A questo aspetto della carriera dell’artista trentino, rappresentante di spicco del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, guarda la mostra allestita al Lu.C.C.A.-Lucca Center of Contemporary Art, in occasione del decennale dalla fondazione dello spazio espositivo.

A raccontare il mondo ironico, eclettico e visionario di Depero, un artista che seppe precorrere i tempi con la sua capacità di comprendere la svolta mercantilistica che stava allora prendendo il mondo dell’arte, sono ottanta lavori tra disegni, bozzetti e dipinti, realizzati a partire dal 1915 e fino al 1930, con una piccola incursione negli ultimi capolavori, come testimoniano le due belle maquette in legno verniciato «Pupazzo che beve il Campari soda» (1960) e «Pupazzo con cannuccia» (1960), provenienti dalla Galleria Campari di Sesto San Giovanni, nel Milanese.

Il percorso espositivo si apre con un focus sugli inizi futuristi di Depero, in chiave interventista e astrattista, ma anche con un occhio attento agli studi sul movimento di Umberto Boccioni, come documentano il collage «Guerra! Italia» del 1915 e le tele «Corsa ippica tra le nubi» del 1924 e «Gondoliere» del 1927, tutte e tre di proprietà dell’Archivio Depero di Rovereto, che ha collaborato attivamente alla mostra toscana.
Tra le opere storiche dell’artista sono esposti a Lucca anche due disegni a carbone, «Ballerina Capri» (1917) e «Ballerina» (1917), che ne ricordano l’amore per il teatro, al quale Depero diede il suo contributo con la collaborazione, nel 1916, con Sergeij Diaghilev, impresario dei balletti russi, per la realizzazione delle scenografie e dei costumi per «Le chant du rossignol» di Igor Strawinskij, e, tra il 1917 e il 1918, con il poeta svizzero Gilbert Clavel per lo spettacolo «Balli plastici», dove gli attori vennero sostituiti da automi colorati.

Grande spazio, poi, è dato alla pubblicità con disegni, collage e grafiche per le campagne dell’Acqua San Pellegrino, del liquore Strega, del mandorlato Vido, dei mattoni Verzocchi, del tamarindo Erba, del cioccolato Unica, ma soprattutto per l’azienda Campari, a cui è dedicata un’intera sala, nella quale è esposta anche la tela «Squisito al selz», con cui l’artista partecipò nel 1926 alla Biennale di Venezia. Si dispiega così la storia dell’industria italiana, a cui Fortunato Depero diede il suo personale contributo rivoluzionando i criteri del manifesto pubblicitario e rivedendone anche l’impostazione puntando soprattutto sul carattere tipografico, considerato elemento caratterizzante e simbolo del prodotto.
L’esposizione, infine, racconta anche un lato poco conosciuto di Depero: la sua fase americana, risalente al biennio 1928-1930. A New York l’artista realizzò gli ambienti del ristorante «Zucca» e della sala da pranzo «Enrico and Paglieri» (ambedue distrutti neanche un anno dopo per far posto al Rockfeller Center), studiò soluzioni sceniche per il Roxy Teathre e per il balletto «American Sketches», lavorò come illustratore per libri d’infanzia (in mostra ci sono le opere per l’edizione americana di «Cappuccetto Rosso» del 1929) e riviste quali «The New Yorker», «Vogue», «Vanity Fair» e «Sparks».
New York fu per Fortunato Depero una sorta di nuova Babele più che «una città che sale». All'inizio la metropoli lo conquistò con le sue luci, gli incontri, la cultura e il progresso. Poi- complice anche la grande depressione del '29, che rese difficoltosa la vendita dei suoi quadri- la città americana mostrò all'artista tutte le sue crepe.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Fortunato Depero, Squisito al selz, 1926. Olio, 70x100 cm. Collezione privata; [fig. 2] Fortunato Depero, Bitter Campari (Automa al tavolino che beve), 1928. Manifesto, 100x70 cm. Archivio Depero, Rovereto; [fig. 3] Fortunato Depero, Strega (Liquore), 1928. Collage, 46x34,5 cm. Collezione privata; [fig. 4] Fortunato Depero, Copertina per la rivista “Vanity Fair”, 1930. Cromolitografia, 33x25 cm. Archivio Depero, Rovereto; [fig. 5] Fortunato Depero. La Rivista (progetto per copertina), 1931/32. Collage, 46x32 cm. Studio 53 Arte, Rovereto
Informazioni utili
Fortunato Depero - Dal sogno futurista al sogno pubblicitario. Lu.C.C.A.-Lucca Center of Contemporary Art, via della Fratta, 36 – Lucca. Orari: da martedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 19.Ingresso: intero € 10,00, ridotto € 8,00. Informazioni: info@luccamuseum.com, tel. 0583.492180. Sito internet: www.luccamuseum.com. Fino al 25 agosto 2019
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