ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

mercoledì 3 giugno 2026

L’argilla, il fuoco e i «giardini d’artista»: nel Ponente ligure torna il Festival della maiolica

C’è un momento, all'inizio della stagione estiva ligure, in cui il mare smette di essere sfondo e diventa interlocutore. È quando il vento di giugno porta con sé non solo l’odore della salsedine, ma anche quello dell’argilla cotta, una «taerra bunn-a» (ovvero una «terra buona») che è da secoli vanto della Riviera di Ponente; mentre il sole riempie di riflessi la maiolica bianca e blu, quella dello stile «Antico Savona» ideato nel Seicento dal pittore genovese Giovanni Antonio Guidobono e dalla sua famiglia, con figure umane, paesaggi e scene mitologiche in monocromo turchino su superfici smaltate neutre, vertice del collezionismo ceramico ligure in tutto il mondo.
È in questo primo scorcio d’estate, con l’arrivo dei turisti e gli stabilimenti balneari che s’affollano, che la Fondazione Museo della ceramica di Savona Ets promuove, con un lungo elenco di partner istituzionali, il Festival della maiolica, manifestazione diffusa, giunta alla sua quarta edizione, che, da venerdì 5 a domenica 7 giugno, vestirà di colori e di creatività, con oltre cinquanta «eventi vista mare», la «Baia della Ceramica», ovvero i dieci chilometri di costa tra i comuni di Savona, Albissola Marina, Albissola Superiore e Celle Ligure.
Mostre, installazioni, spettacoli, laboratori, visite guidate, proiezioni e incontri accompagneranno il pubblico tra musei, spazi espositivi, botteghe, piazze, palazzi storici e stabilimenti balneari, in un programma che intreccia arti visive, artigianato e paesaggio, facendo dialogare storia e contemporaneità, tradizione e sperimentazione.
 
Il tema scelto per l’edizione 2026 - i «giardini d’artista» - non è casuale. In una regione dove la natura precipita verso il mare in terrazze strappate alla roccia, dove ogni orto è già un'opera d’arte, il giardino rappresenta da sempre un luogo di negoziazione tra il progetto umano e la forza del paesaggio. 
Quattro itinerari guidati condurranno il pubblico attraverso spazi verdi di notevole interesse storico e artistico in tutti i comuni coinvolti nella manifestazione, aprendo per la prima volta anche luoghi privati.
Tra questi siti c’è la Casa museo Jorn di Albissola Marina, un «frammento di Eden», come la definì il critico Alberico Sala, che custodisce l'eredità del pittore danese Asger Jorn, uno degli artisti che nel Novecento – insieme con Lucio Fontana, Piero Manzoni, Giuseppe Capogrossi, Enrico Baj e Wifredo Lam, ma non solo – contribuì a scrivere una nuova pagina della storia delle manifatture ceramiche albisolesi, vere e proprie fucine della sperimentazione internazionale del tempo, che videro all’opera futuristi, informali, spazialisti e non solo.
La villa sulle alture dei Bruciati - dove il co-fondatore del movimento avanguardista CoBrA assemblò pannelli e ceramiche con scarti di fornace e materiali di recupero, in un’architettura volutamente anti-perfezionista - è oggi uno degli episodi più originali della cultura europea del secondo Novecento. Il giardino della dimora affacciata sul mare, tra sculture, piastrelle colorate e profumi di piante aromatiche, è parte integrante dell’opera.
Apriranno al pubblico anche i giardini delle «Ceramiche G. Mazzotti 1903» e dello studio Ernan design, entrambi custodi di opere di Lucio Fontana, e quelli del Museo della ceramica Manlio Trucco di Albisola Superiore, ospitato nella casa-laboratorio progettata nel 1928 dal progettista Mario Labò, esempio di architettura razionalista in cui il rigore geometrico fa da contrappunto formale alla fluidità della materia ceramica custodita.
Novità di questa edizione è senz’altro l’apertura del parco privato di Villa Paola a Celle Ligure, popolato da sculture di Gianni Celano Giannici e dell’artista svedese Ansgar Elde: un giardino sinora celato al grande pubblico, che per la prima volta si apre come spazio di incontro tra arte e natura.

Dodici sono le mostre principali in programma, che tracciano un ponte tra le radici storiche della maiolica e le frontiere dell'arte contemporanea. 
L’evento di maggiore portata è certamente «Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato», ospitato fino al prossimo 6 settembre dal Centro esposizioni del MuDA di Albissola Marina e dal Museo della ceramica di Savona. In questi due spazi vengono presentate, per la curatela di Riccardo Zelatore, oltre trenta sculture inedite del pittore, scultore e cineasta torinese, che dagli anni Sessanta si è confrontato con l’argilla e l’alchimia della sua cottura. Si tratta di lavori dai forti contrasti cromatici e dal guizzo ironico, realizzati nella storica manifattura «Ceramiche Pierluca» di Albissola Marina, il cui linguaggio creativo riscrive i codici della Pop art e del Futurismo.
La rassegna, che al MuDA inaugura il nuovo display museografico firmato dallo studio Gianluca Peluffo e Partners, è accompagnata da una selezione di scatti del fotografo Marcello Campora, che ha seguito, con «attenzione poetica», tutte le fasi di realizzazione del lavoro di Ugo Nespolo, che si articola in sculture autoportanti, sferiche e cilindriche, più alcune inedite piastre di poesia visiva e dei piatti graffiti e a rilievo.
Nel Museo della ceramica di Savona è visitabile anche, sempre fino al 6 settembre, «Creature. Dalla carta alla creta», una mostra realizzata in collaborazione con il festival Zerodiciannove, che allinea opere di Isabella Labate, Sergio Olivotti e Philip Giordano sul rapporto tra ceramica e illustrazione, nelle quali i personaggi dei loro libri per l’infanzia prendono forma tridimensionale attraverso la creta, in un percorso che spazia da esseri che abitano il mare come il Tritone di Albaro, il Cefalo macrocefalo, il vermoide dagli occhi a ciambella a Rachele, una figura, coraggiosa e solitaria, che vive nel bosco e ama camminare tra gli alberi e i cespugli.
Sempre a Savona, ma negli spazi della Pinacoteca civica, i riflettori sono, invece, puntati sulla figura di Milena Milani, intellettuale, scrittrice e collezionista savonese, protagonista della scena culturale e artistica del Novecento, che ha trasformato la riviera di Ponente in un crocevia internazionale dell'Avanguardia, proponendo una mostra e una conferenza (venerdì 5 giugno, alle ore 17:30). Mentre la Casa Museo Jorn presenta, fino al 5 luglio, «Kotykeye», personale di Luca Trevisani, che segna l’esito finale di un articolato progetto curato da Blu – Breeding and Learning Unit di Genova, che ha vinto la tredicesima edizione dell’Italian Council, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura.
L'installazione è frutto di una ricerca incentrata sulle antiche tecniche liguri, condotta tra le Grotte di Toirano e il laboratorio «La casa dell’arte», dove il dialogo con il maestro Danilo Trogu ha trasformato l'esperienza tecnica in una vera e propria traduzione di saperi. Ne è nata una serie di sculture in gres e in ceramica porosa, oggetti non solo da osservare, ma anche da esperire durante momenti conviviali e banchetti performativi.
Completano il quadro espositivo la collettiva «Forme e colori della Baia - Artigiani in mostra» a Celle Ligure, che raccoglie le manifatture del territorio attorno al tema del giardino, e l’iniziativa «SpiaggiArte – Una cabina d’artista», con ventidue stabilimenti balneari trasformati in micro-spazi espositivi a cielo aperto.

Il Festival della maiolica non è, però, soltanto una rassegna espositiva; è un modello di fruizione culturale diffusa che coinvolge l’intero territorio, dalle istituzioni museali ai luoghi quotidiani. La sera di venerdì 5 giugno, la ceramica arriverà a tavola con la «Cena in bianco e blu»: una tavolata collettiva a cielo aperto nel centro storico di Albissola Marina, in cui ogni partecipante contribuirà all’allestimento portando ceramiche e dettagli ispirati ai colori della maiolica ligure. Sabato 6 giugno, Albisola Superiore ospiterà, invece, «Coeval», un evento partecipativo di «Human Memories» dedicato ai più giovani, durante il quale verrà costruita una scultura in ceramica, affiancata da un «Archivio sonoro dei ricordi», in cui il pubblico potrà registrare storie e pensieri destinati a comporre una memoria condivisa.
Sul piano del dibattito scientifico, sempre sabato 6 giugno si svolgerà il convegno «La memoria viva della ceramica. Tutela e valorizzazione per il futuro degli archivi d’impresa». Tra i partecipanti si segnalano la Soprintendenza archivistica della Liguria, la Fondazione Vittoriano Bitossi di Montelupo Fiorentino, la Ceramica Gatti 1928 di Faenza, la Galleria Marca Corona di Sassuolo e la Manifattura Chini di Borgo San Lorenzo.
Il calendario comprende anche laboratori per adulti e bambini, il mercato dell’antiquariato ceramico ad Albisola Marina e la prima edizione del «Cineceramica» a Celle Ligure, con proiezioni di documentari dedicati a ceramisti e artisti come Emanuele Luzzati, Carlos Carlé e Giovanni Poggi, nonché un ricco calendario OFF tutto da scoprire sul sito ufficiale dell’iniziativa. 

Nel suo insieme, il Festival della maiolica si conferma, dunque, come un dispositivo culturale complesso, capace di attivare relazioni tra luoghi, comunità e linguaggi.
In un territorio dove la ceramica rappresenta da secoli un elemento identitario, la manifestazione contribuisce a rinnovarne il significato, rendendolo accessibile e dinamico. Così, mentre il vento porta con sé l’odore dell’argilla, il mare riflette i colori cangianti delle maioliche e le fornaci riaprono le loro porte, la «Baia della ceramica» si trasforma in un grande laboratorio a cielo aperto, dove ogni superficie racconta una storia e ogni gesto creativo rinnova un’eredità antica, proiettandola verso nuove forme di espressione.

Didascalie delle immagini
1. Giardino delle Ceramiche G.Mazzotti 1903; 2. Opera per SpiaggiArte, un'iniziativa del Festival della maiolica. Foto di repertorio; 3. Opera per SpiaggiArte, un'iniziativa del Festival della maiolica. Foto di repertorio; 4. Casa Museo Jorn. Foto: Claudio Pagnacco; 5. Ugo Nespolo, Verdicchio (particolare)., 2025. Terracotta dipinta a rilievi, 42 x 42 x 6 cm. Foto di Jorge Felix Diaz Urquiza; 6. Ugo Nespolo, Guizzi marini (particolare), 2025. Terracotta dipinta a rilievi, 47 x 26 x 27 cm. Foto di Jorge Felix Diaz Urquiza; 7. Ugo Nespolo, Musicanti (particolare), 2025. Terracotta dipinta a rilievi, 47 x 26 x 27 cm. . Foto di Jorge Felix Diaz Urquiza

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