allora 85mila metri quadrati di edifici storici e oltre 8,6 milioni di metri quadrati di paesaggio - castelli, ville e palazzi, ma anche vallate alpine, edifici rurali e industriali, parchi, orti, giardini, baie marine, chiese e conventi, case e botteghe - sono stati salvati da abbandono, degrado e incuria.
Quello del Fai - Fondo per l’ambiente italiano è un impegno concreto, quotidiano e minuzioso, che ha bisogno dell’aiuto di tutti anche per implementare soluzioni e buone pratiche per la transizione ecologica così da adattarsi alla crisi climatica e prevenire i danni dei suoi sempre più tangibili e nocivi effetti su monumenti e paesaggi.
Nasce da questa considerazione «il mese del patrimonio», l’«Ottobre del Fai», una raccolta fondi, on-line e in presenza, il cui slogan è: «Il futuro dell’Italia nelle nostre mani».
Cuore di questa grande campagna nazionale di sensibilizzazione al destino dei tesori artistici, culturali e ambientali del nostro Paese sono le «Giornate Fai d’autunno», manifestazione giunta alla sua tredicesima edizione, che quest’anno aprirà le porte di «700 luoghi d’arte e natura, insoliti e curiosi, poco conosciuti e valorizzati, alcuni dei quali solitamente inaccessibili, in 360 città, grazie all’impegno, alla creatività e alla passione di migliaia di volontari», dai giovanissimi «apprendisti ciceroni» - quasi novemila studenti appositamente formati in collaborazione con i loro docenti - ai delegati territoriali. L’appuntamento è per sabato 12 e domenica 13 ottobre.

Dal borgo di Tellaro al museo diffuso di Liliana Cano: le «chicche» delle Giornate Fai d’autunno 

L’edizione 2024 disegna una vastissima, variegata e curiosa mappa che illustra e racconta l’Italia, attraverso beni e paesaggi preziosi, tutti da scoprire, tra cui alcune imperdibili «chicche», molto spesso custodite in piccoli centri abitati. È il caso della Villa del Castellaccio a Uzzano, sulle colline toscane della Valdinievole, che si dice abbia fatto da sfondo alla verve creativa di Giacomo Puccini, compositore del quale nel 2024 ricorre il centenario della scomparsa: secondo la tradizione, in questa casa privata e ancora abitata, eccezionalmente aperta per i soli iscritti al Fai, furono composti, nel 1895, il secondo e il terzo atto della «Bohème».
Un’altra «dimora d’artista» visitabile durante le «Giornate Fai d’autunno» è Villa Colombaia, il rifugio culturale di Luchino Visconti sull’isola di Ischia, in Campania, residenza ricca di dettagli di forte impronta Liberty, tra vetri coloratissimi e pavimenti grecizzanti, le cui sale ospitano i costumi usati sulle scene e sui set del regista, nonché bozzetti, foto e sceneggiature; mentre le ampie terrazze offrono viste panoramiche sul mare e sul verde boschivo composto da lecci, eucalipti e pini.
Altra «chicca» da non perdere è il Convento di Renacavata a Camerino, nelle Marche, primo monastero al mondo, dal 1529, dell’Ordine dei Cappuccini, dove gli stessi frati che lo abitano accompagneranno il pubblico in visita, raccontando le fasi della vita monastica e mostrando il cuore antico di questo luogo mistico rimasto immutato da cinque secoli, nella cui cappella è conservata una pregevole terracotta invetriata policroma che Santi Buglioni ha realizzato tra il 1530 e il 1532.
Altro luogo sacro imperdibile nella due giorni promossa dal Fondo per l’ambiente italiano è il Santuario della Via Crucis di Cerveno, nel Bresciano, un percorso devozionale iscritto nella tradizione lombardo-piemontese dei Sacri Monti, con il suo scalone monumentale scandito da 13 stazioni e le 198 statue a grandezza naturale in legno, scolpite a tutto tondo e dipinte, alla cui realizzazione lavorò principalmente il camuno Beniamino Simoni tra il 1752 e il 1759, che sono state riconsegnate alla collettività nel febbraio di quest’anno, dopo un lungo lavoro di restauro.
Altro bene delle «Giornate Fai d’autunno», che ha da poco riaperto al pubblico dopo un intervento conservativo, è Villa Forni Cerato a Montecchio Precalcino, nel Vicentino, una delle ventiquattro ville palladiane inserite dal 1996 nella lista Unesco dei Patrimoni dell’umanità, oggi trasformata in un caso-studio per il mondo del restauro e della conservazione. Fresco di restauro è anche il maestoso Castello ducale di Casoli, che si staglia sullo sfondo della Maiella, noto per aver ospitato gli esponenti del Cenacolo michettiano: Gabriele d’Annunzio, il pittore Francesco Paolo Michetti, lo scultore Costantino Barbella, il musicista Francesco Paolo Tosti, il giornalista Edoardo Scarfoglio, la scrittrice Matilde Serao e lo scienziato Guglielmo Marconi.
Tra i beni da visitare merita, poi, una segnalazione l’Acetaia Midolini a Manzano, un’azienda immersa nel cuore dei Colli orientali del Friuli, nata nel 1958 da un’idea di Lino Midolini, che conobbe gli effetti benefici dell’aceto balsamico dalle ricerche storiche sugli antichi romani di Aquileia, ed entrata nel 1998 nel Guinness dei primati come la più grande balsameria del mondo. Mentre a Grottole, in Basilicata, sarà allestita appositamente per il Fondo per l’ambiente italiano la Cassarmonica, un’architettura espressione della sapienza artigiana locale creata un secolo fa per adornare la piazza e accogliere le esibizioni orchestrali durante le feste religiose. Nel centro storico di Longobucco, in provincia di Cosenza, si potrà, invece, andare alla scoperta della tradizione della tessitura della ginestra, pianta molto diffusa nel territorio calabrese, grazie al museo realizzato dalla famiglia Celestino: una storia di antichi telai, tessuti, lana e seta. Ancora, a Oliena, in Sardegna, nel cuore della Barbagia, verrà proposto un itinerario a cielo aperto tra i dipinti, i murales e le sculture realizzate lungo diversi decenni da Liliana Cano (1924-2021), artista del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita.
Nell’elenco dei beni da visitare ci sono, poi, anche dei borghi, come Tellaro, cittadina arroccata su una scogliera affacciata sul Golfo della Spezia, che incanta con i suoi vicoli stretti e tortuosi e le case color pastello che danno sul mare, dove sarà visibile, tra l’altro, la Chiesa di San Giorgio, attualmente in restauro, un piccolo gioiello dell’architettura barocca ligure, posizionata su uno sperone roccioso, il cui campanile serviva anche come torre di avvistamento contro le incursioni dei pirati.
Altro luogo da visitare nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 ottobre è Valmontone, in provincia di Roma, dove si potrà ammirare Palazzo Doria Pamphilj, straordinario esempio di architettura seicentesca che doveva diventare, secondo l’ideale di Camillo Francesco Maria Pamphilj, il centro della «Città Panfilia», una sorta di città ideale ispirata ai modelli rinascimentali.

Da Milano a Palermo, da Roma a Messina: i luoghi visitabili nelle grandi città
Ovviamente sono i molti i siti aperti nei capoluoghi di regione e di provincia in occasione delle Giornate Fai d’autunno. A Roma saranno, per esempio, visitabili: l’American Academy in Rome, tra le più prestigiose istituzioni culturali in Italia; il Bosco Parrasio, dove da quasi tre secoli si riuniscono i poeti dell’Accademia dell’Arcadia per declamare i loro componimenti ispirati alla classicità; Palazzo Sciarra con la sua «Biblioteca del Cardinale», ambiente di grande eleganza, opera del celebre architetto e pittore napoletano Luigi Vanvitelli, al quale il cardinale Prospero Colonna, suo amico personale, commissionò, tra il 1743 e il 1750, il rinnovamento architettonico e pittorico dell’edificio secondo i canoni stilistici dell’epoca.
Mentre a Milano si potranno visitare in esclusiva: Palazzo Melzi d’Eril, sede della Fondazione Cariplo, edificio di origine settecentesca, rivisitato nell’Ottocento in chiave eclettica, con la sua preziosa collezione d’arte (da Tiepolo ai cartoni preparatori di Achille Funi per la decorazione di Ca’ de Sass); e Palazzo Cusani, sede di rappresentanza della Nato, con le sue sale dalle volte affrescate, gli stucchi dorati, le specchiere e i mobili di pregio. In città apriranno anche, ma non solo, gli studi Rai di corso Sempione, la sede della Dolce&Gabbana Beauty in via Kramer, il Chiostro Cappuccio nel distretto 5Vie e il Campus Bovisa del Politecnico in via La Masa, che ospita la Scuola di Ingegneria industriale e dell’informazione, dotata di un nuovo edificio-laboratorio, l’EN:lab, dedicato alle attività del Dipartimento di energia e progettato con soluzioni innovative per una gestione energetica efficiente e integrata.
A Torino si visiterà, in collina, la maestosa Villa d’Agliè, rimasta quasi immutata da inizio Seicento, con notevoli soffitti a cassettoni, sale con carta da parati cinese e lo splendido parco storico di ippocastani e tigli; mentre, in centro, aprirà Palazzo Graneri Della Roccia, sede del Circolo dei lettori nonché uno dei più sontuosi palazzi nobiliari cittadini, con il curioso gabinetto cinese di metà Settecento recentemente restaurato.
A Bologna aprirà eccezionalmente Palazzo Grassi, sede del Circolo Ufficiali, una delle poche testimonianze superstiti dell'edilizia urbana medievale, immediatamente riconoscibile per la sua importante facciata del XIII secolo, caratterizzata da un portico di grande altezza sostenuto da travi lignee dalla caratteristica forma «a stampella», che contrasta con i ricchi stucchi settecenteschi che decorano l’interno, capolavori di Giuseppe Mazza (Bologna 1652-1741).
A Napoli si potrà conoscere l’ottocentesco Palazzo San Giacomo, edificio protagonista da oltre centonovanta anni della vita politica, sociale ed economica della città, riammodernato negli anni Trenta su progetto dell’architetto romano Marcello Piacentini. Dai balconi della Sala della Giunta si potrà godere di una magnifica vista sulla piazza del Municipio, sulla monumentale fontana del Nettuno, sulla Stazione marittima con il Vesuvio a dominare il panorama. Ancora, nel capoluogo campano si potrà accedere a uno spazio finora mai visto della «città sotterranea»: l’Ipogeo di piazza del Plebiscito, sei metri sotto la Basilica di San Francesco di Paola.
A Palermo si visiterà la Sede dell’Ordine degli architetti della provincia, all’interno dell’ex-Palazzo Florio – oggi Palazzo Wirz all’Olivuzza – una delle otto dimore storiche cittadine in cui vissero i celebri «Leoni di Sicilia» del romanzo di Stefania Auci. Sempre in Sicilia, a Messina si potrà, infine, entrare nella sede della «Gazzetta del Sud», lungimirante progetto editoriale nato nel 1952, che aprirà al pubblico delle Giornate Fai d’autunno le redazioni giornalistiche, gli studi radiotelevisivi e web.

Dal lago della Gherardesca all’Acquedotto del Verde: il Fai per l’ambiente

In continuità con le campagne di sensibilizzazione #Faiperilclima e #Faibiodiversità sui temi del cambiamento climatico e della tutela della biodiversità, saranno, inoltre, organizzate molte «aperture» dedicate alla sostenibilità e alla conoscenza della natura e del paesaggio, a partire da quella del lago della Gherardesca a Capannori, un’oasi naturale della Toscana ai piedi del monte Pisano.
Mentre a Rieti si potrà esplorare la Riserva Laghi Lungo e Ripasottile, luogo ideale per il birdwatching e l’avvistamento di specie come il tuffetto, lo svasso maggiore, la folaga, la gallinella d’acqua, l’airone e altri uccelli migratori. Il nibbio reale e la poiana, oltre all'istrice, al gatto selvatico e alla lontra, si potranno, invece, osservare al «lago effimero» di Candela, un bacino lacustre completamente scomparso a causa del cambiamento climatico e ora coperto da un bosco di salici e da specie tipiche della macchia mediterranea, che ha reso Rotondella la prima area wilderness in Basilicata.
Ancora, a Fara San Martino, in Abruzzo, sarà eccezionalmente aperto l’Acquedotto del Verde, alle falde del massiccio della Maiella: l’acqua, proveniente dallo scioglimento delle nevi, corre lungo la roccia del monte e viene raccolta in un immenso bacino. I suggestivi tunnel della struttura offriranno l’occasione per parlare della siccità come effetto del cambiamento climatico: un tema urgente e drammaticamente attuale, per il quale il Fondo per l’ambiente italiano è sceso in campo con la campagna di sensibilizzazione #salvalacqua. Mentre a Valva (in provincia di Salerno), in via del tutto eccezionale, il pubblico potrà accedere al cantiere di restauro del giardino storico di Villa d’Ayala, emblema del virtuoso intreccio tra la natura e la mano dell’uomo, in compagnia dei tecnici che hanno firmato il progetto. Ancora, a Bassano del Grappa chi accederà al Complesso di Santa Croce di Campese, monumento nazionale che festeggia quest'anno i novecento anni dalla fondazione, avrà la possibilità di visitare il «brolo» o «giardino dei semplici» che offrirà spunti per riflettere sulla biodiversità.
Le proposte per questa due giorni all’insegna della cultura e della natura, del divertimento e dell’apprendimento, sono ancora molte e possono essere tutte scoperte sul sito www.giornatefai.it, dove sono anche segnalate le modalità di partecipazione.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Bologna, Palazzo Grassi, foto Panzera. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 2] 18. Oliena (Nuoro), Liliana Cano, un itinerario d'arte, Chiesa di San Lussorio. Courtesy: Delegazione FAI Nuoro; [fig. 3] Tellaro. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 4] 2. Roma, Palazzo Sciarra, foto Giovanni Formosa. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 5] Napoli, Palazzo San Giacomo, foto Carmine Arricchiello. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 6] Messina, Gazzetta del Sud, foto Francesco Anselmo. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 6] Longobucco (CS), Museo della ginestra. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 7] Milano, Campus Bovisa del Politecnico di Milano.Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 8] Valmontone (Roma), Palazzo Doria Pamphilj, foto Lorenzo Fanfoni. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 9] Fara San Martino (CH), Acquedotto del Verde.Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 10] Camerino (MC), Convento di Renavacata dei Frati Cappuccini, foto Straccini. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 11] 22. Forio (NA), Colombaia, Villa di Luchino Visconti. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano; [fig. 12] Uzzano (PT), Villa del Castellaccio, foto Panzera. Courtesy: Fai - Fondo per l'ambiente italiano

Informazioni utili
Durante l’«Ottobre del Fai» sarà possibile sostenere la Fondazione e contribuire alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale in tanti modi: 
- Con la Tessera Fai: dal 3 al 13 ottobre, per chi si iscrive la prima volta al Fai, è prevista un’agevolazione di 10 € in meno.
- Partecipando alla tredicesima edizione delle Giornate Fai d’Autunno, il fulcro della campagna, in programma sabato 12 e domenica 13 ottobre. Oltre 700 luoghi originali e solitamente inaccessibili verranno aperti al pubblico in oltre 360 città italiane, grazie all’impegno e all’entusiasmo dei Gruppi Fai Giovani e dei volontari della Rete Territoriale della Fondazione. Ad ogni visita si può sostenere la missione del Fai con una donazione.  
Gli iscritti al Fai e chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento potranno beneficiare degli ingressi prioritari in tutti i luoghi aperti e di visite e aperture riservate in molte città e altre opportunità e iniziative speciali.
- Dall’1 al 31 ottobre, facendo una donazione in cassa di 2 o 5 euro presso gli ipermercati Iper La grande i, i supermercati Unes e il Viaggiator Goloso o di 5 euro in tutti i punti vendita Coop Lombardia della regione: chi sceglie di donare 5 euro riceverà un biglietto omaggio per andare alla scoperta di uno dei tanti Beni Fai in tutta Italia.

Infine, dal 7 al 13 ottobre, la Rai, in collaborazione con il Fai, dedicherà una settimana di sensibilizzazione al patrimonio culturale italiano declinata su tutti i mezzi e per tutti i target, in linea con la missione del Servizio pubblico.

Per ulteriori informazioni: www.ottobredelfai.it - www.giornatefai.it 

giovedì 10 ottobre 2024

Giornate del contemporaneo, la parola chiave è «accessibilità»

Compie vent’anni la Giornata del contemporaneo, la grande manifestazione che nell’arco di sole ventiquattro ore apre le porte a musei, fondazioni, accademie, gallerie, atelier d’artista e siti pubblici e privati, regalando al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte dei nostri giorni. 
L’appuntamento, in agenda per la giornata di sabato 12 ottobre, è promosso da Amaci, l’associazione dei musei d’arte contemporanea italiani che vede in rete ventiquattro spazi museali, sotto la guida di Lorenzo Balbi, ed è realizzato con il sostegno della Direzione generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura e con la collaborazione della Direzione generale per la Diplomazia pubblica e culturale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Mostre, eventi, convegni, visite guidate gratuite alle collezioni, laboratori in presenza e on-line, tutti a ingresso gratuito, compongono il ricco cartellone della manifestazione, che coinvolgerà più di mille realtà in tutta Italia, ma che guarderà anche oltre confine con l’apertura di Ambasciate, Consolati e Istituti italiani di cultura all’estero.
 
A firmare l’immagine guida di questa edizione, che ha ottenuto la Medaglia della Presidenza della Repubblica, è Tomaso Binga (Salerno, 1931), al secolo Bianca Pucciarelli Menna, artista e poetessa campana, da sempre impegnata per la salvaguardia dei diritti degli esseri umani, e in special modo delle donne, che ha assunto uno pseudonimo per contestare con ironia e spiazzamento i privilegi del mondo maschile.
L’immagine proposta si intitola «Donna in gabbia» (1975-2024) ed è tratta da una performance del 1974 in cui l’artista e attivista salernitana, si presentava «con la testa racchiusa in una gabbia per canarini, facendosi imboccare da mani maschili: una riflessione – si legge nella nota stampa - sulla condizione di subalternità costrittiva della donna, ma, più in generale, sulle disuguaglianze che si fondano sul privilegio e sulle forme di controllo, spesso presentate come cura e protezione. La gabbia per canarini diventa così una barriera non solo fisica, ma anche metaforica, sull'inaccessibilità alla libertà come diritto inalienabile e a tutti gli strumenti e alle possibilità che possono portare ognuno di noi a una condizione di maggiore consapevolezza ed emancipazione». E proprio il tema dell’accessibilità, intesa in senso ampio come l’abbattimento delle barriere culturali, intellettive, sensoriali e architettoniche, per garantire a tutti il pieno accesso alla cultura, è il tema scelto per questa Giornata del contemporaneo.
 
Stimolo per questa decisione sull’argomento che farà da filo conduttore alla manifestazione è stata la nuova definizione di museo di Icom (Praga, 24 agosto 2022), che recita: «Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che compie ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio culturale, materiale e immateriale. Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità. Operano e comunicano in modo etico e professionale e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze».
 
Tra i tanti appuntamenti in agenda merita una segnalazione quello in programma a Firenze, dove sarà possibile sperimentare il nuovo percorso tattile e polisensoriale del Museo del Novecento, realizzato con la preziosa collaborazione della locale Unione italiana ciechi e ipovedenti e del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’ateneo fiorentino. Giorgio Morandi, Arturo Martini, Fortunato Depero e Ottone Rosai sono alcuni degli artisti, presenti nella raccolta di Alberto Della Ragione, le cui opere sono state riprodotte tattilmente, offrendo così un percorso da sperimentare con le mani )mja anche con l'udito), che spazia dalla natura morta al paesaggio, dai nudi ai ritratti.
 
Altro appuntamento da segnarsi in agenda è quello al Mambo di Bologna, dove si terrà un convegno (visibile anche in streaming) su Giovanni Maria Accame (1941 – 2011), storico, critico d’arte e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. «Critica estesa» è il titolo della giornata di studi che si propone di spiegare come anche la scrittura, quella della didascalia e quella della critica, sia uno strumento di mediazione tra il pubblico e l’opera d’arte. La tavola rotonda vedrà la partecipazione di Anna Chiara Cimoli (Università degli studi di Bergamo), Maria Elena Colombo (Museo Egizio, Torino), Bernardo Follini (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino), Roberta Mansueto (Salgemma, Noci), Matteo Lucchetti (Museo delle Civiltà, Roma), Daniela Dalla e Laura Brambilla (Dipartimento educativo Mambo di Bologna).
 
Altro museo che propone un’interessante riflessione sui temi dell’accessibilità è il Mart di Rovereto, dove sono in programma un articolato seminario sul diritto alla cultura e sulla progettazione esperienziale inclusiva, incontri per conoscere i linguaggi dell’inclusività come il Braille e il Lis, oltre alla performance «Schizophonia» di Marco Secondin, che mette in scena un cortocircuito di sensi, in particolare tra ciò che è possibile vedere e ciò che, invece, è possibile udire.

Da non perdere è anche la proposta di Verona che, alla Galleria d’arte moderna «Achille Forti», dà vita a «Sensibilia – Pratiche di benessere e nuovi sguardi», iniziativa rivolta a chi ha storie di vita complesse, promuovendo in questo modo il ruolo sociale, educativo e ri-abilitativo dell’arte. In particolare, sarà proposto il frutto del workshop «Su carta bianca: creazione di un diario di viaggio interiore», rivolto a donne in difficoltà che hanno dato spazio alla propria creatività ed espressività realizzando un racconto visivo delle esperienze e delle sensazioni vissute nel museo veneto tramite collage e brevi frammenti poetici.
 
Molti saranno, poi, i musei che apriranno gratuitamente le porte delle proprie collezioni, permettendo anche di vedere le nuove proposte per la stagione espositiva autunnale, a partire da quelli della rete Amaci come il Castello di Sant’Elmo e il Madre a Napoli, il Maxxi e il Macro di Roma, il Castello di Rivoli a Torino, la Gamec di Bergamo, il Museo del Novecento a Milano, il Centro Pecci di Prato o il Musma – Museo della scultura contemporanea di Matera.
 
Il programma, che offre anche mostre interessanti come quella di Beatrice Favaretto (Premio Lydia 2023) al Pac di Milano, quella di Diego Marcon a Ca’ Pesaro – Galleria internazionale d’arte moderna di Venezia o il duplice progetto espositivo sul design (a partire da un’idea di Philippe Daverio) del Maga di Gallarate (Varese), è ancora molto lungo e può essere consultato, in modalità calendario o attraverso la mappa, sul sito https://giornatadelcontemporaneo.amaci.org/it.
 
Per festeggiare il ventesimo anniversario della Giornata del contemporaneo è stato, inoltre, ideato e curato il progetto Treccani Arte x Amaci: una collana di stampe fine art in edizione limitata realizzate da Giorgio Andreotta Calò, Stefano Arienti, Tomaso Binga, Binta Diaw, Emilio Isgrò, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Liliana Moro, Adrian Paci, Giulio Paolini, Alfredo Pirri e Michelangelo Pistoletto, tutti artiste e artisti che in passato hanno firmato l’immagine guida della manifestazione. 
Le opere del progetto saranno esposte allo Spazio Treccani Arte, attivo dal 2023 a Roma, al piano terra di Palazzo Mattei Paganica, dove saranno allestite, per l’occasione, anche una mostra sulla serie grafica «Muse» di Luca Pignatelli, esponente del Realismo visionario, e una serie di disegni di Giulia Cenci, con autoritratti sempre diversi che condividono connotati animaleschi più o meno marcati.
 
In un programma tanto ricco, soprattutto per quanto riguarda gli eventi cosiddetti off, ovvero quelli promossi da istituzioni private, gallerie e atelier d'artisti, è difficile rispondere, a domande come «Dove andare?», «Che fare?», «Cosa guardare?». Molto dipende dai gusti personali e dal luogo in cui ci si trova. L’importante è ricordarsi che tante piccole «chicche» ci aspettano a pochi chilometri da casa. Basta essere curiosi.

Didascalie delle immagini
[fig. 1] Tomaso Binga per la Ventesima Giornata del Contemporaneo, Donna in gabbia, 1975 - 2024; [fig. 2] Tomaso Binga (Salerno, 1931), al secolo Bianca Pucciarelli Menna. Foto di Andrea Chemelli; [fig. 3] Centro Pecci di Prato. Foto di Fernando Guerra; [fig. 4]  Mart di Rovereto, 2023. Foto di Roberta Segata; [fig. 5] Museo del Novecento a Milano. Sala Fontana. Foto Lonati; [fig. 6] Castello di Rivoli; [fig. 7] Museo Madre di Napoli; [fig.  8] Ca' Pesaro a Venezia. 

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