La rassegna, curata da Cosimo Damiano Fonseca e Giancarlo Andenna, ripercorre la storia dell’ordine religioso templare, difensore dei pellegrini in Terrasanta e attore fondamentale durante le Crociate contro i musulmani d’Oriente, conosciuto anche con il nome di Pauperes commilitones Christi templique Salomonis, attraverso un articolato percorso espositivo in otto sezioni, di alto valore scientifico e di impagabile fascino.
Passeggiando sotto le antiche volte dello spazio espositivo genovese, sottoposto cinque anni fa ad accurato restauro, il visitatore si trova, infatti, a confronto con significativi reperti storico-artistici come icone, scrigni, reliquiari, manoscritti, statue, troni, sigilli, lastre tombali e codici miniati, dati in prestito da prestigiosi archivi e musei italiani ed europei, tra i quali la British Library di Londra, l’Archivio di Stato di Parigi, l’Accademia dei Lincei, la Biblioteca apostolica vaticana, la Galleria nazionale dell’Umbria, il Museo dell’Opera del Duomo a Orvieto, la Cattedrale di Modena e la Basilica del Santo Sepolcro di Barletta.
Quella che scorre sotto gli occhi del visitatore nel suggestivo complesso ligure, gioiello medioevale di singolare bellezza costruito nel 1180 come luogo di assistenza a pellegrini e crociati che si recavano o tornavano dalla Terrasanta, è una storia di tonaca e spada lunga due secoli. Il percorso espositivo prende, infatti, avvio dal XII secolo, epoca di fondazione dell’ordine dei monaci-cavalieri i cui valori fondanti erano la protezione dei deboli, la subordinazione degli interessi particolari al bene generale e l’abnegazione al dovere. E si chiude settecento anni fa, il 18 marzo 1314, quando Jacques de Molay, ultimo Gran maestro dei cavalieri del Tempio, viene bruciato sulla pubblica piazza a Parigi per volontà del re Filippo IV il Bello, più stimolato a conquistare le immense ricchezze del gruppo e a sopprimere nel sangue il suo senso di autonomia nei confronti del potere che a combattere una presunta eresia.

L’esposizione, giocata principalmente intorno a due elementi quali il fascino dell’Oriente e il processo contro il Tempio, propone anche un focus sulla figura di Caffaro, un uomo politico genovese che fu in Terrasanta al tempo di re Baldovino. E ricostruisce per la prima volta il Giardino dei Templari, grazie a una ricerca condotta dal professor Marcello Maimone e della III A dell’Istituto tecnico agrario «Bernardo Marsano» di Genova, che ha portato a scoprire l’impiego di un particolare humus per il compostaggio e ricette medicinali come l’unguento di iperico e l’«Elisir di Gerusalemme», una miscela di vino di palma, polpa di aloe e di canapa che si diceva garantisse una straordinaria longevità. Un aspetto, questo, poco conosciuto dei Templari, il cui mantello bianco con la Croce rossa sulla spalla sinistra, simbolo del sangue versato in nome di Gesù Cristo, è entrato nel mito, legandosi a leggende esoteriche e occulte come quella narrata per la prima volta dal poeta Wolfram von Eschenbach, secondo cui l’ordine è custode del Santo Graal.
Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Croce Stradale in marmo lavorato a bassorilievo, fine XII-inizi XIII secolo. Museo nazionale d’arte medioevale, Arezzo; [fig. 2] «L’esecuzione dei Templari», miniatura dal «Grandes chronique de France», The British Library, Londra; [fig. 3] Stauroteca, Crux Veliterna, prima metà XII secolo d.C.. Museo Capitolare, Velletri
Informazioni utili
«Templari: storia e leggenda dei cavalieri del Tempio». Commenda di Prè, piazza della Commenda, 1 - Genova. Orari: martedì-domenica, ore 10.00-19.00; chiuso il lunedì. Ingresso: intero € 10,00, ridotto € 8,00, scuole € 5,00, ridotto AcquarioVillage € 5,00. Informazioni e prenotazioni: tel. 010.5573681, info@fondazionednart.it o templari@fondazionednart.it. Fino al 2 giugno 2014.
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