ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

mercoledì 23 settembre 2020

«Play with Food», quando il buon cibo dà spettacolo

Compie dieci anni «Play with Food – La scena del cibo», il primo e unico festival teatrale italiano interamente dedicato al mondo dell’eno-gastronomia e alla convivialità, nato nel 2010 da un’idea di Davide Barbato, attuale direttore artistico, che fino al marzo del 2019 ha co-organizzato la manifestazione con Chiara Cardea per conto dell’associazione Cuochilab.
Per spegnere le dieci candeline, e nel rispetto delle normative anti-Covid, la rassegna, realizzata con il patrocinio della Città di Torino, si apre al nuovo e propone un debutto all’insegna dell’on-line, aprendo così virtualmente le porte al pubblico di tutto il territorio nazionale (e non solo).
Lunedì 28 settembre, alle ore 19, va in scena in prima assoluta, ed esclusivamente sul web, la performance interattiva «Questo non è un tavolo» di Chiara Vallini (posto unico euro 5,00), con le musiche originali di Fabio Viana e Fulvio Montano.
Nata dalle sperimentazioni dell'artista durante la quarantena, l'esperienza, riservata a una ventina di persone per volta e in replica tutte le sere fino al 4 ottobre, inizia come «una normale web chat» in cui gli spettatori, come invitati a un aperitivo virtuale, «si ritroveranno inaspettatamente coinvolti -raccontano gli organizzatori- in un evento misterioso, partecipando alla creazione di un racconto nel quale, gradualmente, presente e passato, finzione e realtà si intrecceranno».
Si apriranno così sette giorni di spettacoli dal vivo, performance on-line, cene teatrali, colazioni cinematografiche, eventi segreti e, come di consueto, appuntamenti conviviali, riuniti sotto il titolo: «Il cuore nello stomaco».
La nuova immagine, opera dell'illustratore Cesco Rossi, racconta perfettamente questa storia, rappresentando una pietanza fantastica, allo stesso tempo primordiale e futuristica, deliziosa e repellente, enigmatica ed emozionante, che ricorda le fattezze di «un cuore pulsante, colorato e complicato».
Il primo appuntamento in presenza si terrà, invece, martedì 29 settembre, alle ore 20, al teatro Astra con la prima regionale di «Racconti di zafferano» di Maria Pilar Peréz Aspa per la produzione della compagnia milanese ATIR / Teatro Ringhiera. Durante lo spettacolo, in un’atmosfera intima e suggestiva, l’attrice spagnola cucinerà una paella di carne, secondo la ricetta dell’epoca cervantina, che sarà poi servita agli spettatori. Tra i fornelli e i profumi della cucina, prenderanno vita pagine memorabili di Cervantes, Proust, Vicent, Montanari, Scarpellini, Montalbán e Fernando de Rojas che parlano di cibo, di fame, di nutrimento, di ritualità.
Sempre al teatro Astra andrà in scena, mercoledì 30 settembre, alle ore 20, un celebre testo di Annibale Ruccello, «Anna Cappelli», qui interpretato da Carlo Massari, in un insolito allestimento che, letteralmente, farà entrare il pubblico nella casa della protagonista, per assistere alla sua comica e grottesca parabola, e scoprire inaspettate e macabre declinazioni del cibo.
Prima dello spettacolo, Chiara Cardea proporrà un «assaggio» dei cinque racconti e dei due monologhi pubblicati sul numero speciale di «Crack Rivista» dedicato a «Play with Food», esito della call «Abbiamo fame di storie!» che conferma la volontà del festival di sostenere e incoraggiare la creatività di giovani scrittori e drammaturghi. In occasione della nona edizione della rassegna torinese, partirà, inoltre, la seconda parte della call, per la selezione della compagnia a cui verrà affidata la messa in scena dei due monologhi selezionati, il cui debutto si terrà durante l'edizione 2020 del Torino Fringe Festival (www.tofringe.it/partecipa).
Giovedì 1°ottobre
, alle ore 20, «Play with Food» si sposterà, quindi, al Qubì, dove il romano Claudio Morici proporrà la prima regionale dello spettacolo «Il grande carrello», tratto dall’omonimo libro di Fabio Ciconte e Stefano Liberti pubblicato nel 2019 per i tipi di Laterza. L’appuntamento teatrale si configura come un’indagine comica e serissima che scompone e mette a nudo la realtà nascosta dietro la distribuzione organizzata, che veicola il settanta per cento dei consumi alimentari degli italiani. Da dove arriva il cibo che vendono i supermercati? Chi ne decide il prezzo e la disposizione sugli scaffali? Perché viene esposto un determinato prodotto a discapito di un altro? sono alcune delle domande che tessono il racconto con l’obiettivo di informare su questioni fondamentali ma anche di suscitare reazioni che, mai come in questo caso, potremmo definire «di pancia».
Venerdì 2 ottobre, alle ore 21, i riflettori saranno, invece, puntati sugli attori-contadini del Teatro delle Ariette che tornano a Torino, all'Unione culturale Franco Antonicelli, con il loro storico spettacolo «Teatro da mangiare?», che ha debuttato a Volterrateatro il 18 luglio 2000, vent’anni fa, e che in questi anni si è comportato come un vero e proprio organismo vivente crescendo, maturando e arricchendosi dell’esperienza di oltre milleduecento repliche in giro per l’Italia e l’Europa.
Con «Teatro da mangiare?» si mangia davvero e si mangia bene. Si mangiano i prodotti della terra che Paola Berselli e Stefano Pasquini coltivano dal 1989 nelle campagne dell'Appennino bolognese.
Seduti attorno a un tavolo, consumando un vero pasto, gli spettatori-commensali, sempre pochi per creare un'atmosfera intima e unica, ascolteranno l'appassionante esperienza di un teatro fatto fuori dai teatri.  
Tagliatelle fatte in casa, tigelle, vino e prodotti rigorosamente biologici non mancano mai in questa curiosa performance, tra mattarelli da cucina e vecchie canzoni, della quale ha scritto anche il quotidiano francese «Le Monde».
Lo spettacolo sarà in replica sabato 3 ottobre, sempre alle ore 21, mentre domenica 4, dalle ore 10 alle ore 14, ancora all'Unione culturale, il Teatro delle Ariette proporrà la masterclass «La memoria del cibo», a cura di Per+formare e Progetto Zoran, aperta a tutti, attori professionisti e non.
Anche in questa strana stagione segnata dal distanziamento sociale, «Play with Food» organizzerà, nella serata di sabato 3 ottobre, a partire dalle ore 19, una delle sue tradizionali «Underground dinner»: un evento performativo e conviviale in un luogo segreto il cui indirizzo sarà svelato ai soli partecipanti. Protagoniste saranno la fiorentina Patrizia Menichelli - artista che, dal 1996, fa parte della storica compagnia Teatro de los Sentidos di Barcellona – e la food stylist toscana Claudia Guarducci
In scena ci sarà la prima nazionale di «The Poetic Dinner: Amalia, ricette senza ingredienti»: un’esperienza sensoriale, un viaggio intimo che coinvolge un piccolo gruppo di persone alla scoperta della vera storia di Amalia Moretti Foggia, giornalista e scrittrice nata nel 1872 e nota con lo pseudonimo di Petronilla
Gli ospiti, invitati in un luogo sconosciuto, saranno accompagnati a incontrare la storia di Amalia attraverso i cinque sensi, scoprendo memorie, ricordi, impressioni, sogni, oggetti, profumi e piccoli sapori.
Domenica 4 ottobre, alle ore 10.30, ci sarà un altro appuntamento classico del festival: la Cinecolazione, organizzata in collaborazione con Les Petites Madeleines e ospitata in una delle storiche bocciofile torinesi, l’Asd La Tesoriera.
Non mancheranno, poi, un momento di approfondimento: sabato 3 ottobre, dalle ore 14.30 alle ore 18, al Circolo dei lettori si terrà il convegno «Play at Home», a cura del critico e organizzatore Alessandro Iachino, dedicato al teatro d’appartamento, ottima occasione per riflettere sulle esperienze nazionali più rilevanti dedicate a questo formato spettacolare, insieme a operatori, artisti e studiosi. Saranno presenti Paola Berselli, Stefano Pasquini, Patrizia Menichelli, Claudia Guarducci, Chiara Vallini, Laura Valli, Rossella Tansini, Barbara Ferrato e Lorenzo Barello. Chiuderà l’incontro un approfondimento di Francesca Serrazanetti, critica e docente al Politecnico di Milano.
A chiudere il festival sarà Gabriele Vacis che domenica 4 ottobre, alle ore 17.30, proporrà al teatro Colosseo una «Meditazione sul cibo», accompagnato dalle scenofonie di Roberto Tarasco
A partire da «Il pranzo di Babette», racconto di Karen Blixen reso celebre dal film da Oscar di Gabriel Axel, il regista torinese delineerà un intenso percorso attraverso miti e ricette, economie e speculazioni, giudizi e pregiudizi su ciò che ci nutre. 
In occasione dell'evento, è previsto un inconsueto Aperitivo Fuorisede, in rispettosa applicazione delle normative vigenti: non potendo proporre al pubblico un momento conviviale nel foyer del teatro, a causa del distanziamento sociale, i food partner offriranno a tutti gli spettatori una degustazione «in differita» presso i loro punti vendita.
Un’edizione, dunque, ricca di eventi, riservati a pochi e dal grande fascino, tutti nati per nutrire il corpo e lo spirito con cibo e parole. 

Vedi anche

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Una scena dello spettacolo «Racconti di zafferano» di Maria Pilar Peréz Aspa. Foto: Serena Serrani [fig. 2] Immagine di  Cesco Rossi per la decima edizione di Play with food; [fig. 3] Immagine promozionale dello spettacolo «Anna Cappelli», interpretato da Carlo Massari; [fig. 4] Una scena di uno spettacolo del Teatro delle Ariette. Foto: Roberto Cerè; [fig. 5] Una scena di uno spettacolo del Teatro delle Ariette. Foto: Giovanni Battista Parente; [fig. 6] Immagine promozionale dello spettacolo «Il grande carrello» di Claudio Morici, tratto dall’omonimo libro di Fabio Ciconte e Stefano Liberti

Informazioni utili 
Play with food – La scena del cibo. 10 anni 2010-2020. Torino, 28 settembre - 4 ottobre 2020. Informazioni: tel. +39.351.6555757. Sito internet: www.playwithfood.it

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