
Prodotta dallo Stabile dell'Umbria e dallo Stabile di Torino, in collaborazione con il Théatre national populaire Villeurbanne-Lyon, la piéce, che si avvale della regia di Antonio Latella, si configura come un coinvolgente viaggio nel labirinto dei sentimenti. Rainer Werner Fassbinder, enfant terrible della letteratura e della cinematografia tedesca, racconta, infatti, con questo suo lavoro la storia di una passione resa folle dai sensi, di una di quelle tante relazioni «adolescenziali», in cui non si è più capaci di distinguere l’amore «che tutto muove» dalla fisicità pura e semplice. Ma si sofferma anche su temi come la disintegrazione dell'io, il rapporto servo-padrone, il mondo delle relazioni amicali, familiari e passionali, relazioni che, talvolta, possono essere così esclusive e morbose, da implicare l’annullamento, la sottomissione, l’accettazione di compromessi e, persino, la perdita della propria identità.

Protagonista è Petra von Kant, trentaseienne stilista di successo, ricca, colta e amante del bello, vedova del primo marito e separata dal secondo, che si trova divisa fra una figlia che non conosce, una madre troppo assente, un’amica distratta e un’assistente onnipresente. Petra -qui interpretata dalla brava Laura Marinoni, premio Duse 2007 come miglior attrice- è un’anima disillusa, stanca di accettare regole non scritte e taciti accordi.
Il naufragio affettivo che ha vissuto le impedisce di trovare stimoli persino nel lavoro, fino a quando nella sua vita non appare la giovane e bella Karin Trimm, una ragazza di estrazione proletaria spregiudicata e senza scrupoli, presentatale dall'amica Sidonie von Grasenabb e desiderosa di inserirsi nel mondo della moda. Petra ne rimane totalmente ammaliata e le offre denaro e fortuna.

Testo, dunque, complesso, duro e a tratti violento come la lama di un rasoio quello di Fassbinder. Testo al femminile, che disegna i rapporti tra individuo e società, attraverso la descrizione di sei donne, ognuna incasellata nel proprio ruolo di madre, figlia, nipote, amica, aiutante, amante. Sei donne dalle identità diverse o forse sei lati di una stessa personalità.
Dopo Lugano, Le lacrime amare di Petra von Kant sarà a Trento (teatro Sociale, dal 6 al 9 marzo), Argenta (teatro dei Fluttuanti, 11 marzo), a Trieste (teatro Rossetti, dal 13 al 16 marzo), Pordenone (teatro Verdi, 18 e 19 marzo), Padova (teatro Verdi, dal 25 al 30 marzo), Bolzano (teatro Nuovo comunale, dal 3 al 6 aprile) e Genova (teatro della Corte, dal 29 aprile al 4 maggio).
Didascalie delle immagini
(fig. 1, 2 e 3) Immagine tratta dallo spettacolo Le lacrime amare di Petra von Kant di Rainer Werner Fassbinder, per la regia di Antonio Latella. Foto di Anna Bertozzi.
[Le immagini sono state fornite da Sabine Bardelle, ufficio informazione e comunicazione della Città di Lugano]
Informazioni utili
Le lacrime amare di Petra von Kant. Teatro Cittadella, corso Elvezia, 35 – Lugano. Data: da martedì 4 a mercoledì 5 marzo, ore 20.30. Ingresso: FCh 40.00/16.00. Informazioni: tel. +41.(0)919232433. Sito web: www.luganoinscena.ch.
Curiosando nel web
Sito ufficiale di Laura Marinoni
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