ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

venerdì 2 luglio 2021

Orbetello Piano Festival: la musica conquista la laguna toscana

Dalla terrazza della Polveriera Guzman al teatro vegetale del Botanical Dry Garden di Orbetello, dal chiostro della Torre Saline ad Albinia al Casale della Giannella (oasi del Wwf), senza dimenticare l’affaccio sulla scogliera di Talamone: sono alcuni degli angoli più insoliti e suggestivi della laguna toscana a fare da scenario alla decina edizione di Orbetello Piano Festival.
Ideata da Giuliano Adorno e Beatrice Piersanti dell’associazione Kaletra, la rassegna, in programma dal 3 luglio all’8 agosto, è resa possibile grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale di Orbetello e di numerosi partner privati.
A segnare l’avvio della manifestazione, che quest’anno si aprirà anche alla filosofia e all’arte, sarà un concerto al tramonto, alle ore 19:45, con il «Quartetto Sincronie», in un programma che spazierà da Mozart a Robert Schumann.
Si proseguirà quindi, sabato 10 luglio, davanti alla scogliera di Talamone, con il pianoforte di Pasquale Iannone, protagonista di un doppio appuntamento, alle ore 19:00 e alle ore 21:30, sulla terrazza dell’hotel Capo D’Uomo. Mentre domenica 18 luglio è in programma, alla Torre Saline di Albinia, «Ballads», un piano recital di Istvàn I. Székely, anche questo proposto nella formula del doppio spettacolo, alle ore 19 e alle ore 21:30.
Un repertorio lirico squisitamente verdiano, con musiche tratte da «Rigoletto», «Trovatore» e «Traviata», per l’occasione trascritte per pianoforte, sarà, invece, in scena venerdì 23 luglio, sempre a Torre Saline (alle ore 19 e alle ore 21:30), nell’esecuzione del duo pianistico di Aurelio e Paolo Pollice.
Lo stesso palcoscenico ospiterà domenica 25 luglio, alle ore 21:30, «Paradiso XXXIII», un concerto in parole e musica ispirato al XXXIII canto del «Paradiso», parte del calendario «La Maremma per Dante 2021», con cui si celebrano i 700 anni dalla morte di del Sommo poeta.
All’insegna della multidisciplinarità, il festival quest’anno proporrà, per la prima volta, un appuntamento musicale dedicato a uno strumento diverso dal pianoforte: venerdì 30 luglio, alle ore 21:30, Torre Saline ospiterà Floraleda Sacchi con il concerto «Oltremare – Piano for Harp», una serie di trascrizioni per arpa di brani pianistici.
La rassegna accenderà, quindi, i riflettori su due giovani talenti della musica con un doppio appuntamento che, nel meraviglioso Casale della Giannelle, vedrà l’esibizione dei vincitori dell’Orbetello Piano Competition Junior 2021, il contest nato in seno al festival che, in questa sua quarta edizione (che a seguito della situazione pandemica si è svolta on-line), ha visto ben 570 partecipanti da ogni angolo del pianeta. Lunedì 2 agosto si esibirà Veronika Jaklovà, (diciottenne, originaria della Repubblica Ceca), mentre martedì 3 agosto sul palcoscenico salirà Massimo Taddei (diciannovenne, residente in Italia). Nel corso della serata del 3 agosto i due vincitori saranno premiati con una borsa di studio offerta dal Rotary Club Orbetello-Costa d’Argento. Entrambe le serate prevedono un doppio appuntamento, alle ore 19 e alle ore 21:30.
Sarà, poi, il pianoforte di Pietro Di Egidio a segnare uno degli appuntamenti più inconsueti del festival, quello che all’alba di giovedì 5 agosto porterà il pubblico a vivere il risveglio della natura nel bosco di Patanella.
Si sognerà, quindi, con la «musica sull’acqua» della giovane pluripremiata Leonora Armellini, di scena venerdì 6 agosto, alle ore 21:30, alla Polveriera Guzman di Orbetello; mentre domenica 8 agosto, alle ore 21:30, è previsto il gran finale a Torre Saline con «Sturm und Drang», il piano recital di Leonel Morales dedicato a Beethoven e Brahms.
Ma non finisce qui. La decima edizione di Orbetello Piano Festival si arricchisce, infatti, di due interessanti «effetti collaterali». Grazie alla collaborazione con l’associazione «Filosofia in movimento» il calendario di Orbetello Piano Festival ospiterà la prima edizione della rassegna «Orbe-Tech»: quattro appuntamenti dedicati ai temi legati all'influenza di tecnologia e intelligenza artificiale sulla società che vedranno confrontarsi alcuni protagonisti del panorama culturale internazionale come Éric Sadin, Lucio Caracciolo, Bruno Montanari, Giacomo Marramao e Nicola Zamperini. Gli incontri, tutti a ingresso gratuito, avranno luogo a Torre Saline ad Albinia nei giorni di sabato 17, giovedì 22 e giovedì 29 luglio e sabato 7 agosto, sempre alle ore 21:30.
Con Orbetello Piano Festival, negli spazi di Torre Saline, torna, infine, «Forte InContemporanea», manifestazione di arte visiva che proporrà la mostra itinerante «La parola e il tempo», omaggio a Clelia Marchi a cura di Anna Spagna e Daniela Vasta, collettiva «Eco del contemporaneo», nella Sala delle Anfore, e un incontro con l’artista Moira Ricci che, nella serata di giovedì 5 agosto, si racconterà al pubblico con una proiezione video dei suoi lavori. Tra sette note ed «effetti collaterali», la Toscana è pronta per un mese all’insegna della grande arte, ma anche del turismo di qualità, alla scoperta di luoghi di grande fascino nei quali protagonista è la natura con le sue suggestioni e la sua magia.

Informazioni utili
www.orbetellopianofestival.it

giovedì 1 luglio 2021

«Sii albero», Stefano Boeri dialogo con l’arte e la poetica di Maria Lai

È un dialogo a due sul legame tra uomo e natura quello che propone la mostra «Sii albero», per la curatela di Davide Mariani, allestita alla Stazione dell’arte di Ulassai, nel cuore dell’Ogliastra, in Sardegna. Protagonisti del percorso espositivo, visibile fino al 19 settembre, sono l’architetto Stefano Boeri e l’artista Maria Lai, con la loro visione affine, pur nell’originalità dei rispettivi linguaggi artistici, sul nostro vivere sulla terra, incentrate sui talvolta fragili equilibri sociali e ambientali.
Il progetto si compone di tre momenti interrelati tra loro: un’esposizione nella nuova project room del museo, un’installazione realizzata nel parco e una mostra negli spazi della ex rimessa del treno.
La prima parte della rassegna porta a Ulassai un modello in scala 1:50 del Bosco verticale, edificio-simbolo del lavoro di Stefano Boeri. Nello specifico, degli oltre dieci progetti realizzati dall’architetto nel mondo, viene esposto nel museo sardo il prototipo del primo, costruito a Milano, nell’area Porta Nuova, e formato da due torri alte ottanta e centododici metri che accolgono, nel complesso, ottocento alberi (una vegetazione equivalente a quella di trentamila metri quadrati di bosco e sottobosco). Il concept del Bosco verticale, l’essere cioè «una casa per alberi che ospita anche umani e volatili», viene esplicitato in mostra anche grazie a una serie di apparati didattici e video che illustrano la visione di Stefano Boeri di città sostenibile in relazione alla doppia sfida del cambiamento climatico e dell’aumento progressivo della popolazione mondiale.
Nel parco, sono messe in dialogo la scultura «Fiabe intrecciate. Omaggio a Gramsci» (2007) e la micro-architettura temporanea «Radura degli abbracci» (2017). La prima opera, a firma di Maria Lai, nasce dalla fusione tra due narrazioni, «Il topo e la montagna» (1931) scritta dal politico cagliaritano per i suoi figli durante il periodo di reclusione, e la leggenda della bambina e del nastro celeste che ha ispirato l’artista per la celebre performance collettiva «Legarsi alla montagna» (1981). Entrambe le storie hanno in comune un momento drammatico in cui ai bambini, come ricorda l’artista sarda, è affidato il compito di ricomporre la frattura passato-presente, riconducibile a quella tra uomo e natura.
Con «Radura degli abbracci», Stefano Boeri propone un prototipo di spazio pubblico che qui si compone di novantacinque cilindri di legno d’abete di cinque metri di altezza e sei centimetri di diametro, che creano un luogo al contempo permeabile e intimo, in cui i visitatori possono accedere per vivere un’esperienza originale di contatto con la natura, accompagnati dalla suggestiva melodia «Visioni» del violoncello di Piero Salvatori.
Il rapporto tra uomo e ambiente è, infine, ulteriormente approfondito negli spazi dell’ex rimessa del treno dove, per la prima volta in un’istituzione museale, viene proiettato il cortometraggio «Troiane», premiato al Venice Architecture Short Film Festival 2020. La pellicola, diretta da Stefano Santamato e prodotta da Paolo Soravia / The Blink Fish per Stefano Boeri Architetti, racconta, dal punto di vista degli alberi, il viaggio degli abeti divelti dalla Tempesta Vaia del Friuli e «rinati» nella scenografia de «Le Troiane» di Euripide al teatro greco di Siracusa, seguendoli per oltre 1.500 km, nell’avvicendarsi di paesaggi, colori e suoni.
È una storia di sacrificio e di resurrezione, che trova affinità nel lavoro di Maria Lai con la narrazione che l’artista affida al ciclo di opere «Sii albero», realizzate alla fine degli anni Novanta, che danno il titolo alla mostra.
Il percorso espositivo si chiude con una selezione di progetti, schizzi, foto e disegni riferiti alle varie installazioni di «Radura» nel mondo, fino ad arrivare a «Radura della memoria», l’ultimo straordinario esemplare realizzato a Genova, in seguito al crollo del Ponte Morandi avvenuto nell’agosto 2018. L’intervento è costituito da un podio ligneo circolare del diametro di cinquanta metri, all’interno del quale sono collocate quarantatré specie arboree differenti, in ricordo delle vittime della tragedia e la cui varietà richiama la biodiversità tipica della macchia mediterranea.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Stefano Boeri Architetti, Un bosco morto - Le Troiane a Siracusa, progetto scenico. Foto di Tommaso Le Pera; [Fig. 2]  Radura degli abbracci, Stefano Boeri Architetti; [Fig. 3] Bosco Verticale visto con il drone, Stefano Boeri Architetti

Informazioni utili
Stefano Boeri. Sii albero, a cura di Davide Mariani e Stefano Boeri Architetti. Museo Stazione dell’Arte, Ex Stazione ferroviaria - Ulassai (Nuoro). Orari: dal martedì alla domenica, dalle ore 9:30 alle ore 19:30 (orario continuato); chiusura settimanale il lunedì. Visite guidate: ore 9:00; ore 11:00; ore 13:00; ore 14:30; ore 16:00; ore 18:00 Sito: www.stazionedellartexperience.com. Facebook: https://www.facebook.com/MuseoMariaLai/. Instagram: https://www.instagram.com/stazionedellarte/. Fino al 19 settembre 2021

mercoledì 30 giugno 2021

«Scena natura»: sui colli bolognesi una rassegna per scoprire le interazioni tra arti e ambiente

«La musica si inserisce negli spazi verdi per insonorizzarli dialogando con il vento sulle foglie e i suoni degli uccelli, il teatro trasmette le emozioni del nostro vivere su questo pianeta e si interroga sul presente, la danza, come pure le esperienze di arte visiva, disegnano forme che tracciano conversazioni con l’ambiente». Viene riassunta così la proposta offerta al pubblico, da oltre dieci anni, da «Scena natura», inusuale «dialogo tra le arti e il verde» nato nel 2008 dalla collaborazione tra Fienile Fluò, ristorante e azienda agricola con bed and breakfast sui colli di Bologna, e l'associazione culturale Crexida/Anima Fluò, fondata nel 2003 dall’attrice e regista Angelica Zanardi.
Spettacoli teatrali, concerti, performance di danza e passeggiate-racconto animeranno, a partire da mercoledì 30 giugno, tutti gli ambienti della struttura sui colli di Paderno: dall’anfiteatro naturale tra i calanchi ai sentieri panoramici sulle colline, dai vigneti ai giardini.
«I vari appuntamenti in agenda utilizzano, dunque, gli elementi circostanti come scenografie spontanee. Le proposte artistiche – spiegano gli organizzatori - sono cioè pensate in stretta connessione con il luogo e sono prodotte ad hoc proprio per lo spazio che le ospita. Così alcuni spettacoli sono illuminati dalla luce del tramonto, altri, proposti dopo il crepuscolo, dall’ausilio di luci e fari, altri ancora stimolano una percezione a tuttotondo del contesto naturale circostante e un diverso coinvolgimento, anche grazie a degustazioni olfattive o enogastronomiche o particolari esperienze uditive prodotte grazie all’uso di device audio individuali».
Il cartellone multidisciplinare prenderà il via, con l'anteprima dello spettacolo «OUT!» (in replica il 7, il 21 e il 28 luglio; il 4 e l’11 agosto), un progetto di Allegra de Mandato e Angelica Zanardi, che rievoca in maniera drammaturgica il difficile periodo pandemico di «esclusione» e il costante bisogno di un dialogo tra il dentro, nell’intimità, e il fuori, nel mondo esterno. Sul palcoscenico un’attrice torna a recitare dopo una lunga pausa, un periodo di isolamento. Le persone davanti a lei sono finalmente reali, presenti. La donna esce allo scoperto e racconta la sua storia, affacciandosi in un presente «diverso», stravolto dalla necessità della distanza e pieno di limitazioni.
Ogni mese «Scena natura» ospiterà, dunque, una mini-rassegna dedicata a una delle quattro arti, con opere uniche e performance inedite. Luglio sarà il mese della musica con «escurSonica», quattro concerti per un’immersione nei sentieri delle sette note e della natura, a cura del critico musicale e saggista Pierfrancesco Pacoda, che spazierà dai linguaggi diversi del jazz all’elettronica.
Ad aprire il cartellone musicale sarà Tati Valle (4 luglio), versatile multistrumentista e cantante brasiliana che fa parte del gruppo «L’orchestra di piazza Vittorio», l’ensemble multiculturale italiano più noto nel mondo. Sarà, poi, la volta di Tiziano Popoli (11 luglio), uno dei più originali compositori italiani, sperimentatore con partiture elettroniche sin dagli anni Settanta, e degli Earthset (18 luglio), giovane formazione della scena musicale bolognese, che si muove tra suoni acidi e sonorità d’ambiente con all’attivo collaborazioni con la Cineteca di Bologna. Toccherà, quindi, esibirsi a Francesco Pizzo, chitarrista, compositrice, cantante, per anni parte del duo di avant garde pop Melampus, che porterà sul palco Cristallo il suo progetto solista. A chiudere la rassegna musicale sarà, a ottobre, l’esibizione di Consorteria delle tenebre (15 ottobre), quartetto di viole da gamba costituito da Teodoro Baù, Rosita Ippolito, Marco Casonato e Noelia Reverte Reche.
Luglio vedrà in scena sui colli bolognesi anche Ugo Dighero, uno dei volti più amati dal pubblico teatrale e televisivo, e Daniele Ronco, inventore del «teatro a pedali», con lo spettacolo «Un pianeta ci vuole…c’è nessuno?», che spinge a ragionare sulle soluzioni per migliorare la qualità della nostra vita e del mondo che ci circonda a partire da tre temi che diventano tre capitoli: alimentazione, trasporto e sovraffollamento.
Ad agosto si accenderà, quindi, lo schermo sotto le stelle del Cinema Fluò per una mini-rassegna in cinque appuntamenti, curata dallo scrittore e giornalista Roy Menarini, con la collaborazione della Cineteca di Bologna. Ogni mercoledì, dal 4 agosto, sempre alle ore 22:00, verrà proiettata una pellicola che racconta la relazione tra uomo e ambiente. Si partirà con «In viaggio verso un sogno», road movie ed esordio alla regia di Tyler Nilson e Michael Schwartz. Si proseguirà con «Nel nome della terra» (11 agosto), uno spaccato sulla vita di chi è legato al lavoro dei campi, costretto a combattere con una società in cui il profitto sta al primo posto. Sarà, poi, la volta di «Corpo e anima» (18 agosto), in cui la vita e la morte degli animali fanno da sfondo e contrappunto alle vicende umane; mentre a chiudere la mini-rassegna cinematografica sarà uno dei capolavori di John Ford, «Com’era verde la mia valle», del 1941.
Ad agosto tornerà anche l’appuntamento con le passeggiate «Tra gli alberi walk» (11 e 29 agosto), con l’attrice Angelica Zanardi e la violinista Erica Scherl. Le due artiste guideranno gli spettatori in un libero girovagare tra storia, leggenda e botanica, tra ricordi e sensazioni, realtà e immaginazione, a spasso tra gli alberi di un piccolo bosco privato e collettivo.
Settembre, infine, sarà il mese della danza e avrà per protagonista il giovane coreografo Carlo Massari, direttore della compagnia di danza CeC Company, che sviluppa un linguaggio artistico indirizzato verso un’indagine fisica e drammaturgica, in stretta relazione con tematiche sociali contemporanee. Tra gli spettacoli in programma (4 e 5 settembre, ore 18:00) ci sono ben tre le anteprime, due delle quali produzione di Crexida/Anima Fluò, di tre diversi gruppi: Dehors/Audela, De Simone/Cossignani/Adorni e il Collettivo Semipermanenti di Davide Nazzaro.
Negli stessi giorni si terrà anche il corso «Corpi intuitivi» (4 e 5 settembre, ore 10:00-17:00), ideato per gli spazi verdi di Fienile Fluò dalla compagnia Mualem/De Filippis Dance Projects. «Il laboratorio – raccontano gli organizzatori - vuole stimolare la ricerca di danza fuori dalle sale, esplorare le risorse interiori in luogo dove la vita «accade» continuamente e da sempre, dove l’aria è brezza o vento, dove la luce compie milioni di chilometri per poter accompagnare un gesto, sottolineare uno sguardo, testimoniare un incontro, un’opportunità difficilmente replicabile in qualsiasi altro luogo».
Completa il programma «La voce degli alberi», un percorso panoramico in dieci tappe dedicato all’osservazione delle diverse specie arboree del territorio dei colli bolognesi. Ogni tappa è una lezione immersiva, una relazione intima e insieme collettiva con il paesaggio, distinta e impreziosita da sculture tattili realizzate dal progettista di installazioni museali Fabio Fornasari.
Si rinnova, dunque, con un programma ricco Scena natura, frutto di una ricerca artistica che fa sconfinare «l’idea di bellezza sempre più fuori di noi, tra gli alberi, in un prato fiorito, in un teatro sotto le stelle».

Informazioni utili
Per info e costi: www.fienilefluo.it