L'edificio, fondato nel XIII secolo per accogliere i commerci e le attività dei tedeschi che arrivavano in città, è stato distrutto da un incendio nel 1505 per essere, quindi, ricostruito e riaperto a tempo di record nel 1508.
A inizio dell’Ottocento lo stabile è stato trasformato in dogana voluta da Napoleone e, a partire dal 1870, è stato adibito a ufficio postale (la scritta Telecomunicazioni rimane sulla calle, come segno di rispetto del passato).
Oggi, dopo otto anni di chiusura e tre di cantiere che hanno visto all’opera l’architetto e urbanista Rem Koolhaas, il «Fontego» si presenta come un polo del lusso articolato su oltre settemila metri quadrati; il quarto piano, l’ultimo, è dedicato ai progetti culturali grazie alla crezione dell’Event Pavilion.

L’installazione site-specific «Waterbones», presentata al T Fondaco dei Tedeschi e composta da migliaia di sottili moduli di acciaio assemblati l’uno all’altro, si inserisce nella sua serie di opere delicate e naturali, sospese tra costruzione e decostruzione.
Appoggiata alle pareti o appesa al soffitto vetrato del padiglione collocato all’ultimo piano del T Fondaco, la forma organica realizzata da Cecchini contamina l’intero spazio e gioca con la gravità, interagendo con l’architettura e creando un effetto tridimensionale, al contempo naturale e artificiale, statico e dinamico. I moduli di «Waterbones» possono essere assemblati all’infinito e combinarsi in innumerevoli modi, richiamando alla mente gli algoritmi matematici alla base della natura. Così l’installazione costituisce una metafora biologica straniante, ai confini tra scienza ed estetica: un punto di contatto tra narrazione poetica e produzione industriale.
In questa osmosi espressiva creata tra le forme biologiche e la struttura architettonica, Cecchini mette in scena un mondo in equilibrio tra realtà e finzione, che interroga la natura stessa della materia. «Vorrei che lo spazio dell’opera rimanesse quello del miraggio e si collocasse da qualche parte tra delirio e realtà, astrazione e utilità, sospensione e materialità», dichiara l’artista, invitando l’osservatore a perdersi nella moltitudine di realtà su cui si aprono le infinite possibili interpretazioni di questi frammenti di natura fluttuanti e sospesi in una dimensione concreta ed evanescente al tempo stesso.
Informazioni utili
«Waterbones» - Personale di Loris Cecchini. T Fondaco dei Tedeschi, Calle del Fontego dei Tedeschi, Ponte di Rialto - Venezia. Orari: tutti i giorni, 10.00-20.00. Ingresso libero. Informazioni: tel. 041.3142000. sito internet: https://www.dfs.com/en/venice/stores/t-fondaco-dei-tedeschi-by-dfs?cid=seo-yextfb-yext. Dal 7 aprile al 27 novembre 2017.
Nessun commento:
Posta un commento