ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

mercoledì 18 giugno 2025

«Nuvolette»: torna a Rovereto il festival dell’illustrazione, del racconto per immagini e del fumetto

Mostre personali e collettive, incontri con gli autori, live performance di disegno, animazioni, laboratori per bambini, dj set, sonorizzazioni, esplorazioni al planetario, un trekking urbano e la fiera dell’editoria di fumetti e cultura pop «Carta & inchiostro»: è ricco il programma della settima edizione di «Nuvolette», il festival dell’illustrazione e del racconto per immagini che per quattro giorni, dal 19 al 22 giugno, trasformerà Rovereto, cittadina del Trentino Alto Adige, in un laboratorio d’arte a cielo aperto.

Vie, piazze e vetrine dei negozi del centro storico saranno ridisegnate da artisti e illustratori «a colpi di penn(ar)ello», con l'intento di invitare il pubblico a riflettere sull’inaspettato, come dichiara il sottotitolo scelto da Superflùo, per il 2025: «Shit Happens - Oh, capita!». Un tema, questo, che gioca sull’ironia e che «ci ricorda che la vita va presa così com’è, anche se a volte non è quella che speriamo o ci aspettiamo» perché, in un mondo sempre più orientato all’essere vincenti, certe volte «abbracciare l’errore, l’imprevisto, una macchia di colore fuori palette», «l’inchiostro rovesciato sul foglio» può essere un vero elisir di felicità. Lo racconterà bene la mostra collettiva «Sheet happens! L’arte del cavarsela», a cura di Becoming x Art+Sound Collective, aperta fino al 6 luglio alla Biblioteca civica G. Tartarotti.

Tra i protagonisti del festival ci sarà Enrico Pantani, l’artista bibliotecario toscano, classe 1975, che racconta il suo universo quotidiano con disegni evocativi, accompagnati da titoli dissacranti, in «amoreodio, mostra-manifesto di abbracci e scazzottate», aperta fino al 10 agosto (orari: martedì-domenica 16-20 e sabato-domenica 10-12; ingresso libero) alla Sala Iras Baldessari.
Attorno all’immagine ripetuta di un abbraccio tra due esseri umani che, stretti, guardano un orizzonte colorato da tinte forti, le opere della serie «Abbracci» si presentano come una collezione di manifesti – usati o ancora da usare – a sostegno di gesti di fraternità e di unione tra individui. Tra i lavori in mostra emergono anche quelli della serie «Risse» e opere con iconografie sacre calate nella contemporaneità, con santi in tenuta Givova e putti travestiti che minacciamo madri-madonne.
La scanzonata leggerezza dei soggetti raffigurati e la serietà di ciò che raccontano sono la chiave narrativa della pittura di Enrico Pantani, capace, con la sua ironia, di rappresentare le ipocrisie della nostra società occidentale attraverso scene ordinarie di dinamiche emotive molto reali, quelle che – nel bene ma, più spesso, nel male – emergono ogni volta che si agisce, semplicemente, come animali umani.

A «Nuvolette» esporrà anche Camilla Falsini, artista e illustratrice romana dallo stile riconoscibile per le linee nette, le forme minimali e i colori decisi declinati in progetti che spaziano dall’illustrazione editoriale ai murales, dal design ai libri. Per il festival, l'artista ha creato strane figure che osservano i passanti di via Roma nell’installazione originale «Forme comuni, esseri unici», un invito a resistere all’uniformità dei corpi e delle menti. Facce strette o quadrate, corpi allungati, braccia sinuose, gambe corte o piedi enormi rendono visibile – e orgogliosamente esteriore – la bellezza della varietà, che è anche interiore.

Tra le mostre di questa edizione si segnalano anche: «Essenza invisibile», una personale di Aurora Stano sulla scoperta delle proprie fragilità e incertezze; la divertita e divertente esposizione «Di che parleranno i piccioni?», con opere di Filippo Paparelli; e «Shit Happens», rassegna con i progetti degli studenti del terzo anno del corso di computer graphic di Laba Brescia, realizzati sotto la supervisione dei docenti Simone Borioni e Marco Giugliarelli.

Altro appuntamento da non perdere è la collettiva «Suoni urbani. Immagina una città come una sinfonia viva», nata da un progetto visivo e sensoriale che ha trasformato la vicina Trento e i suoi sobborghi in partiture illustrate, in «una sorta di grande orchestra metropolitana.» Dieci artisti – Andrea Bettega, Elio Carollo, Davide Comai, Sara Filippi Plotegher, Anna Formilan, Nadia Groff, Veronica Martini, Michela Nanut, Andrea Oberosler, Giorgia Pallaoro – sono stati invitati da Superflùo a riscoprire e illustrare i dettagli acustici che abbiamo smesso di notare, ma anche a riconoscere quanto i rumori generati dall’essere umano coprano spesso quelli della natura.

Molto atteso è, poi, lo spettacolo «O+< Scritture viziose sull’inarrestabilità del tempo» della Compagnia Abbondanza/Bertoni, che, venerdì 20 giugno, vedrà in scena l’artista visivo Andrea Amaducci con la danzatrice Francesca Pennini della compagnia «CollettivO CineticO» di Ferrara. Il movimento della ballerina, costruito e decostruito in tempo reale, verrà tradotto graficamente dal writer, generando un flusso continuo di feedback tra linguaggi, dove ogni gesto si consuma nell’effimero e nella trasformazione.
Altro appuntamento da non perdere è il concerto del cantautore italo-canadese James Jonathan Clancy, sulla scena underground italiana con vari progetti musicali («Settlefish», «A Classic Education», «His Clancyness»), che presenterà a «Nuvolette» il suo primo album solista: «Sprecato», uscito a febbraio 2024 per la label. Dal disco è nata anche una collaborazione con il fumettista Michelangelo Setola, che ha dato vista a un albo illustrato a fumetti, uscito per Canicola. I due artisti si incontreranno sul palco del festival di Rovereto per una performance di musica e live painting, in programma sabato 21 giugno, che restituirà attraverso la musica e il disegno dal vivo le atmosfere stranianti di un indefinito sud del mondo, tra natura arida e città industriale.

A chiudere il cartellone, che vedrà anche la presenza di Elena Mistrello con una live performance sulla vetrata della caffetteria del Mart e con un incontro dal titolo «Disegnare il reale» alla Biblioteca civica G. Tartarotti, sarà l’evento «La guerra, la pace, l’impegno sociale. Sessant’anni di canzoni, da Dylan agli Idles» alla Campana dei caduti: un salotto all’aria aperta, animato dal giornalista e musicista Giuliano Lott, durante il quale gli artisti del collettivo Becoming X realizzeranno un murale dal vivo. L’evento si chiuderà con i cento rintocchi di «Maria Dolens», la campana sul colle di Miravalle, fatta con il bronzo dei cannoni della Prima guerra mondiale, che fu inaugurata cento anni fa e che, ogni giorno, al tramonto, con il suo suono invita alla convivenza pacifica, un monito oggi quanto mai attuale.

Didascalie delle immagini
1. Locandina di Nuvolette; 2. e 3. Illustrazioni di Camilla Falsini; 4. Illustrazione di Enrico Pantani; 5. Live painting in una passata edizione di Nuvolette
 
Per saperne di più
https://www.facebook.com/nuvoletteart. Informazioni: tel. 3421281843; info@super-fluo.net

lunedì 16 giugno 2025

Sull’Appennino pistoiese un museo a cielo aperto: l’«OCA - Oasy Contemporary Art and Architecture»

Era il 2006 quando, sull’Appennino Pistoiese, nel Comune di San Marcello Piteglio, il recupero di una vecchia riserva di caccia di oltre 1000 ettari, estesi tra i 700 e i 1.100 metri di altitudine, dava vita a Oasi Dynamo, un grande polmone verde, affiliato al WWF, che fonda la propria attività su quattro pilastri: ricerca ed educazione (rivolta soprattutto ai più giovani con campi estivi e didattica ambientale), arte contemporanea, ospitalità e agricoltura eco-sostenibile.
Tra macchie di conifere e boschi di latifoglie caratterizzati dalla presenza di querce, carpino nero, castagno, ciliegio, acero campestre e ontano nero, dove vivono indisturbati animali come caprioli, daini e picchi neri, nell’estate del 2023 è nato, sotto la direzione artistica del curatore trentino Emanuele Montibeller (l’ideatore di «Arte Sella»), OCA, acronimo di Oasy Contemporary Art and Architecture, un laboratorio culturale in continuo dialogo tra creatività e natura, oggi inserito nel network «Grandi giardini italiani».
Estate dopo estate, il progetto cresce arricchendo questo prezioso territorio nel cuore della Toscana, che fu di proprietà della famiglia Orlando, la fondatrice agli inizi del ’900 della Smi - Società metallurgica italiana, con nuove installazioni site-specific.

Appena riaperta, e visitabile fino al prossimo 7 novembre, l’Oasi Dynamo offre, quest’anno, un percorso tra le opere di alcuni dei più importanti architetti e artisti contemporanei: Alejandro Aravena, Mariangela Gualtieri e Michele De Lucchi, Kengo Kuma, Quayola, David Svensson, Pascale Marthine Tayou e Matteo Thun. Le installazioni, perfettamente integrate nell’ambiente, trasformano la camminata in un atto di scoperta e meraviglia, che, nei prossimi anni, diventerà ancora più sorprendente grazie ai lavori, in fase di ideazione e creazione, di Stefano Boeri, fuse*, Diana Scherer, Álvaro Siza, Eduardo Souto de Moura ed Edoardo Tresoldi, a prova che il progetto è stato pensato come un organismo vivo, in continua trasformazione, capace ogni volta di sorprendere.
Va detto che l’ OCA - Oasy Contemporary Art and Architecture, luogo accessibile solo a piedi, non è un semplice spazio dedicato all’arte, ma è un’esperienza totale, che inizia ben prima di arrivare a destinazione. Lasciata l’automobile al parcheggio, in località Croce di Piteglio, il visitatore si trova, infatti, a compiere una camminata nel bosco di circa mezz’ora: una sorta di porta di ingresso che invita a rallentare il passo, a guardare con attenzione ciò che si sta attraversando. Uscito dal fitto degli alberi, arriva in un ampio pianoro soleggiato, dove viene accolto in quella che un tempo era una stalla e che oggi ospita uno spazio espositivo. Da qui prende avvio l’itinerario ad anello, un percorso di circa un’ora e mezza di cammino tra le opere e gli elementi naturali dell’oasi, da compiere in compagnia dallo staff del parco, che offre ai partecipanti approfondimenti sulle opere e sul contesto naturale che le accoglie.
 
La prima installazione che si incontra è il «Dynamo Pavilion» di Kengo Kuma, una scultura di fasci che si insinuano tra le piante come una folata di vento, danzando con il paesaggio e invitando alla contemplazione.
Proseguendo il cammino, il visitatore si imbatte nell’opera «Nella terra il cielo» di Mariangela Gualtieri e Michele De Lucchi, che fonde poesia e architettura per riflettere sul rapporto tra mito e memoria. Immersa nel verde, questa struttura nasce evocata dal racconto del luogo e, nel tempo, lascerà tracce solo nella poesia.
Addentrandosi nella macchia, il cammino conduce, quindi, a «Fratelli Tutti» di Matteo Thun, un’installazione ispirata all’omonima enciclica di Papa Francesco e ai valori universali di fraternità e pace. Composta da monoliti in pietra locale trovati sul posto, l’opera si sviluppa in forma circolare, richiamando i cicli naturali della vita.
Poco oltre, nella quiete del bosco, si incontra «Erosions» di Quayola, un’opera composta da massicci blocchi di pietra lavica scolpiti da algoritmi generativi. Questa scultura, realizzata grazie al supporto di Ranieri, azienda leader nella lavorazione della roccia vulcanica, riflette sulla tensione tra forza naturale e intervento tecnologico, trasformando la materia in una nuova forma di paesaggio.
Continuando, si scorge, infine, «Self-regulation», un’installazione di Alejandro Aravena, che si appoggia ad una struttura preesistente: una sorta trappola antropologica che invita il visitatore ad interrogarsi su come abitare l’opera.
Mentre il prato attorno allo spazio espositivo, dove si chiude il percorso ad anello, ospita due opere realizzate negli anni passati per OCA: «Home of the World» di David Svensson e la coloratissima «Plastic bags» di Pascale Marthine Tayou

 In questa struttura è allestita la mostra «L’arte è WOW!», con una selezione delle oltre 2000 opere realizzate a Dynamo Art Factory, progetto speciale che da oltre quindici anni unisce, in un contesto di gioco e di relazione autentica, arte contemporanea e terapia ricreativa Dynamo®. I lavori esposti sono il frutto di residenze che hanno coinvolto numerosi artisti di rilievo nazionale e internazionale, impegnati a lavorare fianco a fianco con i bambini e i ragazzi con patologie gravi o croniche e con le loro famiglie.

Inoltre, all’interno del ristorante Casa Luigi, per tutta la stagione estiva, saranno esposti cinque piccoli prototipi di Michele De Lucchi: «Legni di pietra», lavori nati dal recupero di tronchi sbozzati e conservati per anni, oggi reinterpretati su basamenti di pietra, che riflettono sulla temporaneità dell’architettura e sulla mutabilità delle forme. 

Didascalie delle immagini
1. Pascale Marthine Tayou, Plastic bags, 2024. OCA Oasy Contemporary Art_©Mattia Marasco; 2. Kengo Kuma, Dynamo Pavillion, 2025. OCA Oasy Contemporary Art_©Mattia Marasco; 3.Alejandro Aravena, Self regulation,2025. OCA Oasy Contemporary Art_©Mattia Marasco; 4. Michele De Lucchi e Mariangela Gualtieri, Nella terra il cielo, 2025. OCA Oasy Contemporary Art_©Mattia Marasco; 5. Quayola, Erosions, 2025.OCA Oasy Contemporary Art_©Mattia Marasco


Informazioni utili 
OCA Oasy Contemporary Art and Architecture. Parcheggio per visitatori SP 633 n° 15, località Piteglio (PT). Orario: dal mercoledì alla domenica, 11.00 – 17.00. Ingresso mostra: gratuito. Ingresso percorso guidato nella riserva, solo su prenotazione ad orari prestabiliti, consultabili sul sito web: intero 20,00 €, bambini fino ai 10 anni gratuito. Informazioni: Tel. 0573 1716197. Sito web: www.oasycontemporaryart.com

venerdì 13 giugno 2025

«Luoghi del cuore» 2024: vince il Santuario di Nizza Monferrato amato da don Bosco

2.316.984 voti raccolti, 30.260 luoghi votati, 5.802 comuni coinvolti, 196 comitati registrati e oltre 530 scuole, tra primarie e secondarie di I e II grado, protagoniste nella raccolta delle segnalazioni: sono questi i numeri – da record – con cui si è chiusa la dodicesima edizione del censimento «I luoghi del cuore», ad oggi il più importante ed efficace strumento di partecipazione diretta dei cittadini alla tutela del patrimonio del Paese.
L’iniziativa, promossa dal 2004 dal Fai - Fondo per l’ambiente italiano e da Intesa Sanpaolo, ha visto ben 221 siti – mai così tanti – superare la soglia minima di 2.500 voti, quella che garantisce la possibilità di partecipare al Bando, aperto fino all’11 settembre, per sostenere campagne di restauro e valorizzazione culturale; di questi luoghi – tra cui ci sono chiese, eremi, fontane, castelli, monasteri e persino un traghetto leonardesco sull'Adda - ben 38 hanno superato la soglia delle 10mila firme.
In palio ci sono complessivamente oltre 700mila euro, ovvero 300.000 euro in più rispetto alle precedenti edizioni, che negli anni hanno visto la restituzione al grande pubblico di ben 163 siti. Ai tre vincitori saranno assegnati – ma solo in seguito alla presentazione di un progetto concreto di riqualificazione - 70.000, 60.000 e 50.000 euro; gli altri luoghi che hanno superato la soglia minima dei 2.500 voti potranno concorrere all’attribuzione di un contributo che potrà arrivare a un massimo di 50.000 euro.
 
A vincere l’edizione 2024 del censimento Fai è stato il Santuario Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato, nel cuore di un paesaggio vitivinicolo di indubbio fascino che dal 2014 è patrimonio Unesco: un luogo strettamente legato alla figura di don Bosco, il padre dell’oratorio moderno, che acquistò il complesso nel 1877 salvandolo dall’abbandono e facendone la casa madre del suo ordine. La provincia di Asti è così salita per la prima volta sul gradino più alto del podio grazie ai 72.050 voti raccolti, provenienti non solo dal suo territorio, anche dalle scuole salesiane presenti in vari Paesi del mondo, dall’India alla Colombia, dalle Filippine al Messico, che hanno così espresso il loro favore nei confronti di questo convento, legato anche alla storia di madre Maria Mazzarello, in nome dell’attualità e dell’importanza dell’eredità educativa del fondatore.
Sul podio sono salite, poi, la Fontana Antica di Gallipoli, che ha raccolto 62.967 segnalazioni, e la Chiesa di San Giorgio nel borgo di Tellaro, una frazione del comune spezzino di Lerici - luogo del cuore di personaggi come il pittore Arnold Böcklin, gli scrittori Henry James e Virginia Woolf, il poeta Eugenio Montale - dove la piccola ma tenace comunità si è mobilitata e riunita per proteggere il proprio patrimonio culturale riuscendo a raccogliere 47.012 voti.

Al quarto posto si è classificato il Complesso di Santa Croce di Campese a Bassano del Grappa (Vi), l’ex monastero sul Canale del Brenta fondato nel giugno del 1124 da Ponzio di Melgueil, settimo abate di Cluny, di ritorno dalla Terra Santa, che ha festeggiato i 900 anni, segnalato al censimento con l’obiettivo di recuperare antiche testimonianze storiche del Cinquecento e del Seicento, custodite nell’archivio, e renderle finalmente consultabili.
 Seguono, nella classifica, due beni siciliani: l’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina a Santo Stefano Quisquina (Ag), luogo di devozione locale molto amato, e il Parco regionale di Cava Ispica a Modica (Rg), uno dei maggiori complessi naturalistico-archeologici dell’isola, che ospita, tra l’altro, un cimitero paleocristiano, con loculi e tombe ad arcosolio e un Gymnasium ellenistico con iscrizioni greche, nonché i resti della chiesa in grotta di Santa Maria, risalente all'epoca normanna.
Mentre al settimo posto si è classificato il Traghetto di Leonardo da Vinci a Imbersago (Lc), per il quale la mobilitazione, che ha ottenuto 31.490 voti, è partita dallo stesso sindaco che ha preso l’abilitazione per far tornare a navigare sull’Adda quest’unico esemplare funzionante al mondo di barca, che ha storicamente prestato servizio come importante collegamento tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia fino alla fine del XVIII secolo. Sulla base di un disegno datato 1513 e incluso nel Codice Windsor, si ipotizza che l’artista fiorentino abbia progettato o perfezionato l’infrastruttura durante il suo soggiorno nella vicina Vaprio d'Adda, tra il 1506 e il 1507. Il sistema funziona grazie a un cavo – oggi d'acciaio - teso tra le due sponde, sfruttando la corrente del fiume per il movimento, senza quindi la necessità di un motore. 
Nella top ten si trovano, quindi, il Castello di Lagopesole ad Avigliano (Pz), la Chiesa di San Giacomo della Vittoria ad Alessandria e la Valle dei Mulini di Gragnano (Na), antica testimonianza della lavorazione locale della farina e della pasta, da preservare con le sue storie di tradizione e ingegno.

Tra i «Luoghi del cuore» più votati ci sono anche siti colpiti da disastri naturali, come la chiesetta danneggiata da una tromba d’aria a Cervia (Ra), il centro storico di Concordia sulla Secchia (Mo), ancora in attesa di un pieno recupero dopo il terremoto del 2012, e il Torrente Rovigo a Palazzuolo sul Senio (Fi), che ha raccolto undicimila voti in una manciata di giorni, in seguito allo smottamento causato dalle abbondanti piogge che ha portato alla luce una discarica creata negli anni Settanta lungo i suoi argini. Ne emerge il ritratto di un’Italia  fatta di province, borghi, chiese, luoghi di natura, spesso poco conosciuti o trascurati, ma capaci di aggregare e appassionare persone anche fuori dai nostri confini nazionali.

Didascalie delle immagini
1. Nostra Signora delle Grazie, Nizza Monferrato (AT) Foto Roberto Morelli, 2025, (C) FAI; 2.  Fontana Antica di Gallipoli (LE) (C) FAI; 33. Chiesa di San Giorgio a Tellaro, Lerici (SP). Foto Davide Marcesini (C) FAI; 4. Traghetto Leonardo da Vinci, Imbersago (LC). Foto Roberto Morelli (C) FAI; 5. Complesso di Santa Croce di Campese, Bassano del Grappa (VI) (C) FAI

Per saperne di più
https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/