ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

lunedì 28 settembre 2020

Bologna, i fiori di Giorgio Morandi per la prima tappa di «Re-Collecting»

Sono i fiori di Giorgio Morandi a tenere a battesimo il progetto espositivo «Re-Collecting», nato da un’idea del direttore Lorenzo Balbi, con cui il Mambo – Museo d’arte moderna di Bologna e Casa Morandi riprendono la propria attività espositiva dopo l’emergenza sanitaria per il Covid-19.
Fino al gennaio 2021 i due musei ospiteranno cinque focus tematici sulle sue collezioni e sulle raccolte di Casa Morandi, valorizzando opere solitamente non visibili al grande pubblico e offrendo approcci originali, e quando possibile anche inusuali, al suo cospicuo patrimonio.
«Morandi racconta. Il fascino segreto dei suoi fiori» è il titolo del primo progetto, a cura di Alessia Masi, che presenta tredici lavori, prevalentemente dipinti, realizzati in un arco di tempo in un arco che spazia dal 1924 al 1957.
Ad aprire e chiudere il percorso espositivo, visibile fino al prossimo 15 novembre a Casa Morandi, è un mazzo di papaveri appena colti in due differenti rappresentazioni; quella più recente è raffigurata in un modello realizzato in seta come lo sono le rose, soggetto che ricorre nelle altre nove tele esposte.
Per offrire suggestioni sulle modalità di lavoro di Morandi, sono visibili in mostra anche due oggetti in porcellana provenienti da Casa Morandi, insieme a ciò che resta di quei fiori di seta o essiccati che, proprio per la loro durata perenne, erano i prediletti dell’artista come modelli di rappresentazione.
Ad arricchire il percorso, due acqueforti in cui si affronta lo stesso tema, utilizzando fiori veri e freschi, oltre ad una selezione di lettere e documenti.
La mostra si conclude con un video in cui la curatrice Alessia Masi approfondisce il tema dei fiori lungo l'arco della ricerca morandiana.
Giorgio Morandi affronta il tema floreale nell'arco di tutta la sua ricerca artistica, preferendo ai fiori freschi, rappresentati principalmente nelle opere giovanili, quelli essiccati o di seta, raffinatissimo prodotto dell'artigianato bolognese del Settecento, che mantengono inalterato il loro stato e non subiscono variazioni nel tempo indipendenti dalla volontà dell'autore. Alla pari degli altri soggetti, anche i fiori sono per Morandi solo un pretesto necessario per studiare gli aspetti della composizione, eliminando il superfluo per far affiorare la sostanza, l'essenza. Ciò che gli interessa non è tanto cogliere la fragilità organica del fiore, il suo naturale disfacimento, quanto studiarne la forma, il colore e gli aspetti luministici per andare alla radice del visibile, restituendo al visitatore dei brani di pura poesia.
Morandi rappresenta i fiori sempre soli, unici protagonisti della scena, a differenza di altri artisti come Renoir – da lui molto amato e studiato – che li inseriscono in composizioni più articolate. 
Per Morandi l'unica variante è costituita dai vasi, talvolta rappresentati per intero o talvolta solo parzialmente, prevalentemente bianchi, dal corpo allungato e, in pochissimi casi, decorati con qualche motivo ornamentale. La loro forma è sempre rigorosamente funzionale alla composizione spaziale e in alcune opere si intravede solo l'imboccatura per concentrare l'attenzione dell'osservatore sul mazzo di fiori.
Quello fra il 1920 e il 1924 è uno dei periodi in cui è più intensa la ricerca morandiana su questo tema. Spesso l’artista prepara sulla tela uno sfondo circolare entro cui, in modo altrettanto sferico, si iscrivono i fiori presentati da Morandi come un'entità organica policroma e multiforme, senza alcun indugio descrittivo sulla qualità dei petali e dei boccioli, quasi l’aggregarsi delle corolle costituisse un oggetto a sé stante. La stessa cosa si ripete in alcune incisioni, dove la lastra viene lavorata solo entro un dato perimetro a lieve tratteggio, al centro del quale si colloca l'elemento vegetale. Se nei fiori dei primi anni si sente il debito nei confronti della pittura di Rousseau, Cézanne, Chardin e soprattutto di Renoir (nella resa carnale e sensuale delle corolle), a partire dagli anni Cinquanta, invece, i fiori sono ridotti a una forma geometrica tondeggiante, in uno spazio indefinito e quasi senza respiro. Il tema viene affrontato da Morandi non solo in pittura e nell'incisione, ma anche nel disegno e nell'acquerello, con composizioni in cui sono evidenti l'estrema semplicità della forma, la volumetria dei piccoli recipienti e l'ombra che proiettano sullo sfondo, per raggiungere, specie nelle opere degli ultimi anni, quote di astrazione e dematerializzazione uniche, diventando pura atmosfera.
Una curiosità non nota a tutti è la finalità con la quale Morandi dipingeva una parte dei quadri di fiori: spesso si trattava di regali ad amici cari come Roberto Longhi, Lionello Venturi, Piero Bigongiari, Eugenio Montale, Vittorio De Sica e Valerio Zurlini, oppure alle stesse sorelle, che li ricevevano in occasione dei compleanni, così come ad altre donne legate all’artista da un profondo rapporto di amicizia e stima.
«Morandi racconta. Il fascino segreto dei suoi fiori», mostra della quale rimarrà documentazione in un agile catalogo pubblicato dal Mambo, fornisce anche occasione per presentare al pubblico due nuovi dipinti pervenuti al museo in comodato grazie alla generosità di Enos e Alberto Ferri: «Fiori» del 1946 (V. 501) e «Fiori» del 1957 (V. 1021). Si conferma così il rapporto di stima e fiducia che lega i collezionisti all’Istituzione Bologna Musei. I due nuovi lavori si aggiungono, infatti, ai tre concessi in comodato in precedenza: una «Natura morta» del 1931 (V.167), un «Paesaggio» del 1940 (V.283) e una «Natura morta» del 1960 (P.1960/5).
Dopo questo primo focus, «Re-Collecting» continuerà con «Castagne matte» (23 ottobre – 8 dicembre 2020), a cura di Caterina Molteni, «Morandi racconta. Tono e composizione nelle sue nature morte» (19 novembre 2020 – 10 gennaio 2021), a cura di Giusi Vecchi, «Contenere lo spazio» (17 dicembre 2020 – 31 gennaio 2021), a cura di Sabrina Samorì, e «Morandi racconta. Il segno inciso, tratteggi e chiaroscuri» (14 gennaio – 14 marzo 2021 ), a cura di Lorenza Selleri: quattro appuntamenti di qualità per riscoprire opere conservate nelle collezioni cittadine, un patrimonio prezioso che fa conoscere Bologna nel mondo.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Giorgio Morandi, Fiori, 1924 (V.88). Olio su tela, cm 58 x 48. Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi; [fig. 2] Giorgio Morandi, Fiori, 1946 (V.501). Olio su tela, cm 24,5 x 19. Collezione Enos e Alberto Ferri. Deposito in comodato gratuito al Museo Morandi da luglio 2020; [fig. 3] Giorgio Morandi, Fiori, 1957 (V.1020). Olio su tela, cm 22,5 x 28. Collezione Enos e Alberto Ferri. Deposito in comodato gratuito al Museo Morandi da luglio 2020

Informazioni utili
Museo Morandi, via Don Minzoni, 14 - 40121 Bologna, tel. +39.051.6496611. Sito internet: www.mambo-bologna.org/museomorandi/. Instagram: @mambobologna. Twitter: @MAMboBologna. YouTube: MAMbo channel.

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