ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com
Visualizzazione post con etichetta In scena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta In scena. Mostra tutti i post

venerdì 22 maggio 2026

Un’estate nei luoghi dove il mito prende voce: teatro e musica nei parchi archeologici della Sicilia

C'è un momento, al calar del sole in Sicilia, in cui il confine tra il passato e il presente si dissolve. Le pietre antiche si tingono d'arancio, il vento del Mediterraneo porta con sé l'odore del timo selvatico e dalle gradinate di un teatro costruito oltre due millenni fa sale il respiro di migliaia di spettatori in attesa. Non è la scena di una finzione: è un rito antico che si rinnova. Tra colonne doriche e cavee millenarie, la parola scenica, la musica e il gesto tornano a risuonare come nell’antichità e si intrecciano con la memoria dei luoghi, dando vita a un’esperienza culturale che trascende il tempo e restituisce al patrimonio storico-artistico una funzione viva, partecipata e contemporanea.
L'iniziativa promossa dalla Regione Siciliana, che dà nuova linfa alle notti d’estate dei siti archeologici dell’isola, non si limita, dunque, a offrire una rassegna di eventi, ma propone un’esperienza estetica di rara potenza, tracciando un ponte ideale tra la classicità e l’espressione artistica contemporanea, riportando l'arte del racconto - la più antica tra le arti umane - nei luoghi che le appartengono per diritto di nascita.
Da Siracusa a Segesta, da Selinunte a Tindari, passando per Taormina e Morgantina, in questo 2026, teatri antichi, parchi archeologici e aree monumentali tornano, dunque, a trasformarsi in palcoscenici a cielo aperto per un programma che spazia dalle tragedie greche alle nuove drammaturgie, dalla danza alla lirica, dal cinema alla letteratura, senza dimenticare la musica sinfonica, con concerti non solo sotto le stelle, ma anche all’alba.

Siracusa: il cuore pulsante del teatro classico europeo

Il viaggio può partire da quella che è, a ragione, considerata una delle massime architetture teatrali greche in Occidente e da una città che, per le sue vestigia antiche, è Patrimonio mondiale dell’umanità di Unesco: il teatro greco di Siracusa, all’interno del Parco archeologico della Neapolis
Interamente scavato nella roccia calcarea del colle Temenite, con un diametro di oltre 138 metri, 67 ordini di gradini e una capienza originaria stimata tra i 15mila e i 17mila spettatori, il sito è la culla del dramma antico nel nostro Paese. La sua fondazione è attribuita al V secolo a.C. e al lavoro dell’architetto Damocopo detto Myrilla, anche se le forme oggi visibili riflettono una serie di interventi successivi, tra cui quelli compiuti in età romana, quando la struttura fu parzialmente trasformata per ospitare spettacoli di diversa natura, tra cui gli allora apprezzati giochi circensi, per poi conoscere secoli di silenzio e oblio.
Riaperto al pubblico nel 1914, dopo un significativo intervento di restauro conservativo, il teatro greco di Siracusa, con le sue imponenti cavea e skené che affascinarono viaggiatori settecenteschi del Grand Tour come il pittore Jean Pierre Houël e lo scrittore Dominique Vivant Denon, ospita da allora, per iniziativa della Fondazione Inda - Istituto nazionale del dramma antico, le «Rappresentazioni classiche», uno degli appuntamenti teatrali più antichi e significativi d'Europa.
La sessantunesima stagione, il cui manifesto dai cromatismi vivaci è firmato da Michelangelo Pistoletto, ruota attorno al tema degli «Sconfinamenti», configurandosi come un'indagine filologica sul concetto di superamento dei limiti umani, politici e divini e sulle conseguenze che ciò comporta.
Sono quattro gli allestimenti in programma per un totale di novantanove repliche, in agenda fino al prossimo 28 giugno: «Alcesti» di Euripide, con la regia di Filippo Dini e le musiche eseguite dal vivo da Paolo Fresu; «Antigone» di Sofocle, affidata alla visione registica di Robert Carsen; «I Persiani» di Eschilo, diretti da Àlex Ollé, tra i fondatori della Fura dels Baus, e con Alessio Boni nel cast; e, infine, «Iliade» da Omero, nella regia coreografica di Giuliano Peparini e con le musiche del compianto Beppe Vessicchio.
La scelta dei testi, accompagnata dalla mostra «Al di là dei limiti» al Museo archeologico «Paolo Orsi», testimonia la volontà di rileggere il patrimonio tragico alla luce delle urgenze del presente, interrogando temi quali il potere, la guerra e la responsabilità individuale.
Il filo tematico della stagione - lo «sconfinamento» - è affrontato in vari modi. Il confine tra vita e morte è al centro dell'«Alcesti», con la sua storia di amore e sacrificio. Il contrasto tra la legge dello Stato e la voce della coscienza individuale anima l'«Antigone», con la protagonista che viola le regole della polis per dare sepoltura al fratello, considerato un nemico in patria. La hýbris, l’arroganza del potere, è la causa della caduta, brutale e inaspettata, dei «Persiani» a Salamina, un evento realmente accaduto nel 480 a. C. che Eschilo, nel più antico testo greco a noi pervenuto e nella sua unica tragedia a tema non mitologico, racconta come una tísis, una sorta di punizione divina per aver voluto violare l’ordine cosmico e morale del mondo. 
Infine, l’«Iliade», proposta in una rilettura contemporanea che ambienta la storia in un carcere di massima sicurezza e che mette in scena oltre ottanta performer, intreccia in modo sincretico danza, musica, poesia e arti visive per dare forma, attraverso una contaminazione di linguaggi creativi, alla storia dell’assedio di Troia e alle eterne vicende di Achille, Patroclo ed Ettore, in bilico tra sete di vendetta e rispetto per il dolore altrui.

Taormina: il teatro che guarda l'Etna 
Altro luogo di indubbio fascino, tanto da meritarsi una citazione nel libro «Viaggio in Italia» (1787) di Johann Wolfgang Goethe, è il teatro antico di Taormina, con la sua vista da un lato sul cono fumante dell’Etna, dall'altro sul blu profondo del mar Ionio e della baia di Naxos: uno scenario che, duemila anni di storia dopo, continua a togliere il fiato.
Il teatro, con le sue origini greche databili al III secolo a.C. e il suo successivo ampliamento in età romana fino a raggiungere i 109 metri di diametro e una capienza di circa 10mila spettatori, è il secondo spazio scenico antico per dimensioni in Sicilia e uno dei monumenti più celebri d'Italia.
Qui, questa estate si terranno due grandi appuntamenti culturali internazionali. Dal 10 al 14 giugno, la 72ª edizione del «Taormina Film Festival», diretto da Tiziana Rocca, trasformerà le gradinate antiche in platea per le più attese anteprime cinematografiche internazionali in un cartellone ancora tutto da scoprire, che nei decenni passati ha accolto sul suo red capet figure come Federico Fellini, Woody Allen, Francis Ford Coppola e Martin Scorsese.
A seguire, dal 18 al 22 giugno, il «Taobuk – Taormina International Book Festival», ideato e diretto da Antonella Ferrara, riunirà oltre duecento protagonisti della cultura contemporanea provenienti da trenta Paesi. Voci letterarie di rilievo mondiale come Haruki Murakami, Abdulrazak Gurnah, Dacia Maraini e Jonathan Coe esploreranno il tema della «fiducia», scelto come filo rosso di questa sedicesima edizione.

Segesta, dove «ogni spettacolo è un mattone posato per costruire un ponte di pace»
Spostandoci dalla costa orientale a quella occidentale, si incontra il Parco archeologico di Segesta, che custodisce i resti della più importante città degli Elimi, un popolo di origine ancora dibattuta che la tradizione antica vuole discendente dai fuggitivi di Troia. I due monumenti principali del parco - il tempio dorico del V secolo a.C., uno dei pochi esempi di architettura dorica mai collassata, e il teatro ellenistico del II secolo a.C., con la sua cavea da 4mila spettatori, affacciata sul golfo di Castellammare - costituiscono una delle testimonianze più complete dell'architettura antica del Mediterraneo.
Il teatro di Segesta, costruito sul monte Barbaro, è un unicum nel panorama archeologico nostrano: a differenza dei teatri greci tradizionali, la sua cavea fu interamente costruita e sostenuta da un potente muro di contenimento, l'analemma, piuttosto che scavata nella roccia collinare.
La visione di uno spettacolo, qui, è profondamente connessa al paesaggio: la collocazione della struttura su un’altura consente una visione aperta sulla campagna circostante, trasformando ogni spettacolo in un dialogo tra scena, natura e memoria storica.
Dal 26 luglio al 30 agosto, il Parco ospita il «Segesta Teatro Festival», una manifestazione interdisciplinare, giunta alla sua quinta edizione, che nelle intenzioni del direttore artistico, Claudio Collovà, vuole essere «un presidio di bellezza contro il fragore della guerra», dove «ogni spettacolo è un mattone posato per costruire un ponte di pace, un’opportunità per riflettere sulle nostre radici comuni e sul nostro futuro collettivo».
Il programma intreccia prosa classica, musica e danza, con un cartellone di spettacoli distribuiti tra il teatro antico, che nella sua cavea può ospitare fino a mille e duecento persone, e il tempio di Afrodite Uranìa, con circa ottocento posti. Tra i protagonisti di questa edizione figurano Lella Costa con «Lisistrata» di Aristofane (29-31 luglio), Arianna Scommegna con «Ecuba» di Euripide (1 e 2 agosto), Roberto Latini con «Antigone» di Jean Anouhil (9-10 agosto), Moni Ovadia con «Le supplici» di Eschilo (15-16 agosto) e Maddalena Crippa con una rilettura dell’«Agamennone» (29-30 agosto) di Eschilo, nella riscrittura potente e poetica di Fabrizio Sinisi.
Saranno visibili nella cornice antica di Segesta anche un concerto degli Avion Travel (14 agosto), uno spettacolo di danza dei Kataklò (27 agosto), un assolo per piano di Durdust (16 agosto), la «Trilogia dei Vangeli» di Gabriele Vacis (17-18 agosto), una produzione under 35 dell'«Oreste» di Euripide (22-23 agosto) e lo scenografico «Sword of Wisdom» (5-6 agosto) della compagnia taiwanese U-Theatre, nel quale percussioni, arti marziali e danza rituale si intrecciano per raccontare la storia di un guerriero. Mentre a inaugurare il cartellone, che prevede anche serate astronomiche e molti altri appuntamenti con le sette note, sarà la prima nazionale de «L’arca di Noè» (26 luglio) di Giampiero Pizzol, con la regia di Piero Ganci, una rilettura brillante del racconto biblico del diluvio universale.
La diversità dei linguaggi artistici proposti riflette una precisa filosofia curatoriale: il sito antico come spazio aperto alla contemporaneità, capace di ospitare tanto la tragedia greca quanto la musica popolare e la danza acrobatica.

Selinunte, Vinicio Capossela e il suo «Ovunque proteggi»
Rimanendo nella costa ovest, ma spostandoci verso sud, incontriamo, poi, il Parco archeologico di Selinunte, tra i più estesi del mondo con i suoi oltre 270 ettari, al cui interno sono custoditi i resti di una delle più grandi colonie greche dell'Occidente antico. Fondata intorno al 628 a.C. da coloni di Megara Iblea, la cittadina - con un impianto urbanistico avanzato con acropoli, agorà e quartieri - raggiunse il suo massimo splendore tra il VI e il V secolo a.C., prima di essere distrutta dai Cartaginesi nel 409 a.C.. I suoi templi dorici, in parte ricostruiti attraverso pazienti lavori di anastilosi, ovvero di ricomposizione di pezzi originali crollati, continuano a dominare il paesaggio costiero con una forza scenografica senza pari.
La stagione «Selinunte Estate 2026», frutto della collaborazione tra il parco e CoopCulture, trasformerà, da metà luglio a settembre, il Tempio E (Hera), il teatro del parco, il Baglio Florio e le Cave di Cusa in un palcoscenico diffuso per un programma che comprende concerti, spettacoli teatrali, danza, incontri e lectio d'autore, con rassegne consolidate come il «Festival della Bellezza», che vedrà in scena  artisti come Stefano Massini e Alessandro Bergonzoni, e «Teatri di pietra», con un programma ancora da conoscere nel dettaglio.
L’evento cardine avrà luogo giovedì 16 luglio, ai piedi del maestoso Tempio Hera, dea della protezione e della continuità della vita, dove Vinicio Capossela celebrerà i vent’anni di una pietra miliare del cantautorato italiano, l’album «Ovunque proteggi», premiato con la targa Tenco, con un concerto-viaggio tra sacro, mito e natura umana che trova nel paesaggio di Selinunte la sua cornice ideale.

Morgantina e la villa romana del Casale: teatro e musica nel cuore antico della Sicilia

Proseguendo il viaggio verso il cuore dell’isola, e più precisamente giungendo sulle colline che circondano Aidone, in provincia di Enna, si raggiunge un altro sito archeologico importante: Morgantina, una città greca abbandonata nell'antichità senza essere mai stata riedificata sopra. L'assenza di stratificazioni successive ha preservato intatta la struttura urbana ellenistica, con l'agorà, il teatro, le case patrizie pavimentate a mosaico e gli edifici termali, tra i più antichi esempi conosciuti, anteriori a quelli romani, che presentano un’ingegnosa copertura con volte a botte. Il teatro antico, eretto nel III secolo a.C. e consacrato a Dioniso per volontà di un ricco cittadino di nome Archela, è oggi parte del circuito dei «Teatri di pietra» e torna periodicamente a ospitare eventi dal vivo.
L'estate 2026 porta a Morgantina la rassegna «Eyexei», dedicata al teatro classico siciliano. 
Il momento culminante sarà la prima nazionale de «Le troiane» di Euripide, diretta da Daniele Salvo (9 e 10 luglio). Il testo euripideo, uno dei più intensi e politicamente dirompenti dell'antichità, porta al centro della scena il destino delle donne vinte dopo la guerra, il dolore dei civili, la perdita della patria: temi che la tragedia antica sa consegnare al presente con un'efficacia che nessun linguaggio contemporaneo riesce a eguagliare.
La rassegna prevede anche eventi collaterali nella vicina Villa romana del Casale di piazza Armerina - sito Unesco celebre per i suoi straordinari mosaici tardo-imperiali - costruendo un itinerario culturale che unisce siti di epoche diverse.
A completare il cartellone della zona archeologica, c’è la sesta edizione del «Barbablù Fest» con il suo programma musicale di respiro nazionale. Tra gli ospiti si segnalano Mario Biondi (25 luglio) con il suo tour celebrativo per i vent’anni di «This Is What You Are», e Noemi (31 luglio), con le atmosfere pop della sua musica.

Tindari: il Tirreno come quinta scenica
Tra gli scenari più riconoscibili dell’estate teatrale e musicale siciliana, vi è, poi, Tindari, l'antica Tyndaris fondata nel 396 a.C. da Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, su un promontorio a 230 metri sul livello del mare, affacciato sul golfo di Patti e sulle isole Eolie, con l’intento di avere un avamposto strategico sul Tirreno.
Il teatro greco, edificato tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C., occupa una posizione di straordinaria suggestione panoramica: con i suoi circa 3mila posti a sedere su una cavea che guarda verso il mare, è oggi uno dei luoghi più evocativi dell'archeologia siciliana.
In età romana l'edificio fu adattato ai giochi circensi; restaurato nel Novecento, dal 1956 ospita un festival artistico che ha fatto della sua cornice naturale uno degli elementi distintivi dell'esperienza spettacolare.
Giunta alla sua settantesima edizione, la manifestazione ritorna ad accendere i riflettori, dal 3 luglio al 30 agosto, con un programma, per la direzione artistica di Mario Incudine, che intreccia rappresentazioni classiche e contemporanee, teatro e danza, musica e narrazione, a cui fa da filo conduttore il tema «Abumanesimo - l’essere, il non essere, il perire». Una trentina di eventi, tra cui quattordici prima nazionali, compongono il cartellone, che vede tra gli ospiti Aldo Cazzullo, Eleonora Abbagnato, Isabella Ragonese, Ninni Bruschetta, Pamela Villoresi e Anna Galiena.

La rete dei «Teatri di pietra»: un itinerario lirico diffuso

A tenere insieme questa costellazione di luoghi è la rete «Teatri di pietra», che attraversa l'isola connettendo siti di diversa natura e vocazione, tra cui anche il teatro antico di Akrai a Palazzolo Acreide, l'area archeologica di Eraclea Minoa, il Parco di Lilibeo a Marsala, Palmintelli a Caltanissetta e non solo.
All'interno di questa rete, il Coro lirico siciliano propone un festival, che nella sua ultima edizione ha registrato oltre 70mila presenze e numerosi sold out e che ritorna dal 12 luglio, e fino al 18 settembre, a far dialogare la musica con le pietre antiche dei siti archeologici e il mare della Sicilia attraverso più di quaranta appuntamenti tra opera lirica, concerti sinfonici, gala, produzioni originali e contaminazioni musicali.
«Accarezzare eternità» è il tema scelto come filo conduttore per questo ottavo anno di attività che si aprirà nel segno dell'impegno civile con «Lu scrusciu di l'anima: una culla tra le pietre», un evento-rito che fonde arte e memoria a trent’anni dal sacrificio di Giuseppe Di Matteo, vittima innocente della mafia, ucciso a soli 14 anni.
Mentre il cuore operistico della stagione batterà nel nome di Giuseppe Verdi e del suo «Nabucco», che verrà presentato a Siracusa (18 luglio), Tindari (4 agosto) e Taormina (7 agosto); le pietre millenarie vibreranno grazie a un cast internazionale di assoluto prestigio, guidato dall'attesissimo debutto di Elena Mosuc e dalla potenza di Badral Chuluumbaatar.
Tra i titoli già annunciati ci sono, poi, l'innovativa produzione «Requiem di Mozart: l’opera del fuoco», alla sua prima esecuzione assoluta in Sicilia, ed omaggi a Franco Battiato, per gli ottant'anni dalla nascita, e a Ennio Morricone (il 19 agosto, a Taormina), per i quattro decenni dal debutto di «The Mission» e per i sessant'anni dalla prima proiezione del film «Il buono, il brutto, il cattivo». In agenda, al momento, compaiono anche «Elements of Light», trasfigurazione corale del minimalismo di Ludovico Einaudi (il 20 agosto, a Taormina), «Stranizza d'amuri» di Rita Botto (l'11 agosto, a Leonforte) e il progetto «La voce del silenzio» (il 9 agosto, a Canicattini Bagni), con la partecipazione di Lorenzo Licitra.

Il patrimonio come spazio partecipato
Ma la stagione 2026 nei parchi archeologici siciliani non è soltanto un inventario di eventi. È la manifestazione di un modello culturale che merita una riflessione per la sua capacità di unire valorizzazione del patrimonio storico-artistico, promozione turistica e, in molti casi, produzione spettacolare in loco e di qualità.
La Sicilia, con la sua straordinaria densità di teatri antichi ancora utilizzabili - un privilegio più unico che raro - ha sviluppato, nel tempo, una competenza specifica nella gestione di questi spazi, bilanciando esigenze conservative e apertura alla fruizione pubblica.
La scelta di portare tra le pietre millenarie dei parchi archeologici della regione non solo il repertorio classico, ma anche la musica contemporanea,  il cinema, la letteratura e la danza, risponde a una visione inclusiva del patrimonio culturale, che diviene così un bene fruibile non solo dagli amanti delle antichità e della storia, ma anche da tutti coloro che sanno ancora lasciarsi sorprendere dalla bellezza di un luogo e dalla potenza di un racconto. In questo senso, il programma estivo siciliano del 2026 è anche una dichiarazione politica: i beni culturali non sono un deposito del passato, ma una risorsa viva per il presente e per il futuro. Perché come ci hanno insegnato i greci, costruendo i loro teatri con lo sguardo rivolto al cielo, certe storie non finiscono mai e si rinnovano ogni volta che qualcuno si siede sui millenari gradini di una cavea, sotto il cielo stellato, ad ascoltare parole che vengono da un tempo lontano, ma che dicono qualcosa di noi e del nostro tempo.

Didascalie delle immagini
1. Agrigento - Archivio Regione Siciliana- ph. JM; 2. Teatro greco di Siracusa. Foto: Comune di Siracusa; 3. Manifesto di Michelangelo Pistoletto per la 61° edizione delle «Rappresentazioni classiche» di Fondazione Inda - Istituto nazionale del dramma antico al teatro greco di Siracusa; 4. Una scena di Antigone di Sofocle, per la regia Robert Carsen, in scena nell'ambito della 61° edizione delle «Rappresentazioni classiche» di Fondazione Inda - Istituto nazionale del dramma antico al teatro greco di Siracusa. Nello scatto: Camilla Semino Favro nel ruolo di Antigone. Foto Le Pera; 5. Una scena di Alcesti di Euripide, per la regia di Filippo Dini, in scena nell'ambito della 61° edizione delle «Rappresentazioni classiche» di Fondazione Inda - Istituto nazionale del dramma antico al teatro greco di Siracusa. Nello scatto: Deniz Ozdogan nei panni di Alcesti. Foto di Franca Centaro; 6. Taormina, teatro antico con vista sul monte Etna. Archivio Regione Siciliana, ph. JM; 7. Segesta, parco archeologico, tempio. Archivio Regione Siciliana. Ph. Paolo Barone; 8. La compagnia taiwanese U-Theatre, tra i protagonisti del Segesta Teatro Festival; 9. Una scena di Antigone di Jean Anouilh, per la regia Roberto Latini,in scena al Segesta Teatro Festival. Foto: Manuela Giusto; 10.  Selinunte. Archivio Regione Siciliana. Ph. S.Olimpo; 11. Villa romana del Casale di piazza Armerina - Mosaico. Archivio Regione Siciliana. Ph. Paolo Barone; 12. Aidone. Archivio Regione Siciliana. Ph. Paolo Barone; 13. Manifesto per la settantesima edizione del Tindari Festival; 14., 15. e 16. Immagini di repertorio di «Teatri di pietra». Courtesy: Coro lirico siciliano

Informazioni utili
Per informazioni aggiornate su date, programmi e biglietti si consiglia di consultare i siti ufficiali degli organizzatori (i link sono presenti nell'articolo); per informazioni turistiche generali si possono, invece, visitare i siti https://www.visitsicily.info | https://www.geoportale.osservatorioturistico.regione.sicilia.it 

Ufficio stampa nazionale Regione Siciliana - Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo: Open Mind Consulting, c.so Valdocco 2 c/o Copernico Garibaldi - Torino | sito internet: https://openmindconsulting.it/it/

mercoledì 16 luglio 2025

«Lerici Music Festival»: nel Golfo dei poeti le sette note incontrano l’arte e il cinema

«Oh Golfo dei Poeti, / tu sei il mio rifugio, / la mia oasi di pace in questo mondo tumultuoso». Così Lord Byron parlava del territorio intorno a La Spezia, profondo anfiteatro di roccia e di mare, con caratteristici borghi dalle architetture color pastello come Lerici, Portovenere, San Terenzo e Tellaro, che, di secolo in secolo, ha affascinato grandi nomi della letteratura come Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Percy Bysshe Shelley, D. H. Lawrence, Eugenio Montale, Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini. In questo incantevole scenario naturale, all’estremità orientale della Liguria, prende vita, per il nono anno consecutivo, il «Lerici Music Festival», manifestazione ideata e fondata nel 2017 da Gianluca Marcianò, ancora oggi alla direzione artistica, che, dal 24 luglio al 4 agosto, porterà in riva al mare grandi virtuosi internazionali e giovani talenti (tra i quali i sei protagonisti del progetto di masterclass «Next Gen Concert», alla sua prima edizione), tutti impegnati in una ventina di appuntamenti che spaziano dal repertorio barocco all’opera lirica, dal musical al jazz.
«Musica, Immagine, Movimento» è il titolo scelto per questa edizione, realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Liguria, che vuole raccontare le relazioni tra il mondo delle sette note, il cinema e le arti visive.

Da «Una sera a Hollywood» a «Musical my life», quando la musica incontra il grande schermo

Il programma musicale inizierà a Villa Marigola, storica residenza che ispirò l’arte simbolista di Arnold Böcklin, con «Una sera a Hollywood», durante la quale il baritono Rodney Earl Clarke e il soprano britannico Melinda Hughes, voce lirica specializzata anche nel cabaret degli anni ’20-’30, si esibiranno in un recital con musiche di Cole Porter, George Gershwin, Leonard Bernstein, Ennio Morricone e Nino Rota.
Il giorno successivo i riflettori si accenderanno, invece, alla Rotonda Vassallo, piazzale Liberty al centro di Lerici, che ospiterà l’Orchestra da Camera di Perugia con una rilettura in musica del romanzo «Il barone rampante» di Italo Calvino, la storia di un giovane nobile, residente in un immaginario paesino della Liguria di nome Ombrosa, che, in segno di protesta, decide di vivere sugli alberi per il resto della sua vita, senza mai più tornare a terra. In scena ci sarà anche l’attore e regista Francesco Bolo Rossini, protagonista, sempre con l’Orchestra da Camera di Perugia e nell’incantevole scenario della Rotonda del Vassallo, anche della rilettura musicale di «Fuga senza fine» (il 26 luglio), romanzo di Joseph Roth che narra la crisi identitaria dell’Europa negli anni tra i due conflitti mondiali, e di «Candide» (il 1° agosto), operetta comica in due atti di Leonard Bernstein basata sull’omonimo racconto di Voltaire.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca, poi, una serata nella quale si rivivrà il fascino delle prime proiezioni cinematografiche, quando le immagini erano accompagnate dalla musica live: il pianista Paul Lay firmerà la sonorizzazione dal vivo del film comico «Sherlock Jr.» (il 1° agosto), noto in Italia come «La palla n. 13», capolavoro di e con Buster Keaton del 1924, una delle vette del cinema muto, inserito dal «Time» tra i cento migliori film di sempre.
La «settima arte» sarà protagonista anche della serata «La morte e la fanciulla» (30 luglio), durante la quale si ascolterà il «Quartetto per archi n. 14 in re minore, D. 810» di Franz Schubert, uno dei capolavori della musica da camera europea, il cui secondo movimento è stato utilizzato in diversi film – dall’omonima pellicola di Roman Polański a «Barry Lyndon» di Stanley Kubrick - per creare un’atmosfera di tensione e di inquietudine. Durante l'appuntamento sarà possibile ascoltare anche il Quartetto n. 3 di Dmitrij Sostakovic, artista di cui quest’anno ricorrono i cinquant’anni anni della scomparsa, e il raro Duo per viola e violoncello «con due paia di occhiali obbligati» WoO 32 di Beethoven, dedicato al barone Nikolaus Zmeskall.
Al mondo del cinema guardano anche due dei quattro appuntamenti che porteranno «Musica, Immagine, Movimento» fuori dalle mura di Lerici, nella vicina Sarzana. Nella cornice duecentesca della Fortezza Firmafede, la Filarmonica Toscanini, nel cinquantesimo della sua fondazione, presenterà - sotto la bacchetta di Michael Cousteau e con i solisti Andrea Cicalese (violino) e Alexey Zhilin (violoncello) - un omaggio a «They shall have music» (26 luglio), pellicola del 1939 conosciuta in Italia con il nome di «Armonie di gioventù», che vide sotto i riflettori la leggenda del violino Jascha Heifetz.
La stessa formazione sarà in scena anche con Pinchas Zukerman, tra i più grandi violinisti dei nostri tempi, qui sul podio nella doppia veste di solista e direttore, per eseguire il concerto di Mozart n. 5 K 219 e dirigere la sinfonia n. 7 di Beethoven, colonna sonora del film «Il discorso del re» (27 luglio), affiancato dalla violoncellista Amanda Forsyth.
L’artista canadese e Pinchas Zukerman saranno, inoltre, protagonista di «Amadeus» (28 luglio), un appuntamento con il Quartetto di Cremona, che renderà omaggio non solo al genio di Mozart, ma anche a Pëtr Il'ič Ciaikovskij con l’esecuzione del sestetto per archi «Souvenir de Florence».
Ritornando a Sarzana, nella Fortezza di Firmafede sarà possibile assistere anche all’esecuzione del rarissimo «Concerto n. 1 per violoncello e orchestra» di Nino Rota, celebre autore di indimenticabili colonne sonore per oltre centocinquanta film, che ha collaborato con registi come Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Federico Fellini e Francis Ford Coppola, con il quale ha vinto l’Oscar per le musiche del film «Il padrino – parte II». Sul palco salirà ancora una volta la Filarmonica Toscanini, diretta da Gianluca Marcianò, e con la violoncellista Miriam Prandi. Nella stessa serata (quella del 31 luglio) il pianista macedone Simon Trpčeski si confronterà con il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov.
A chiudere il programma di Sarzana sarà «La tragedie de Carmen» (2 agosto), ovvero l’adattamento cameristico della celebre opéra-comique di Georges Bizet, di cui quest’anno ricorrono i centocinquanta anni dalla prima rappresentazione, la cui regia sarà firmata dal dissidente russo Dmitry Krimov. Sul palco salirà l’Orchestra del Lerici Music Festival, diretta da Gianluca Marcianò, con i cantanti lirici Leonardo Caimi, Enrico Di Geronimo, Melinda Hughes e Carmen Giannattasio, soprano internazionale già applaudito alla Scala, al Covent Garden e al Metropolitan, qui al debutto nel ruolo di Carmen.
Tra i luoghi del festival c’è anche, in quel di Lerici, la secolare Chiesa di San Francesco, in cui si venera un dipinto del 1480 salvato da una tempesta. In questo elegante contesto l’«Ensemble Mare Nostrum» – venti anni di attività festeggiati proprio nel 2025 – e le voci dei «Vache Baroque Singers», diretti da Andrea De Carlo, proporranno «A Midsummer Night’s Dream» (29 luglio), un concerto con musiche barocche di Alessandro Stradella e Henry Purcell. Mentre «Cantar per scherzo» (30 luglio), alla Rotonda Vassallo, è un omaggio al genio cinquecentesco di Orlando di Lasso, a cura di «Passi sparsi», formazione che proporrà l’ascolto delle «Villanelle», musiche popolari in lingua napoletana che raccontavano l’amore in modo rustico.
Non mancherà, poi, il tradizionale concerto all’alba (30 luglio), alla Marinella di San Terenzo, quest’anno con il violinista Andrea Cicalese e il fisarmonicista Antonio Del Castillo.
Completano il cartellone, nelle giornate del 3 e del 4 agosto, un recital pianistico di Matteo Cabras, un concerto con i giovani talenti di Opera for Peace, l’appuntamento lirico «Les Chemins de l’amour» e l’evento di chiusura, «Musical my life», con l’Hyperion Ensemble, seguito da un afterhour party con l’arpista Alexander Boldachev e la chitarra elettrica di Alexander Misko.

A Villa Marigolda una mostra sulle Fratture armoniche» di Arcangelo Sassolino

Per il secondo anno consecutivo, il «Lerici Music Festival» offre anche un focus sulle arti visive, a cura di Carlo Orsini e con la collaborazione della Galleria Continua. Dal 25 luglio all'8 agosto, Villa Marigola farà da scenario alla mostra «Fratture armoniche» di Arcangelo Sassolino (Vicenza, 1967), con una selezione di opere, tra installazioni e grafiche, che sviluppano il concetto di «intermedia» teorizzato da Dave Higgins, rappresentante del gruppo Fluxus, riflettendo – si legge nella nota stampa - sul «cortocircuito che si crea tra la percezione di una immagine in movimento tramite il suono e la potenza evocativa del suono nel generare un’immagine mentale».
L'esposizione, che prevede anche un ciclo di conversazioni a colazione, si apre con «Piccolo animismo», scultura «generatrice di forme» realizzata nel 2011 per il Macro di Roma e presentata a Venezia, nell’ambito della diciassettesima edizione della Biennale di architettura. «Una turbina soffia e aspira aria in un grande parallelepipedo composto da lastre di acciaio inossidabile, saldate tra loro. Un movimento ciclico d’immissione e sottrazione d’aria in pressione - si legge nella nota stampa -determina un’evidente alterazione del volume della struttura metallica, fino al raggiungimento della tensione massima, che si manifesta con un forte impatto sonoro, una sorta di tuono indotto artificialmente».
Al primo piano della villa trovano, invece, posto una selezione di dieci opere che approfondiscono il tema della percezione della tensione visiva e sonora attraverso l’accostamento di materiali opposti, quali gomma e ferro, carta e acciaio, vetro e pietra, come avviene nel lavoro «Sospensione della scelta» (2025).
Conclude il percorso espositivo una raccolta di opere grafiche, dal titolo «Azione / reazione» (2023), rappresentazione dell’esplosione della cera sulla carta. A proposito di quest’ultimo ciclo, Arcangelo Sassolino dichiara: «Ciò che cerco di catturare è il cambiamento di stato, quell’istante in cui una cosa diventa qualcos’altro, quell’energia e quel potere che esistono nel lampo di assoluta instabilità tra due momenti di equilibrio che sono il prima e il dopo».
Il continuo divenire della materia e il carattere imprevisto della creazione dominano, dunque, la scena, mostrando le similitudini tra l’arte e la musica classica, con le sue note immortali, che rivivono e si rinnovano, interpretazione dopo interpretazione, concerto dopo concerto.

Didascalie delle immagini
1. Cartolina promozionale del Lerici Music Festival; 2. Arcangelo Sassolino, Piccolo animismo 2011. stainless steel, turbine, PLC, cm h 300 x 400 x 200 / 118,1 x 157,4 x 78,7 in. Photo: Altrospazio Piccolo Animismo, MACRO, Rome 2011; 3. Arcangelo Sassolino, L’età dell’oro 2023, rubber and hydraulic piston, 62,5 x 50 x 29 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photographer: Pamela Randon; 4 e 5. Arcangelo Sassolino, Geografie del conflitto 2024, marble and steel, 103 x 37 x 19 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photographer: Pamela Randon; 6. Arcangelo Sassolino, Sospensione della scelta 2025. Glass, stone and steel, cm h 120 x 70 x 47 - archive n. AS-2025-019. photo: Pamela Randon; 7. Arcangelo Sassolino, Resistenza bianca 2023, paper, steel, 29,5 x 46,5 x 36,5 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photographer: Pamela Randon; 8.Arcangelo Sassolino, Azione/reazione 2023, wax on paper, 31,7 x 31,7 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photographer: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Informazioni utili

venerdì 11 luglio 2025

«Mercantia», ritorna a Certaldo il festival del teatro di strada. Spettacoli e mostre ricordano Giovanni Boccaccio a 650 anni dalla morte

Quaranta compagnie teatrali
e oltre centoventi artisti italiani e internazionali per cinque giorni all’insegna di musica, performance aeree, esibizioni di danza acrobatica e verticale, parate, equilibrismo, giocoleria, clownerie, appuntamenti con i cantastorie, spettacoli circensi e installazioni: si potrebbe riassumere così il programma di «Mercantia», il festival di teatro di strada che, da mercoledì 16 a domenica 20 luglio, animerà il borgo medievale di Certaldo, a pochi chilometri da Firenze.
Dai giardini segreti alle cripte, dalle piazze alle terrazze panoramiche, tra affreschi e mattoni rossi, la città toscana che diede i natali a Giovanni Boccaccio è pronta a trasformarsi ancora una volta, la trentasettesima dal 1988, anno di inizio della manifestazione (che allora portava il nome di «Teatralfestamercatomedievale»), in un meraviglioso palcoscenico a cielo aperto.

Tra sogni e acrobazie, gli spettacoli del festival
Il programma, ideato da Alessandro Gigli e intitolato in questa edizione «Il corpo, il borgo e il sogno», intreccia nove prime nazionali e spettacoli site specific, diciannove appuntamenti tra musica e danza, sei street band e una forte presenza internazionale con undici compagnie provenienti da Germania, Svizzera, Argentina, Finlandia, Giappone, Thailandia, Inghilterra e Paesi Bassi.
Tra gli artisti stranieri ci saranno: i tedeschi Vertical Theater con le loro «acrobazie da nausea», il fantasista latinoamericano Mencho Sosa con il suo «Football Show», l’artista rom Rašid Nikolić con le sue marionette gipsy in viaggio dalla Jugoslavia in guerra all’Italia in pace; e i britannici Graffiti Classics, «un quartetto d’archi comico che non si siede mai», protagonista di uno spassoso viaggio musicale da Beethoven a Elvis per «sedici archi, otto piedi e quattro voci».
Mentre tra i debutti nazionali si segnalano: «Corpo celeste» di ImaginaDanza, «un richiamo a praticare l’invisibile e l’incanto» con Ivana Caffaratti e Daniele Dubbini; «Ritratti a tinte forti» di Teatri d’Imbarco/Benedetta Giuntini, con un omaggio a Pier Paolo Pasolini e al suo «Valzer della toppa»; «eXterni» di Teatrop, una rilettura onirica e itinerante degli «Uccelli» di Aristofane; e «Geisha» di Ada Innocente, un viaggio nella ritualità del Giappone tra samurai, tazzine di tè ed eleganza femminile.
Debutta a «Mercantia» anche «Le donne di Dante» dell’Associazione Palcoscenico, uno spettacolo con racconti inediti, ironici e divertenti, appositamente composti e interpretati dalla scrittrice Sandra Landi, che vedrà in scena anche le musiciste Ilaria Biagini ed Elisabetta Piastri.
Non poteva, poi, mancare un omaggio al padrone di casa, Giovanni Boccaccio, con «Decameron: canzoni e storie», che porterà a Certaldo il talento istrionico di David Riondino, con le ballate raccolte nel libro «Bocca baciata non perde ventura anzi rinnova come fa la luna» (Materiali sonori, 2014). Con lui saranno in scena il filologo Maurizio Fiorilla, professore all’Università Roma3, e i musicisti Eleonora Cardellini, Paolo Antinori e Massimiliano Chiapperi.
Nel bel cartellone di «Mercantia» c’è, poi, anche un riferimento ai tempi bellicosi che stiamo vivendo con lo spettacolo «Un sogno di pace» della Compagnia Elicriso, tratto da «La crociata dei bambini» di Bertolt Brecht, che racconta «un’infanzia orfana di genitori, di riferimenti, di luoghi, di strade da percorrere».
Una serie di presenze definisce, poi, il carattere di questa edizione che parla di sogni e di «desideri nascosti in fondo al cuore», a partire da quello di volare di Leonardo da Vinci, infaticabile ideatore di invenzioni futuristiche, e a quello della fratellanza universale di San Francesco d’Assisi, «il giullare di Dio». Ecco così il «Cantico delle creature» di Ipotesi teatrale, una performance itinerante sugli elementi naturali arricchita dalla magnificenza dei costumi e delle maschere in voga nella Venezia del Settecento, e la danza verticale della compagnia Cafè Lulè sulla Torre di Casa Boccaccio, ma anche i visionari «Birdmen» di Close-Act (Paesi Bassi) e il meccanizzato cavallo «Indigo» della Lumo Company (Finlandia).
Infine, il progetto «Balla Balla Ballerino», idealmente dedicato a Pippo Delbono, porterà a Certaldo il ritmo del tango, dello swing, delle danze irlandesi e del repertorio musicale del sud Italia e delle sue feste paesane, in un viaggio, a cura del gruppo «I musicanti di Bacco» che spazierà dalla pizzica alla tarantella, dalle serenate agli stornelli.

«Mercantia» è da sempre anche artigianato: quello autentico, fatto a mano, che nasce da antichi saperi e continua a parlare con voce contemporanea. Un mercato con banchi variopinti e laboratori artigianali per imparare tecniche antiche come la lavorazione dei metalli, la modellazione dell’argilla, l’intaglio e l’intarsio del legno, l’uso delle erbe palustri racconteranno, nei giorni del festival, «La magia delle mani», o meglio quei movimenti precisi e sinuosi che, con un procedimento che ha il sapore dell’alchimia, plasmano la materia per renderla un oggetto unico e inimitabile.

Dalla collettiva «Amore, Fortuna, Ingegno» all'intervento site-specific «Image», installazioni e mostre sul «Decameron»
In questo 2025, anno in cui si commemorano i seicentocinquanta anni dalla morte di Giovanni Boccaccio, «Mercantia» parla anche il linguaggio dell’arte. Per l’occasione, le novelle del «Decameron» si trasformeranno in installazioni e racconti visivi. Le storie «Frate Cipolla», ambientata proprio a Certaldo, e «Chichibio e la gru» prenderanno vita a Palazzo Pretorio per opera di Francesca Parri, autrice di un lavoro ironico e immersivo fatto di candide piume e di carbone, e di Nicola Genco, ideatore di un omaggio raffinatamente simbolico con delicate sculture dalle forme animalesche che si stagliano verso il cielo.

Mentre al Chiostro del Convento degli Agostiniani, già luogo di meditazione e di silenzio, Serena Tani darà vita al suo «Giardino dell’Utopia», una rilettura in chiave moderna del rifugio dalla peste dei dieci protagonisti del «Decameron» in una villa fuori dalle mura di Firenze.
L’installazione «Image» ricreerà, infatti, uno spazio incantato, tra natura e artificio, abitato da fiori colorati e da uccellini in terracotta che vuole essere un luogo di «bucolica salvezza», «una sorta di paradiso naturale, che – si legge nel libretto con il programma del festival - diventa punto di riflessione per una rinnovata consapevolezza e fuga dal materiale, dalla paura, dalle incertezze […] per rigenerare lo spirito e ripensare un nuovo modo di esistere».
«Zone di sfogo» dalla quotidianità, o meglio da quella che l’artista Alessandro Di Vicino Gaudio chiama la «peste contemporanea della disumanizzazione», verranno create anche con la «Rage Room», in via Castarella, una stanza-esperienza dove «sfogare la rabbia repressa, la frustrazione sedimentata, il senso di impotenza» di fronte a un mondo sempre più veloce e performante. In questo ambiente, dalle pareti fonoassorbenti tappezzate di «graffiti rabbiosi», i visitatori potranno distruggere vecchi televisori su cui scorreranno in loop immagini di guerre, di scene di diritti civili negati, di brutture urbane.

Lasciata la «Rage Room», ci si potrà, quindi, immergere nel cuore del borgo di Certaldo, dove sarà possibile ammirare le gigantografie delle illustrazioni firmate da Claudio Cionini, Maria Ditaranto e Ilaria Leganza per l’anniversario boccaccesco, tutte e tre realizzate sotto la supervisione di Fabio Calvetti.
Nel centro storico sarà allestita anche la mostra diffusa «Amore, Fortuna, Ingegno», con opere pittoriche dagli stili e dalle tecniche differenti, realizzate da sedici artisti - Valentina Barbieri, Veronica Cairo, Anna Casu, Costanza Danielli, Vanessa Gai, Katy Maleki, Marta Martini, Valter Masoni, Giada Matteoli, Renzo Mezzetti, Lucia Pretto, Francesca Santomauro, Stelleconfuse, Sabrina Taddei, Lucia Coccoluto Ferrigni e Carolina Frasconi - che si sono ispirati ai tre temi principali del «Decameron», in un racconto corale che parla della casualità e dell’imprevedibilità degli eventi e della capacità umana di trovare soluzioni originali per superare le difficoltà, anche grazie all’amore.
Mentre nel suggestivo scenario della chiesa dei Santi Tommaso e Prospero saranno esposte le opere che il maestro ceramista Eugenio Taccini, scomparso lo scorso gennaio a 82 anni, ha realizzato per «Mercantia» nel 2003: dieci pannelli che raccontano, con colori sgargianti e una vivace espressività, altrettante novelle della celebre opera boccaccesca.

Ritornando a Palazzo Pretorio, cuore storico e simbolico del borgo toscano, si potrà, infine, visitare «Folds», personale dell’artista Marica Fasoli, con un dipinto ispirato a «Il Corbaccio», un testo in prosa composto da Giovanni Boccaccio nel 1366, noto per la sua forte impronta misogina. L’allestimento, per la curatela di Francesca Parri (così come tutto il programma espositivo del festival), presenterà, inoltre, una quarantina di opere dei cicli «Origami Box» e «Invisible People», l’uno con carte piegate e ripiegate secondo un’antica tecnica giapponese, l’altro con abiti stropicciati che parlano dell’assenza e di «quello che rimane quando il corpo non c’è più».
Completa il percorso un video per ricordare la storia Sadako Sasaki, una bambina esposta alle radiazioni della bomba di Hiroshima, ammalatasi poi di una forma grave di leucemia, che, seguendo un’antica leggenda nipponica, si mise a piegare mille gru per poter esprimere il suo desiderio di salvezza. La ragazzina morì prima di completare il suo progetto; i 356 origami restanti furono realizzati dagli amici, che la ricordarono anche con una statua nel Parco della pace a Hiroshima, oggi simbolo nel mondo del rifiuto profondo di tutte le guerre.

Appuntamento dopo appuntamento, tra sorprese e meraviglie, si arriverà, dunque, al «Gran finale» di «Mercantia»: una colorata e vivace sfilata per le vie del borgo di Certaldo con bande musicali, performer, acrobati e giocolieri. «Un’esplosione di energia e creatività» per salutare il festival e darsi appuntamento al prossimo anno.

Didascalie delle immagini
1. Mercantia - edizione 2024. Foto Manrico Tiberi; 2. Mercantia - edizione 2024. Foto Mauro Donati; 3.  Mercantia - edizione 2024. Foto Manrico Tiberi; 4. Mercantia - edizione 2024. Foto Bianchi; 5. Mercantia - edizione 2024. Foto Manrico Tiberi; 6. Mercantia - edizione 2024. Foto Mauro Donati; 7. Mercantia - edizione 2024. Foto Vulcano; 8. Illustrazione "Firenze medievale" di Claudio Cionini per Boccaccio650; 9. Illustrazione “Lisabetta da Messina – viaggio negli abissi dell’eterno amore” di Maria Ditaranto per Boccaccio650; 10. Illustrazione “La torre” di Ilaria Leganza per Boccaccio650
 

Informazioni utili
Nei giorni di «Mercantia» (dal 16 al 20 luglio 2025) è vietato l'accesso al borgo di Certaldo Alta senza biglietto (l'accesso a Certaldo Bassa è, invece, gratuito). Costo del biglietto: mercoledì, giovedì, venerdì e domenica: intero E 13,00€+ diritto di prevendita; ridotto E 11,00€+ diritto di prevendita | sabato: intero E 15,00€+ diritto di prevendita, ridotto E 13,00€+ diritto di prevendita. Riduzione valida per: bambini da 7 a 14 anni, persone con disabilità, soci Coop (solo mercoledì e giovedì), Soci Touring Club in possesso di tessera associativa in corso di validità. Abbonamento tutti i giorni (escluso il sabato): intero E 40,00€- ridotto E 30,00€. Riduzione valida per: bambini da 7 a 14 anni, persone con disabilità. Abbonamento tutti i giorni (compreso il sabato): intero E 52,00€- ridotto E 40,00€. Riduzione valida per: bambini da 7 a 14 anni, persone con disabilità. Abbonamento Soci Unicoop Firenze tutti i giorni (compreso il sabato): E 47€. Riservato ai soci Unicoop Firenze, solo se acquistato in prevendita entro il 16 luglio 2025. Ogni carta socio dà diritto all’emissione di un abbonamento a prezzo agevolato. Ingresso gratuito per i bambini di età inferiore a 7 anni. Orari: Inizio spettacoli dalle ore 20.00; mercoledì giovedì, venerdì e domenica: fino alle ore 1.00; sabato: fino alle ore 1.30. I biglietti e gli abbonamenti potranno essere acquistati: • presso la biglietteria in Piazza Boccaccio nei giorni della manifestazione dalle 17.00 alle 24.00; • sul sito https://www.ticketone.it/artist/mercantia/; • nei punti vendita TicketOne (consulta la pagina https://www.ticketone.it/help/outlets/ per trovare il punto vendita più vicino a te) • sito istituzionale del Comune:www.comune.certaldo.fi.it/it. Info Biglietti e abbonamenti su Ticketone.it. Informazioni biglietti: info@boxofficetoscana.it. Info residenti/attività: mercantia@securandsecur.it. Ufficio informazioni turistiche: tel. 0571 661219 (solo per informazioni di carattere generale)

mercoledì 9 luglio 2025

«Lugano LongLake Festival», nel Canton Ticino un’estate tra musica, teatro e arte urbana

Musica live, spettacoli, installazioni di arte urbana, attività per bambini e famiglie, danza, incontri, workshop, street food e l’irresistibile universo degli artisti di strada: Lugano è pronta a colorarsi di mille sfumature e tonalità, quelle del prismatico mondo della cultura, e a farsi abitare dall’energia contagiosa e travolgente del suo «LongLake Festival», uno dei più grandi open air urbani della Svizzera, giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione.

Nel cuore dell’estate, da giovedì 10 a domenica 27 luglio, l’elegante cittadina del Canton Ticino, sulle sponde del Ceresio, conferma la propria vocazione turistica e ospita, tra le vie del centro storico e sul lungolago, oltre trecento eventi, per lo più gratuiti, a partire da tre appuntamenti ormai tradizionali, distribuiti nei tre fine settimana della manifestazione: la quarantacinquesima edizione di «Estival Jazz» (10-12 luglio), «Blues to Bop» (18-19 luglio), al suo trentacinquesimo appuntamento, e l’attesissimo «Lugano Buskers», promosso per la prima volta nel 2009.

A segnare il debutto della kermesse - organizzata dalla Divisione eventi e congressi della Città di Lugano, in collaborazione con Lugano Region e AIL - sarà il ritmo travolgente del jazz, che, per tre serate, porterà sui palchi di piazza della Riforma, piazza Manzoni e Punta Foce, artisti di fama internazionale, alcuni al loro ritorno nella cittadina elvetica, e nuove voci, anche della scena ticinese e svizzera come Christian Zatta's Nova, Jamila, Julian Brown, Jupiter Clouds, Lady Bazaar, Naomi Lareine e Pilar Vega.

Ad aprire il programma di piazza della Riforma, dove ci saranno gli appuntamenti più attesi dagli amanti dei ritmi sincopati, sarà, nella serata di giovedì 10 luglio, l’artista di origine congolese Alina Amuri, vincitrice dello «Swiss Live Talent». A seguire il leggendario Al Di Meola, considerato uno dei più importanti chitarristi dell’epoca moderna, si esibirà con l’Orchestra della Svizzera italiana, diretta per l’occasione dal maestro Fabrizio Festa. Mentre a concludere la serata saranno i Patax, travolgente gruppo di fusion latina proveniente dalla Spagna.

Il giorno successivo è previsto un concerto di Kurt Elling con gli Yellowjacket, una delle band più longeve e influenti del jazz mondiale. Seguiranno i Take 6, definiti da Quincy Jones «i più forti vocalisti del pianeta!», con il loro appuntamento che fonde gospel, jazz, R&B e pop in un’armonia cristallina. Chiuderà il programma di venerdì 11 luglio Candy Dulfer, in scena con Shelby J., sassofonista olandese e regina del funk che proporrà un set dedicato a Prince, suo mentore in passato.

La serata di sabato 12 luglio si aprirà, invece, con il cubano Gonzago Rubalcaba, considerato uno dei migliori pianisti viventi della scena mondiale, sul palco con la formazione Trio d’Été. Seguirà, quindi, l’esibizione di Jack Savoretti, cantautore italo-britannico dall’anima soul e folk, che presenterà il suo primo album in italiano: «Miss Italia». La serata si chiuderà, a mezzanotte, con Youssou N’Dour & Le Super Étoile de Dakar, leggenda della world music.

Il fine settimana successivo, quello del 18 e del 19 luglio, i riflettori saranno, invece, puntati sul «Blues to Bop», omaggio alla storia del blues in tutte le sue declinazioni. Sul palco di Villa Ciani si esibiranno il cantautore napoletano Edoardo Bennato, il celebre bluesman svizzero Philipp Fankhauser, il polistrumentista e compositore statunitense Joachim Cooder, ma anche Billy Branch, leggenda dell’armonica che vanta tre nomination e una vittoria ai Grammy Awards, e Gennaro Porcelli, uno dei principali talenti del blues italiano.

A Punta Foce e Rivetta Tell si vedranno, invece, le esibizioni di artisti «Swiss made» quali DimeBlend, Little Chevy, Marco Marchi & the Mojo Workers, Max Dega Band e Wet Rugs. Nell’ambito del cartellone, sono previsti, inoltre, due appuntamenti promossi dal LAC Lugano Arte e Cultura: il concerto degli Østrik Quintet (18 luglio) e quello dei The Voices Gospel Family (20 luglio). L’intesa con il centro culturale ticinese si estenderà anche oltre i confini di «Blues to Bop», includendo l'appuntamento «Thee Sacred Souls e Ledisi» nell’incantevole cornice naturale del Parco Ciani (16 luglio).

A chiudere il programma del «LongLake Festival» sarà, quindi, la nona edizione del «Lugano Buskers», cinque giorni di musica, acrobati, street-comedy, in programma dal 23 al 27 luglio, che vedranno esibirsi oltre quaranta artisti provenienti da tutto il mondo. «Brividi» è il tema scelto per fare da filo conduttore tra le performance dal vivo, i visual show, le proposte musicali e i workshop che si alterneranno per le strade e i palchi cittadini, da piazza Manzoni, passando per il lungolago, finendo a Punta Foce.

Il festival luganese prevede anche un focus sull’arte urbana. Tra l’8 e il 22 luglio torneranno, sulle sponde del Ceresio, i Nevercrew, ovvero Christian Rebecchi e Pablo Togni, con un nuovo intervento site-specific per la parete del Lido di Lugano.

Dall'America alla Francia, dalla Nuova Zelanda all'India, passando per la Russia, i due artisti hanno realizzato oltre cento interventi nello spazio pubblico. Il loro lavoro ruota attorno al concetto di confronto legato al rapporto tra uomo e natura e tra uomo e «sistemi», con un'attenzione particolare alle tematiche ambientali e sociali. Questo argomento sarà al centro anche dell’opera pensata per Lugano, una riflessione non solo sulle nostre relazioni con ciò che ci circonda, ma anche sul rapporto tra locale e globale, tra osservatore e osservato, «capace – raccontano gli organizzatori - di trasformarsi e di suggerire molteplici letture».

Per l’occasione è stato organizzato anche uno Street Art Tour guidato (13, 14, 20 e 21 luglio), che si concentrerà sugli interventi realizzati negli ultimi quindici anni da artisti quali Lucamaleonte, Sam3, Nevercrew, Agostino Iacurci, MP5, Dem, 108, C.T., Seacreative, Orticanoodles, Sten & Lex e molti altri ancora.

Nell'ambito del «LongLake Festival» ci sarà spazio anche per eventi dedicati ai bambini, con giochi e libri che invitano alla scoperta della natura, per il ballo (con serate Swing-Boogie, Alma Latina e Milonga) e per spettacoli teatrali. La Compagnia Onyrikon metterà in scena «Corde» (10 e 11 luglio), una proposta artistica che interroga la complessità, la crudeltà e la bellezza delle relazioni umane. Isabella Giampaolo proporrà «E tu chi sei?» (13 luglio), un monologo che si interroga sulla demenza, in particolar modo sull’Alzheimer, e sulle sue conseguenze, come una sorta di valzer della memoria. Ci sarà, quindi, «Elements» (14 luglio), un progetto performativo di UnKnown Company, in cui danza, movimento acrobatico, musica dal vivo, luce, video, costumi, opera d’arte plastica e testi poetici entrano in sinergia per creare una celebrazione della bellezza e della complessità della vita. I riflettori si accenderanno, poi, su «Un bès – Antonio Ligabue» (20 luglio), con Mario Perrotta, figura tra le più rilevanti del panorama teatrale italiano contemporaneo. Infine, Francesco Pellicini presenterà il talk-spettacolo «Storie di lago» (20 luglio).

Un cartellone, dunque, composito quello del «Lugano LongLake Festival», che, alla sua quindicesima edizione, si conferma come un momento speciale dedicato alla musica, alla cultura e allo svago nel cuore dell’estate. «Per 18 giorni, oltre 300 eventi animano la città, offrendo esperienze che emozionano, fanno riflettere e divertono – riassume a tal proposito Claudio Chiapparino, direttore della Divisione eventi e congressi Città di Lugano -. Dai concerti alle installazioni, dalle attività per bambini agli artisti di strada, ogni proposta parla ai diversi pubblici con linguaggi universali. Partendo dal Parco Ciani, il festival si estende al lungolago, valorizzando l’abbraccio naturale tra il Monte Brè e il Monte San Salvatore. «LongLake Festival» acquisisce forza e capacità di coinvolgere l'intero fronte lacustre, offrendo un'esperienza immersiva che unisce natura, cultura e spettacolo in un contesto unico e suggestivo». Il tutto concorre a farne un appuntamento da non perdere anche per chi proviene dalla vicina Italia. 

Didascalie delle immagini
1. Cirque la Compagnie - L'Avis Bidon © Albert Ortiz; 2.  Edoardo Bennato; 3. Take 6 © John Abbott; 4. Al Di Meola © Alexander Mertsch; 5. Gonzalo Rubalcaba - copyright Daniela De La Portilla; 6. Cho Kairin © Andrea Dani

Per saperne di più

venerdì 4 luglio 2025

LacMus Festival, sul Lago di Como un viaggio tra le note di Maurice Ravel

Saranno la musica del compositore francese Maurice Ravel, di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita, e il repertorio iberico da lui amato a fare da filo rosso tra i quattordici appuntamenti che compongono il cartellone di «Giochi d’acqua», ovvero la nona edizione di «LacMus Festival», in programma dal 9 al 20 luglio sul Lago di Como in Tremezzina, con uno sconfinamento in Brianza.

Il programma si aprirà con un recital pianistico del direttore artistico Louis Lortie, che porterà nell’incantevole scenario di Villa Carlotta il suo «Absolute Ravel», nel quale verranno proposti la celebre «Pavane pour une infante défunte», il monumentale «Tombeau de Couperin», la pagina giovanile «Jeux d’eau» (fonte di ispirazione per il titolo del festival comasco) e l’onirico ed enigmatico «Gaspard de la nuit».

Il giorno successivo, giovedì 10 luglio, si aprirà con «Giochi in musica», un laboratorio per i più piccoli (dai 3 ai 6 anni), al Parco di Villa Mainona – Museo del paesaggio del Lago di Como a Tremezzina. Mentre nel tardo pomeriggio, il Museo della barca lariana ospiterà il concerto «Musica tra le barche», che vedrà tornare a LacMus il clarinettista Anton Dressler, impegnato ancora una volta a cimentarsi con i live electronics in pagine da lui composte. Proseguirà, poi, il percorso dedicato a Maurice Ravel con il pianista Axel Trolese, che presenterà la «Rapsodie espagnole», nella trascrizione per pianoforte, e la giovanile «Habanera», precedute e introdotte da pagine di due compositori iberici, Turina e Albéniz, e da un cameo lisztiano, «Les jeux d’eau à la Villa d’Este», le cui immagini acquatiche preannunciano e preparano la ricerca timbrica raveliana.

Si proseguirà nella mattinata di venerdì 11 luglio con l’ormai tradizionale ascesa a piedi verso l’Abbazia di San Benedetto in Val Perlana, gioiello medioevale raggiungibile in un’ora di cammino. La fatica della salita sarà premiata dall’ascolto di «Monastic cello», un programma che accosta tre delle sei «Suite per violoncello» di Johann Sebastian Bach, affidate a Lucia Swarts, interprete di punta del repertorio barocco con strumenti d’epoca.

Di tutt’altro carattere sarà il concerto serale alla Villa del Balbianello, che fin dal titolo, «¡Granada!», promette un viaggio sonoro tra i profumi, i ritmi e i colori dell’Andalusia. Protagonista sarà il tenore Galeano Salas, accompagnato al pianoforte da Sophia Muñoz e Paolo Bressan. Da Bizet alla zarzuela, da Massenet alle canzoni messicane, il programma si dipanerà in modo vario e piacevole fra Europa e America Latina, per concludersi con l’iconica «Granada» di Agustín Lara, a lungo popolare anche in Italia nell’interpretazione di Claudio Villa.

Ci si sposterà, quindi, a Villa Lario dove, sabato 12 luglio, il Trio Wanderer, compagine francese di fama mondiale, presenterà il suo «Absolute Ravel», nel quale sarà possibile ascoltare il «Trio» da due Sonate, per violino e pianoforte e per violino e violoncello, che appartengono al periodo finale della produzione raveliana e hanno in comune la presenza di riferimenti al mondo della musica nera americana.

Domenica 13 luglio, in piazzetta Brenna, andrà in scena «Vive les amateurs!», un concerto collettivo di pianoforte con medici, avvocati, impiegati e ingegneri, originari di diversi paesi del mondo, dal Giappone al Brasile, riuniti nell’associazione PianoLink. Mentre lunedì 14 luglio il festival farà tappa, come ormai da alcuni anni, negli spazi all’aperto del maestoso Castello Durini ad Alzate Brianza, con «Rhapsody in Black», un programma che prevede ben tre concerti per pianoforte, affidati al solista e compositore Vyacheslav Gryaznov e a un’orchestra virtuale, la G-Phil, un’applicazione sviluppata dallo stesso artista nel periodo della pandemia. Il programma esprime appieno lo spirito modernista e ottimistico del primo Novecento: il «Concerto per la mano sinistra» di Ravel e il «Primo Concerto» di Shostakovich sono attraversati dal fremito ritmico di quell’epoca, in cui gli echi guerreschi si mescolano a quelli del jazz che si stava diffondendo in Europa. Completa il programma la «Rhapsody in Black» dello stesso Vyacheslav Gryaznov, che, sebbene scritta pochi anni fa, guarda alla stessa epoca e alle stesse influenze, rielaborando materiale tematico tratto da George Gershwin.

Ci si sposterà, poi, a Villa del Balbianello dove, martedì 15 luglio, si esibirà il giovane mezzosoprano Teresa Iervolino, versatile interprete dell’opera barocca come del Novecento e vincitrice a Como del concorso As.Li.Co.. Al pianoforte siederà Andrea Del Bianco. Un florilegio di arie di ispirazione iberica, tratte da Rossini, Verdi, Bizet e Massenet - accostate alle melodie spagnole di Albéniz, Granados e Falla - compone il programma di «Olas españolas», concerto nel quale verrà proposto anche «L’heure espagnole» di Ravel.
 
Sarà, quindi, la volta di «Folk Songs», un appuntamento musicale costruito intorno alla voce di Christiane Karg, che mercoledì 16 luglio vedrà in scena, al Parco Teresio Olivelli, anche la Sinfonia Smith Square Orchestra, diretta da Paolo Bressan. Durante il concerto verrà ricordato Luciano Berio, nel centenario della nascita.

La Sinfonia Smith Square sarà, inoltre, protagonista degli appuntamenti di giovedì 17 luglio: la «Musical Greenway», con l’arpista Stefania Scapin, e l’«Absolute Ravel – Symphonic», con Louis Lortie e la giovane chitarrista toscana Carlotta Dalìa, vincitrice di numerosi premi internazionali. In questa serata dedicata al Ravel orchestrale si potranno riascoltare la «Pavane» e il «Tombeau de Couperin», già uditi in versione pianistica, ma anche il «Concerto in sol», capolavoro di aerea levità, punteggiato di schegge di jazz, e il «Concierto de Aranjuez» di Joaquín Rodrigo, pagina chitarristica di perenne popolarità grazie al celeberrimo «Adagio».

La Spagna dominerà incontrastata nel concerto di venerdì 18 luglio al Parco Teresio Olivelli: «¡Bolero!», che ci porterà quattro illustri interpreti del flamenco: la danzatrice Sara Jiménez, la cantante Teresa Hernández e i chitarristi Juan Miguel Giménez e José «El Peli» Muñoz.
Sabato 19 luglio ci si sposterà al Santuario della Beata Vergine del Soccorso a Ossuccio per le consuete «Meditazioni musicali» con «The Dawn of the Cello», un viaggio tra le prime composizioni solistiche per violoncello con Lucia Swarts, personalità di spicco nel campo dell’interpretazione con strumenti originali, e il clavicembalista Riccardo Doni.

Il cartellone si chiuderà domenica 20 luglio, al Grand Hotel Tremezzo, come era iniziato, ovvero con Louis Lortie e un suo «Absolute Ravel», con capolavori quali i «Miroirs», le «Valses nobles et sentimentales», «La Valse» e la «Sonatine», pagina percorsa da ritmi ora volutamente arcaici ora folklorici.

Il festival comasco si configura, dunque, come un omaggio a tutto tondo alla natura caleidoscopica di Ravel, amante della musica per clavicembalo come del jazz, non dimentico del folklore basco e protagonista di un’epoca in cui ogni autore forgia da sé le regole del proprio linguaggio.

Didascalie delle immagini
LacMus Festival, immagini di repertorio. Foto di Daniele Fontana

Per saperne di più
Iformazioni e biglietti: https://www.lacmusfestival.com