«Fogli d'arte» è una pubblicazione identificata univocamente da un codice ISSN (International Standard Serial Number), attribuito in data 7 marzo 2008: ISSN 1974-4455. Per comunicazioni: foglidarte@gmail.com.

mercoledì 13 maggio 2009

«Quell’amore di Francesca», musica lirica e letteratura sulle tracce di un mito dantesco

Dalle tragedie di Silvio Pellico e Gabriele D’Annunzio alla Fantasia sinfonica di Pëtr Il'ič Čajkovskij, senza dimenticare l’opera scultorea di Auguste Rodin, il ciclo incisorio di Gustave Dorè e la parodia teatrale di Antonio Petito. Ma anche i disegni e le pitture di Jean Auguste Dominique Ingres, Dante Gabriele Rossetti, Mosè Bianchi e Gaetano Previati. Sono innumerevoli gli artisti che, dal Settecento ad oggi, hanno rivolto la propria attenzione all’appassionante storia d’amore e di morte tra Francesca da Polenta e Paolo Malatesta. Tanto è vero che un catalogo, ancora in corso di redazione, ha censito l’esistenza di duecentocinquanta componimenti letterari e teatrali, oltre trecento opere d’arte visiva, centocinquanta eventi musicali e dieci film dedicati alla coppia adulterina che Dante Alighieri rese immortale nelle pagine del Canto V dell’Inferno, quello incentrato sui «peccatori carnali che la ragion sommettono al talento», puniti da una «bufera infernal che mai non resta».
La storia dell’avvenente e sfortunata fanciulla ravennate, per la quale Gabriele D’Annunzio coniò l’espressione «un fiore in mezzo a tanto ferro», e del suo amante, giovane uomo che Giovanni Boccaccio definì «piacevole» e «costumato», sale sul palcoscenico del ridotto Luigi Pirandello, nuovo spazio dedicato al «teatro di parola e di ricerca» del Sociale di Busto Arsizio.
Giovedì 14 maggio, alle ore 21.00, la sala di piazza Plebiscito ospita, infatti, lo spettacolo multimediale Quell’amore di Francesca, per la regia di Antonio Signorello.
L’appuntamento, organizzato in occasione del primo anniversario della scomparsa del tenore catanese Vittorio Tosto (Catania, 1962 – Milano, 2008), nasce da un’idea dello stesso artista siciliano, che si è avvalso, per la prima andata in scena (Milano, 1997), della collaborazione del regista Franco Vacchi.
Due i momenti in cui si articola la serata, che vedrà salire sul palco le soprano Donatella Giansanti, Stefania Megale e Yoko Takada, il tenore Antonio Signorello, gli attori Delia Cajelli, Gerry Franceschini e Mario Piciollo, accompagnati dalla pianista Véronique Garnier Heurtebise, dalla violinista Claudia Monti e dalla giovane clarinettista Irene Valentini. L’appuntamento prevede anche la partecipazione del coro Vox Media di Bresso, diretto da Angelo Bernardelli.
Nella prima parte la poesia entra in connubio con la musica attraverso brani che affiancano grandi compositori del calibro di Wolfgang Amadeus Mozart, Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini, Francesco Paolo Tosti, Giuseppe Verdi e Riccardo Zandonai a scrittori, drammaturghi e poeti di levatura internazionale quali Dante Alighieri, Giosuè Carducci e William Shakespeare. Ecco così, per esempio, i colori crepuscolari della melodia Serenata di Riccardo Zandonai dialogare con la febbrile giostra di sensazioni emotive del sonetto shakespeariano CXXIX o, ancora, con le gioiose note della romanza pucciniana Sole e amore e con il malinconico notturno mozartiano Se lontan ben mio tu sei.
Ampio spazio in questa sezione introduttiva viene data anche alla poco conosciuta passione per la poesia di Vittorio Tosto, del quale vengono proposte quattro sue opere -I due soli, Un abbraccio, Reminiscenza e Pausa- accostate a composizioni, realizzate per l’occasione, dal collega musicista Angelo Bernardelli.
La seconda parte della serata conduce, invece, il pubblico –ha scritto lo stesso tenore catanese- «non solo verso l’accostamento di musica e poesia, ma addirittura a un osmotico divenire l’una l’altra, in un mutuo scambio, che, attraverso il filo conduttore della lettura del V canto dell’Inferno dantesco, propone tre momenti chiave dell’opera Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai». Un’opera, questa, che può essere considerata una vera e propria gemma del primo Novecento musicale italiano, grazie alla raffinata scrittura del compositore roveretano, che ha creato una partitura più di sentimenti, di atmosfere che di caratteri, concorrendo così a far scaturire in azione scenica cantata, su versi di Gabriele D’Annunzio, la tragica vicenda di lussuria e sangue che ebbe per protagonisti Paolo e Francesca, uccisi per mano del fratello e marito Gianciotto, mentre leggevano un racconto cavalleresco evocante l’infedeltà della regina Ginevra nei confronti di re Artù.
L’ingresso è libero e gratuito, previa prenotazione del posto allo 0331 679000.

Didascalie delle immagini
[fig. 1] Giuseppe Palanti, Abbraccio fatale, manifesto pubblicitario per l’opera Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai. 1914. Particolare; [fig. 2] Mosè Bianchi, Paolo e Francesca, 1877 c.. Acquarello e oro su carta, cm 64,5×85,5. Milano, Galleria civica d’arte moderna; [fig. 3] Gaetano Previati, Paolo e Francesca, 1901. Olio su tela, cm 230×260. Ferrara, Galleria civica d’arte moderna; [fig. 4] Jean-Auguste-Dominique Ingres, Paolo e Francesca sorpresi da Gianciotto, 1845 c. Olio su tela, cm 22×15. Chantilly, Musée Condé; [fig. 5] Gustave Dorè, Paolo e Francesca all’Inferno, 1861. Inchiostro e guazzo bianco su carta, mm 387×292. Strasburgo, Musée d’Art Moderne et Contemporain.

Informazioni utili
Quell'amore di Francesca. Teatro Sociale - ridotto Luigi Pirandello, piazza Plebiscito 8 - 21052 Busto Arsizio (Varese). Data: giovedì 14 maggio 2009, ore 21.00. Ingresso: libero e gratuito, previa prenotazione del posto. Prenotazioni telefoniche possono essere effettuate allo 0331.679000, in orario lavorativo: dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, e il sabato,dalle 9.30 alle 12.30. Informazioni: tel. 0331.679000. Sito internet: www.teatrosociale.it.

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