
Il progetto pilota, nato da una costola dell’Art Project, coinvolge in Italia cinque realtà, tre delle quali di Torino: l’Emergence Festival Giardini di Naxos, il Maga di Gallarate e, nel capoluogo piemontese, la Gam – Galleria d’arte moderna, Palazzo Madama e il Mao - Museo d’arte orientale.
Il gruppo di Mountain View fa sapere che questo è solo l'inizio di un lavoro di più ampio respiro: tutti i musei, le fondazioni e gli enti culturali partner del Google Cultural Institute avranno, infatti, l’opportunità di creare gratuitamente la propria applicazione mobile Android per visitare le proprie mostre e collezioni anche da dispositivi mobili. In Italia si tratta di oltre quaranta realtà, tra le quali i Musei capitolini, gli Uffizi, la Venaria Reale, il Poldi Pezzoli di Milano, il Mart di Rovereto e Palazzo Grassi a Venezia.

Il lancio delle app si inserisce nella strategia digital della fondazione torinese, che si attualmente occupando anche del completo rifacimento dei siti web istituzionali, mentre continua l’impegno di incontro, ascolto e comunicazione sulle piattaforme sociali.
Ciascuna applicazione dà accesso a testi e fotografie ad alta risoluzione che suggeriscono visite inusuali, stimolanti e curiose alle collezioni. Grazie alla tecnologia Street View, le persone possono, poi, visitare virtualmente gli interni dei tre musei. Una risorsa imperdibile, dunque, quella offerta dal Google Cultural Institute per prepararsi al meglio prima di entrare in museo, per orientarsi tra le opere esposte durante la visita o per conservarne il ricordo una volta tornati a casa.

La app dedicata a Palazzo Madama permette, invece, un viaggio dal Medioevo all’Ottocento attraverso cinque tour che esplorano le collezioni da diversi punti di vista. «Il museo in mezz’ora» aiuta i più frettolosi a scoprire i capolavori imperdibili. «In the mood for» è ideato per chi vuole lasciarsi trasportare dagli stati d’animo, mentre «#GoPink» permette di esplorare le varie sale della realtà museale torinese attraverso le sue protagoniste. Ci sono, poi, una guida speciale alla mostra «Women of vision», allestita fino all’11 gennaio, e la proposta di un viaggio tra i colori delle opere esposte, dal bianco e nero allo splendore degli ori.
La app dedicata al Museo d’arte orientale offre, invece, la solita visita per i più frettolosi («Il Mao in mezz’ora), grazie alla quale è possibile scoprire le opere più significative di ogni regione e periodo storico esposti; ci sono, quindi, vari percorsi inusuali: da «Colori d’Oriente», dedicato agli accostamenti cromatici, a «Mantra mode: on», sulle opere che “parlano” di meditazione, senza dimenticare il tour «Mostri, animali e strane posizioni».
Informazioni utili
g.co/palazzomadamaapp
g.co/maoapp
g.co/gamtorinoapp
Nessun commento:
Posta un commento