ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

venerdì 11 luglio 2025

«Mercantia», ritorna a Certaldo il festival del teatro di strada. Spettacoli e mostre ricordano Giovanni Boccaccio a 650 anni dalla morte

Quaranta compagnie teatrali
e oltre centoventi artisti italiani e internazionali per cinque giorni all’insegna di musica, performance aeree, esibizioni di danza acrobatica e verticale, parate, equilibrismo, giocoleria, clownerie, appuntamenti con i cantastorie, spettacoli circensi e installazioni: si potrebbe riassumere così il programma di «Mercantia», il festival di teatro di strada che, da mercoledì 16 a domenica 20 luglio, animerà il borgo medievale di Certaldo, a pochi chilometri da Firenze.
Dai giardini segreti alle cripte, dalle piazze alle terrazze panoramiche, tra affreschi e mattoni rossi, la città toscana che diede i natali a Giovanni Boccaccio è pronta a trasformarsi ancora una volta, la trentasettesima dal 1988, anno di inizio della manifestazione (che allora portava il nome di «Teatralfestamercatomedievale»), in un meraviglioso palcoscenico a cielo aperto.

Tra sogni e acrobazie, gli spettacoli del festival
Il programma, ideato da Alessandro Gigli e intitolato in questa edizione «Il corpo, il borgo e il sogno», intreccia nove prime nazionali e spettacoli site specific, diciannove appuntamenti tra musica e danza, sei street band e una forte presenza internazionale con undici compagnie provenienti da Germania, Svizzera, Argentina, Finlandia, Giappone, Thailandia, Inghilterra e Paesi Bassi.
Tra gli artisti stranieri ci saranno: i tedeschi Vertical Theater con le loro «acrobazie da nausea», il fantasista latinoamericano Mencho Sosa con il suo «Football Show», l’artista rom Rašid Nikolić con le sue marionette gipsy in viaggio dalla Jugoslavia in guerra all’Italia in pace; e i britannici Graffiti Classics, «un quartetto d’archi comico che non si siede mai», protagonista di uno spassoso viaggio musicale da Beethoven a Elvis per «sedici archi, otto piedi e quattro voci».
Mentre tra i debutti nazionali si segnalano: «Corpo celeste» di ImaginaDanza, «un richiamo a praticare l’invisibile e l’incanto» con Ivana Caffaratti e Daniele Dubbini; «Ritratti a tinte forti» di Teatri d’Imbarco/Benedetta Giuntini, con un omaggio a Pier Paolo Pasolini e al suo «Valzer della toppa»; «eXterni» di Teatrop, una rilettura onirica e itinerante degli «Uccelli» di Aristofane; e «Geisha» di Ada Innocente, un viaggio nella ritualità del Giappone tra samurai, tazzine di tè ed eleganza femminile.
Debutta a «Mercantia» anche «Le donne di Dante» dell’Associazione Palcoscenico, uno spettacolo con racconti inediti, ironici e divertenti, appositamente composti e interpretati dalla scrittrice Sandra Landi, che vedrà in scena anche le musiciste Ilaria Biagini ed Elisabetta Piastri.
Non poteva, poi, mancare un omaggio al padrone di casa, Giovanni Boccaccio, con «Decameron: canzoni e storie», che porterà a Certaldo il talento istrionico di David Riondino, con le ballate raccolte nel libro «Bocca baciata non perde ventura anzi rinnova come fa la luna» (Materiali sonori, 2014). Con lui saranno in scena il filologo Maurizio Fiorilla, professore all’Università Roma3, e i musicisti Eleonora Cardellini, Paolo Antinori e Massimiliano Chiapperi.
Nel bel cartellone di «Mercantia» c’è, poi, anche un riferimento ai tempi bellicosi che stiamo vivendo con lo spettacolo «Un sogno di pace» della Compagnia Elicriso, tratto da «La crociata dei bambini» di Bertolt Brecht, che racconta «un’infanzia orfana di genitori, di riferimenti, di luoghi, di strade da percorrere».
Una serie di presenze definisce, poi, il carattere di questa edizione che parla di sogni e di «desideri nascosti in fondo al cuore», a partire da quello di volare di Leonardo da Vinci, infaticabile ideatore di invenzioni futuristiche, e a quello della fratellanza universale di San Francesco d’Assisi, «il giullare di Dio». Ecco così il «Cantico delle creature» di Ipotesi teatrale, una performance itinerante sugli elementi naturali arricchita dalla magnificenza dei costumi e delle maschere in voga nella Venezia del Settecento, e la danza verticale della compagnia Cafè Lulè sulla Torre di Casa Boccaccio, ma anche i visionari «Birdmen» di Close-Act (Paesi Bassi) e il meccanizzato cavallo «Indigo» della Lumo Company (Finlandia).
Infine, il progetto «Balla Balla Ballerino», idealmente dedicato a Pippo Delbono, porterà a Certaldo il ritmo del tango, dello swing, delle danze irlandesi e del repertorio musicale del sud Italia e delle sue feste paesane, in un viaggio, a cura del gruppo «I musicanti di Bacco» che spazierà dalla pizzica alla tarantella, dalle serenate agli stornelli.

«Mercantia» è da sempre anche artigianato: quello autentico, fatto a mano, che nasce da antichi saperi e continua a parlare con voce contemporanea. Un mercato con banchi variopinti e laboratori artigianali per imparare tecniche antiche come la lavorazione dei metalli, la modellazione dell’argilla, l’intaglio e l’intarsio del legno, l’uso delle erbe palustri racconteranno, nei giorni del festival, «La magia delle mani», o meglio quei movimenti precisi e sinuosi che, con un procedimento che ha il sapore dell’alchimia, plasmano la materia per renderla un oggetto unico e inimitabile.

Dalla collettiva «Amore, Fortuna, Ingegno» all'intervento site-specific «Image», installazioni e mostre sul «Decameron»
In questo 2025, anno in cui si commemorano i seicentocinquanta anni dalla morte di Giovanni Boccaccio, «Mercantia» parla anche il linguaggio dell’arte. Per l’occasione, le novelle del «Decameron» si trasformeranno in installazioni e racconti visivi. Le storie «Frate Cipolla», ambientata proprio a Certaldo, e «Chichibio e la gru» prenderanno vita a Palazzo Pretorio per opera di Francesca Parri, autrice di un lavoro ironico e immersivo fatto di candide piume e di carbone, e di Nicola Genco, ideatore di un omaggio raffinatamente simbolico con delicate sculture dalle forme animalesche che si stagliano verso il cielo.

Mentre al Chiostro del Convento degli Agostiniani, già luogo di meditazione e di silenzio, Serena Tani darà vita al suo «Giardino dell’Utopia», una rilettura in chiave moderna del rifugio dalla peste dei dieci protagonisti del «Decameron» in una villa fuori dalle mura di Firenze.
L’installazione «Image» ricreerà, infatti, uno spazio incantato, tra natura e artificio, abitato da fiori colorati e da uccellini in terracotta che vuole essere un luogo di «bucolica salvezza», «una sorta di paradiso naturale, che – si legge nel libretto con il programma del festival - diventa punto di riflessione per una rinnovata consapevolezza e fuga dal materiale, dalla paura, dalle incertezze […] per rigenerare lo spirito e ripensare un nuovo modo di esistere».
«Zone di sfogo» dalla quotidianità, o meglio da quella che l’artista Alessandro Di Vicino Gaudio chiama la «peste contemporanea della disumanizzazione», verranno create anche con la «Rage Room», in via Castarella, una stanza-esperienza dove «sfogare la rabbia repressa, la frustrazione sedimentata, il senso di impotenza» di fronte a un mondo sempre più veloce e performante. In questo ambiente, dalle pareti fonoassorbenti tappezzate di «graffiti rabbiosi», i visitatori potranno distruggere vecchi televisori su cui scorreranno in loop immagini di guerre, di scene di diritti civili negati, di brutture urbane.

Lasciata la «Rage Room», ci si potrà, quindi, immergere nel cuore del borgo di Certaldo, dove sarà possibile ammirare le gigantografie delle illustrazioni firmate da Claudio Cionini, Maria Ditaranto e Ilaria Leganza per l’anniversario boccaccesco, tutte e tre realizzate sotto la supervisione di Fabio Calvetti.
Nel centro storico sarà allestita anche la mostra diffusa «Amore, Fortuna, Ingegno», con opere pittoriche dagli stili e dalle tecniche differenti, realizzate da sedici artisti - Valentina Barbieri, Veronica Cairo, Anna Casu, Costanza Danielli, Vanessa Gai, Katy Maleki, Marta Martini, Valter Masoni, Giada Matteoli, Renzo Mezzetti, Lucia Pretto, Francesca Santomauro, Stelleconfuse, Sabrina Taddei, Lucia Coccoluto Ferrigni e Carolina Frasconi - che si sono ispirati ai tre temi principali del «Decameron», in un racconto corale che parla della casualità e dell’imprevedibilità degli eventi e della capacità umana di trovare soluzioni originali per superare le difficoltà, anche grazie all’amore.
Mentre nel suggestivo scenario della chiesa dei Santi Tommaso e Prospero saranno esposte le opere che il maestro ceramista Eugenio Taccini, scomparso lo scorso gennaio a 82 anni, ha realizzato per «Mercantia» nel 2003: dieci pannelli che raccontano, con colori sgargianti e una vivace espressività, altrettante novelle della celebre opera boccaccesca.

Ritornando a Palazzo Pretorio, cuore storico e simbolico del borgo toscano, si potrà, infine, visitare «Folds», personale dell’artista Marica Fasoli, con un dipinto ispirato a «Il Corbaccio», un testo in prosa composto da Giovanni Boccaccio nel 1366, noto per la sua forte impronta misogina. L’allestimento, per la curatela di Francesca Parri (così come tutto il programma espositivo del festival), presenterà, inoltre, una quarantina di opere dei cicli «Origami Box» e «Invisible People», l’uno con carte piegate e ripiegate secondo un’antica tecnica giapponese, l’altro con abiti stropicciati che parlano dell’assenza e di «quello che rimane quando il corpo non c’è più».
Completa il percorso un video per ricordare la storia Sadako Sasaki, una bambina esposta alle radiazioni della bomba di Hiroshima, ammalatasi poi di una forma grave di leucemia, che, seguendo un’antica leggenda nipponica, si mise a piegare mille gru per poter esprimere il suo desiderio di salvezza. La ragazzina morì prima di completare il suo progetto; i 356 origami restanti furono realizzati dagli amici, che la ricordarono anche con una statua nel Parco della pace a Hiroshima, oggi simbolo nel mondo del rifiuto profondo di tutte le guerre.

Appuntamento dopo appuntamento, tra sorprese e meraviglie, si arriverà, dunque, al «Gran finale» di «Mercantia»: una colorata e vivace sfilata per le vie del borgo di Certaldo con bande musicali, performer, acrobati e giocolieri. «Un’esplosione di energia e creatività» per salutare il festival e darsi appuntamento al prossimo anno.

Didascalie delle immagini
1. Mercantia - edizione 2024. Foto Manrico Tiberi; 2. Mercantia - edizione 2024. Foto Mauro Donati; 3.  Mercantia - edizione 2024. Foto Manrico Tiberi; 4. Mercantia - edizione 2024. Foto Bianchi; 5. Mercantia - edizione 2024. Foto Manrico Tiberi; 6. Mercantia - edizione 2024. Foto Mauro Donati; 7. Mercantia - edizione 2024. Foto Vulcano; 8. Illustrazione "Firenze medievale" di Claudio Cionini per Boccaccio650; 9. Illustrazione “Lisabetta da Messina – viaggio negli abissi dell’eterno amore” di Maria Ditaranto per Boccaccio650; 10. Illustrazione “La torre” di Ilaria Leganza per Boccaccio650
 

Informazioni utili
Nei giorni di «Mercantia» (dal 16 al 20 luglio 2025) è vietato l'accesso al borgo di Certaldo Alta senza biglietto (l'accesso a Certaldo Bassa è, invece, gratuito). Costo del biglietto: mercoledì, giovedì, venerdì e domenica: intero E 13,00€+ diritto di prevendita; ridotto E 11,00€+ diritto di prevendita | sabato: intero E 15,00€+ diritto di prevendita, ridotto E 13,00€+ diritto di prevendita. Riduzione valida per: bambini da 7 a 14 anni, persone con disabilità, soci Coop (solo mercoledì e giovedì), Soci Touring Club in possesso di tessera associativa in corso di validità. Abbonamento tutti i giorni (escluso il sabato): intero E 40,00€- ridotto E 30,00€. Riduzione valida per: bambini da 7 a 14 anni, persone con disabilità. Abbonamento tutti i giorni (compreso il sabato): intero E 52,00€- ridotto E 40,00€. Riduzione valida per: bambini da 7 a 14 anni, persone con disabilità. Abbonamento Soci Unicoop Firenze tutti i giorni (compreso il sabato): E 47€. Riservato ai soci Unicoop Firenze, solo se acquistato in prevendita entro il 16 luglio 2025. Ogni carta socio dà diritto all’emissione di un abbonamento a prezzo agevolato. Ingresso gratuito per i bambini di età inferiore a 7 anni. Orari: Inizio spettacoli dalle ore 20.00; mercoledì giovedì, venerdì e domenica: fino alle ore 1.00; sabato: fino alle ore 1.30. I biglietti e gli abbonamenti potranno essere acquistati: • presso la biglietteria in Piazza Boccaccio nei giorni della manifestazione dalle 17.00 alle 24.00; • sul sito https://www.ticketone.it/artist/mercantia/; • nei punti vendita TicketOne (consulta la pagina https://www.ticketone.it/help/outlets/ per trovare il punto vendita più vicino a te) • sito istituzionale del Comune:www.comune.certaldo.fi.it/it. Info Biglietti e abbonamenti su Ticketone.it. Informazioni biglietti: info@boxofficetoscana.it. Info residenti/attività: mercantia@securandsecur.it. Ufficio informazioni turistiche: tel. 0571 661219 (solo per informazioni di carattere generale)

mercoledì 9 luglio 2025

«Lugano LongLake Festival», nel Canton Ticino un’estate tra musica, teatro e arte urbana

Musica live, spettacoli, installazioni di arte urbana, attività per bambini e famiglie, danza, incontri, workshop, street food e l’irresistibile universo degli artisti di strada: Lugano è pronta a colorarsi di mille sfumature e tonalità, quelle del prismatico mondo della cultura, e a farsi abitare dall’energia contagiosa e travolgente del suo «LongLake Festival», uno dei più grandi open air urbani della Svizzera, giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione.

Nel cuore dell’estate, da giovedì 10 a domenica 27 luglio, l’elegante cittadina del Canton Ticino, sulle sponde del Ceresio, conferma la propria vocazione turistica e ospita, tra le vie del centro storico e sul lungolago, oltre trecento eventi, per lo più gratuiti, a partire da tre appuntamenti ormai tradizionali, distribuiti nei tre fine settimana della manifestazione: la quarantacinquesima edizione di «Estival Jazz» (10-12 luglio), «Blues to Bop» (18-19 luglio), al suo trentacinquesimo appuntamento, e l’attesissimo «Lugano Buskers», promosso per la prima volta nel 2009.

A segnare il debutto della kermesse - organizzata dalla Divisione eventi e congressi della Città di Lugano, in collaborazione con Lugano Region e AIL - sarà il ritmo travolgente del jazz, che, per tre serate, porterà sui palchi di piazza della Riforma, piazza Manzoni e Punta Foce, artisti di fama internazionale, alcuni al loro ritorno nella cittadina elvetica, e nuove voci, anche della scena ticinese e svizzera come Christian Zatta's Nova, Jamila, Julian Brown, Jupiter Clouds, Lady Bazaar, Naomi Lareine e Pilar Vega.

Ad aprire il programma di piazza della Riforma, dove ci saranno gli appuntamenti più attesi dagli amanti dei ritmi sincopati, sarà, nella serata di giovedì 10 luglio, l’artista di origine congolese Alina Amuri, vincitrice dello «Swiss Live Talent». A seguire il leggendario Al Di Meola, considerato uno dei più importanti chitarristi dell’epoca moderna, si esibirà con l’Orchestra della Svizzera italiana, diretta per l’occasione dal maestro Fabrizio Festa. Mentre a concludere la serata saranno i Patax, travolgente gruppo di fusion latina proveniente dalla Spagna.

Il giorno successivo è previsto un concerto di Kurt Elling con gli Yellowjacket, una delle band più longeve e influenti del jazz mondiale. Seguiranno i Take 6, definiti da Quincy Jones «i più forti vocalisti del pianeta!», con il loro appuntamento che fonde gospel, jazz, R&B e pop in un’armonia cristallina. Chiuderà il programma di venerdì 11 luglio Candy Dulfer, in scena con Shelby J., sassofonista olandese e regina del funk che proporrà un set dedicato a Prince, suo mentore in passato.

La serata di sabato 12 luglio si aprirà, invece, con il cubano Gonzago Rubalcaba, considerato uno dei migliori pianisti viventi della scena mondiale, sul palco con la formazione Trio d’Été. Seguirà, quindi, l’esibizione di Jack Savoretti, cantautore italo-britannico dall’anima soul e folk, che presenterà il suo primo album in italiano: «Miss Italia». La serata si chiuderà, a mezzanotte, con Youssou N’Dour & Le Super Étoile de Dakar, leggenda della world music.

Il fine settimana successivo, quello del 18 e del 19 luglio, i riflettori saranno, invece, puntati sul «Blues to Bop», omaggio alla storia del blues in tutte le sue declinazioni. Sul palco di Villa Ciani si esibiranno il cantautore napoletano Edoardo Bennato, il celebre bluesman svizzero Philipp Fankhauser, il polistrumentista e compositore statunitense Joachim Cooder, ma anche Billy Branch, leggenda dell’armonica che vanta tre nomination e una vittoria ai Grammy Awards, e Gennaro Porcelli, uno dei principali talenti del blues italiano.

A Punta Foce e Rivetta Tell si vedranno, invece, le esibizioni di artisti «Swiss made» quali DimeBlend, Little Chevy, Marco Marchi & the Mojo Workers, Max Dega Band e Wet Rugs. Nell’ambito del cartellone, sono previsti, inoltre, due appuntamenti promossi dal LAC Lugano Arte e Cultura: il concerto degli Østrik Quintet (18 luglio) e quello dei The Voices Gospel Family (20 luglio). L’intesa con il centro culturale ticinese si estenderà anche oltre i confini di «Blues to Bop», includendo l'appuntamento «Thee Sacred Souls e Ledisi» nell’incantevole cornice naturale del Parco Ciani (16 luglio).

A chiudere il programma del «LongLake Festival» sarà, quindi, la nona edizione del «Lugano Buskers», cinque giorni di musica, acrobati, street-comedy, in programma dal 23 al 27 luglio, che vedranno esibirsi oltre quaranta artisti provenienti da tutto il mondo. «Brividi» è il tema scelto per fare da filo conduttore tra le performance dal vivo, i visual show, le proposte musicali e i workshop che si alterneranno per le strade e i palchi cittadini, da piazza Manzoni, passando per il lungolago, finendo a Punta Foce.

Il festival luganese prevede anche un focus sull’arte urbana. Tra l’8 e il 22 luglio torneranno, sulle sponde del Ceresio, i Nevercrew, ovvero Christian Rebecchi e Pablo Togni, con un nuovo intervento site-specific per la parete del Lido di Lugano.

Dall'America alla Francia, dalla Nuova Zelanda all'India, passando per la Russia, i due artisti hanno realizzato oltre cento interventi nello spazio pubblico. Il loro lavoro ruota attorno al concetto di confronto legato al rapporto tra uomo e natura e tra uomo e «sistemi», con un'attenzione particolare alle tematiche ambientali e sociali. Questo argomento sarà al centro anche dell’opera pensata per Lugano, una riflessione non solo sulle nostre relazioni con ciò che ci circonda, ma anche sul rapporto tra locale e globale, tra osservatore e osservato, «capace – raccontano gli organizzatori - di trasformarsi e di suggerire molteplici letture».

Per l’occasione è stato organizzato anche uno Street Art Tour guidato (13, 14, 20 e 21 luglio), che si concentrerà sugli interventi realizzati negli ultimi quindici anni da artisti quali Lucamaleonte, Sam3, Nevercrew, Agostino Iacurci, MP5, Dem, 108, C.T., Seacreative, Orticanoodles, Sten & Lex e molti altri ancora.

Nell'ambito del «LongLake Festival» ci sarà spazio anche per eventi dedicati ai bambini, con giochi e libri che invitano alla scoperta della natura, per il ballo (con serate Swing-Boogie, Alma Latina e Milonga) e per spettacoli teatrali. La Compagnia Onyrikon metterà in scena «Corde» (10 e 11 luglio), una proposta artistica che interroga la complessità, la crudeltà e la bellezza delle relazioni umane. Isabella Giampaolo proporrà «E tu chi sei?» (13 luglio), un monologo che si interroga sulla demenza, in particolar modo sull’Alzheimer, e sulle sue conseguenze, come una sorta di valzer della memoria. Ci sarà, quindi, «Elements» (14 luglio), un progetto performativo di UnKnown Company, in cui danza, movimento acrobatico, musica dal vivo, luce, video, costumi, opera d’arte plastica e testi poetici entrano in sinergia per creare una celebrazione della bellezza e della complessità della vita. I riflettori si accenderanno, poi, su «Un bès – Antonio Ligabue» (20 luglio), con Mario Perrotta, figura tra le più rilevanti del panorama teatrale italiano contemporaneo. Infine, Francesco Pellicini presenterà il talk-spettacolo «Storie di lago» (20 luglio).

Un cartellone, dunque, composito quello del «Lugano LongLake Festival», che, alla sua quindicesima edizione, si conferma come un momento speciale dedicato alla musica, alla cultura e allo svago nel cuore dell’estate. «Per 18 giorni, oltre 300 eventi animano la città, offrendo esperienze che emozionano, fanno riflettere e divertono – riassume a tal proposito Claudio Chiapparino, direttore della Divisione eventi e congressi Città di Lugano -. Dai concerti alle installazioni, dalle attività per bambini agli artisti di strada, ogni proposta parla ai diversi pubblici con linguaggi universali. Partendo dal Parco Ciani, il festival si estende al lungolago, valorizzando l’abbraccio naturale tra il Monte Brè e il Monte San Salvatore. «LongLake Festival» acquisisce forza e capacità di coinvolgere l'intero fronte lacustre, offrendo un'esperienza immersiva che unisce natura, cultura e spettacolo in un contesto unico e suggestivo». Il tutto concorre a farne un appuntamento da non perdere anche per chi proviene dalla vicina Italia. 

Didascalie delle immagini
1. Cirque la Compagnie - L'Avis Bidon © Albert Ortiz; 2.  Edoardo Bennato; 3. Take 6 © John Abbott; 4. Al Di Meola © Alexander Mertsch; 5. Gonzalo Rubalcaba - copyright Daniela De La Portilla; 6. Cho Kairin © Andrea Dani

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lunedì 7 luglio 2025

Alla Pinacoteca di Bologna un nuovo allestimento per Guido Reni, i Carracci e il Manierismo

Segna una tappa fondamentale per la valorizzazione del patrimonio artistico felsineo ed emiliano il riallestimento, alla Pinacoteca nazionale di Bologna, delle sale dedicate a Guido Reni, ai Carracci e al Manierismo, le più rappresentative del museo.

Chiuse temporaneamente al pubblico circa cinque mesi fa così da consentire i lavori previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dedicati all’accessibilità e all’efficientamento energetico, queste sale hanno riaperto, lo scorso venerdì 4 luglio, dopo un importante intervento multidisciplinare, volto non solo all’adeguamento funzionale degli spazi, ma anche alla manutenzione e al restauro delle opere e delle loro cornici, allo studio storico-artistico del patrimonio conservato e all’adozione di avanzate soluzioni illuminotecniche. Grazie a questi preziosi interventi, l’esperienza di visita è diventata più coinvolgente e immersiva rispetto al passato, ma anche più accessibile, visto che tutte le opere sono ora esposte in un percorso narrativo più lineare, arricchito da supporti comunicativi, pannelli di contesto e nuove didascalie.

Diversi interventi hanno interessato l’interno delle sale, guardando con attenzione all’originario progetto dell’architetto e pittore Leone Pancaldi (1915-1995), soprattutto per quanto riguarda le cromie delle pareti - pulite e ridipinte per l’occasione - e le rifrangenze della luce proveniente dal sottotetto. Sono stati così sostituiti tutti i lucernari (anche per questioni di sicurezza anti-incendio) ed è stato studiato un moderno lighting plan per valorizzare i quadri e le grandi pali d’altare esposte, pregevoli opere per le quali si è provveduto anche alla sostituzione e all’ammodernamento di tutte le staffe e dei supporti di sostegno con sistemi in acciaio più moderni e solidi.

Sono stati realizzati, inoltre, importanti interventi di manutenzione, studio e approfondimento tecnico sulle opere più significative della scuola dei Carracci, fondatori negli anni ‘80 del Cinquecento dell’Accademia degli Incamminati, una scuola che all’esercizio dal vero univa lo studio di maestri come Correggio, Tiziano e Veronese. In particolare, si è lavorato con grande attenzione su capolavori come la «Madonna in gloria e santi», nota come «Madonna di San Ludovico», di Annibale Carracci (1560-1609), «La Trasfigurazione di Gesù Cristo» e la «Pala Bargellini» di Ludovico Carracci (1555-1619), e l’«Assunzione della Vergine» di Agostino Carracci (1557-1602). Parallelamente, sono stati realizzati interventi conservativi su altre opere di grande valore artistico, tra cui l’«Adorazione dei Magi» di Prospero Fontana (1512-1597), esemplificativa dello «spirito cortese» del tardo manierismo, la «Famiglia Gozzadini» di Lavinia Fontana (1522-1614), ritratto che colpisce per la sua attenzione ai particolari delle vesti e dei gioielli raffigurati, e l’«Annunciazione» di Orazio Samacchini (1532-1577).

Un progetto di restauro di rilievo ha riguardato, poi, il recupero conservativo delle cornici, in particolare quelle di tre lavori di Ludovico Carracci: il monumentale «Martirio di Sant’Orsola», la «Madonna con il Bambino fra i santi Girolamo e Francesco», detta anche «Madonna degli Scalzi», e l’«Annunciazione».

L’investimento complessivo per le operazioni è stato di 980 mila euro, compreso oneri fiscali, finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per gli interventi dedicati all’accessibilità, ancora in corso in altri ambiti del museo, e all’efficientamento energetico, a cui si aggiungono circa 140 mila euro di fondi ordinari destinati al rinnovato apparato illuminotecnico e all’allestimento delle sale.

Grazie all'inedito percorso, il pubblico può ora ammirare non solo grandi capolavori che da sempre sono il vanto delle Sale 22, 23 e 24, ma anche dipinti finora non visibili nel percorso museale, in particolare opere di piccolo e medio formato firmate da autori precedentemente rappresentati solamente da pale d’altare di grandi dimensioni. È il caso dei «Santi Pietro e Paolo» di Bartolomeo Cesi (1556-1629), del «Gesù Cristo morto sorretto da due angeli» di Orazio Samacchini e della «Cena in Emmaus» di Lorenzo Sabatini (1530 ca-1576). Il nuovo percorso espositivo svela anche due bellissime e struggenti tele, la «Flagellazione di Cristo» e «Gesù Cristo incoronato di spine», che Ludovico Carracci eseguì per la Certosa di Bologna, nonché un’inedita «Annunciazione» di Orazio Samacchini (di proprietà dell’Accademia di Belle arti di Bologna) con la sua cornice originale, pregevole manufatto della seconda metà del XVI secolo, realizzato in stile Sansovino, da cui era stata separata in seguito alle requisizioni napoleoniche.

Innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e storia convivono, dunque, nelle rinnovate sale della Pinacoteca di Bologna dedicate a Guido Reni, ai Carracci e al Manierismo, in un percorso alla scoperta di uno dei momenti più alti della pittura bolognese ed emiliana. «Il riallestimento – commenta, a tal proposito, Costantino D’Orazio, direttore ad interim dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale musei nazionali Emilia-Romagna - si configura non solo come un aggiornamento estetico e funzionale, ma come un progetto culturale strategico, che guarda a un museo del futuro: più inclusivo, sostenibile e in dialogo con i visitatori di oggi e di domani».

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