ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

lunedì 9 giugno 2014

A Pesaro una Notte bianca (anzi due) a misura di bambino

Pesaro si appresta ad accogliere migliaia di piccoli spettatori. Ritorna nella città marchigiana La ½ notte bianca dei bambini, iniziativa promossa dall’amministrazione comunale, e più precisamente dall’assessorato al Turismo, che venerdì 13 e sabato 14 giugno proporrà più di una cinquantina di eventi, tra spettacoli e laboratori didattici, in varie luoghi del centro storico, da Palazzo Ducale a via Rossini, dai Musei civici a piazza delle Erbe.
Filo rosso di questa quinta edizione della manifestazione è l’arte del volo. Ecco così che la patria di Gioachino Rossini, nota per le sue spiagge vellutate che da anni ottengono l’ambito riconoscimento della Bandiera blu, diventerà per due giorni una vera e propria «città volante», dove acrobati e trapezisti daranno vita ai loro mirabolanti esercizi di sospensione tra cielo e terra.
A tenere a battesimo la manifestazione saranno le Winx, le fatine dalle ali magiche, tanto amate dai bambini, che venerdì 13 giugno, alle 18, saliranno sul palco di piazza del Popolo per inaugurare il loro villaggio, nel quale sarà possibile partecipare a laboratori di giochi e colori, ma anche vincere un Cinebirthday Winx, ovvero una specialissima festa di compleanno, in uno dei cinema Giometti, in compagnia di Bloom, Flora, Stella, Aisha, Musa e Tecna.
Guest star della manifestazione sarà il funambolo-filosofo Andrea Loreni, un uomo che ha fatto della vertigine e della ricerca di equilibrio il proprio mestiere e che è stato protagonista di esaltanti traversate su filo d’acciaio come quelle che l’hanno visto camminare sul fiume Po, sulla piazza Maggiore di Bologna e tra le rocche riminesi di Penna e Billi. A Pesaro «l’artista che passeggia nel cielo» attraverserà, nella serata di sabato 14 giugno (intorno alle ore 22.45), piazza del Popolo su un filo sospeso tra due estremità. Si chiuderà così La ½ notte bianca dei bambini, a cui fa da sottotitolo la frase «Vola solo chi osa farla» di Luis Sepúlveda, che vedrà esibirsi nel pomeriggio di venerdì 13 giugno, dalle 18.30 alle 21.30, anche il duo artistico formato da Erica Fierro e Urana Marchesini, protagoniste di uno spettacolo di danza acrobatica che ridisegnerà il confine tra i contorni architettonici e il cielo, quasi a riconsegnare senso a ciò che spesso non osserviamo fagocitati dall’abitudine e dalla quotidianità.
In piazza del Popolo, un vero e proprio «palcoscenico artistico a tre dimensioni», sarà possibile vedere anche una performance di tessuti aerei a cura di Maurizia Lacqua (sabato 14, ore 22.30), uno spettacolo di magia e giocoleria volante di Officina Korù (venerdì 13, ore 22.15) e l’esibizione dei Flying Circus che, con la rappresentazione «Codice del volo»(sabato 14, ore 19.15 e ore 21.30), riproporranno ai più piccoli (ma anche agli adulti) l’interrogativo sempre affascinante sul perché l’uomo voglia volare e parleranno del giovane Leonardo da Vinci e del suo progetto «Il grande Nibbio».
Andandando a caccia dei tanti palloncini colorati sospesi nel cielo di Pesaro, segnaletica scelta dagli organizzatori per indicare le varie location del festival, si potrà, poi, rimanere incantati dai vari spettacoli di bolle di sapone che il mago Billy Bolla proporrà in via Rossini, realizzare colorati aquiloni in piazza della Libertà, divertirsi con il Truccabimbi in via Branca, assaggiare le prelibatezze dello street food in via San Francesco o, ancora, creare farfalle colorate ed esotici origami dalle mille forme in piazza delle Erbe.
La ½ notte bianca dei bambini proporrà, inoltre, un articolato omaggio a Hayao Miyazaki, uno dei maestri mondiali dell'animazione a cui si devono successi come «Le avventure di Lupin III», film del quale ha curato la regia, o «Heidi» e «Anna dei capelli rossi», serie televisive che lo hanno visto all’opera nella realizzazione delle scenografie.
La manifestazione pesarese dedicherà al fumettista giapponese due spazi: il primo in via Passeri con un allestimento scenografico pensato proprio per godersi al meglio le sue opere; il secondo a palazzo Gradari, dove saranno proiettati i film «Porco Rosso» (venerdì 13, ore 21), che narra le avventure di un pilota di caccia dal volto di maiale, e «Il castello errante di Howl» (sabato 14, ore 21), tratto da un libro di Diana Wynne Jones e presentato nel 2004, alla 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Tanti, dunque, gli eventi organizzati per questa inedita Notte bianca a misura di bambino, in programma per due giorni dalle 18 alle 23, che permetterà anche agli adulti di vivere la città in maniera inedita, con il naso all’insù e toccando il cielo con un dito grazie a funamboliche esibizioni che lasceranno tutti con il fiato sospeso.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Aquiloni; [fig. 2] Ritratto di Erica Fierro; [fig. 3] Una performance di Flying Circus; [fig.4] Una performance di Andrea Loreni; [fig. 5] Una scena di un laboratorio di origami per bambini

Informazioni utili
La ½ Notte Bianca dei Bambini. Pesaro, sedi varie. Orari: venerdì 13 e sabato 14 giugno, ore 18.00-23.00. Informazioni: Città di Pesaro - Unità organizzativa Turismo, tel 0721.387101/102/103, turismo@comune.pesaro.pu.it o redazioneturismo@comune.pesaro.pu.it. Sito web: www.mezzanottebiancadeibambini.it.

venerdì 6 giugno 2014

Festival per Dire, l’arte del racconto trova casa a Testaccio

«Più festival che scandali, ed è tutto dire»: con questo titolo ironico Beppe Severgnini raccontava nei giorni scorsi, in un suo articolo per la rubrica «Italians» del «Corriere della Sera», la passione tutta italiana di riunirsi in nome della cultura.
Dal viaggio alla letteratura, dal teatro al giornalismo: non c'è città del nostro Paese che, nel ricordo di un suo concittadino illustre o per valorizzare il proprio patrimonio artistico, non si faccia tentare dall'idea di promuovere un festival.
Tra gli ultimi nati c'è quello di Bea - Branded Entertainment & Arts, società di comunicazione pubblicitaria che si occupa della produzione di contenuti culturali e d’intrattenimento per la creative community KleinRusso: il Festival per Dire.
La rassegna, i cui appuntamenti saranno tutti a ingresso gratuito, nasce da un’idea di Fabrizio Russo e dall’esperienza del BeaCafé, il caffè letterario di via Giano Parrasio, tra Trastevere e Monteverde vecchio, condotto e coordinato da Andrea Ballarini, che da circa un anno, ogni giovedì, rappresenta un vero crocevia di autori e artisti.
Sabato 7 e domenica 8 giugno a Testaccio, negli spazi del centro di produzione culturale «La Pelanda», i riflettori saranno così puntati sull'affabulazione, sul racconto dal vivo, sulle storie vissute o semplicemente immaginate.
Per questa prima edizione, patrocinata dall’Assessorato alla cultura, creatività e promozione artistica di Roma Capitale, la rassegna può contare sulla presenza di ospiti illustri, a cominciare dal bolognese Stefano Benni che parlerà della sua conoscenza enciclopedica degli animali esotici e di come nascono i suoi menù fantasmagorici. A seguire, i ragazzi del Centro sperimentale di cinematografia proporranno una lettura teatrale a più voci in cui, attraverso le memorie di illustri cinematografari, si ripercorrerà quel momento indimenticabile che il cinema italiano ha vissuto da dopo la guerra fino agli anni Settanta. Seguirà, quindi, un incontro con Valeria Merilini, una delle più importanti restauratrici italiane che ha già al suo attivo il restauro di tre opere del Caravaggio. I giornalisti e scrittori Claudio Cerasa e Michele Masneri parleranno, poi, della politica italiana da dietro le quinte; mentre l’illustratore Filippo Scòzzari racconterà l’esperienza de «Il Male», giornale che ha cambiato per sempre il linguaggio della satira con le sue opere irriverenti e piene di poesia.
Nella giornata di sabato 7 giugno sarà ospite del festival anche lo scrittore Andrea Villani con un monologo teatrale dedicato alla figura romantica e guascona di Luciano Lutring, il solista del mitra. A seguire, la scena sarà occupata dal popolare artista toscano David Riondino, il cui estro affabulatore sarà declinato in vari campi: dall’improvvisazione in rima alla canzone d’autore, dal cabaret al monologo. Spazio, quindi, alle suadenti note del jazz in attesa del breakfast di domenica 8 giugno con la scrittrice Sandra Petrignani, protagonista dell’incontro «Tutte le storie sono storie d’amore».
Gli eventi vedranno, poi, in scena gli esperti di radio Massimo Cirri e Josè Bagnarelli, lo chef Claudio Dordei, il fotografo Nadir Naldi, l’esperto di cinema Anton Giulio Onofri, lo scrittore Luca Scarlini e, per concludere, il critico Filippo La Porta, il teorico dell’innovazione Andrea Granelli e la giornalista Flavia Trupia.
Agli appassionati d’arte si segnala l’incontro con Gea Casolaro che,  nella giornata di domenica 8 giugno, parlerà del suo progetto «Still here», nato durante un periodo di residenza a «La Cité Internationale des Arts» di Parigi.
Alternando lunghe camminate a piedi nelle strade parigine alla visione di centinaia di film girati nella capitale francese, l’artista ha creato la propria memoria di quei luoghi, dotandosi di ricordi non vissuti direttamente, ma introiettati attraverso le storie viste al cinema o in televisione. Grazie al ricorso a pellicole che coprono circa cento anni di storia cinematografica, Gea Casolaro ha, dunque, fatto propria la città; ha compiuto un attraversamento che riattualizza quella prerogativa tipicamente parigina della flânerie, esaltata da Baudelaire, analizzata da Benjamin e poi rinnovata da Guy Debord nell’accezione di «deriva».
A condurre il festival sarà Andrea Ballarini, romanziere e saggista, in un’ideale continuazione con le serate del BeaCafé. Ad affiancarlo nell’intero week-end ci saranno i racconti illustrati dei fumettisti Marco Corona e Luca Ralli e la voce fuori campo del giovane attore Nick Russo. Una due giorni, dunque, interessante quella proposta a Roma per «stare lontani dalla banalità del chiacchiericcio televisivo e per -spiegano gli organizzatori- riscoprire il piacere di raccontare e ascoltare».Con la certezza che «a volte una persona –lo diceva l'americano Barry Lopez- per sopravvivere ha bisogno di una storia più ancora che di cibo».

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Locandina della prima edizione del Festival per Dire di Roma; [figg. 2 e 3] Un incontro al BeaCafè di Roma, il caffè letterario di via Giano Parrasio dove è nata l’idea del Festival per Dire; [fig. 4] Un frame del progetto «Still here» di Gea Casolaro; [fig. 5]  Ritratto di Stefano Benni. Foto di Marco Cella; [fig. 6] Ritratto dell’illustratore Filippo Scozzari

Informazioni utili 
Festival per Dire. La Pelanda – Centro di produzione culturale, piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma.  Orari: sabato 7 giugno, dalle 10.30 alle 24; domenica 8 giugno, dalle 10.30 alle 19.30. Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Programma: http://www.festivalperdire.com/#programma. Informazioni: Elettra Filardo, tel. 06.5880682 o info@festivalperdire.com. Sito internet: www.festivalperdire.com. Da sabato 7 a domenica 8 giugno 2014.

giovedì 5 giugno 2014

Andersen Festival, Sestri Levante è per quattro giorni il paese delle favole

È tempo di Andersen Festival. Per il diciassettesimo anno consecutivo Sestri Levante si colorerà di arte, musica, teatro, giochi per bambini e magia nel ricordo dello scrittore danese che inventò i personaggi della Sirenetta e della Principessa sul pisello.
Circa un centinaio gli eventi, tutti a ingresso gratuito, promossi dall’amministrazione comunale, con l’organizzazione di Artificio 23 e con la direzione artistica di Leonardo Pischedda, che da giovedì 5 a domenica 8 giugno animeranno lo splendido borgo ligure, affacciato sul Golfo del Tigullio.
Narrazioni, spettacoli, incontri, concerti, circo contemporaneo e teatro di strada saranno i protagonisti dell’intensa quattro giorni che porterà artisti e compagnie da tutto il mondo, oltre a decine di migliaia di spettatori di ogni età, nella Bimare, soprannome con cui è conosciuta nel mondo Sestri Levante per la sua particolare conformità geografica che la divide in due baie, dette del Silenzio e delle Favole.
Un incrocio di generi e molti progetti inediti e speciali, studiati appositamente per la rassegna, sono da sempre i due punti di forza della kermesse ligure, nata da una costola del premio H.C. Andersen-Baia delle Favole per fiabe inedite, ideato nel lontano 1967 dal medico sestrese David Bixio.
Ad aprire la manifestazione, il cui tema scelto come filo conduttore per questa edizione è «Arte come energia», sarà, nella mattinata di giovedì 5 giugno, una festosa e colorata parata di più mille bambini, accompagnati dalla banda del paese. Si tratta degli studenti delle scuole locali che, da febbraio ad oggi, hanno partecipato agli AndersenLab, laboratori di arte, ceramica, musica e teatro condotti da Monica Marcenaro, Antonio Panella, Susanna Groppello, Enrico De Nicola, Alfredo Gioventù, Daniela Mangini e Lorenzo Capello.
Insieme alle dimostrazioni dei più piccoli daranno sapore alla prima giornata del festival altri due eventi: le sintetiche dimostrazioni di creatività di Pecha Kucha, un’idea nata nel 2003 a Tokyo per fare rete tra giovani designer e oggi diffusa in oltre settecento città di tutto il mondo, e la performance dell’originale poeta-artista Ivan, che realizzerà una versione marina di «Poesia persa l’onda», un’invasione di barchette di carta, realizzate dai bambini sestresi, che attraverseranno il mare con il loro carico di liriche.
I più piccoli passeranno, quindi, il testimone agli artisti. Tanti gli appuntamenti pensati per il pubblico in età scolare che animeranno per tre pomeriggi gli spazi del seicentesco convento dell’Annunziata. Sarà, per esempio, possibile assistere alle favole «Il gatto con gli stivali» e «I Musicanti di Brema» nell’interpretazione del popolarissimo Teatrino dell’Erba Matta, ma anche vedere «Pollicino» nella rilettura di Ilaria Gelmi o lo spettacolo «Le dodici fatiche di Ercole», concepito dal Teatro della Tosse come un grande gioco dell’oca tra le storie del Mediterraneo antico.
Tra gli eventi più attesi in cartellone ci sono quelli riuniti sotto il titolo «Racconti della Baia del Silenzio», che saranno inaugurati nella serata di venerdì 6 giugno da Francesco Tricarico con il progetto «Luce dei miei occhi, dove hai messo l’interruttore?», una narrazione multidisciplinare che mescola voce, musica e pittura. Nella serata di sabato 7 sarà, invece, la volta di Arturo Brachetti, grande attore-trasformista di fama mondiale, che nello spettacolo «Fantasia» parlerà dell’arte intesa come energia e sviluppo della creatività, anche in senso manuale e artigianale. Mentre la chiusura di questa sezione sperimentale del festival sarà affidata a Corrado Augias che, accompagnato al pianoforte da Giuseppe Fausto Modugno, introdurrà, nella serata di domenica 8, «I segreti della musica di Ludwig Van Beethoven». Un’occasione unica, questa, per scoprire aspetti inediti sulla vita e le opere del grande compositore del quale Franz Grillparzer, scrittore e drammaturgo austriaco, scrisse nell’orazione funebre: «Chi verrà dopo di lui non continuerà, dovrà ricominciare, perché questo precursore ha condotto l’opera sua fino agli estremi confini dell’arte».
Non meno attesi sono gli appuntamenti musicali in programma alla Baia del Silenzio, nella splendida cornice del palco sul mare. Venerdì 6 giugno la band Zibba e Almalibre presenterà, per esempio, il suo nuovo spettacolo, «Il tempo e le parole», progetto acustico parallelo al tour «Senza pensare all’estate». Creato appositamente per la kermesse ligure è anche lo spettacolo «Andersen Special Acoustic / Arisa featuring Gnu Quartet», un «progetto in edizione limitata» (come viene definito in cartella stampa) che sabato 7 porterà nel Tigullio la vincitrice dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, accompagnata al pianoforte da Gioni Barbera. Un altro imperdibile momento musicale del festival è l’omaggio al genio poetico di Fabrizio De André, proposto nella serata di domenica 8 dal Laboratorio ripercussioni sociali che sarà protagonista di un concerto dalle sonorità mediterranee ideato per celebrare i trent’anni di un album entrato nel mito: «Crêuza de mä».
Dall’imbrunire fino a tarda notte, strade e piazze del borgo saranno, inoltre, animate da compagnie internazionali di teatro e di circo di strada. Dalla Gran Bretagna arriverà Mat Ricardo, il giocoliere gentiluomo amato dal pubblico per la sua arte che sposa commedia e improvvisazione dando vita a un cabaret surreale. Dalle Hawaii Sara Kunz, che lascerà il pubblico a bocca aperta con una performance in cui utilizzerà contemporaneamente venti hula hoop. Dal Cile Mauricio Villarroel, in arte Mistral, che, attraverso la passione e l’audacia di tecniche circensi come l’acrobatica a terra e sul palo cinese, gioca con la memoria del passato rievocando i viaggi dei nostri antenati, emigranti da un continente all’altro. Dall’America del Sud arriverà anche Emiliano Sanchez Alessi, argentino residente in Francia, a Tolosa, che mescola con sapienza e poesia la scuola sudamericana e quella d’Oltralpe. A Sestri si esibiranno, poi, I Mole People, particolarissimo e strano duo genovese (strano perchè formato da una sola persona: la giovane cantante, attrice e musicista Elisabetta Granara) che unisce avanguardia e gusto retrò, Juan Manuel Goma, che proporrà il suo collaudatissimo e sempre ricco di sorprese «Atari Show», e Daniel War, in arte Dado, che trasforma gli oggetti in un parco delle meraviglie, convertendoli ad usi improbabili in un’atmosfera fra demenziale, pura classe e abilità tecnica.
Un evento a sè stante sarà il laboratorio esperienziale di equilibrio su cavo e scrittura tenuto dal grande funambolo Andrea Loreni, insieme con la scrittrice Francesca Frediani. Per l’occasione verrà anche presentato in prima nazionale il documentario «Equilibrio», a cura di Simone Rigamonti e Gabriele Savoldi, che racconta di come camminare su un filo, sospesi tra il cielo e l’abisso, riguardi tutti noi e di come la scrittura possa spiegarcelo.
Questa edizione del festival sestrese pensa anche all’arte come strumento per lo sviluppo sociale ed in questo spirito è stata organizzata la sezione «Realtà del mondo», che propone un focus sul Rwanda nel ventennale del genocidio. Alla manifestazione ligure prenderà così parte la scrittrice Esther Mujawayo, insignita nel 2009 del Premio internazionale Women’s World Award, che dialogherà con Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere Italia, e con il giornalista Giovanni Porzio.
Non mancherà, come da tradizione, la cerimonia di chisura della quarantasettesima edizione del Premio H.C. Andersen-Baia delle Favole per fiabe inedite, durante la quale verranno lette da Enrico Campanati le storie più belle giunte alla segreteria del concorso, mentre i disegnatori del neonato gruppo Uvaspina trasformeranno i racconti in colorate illustrazioni. Nella stessa cerimonia, in programma nella mattinata di sabato 8 giugno, verranno premiati anche i tre vincitori di «Scatti da Favola», il nuovo concorso dedicato alle immagini fotografiche che i partecipanti hanno realizzato ispirandosi a fiabe famose di Andersen. Ricco, dunque, il carnet di proposte messo in cantiere da Artificio 23 per questa nuova edizione del festival, che per quattro giorni trasformerà Sestri Levante nella capitale italiana della favola, in un vero e proprio paese a misura di bambino.

Per saperne di più 
Premio Andersen, un concorso per fiabe e «Scatti da favola» 
Una fiaba in uno scatto: un concorso per fotografi al premio Andersen 
«Scatti da favola», quando una foto rilegge Andersen 

Didascalie delle immagini 
[Fig. 1] Il palco sul mare dell’Andersen Festival alla Baia del Silenzio di Sestri Levante; [fig. 2] Arisa. Foto di Emilio Tini; [fig. 3] Arturo Brachetti. Foto di Paolo Ranzani; [fig. 4] L’artista Sara Kunz 

Informazioni utili 
Andersen Festival. Sestri Levante (Genova), sedi varie. Programma: www.andersenfestival.it/2014/wp-content/uploads/2014/05/ANDERSEN-FESTIVAL-2014.pdf. Informazioni: tel. 0187.257213 o info@artificio23.it. Sito web: www.andersenfestival.it o www.ariafestival.it. Da giovedì 5 a domenica 8 giugno 2014.

mercoledì 4 giugno 2014

Alberto Pasini, un pittore ottocentesco innamorato delle luci d’Oriente

Bazar brulicanti di gente e pieni di sfumature di ogni colore, carovane in viaggio nel deserto sconfinato, giardini lussureggianti impregnati di una calda luce estiva, paesaggi e architetture che sembrano usciti dal libro «Le mille e una notte»: il fascino esotico di terre lontane come l’Arabia e la Persia trova casa alla Fondazione Accorsi – Ometto di Torino. Il museo di arti decorative piemontese propone, fino a domenica 29 giugno, la mostra monografica «L’Oriente di Alberto Pasini», curata dal professor Giuseppe Luigi Marini e realizzata in collaborazione con «Arte Futura» di Giuliana Godio. Una sessantina di opere tra schizzi, litografie e dipinti, provenienti principalmente da collezioni private, dialoga con una serie di fotografie e di disegni, appartenenti ai discendenti del pittore e per la prima volta esposti al pubblico, testimonianza storica fondamentale per comprendere il vissuto dell’artista emiliano, concittadino di Giuseppe Verdi, che ebbe largo riconoscimento del suo talento in Francia.
Formatosi all’Accademia di belle arti di Parma, Alberto Pasini (Busseto - Parma, 3 settembre 1826- Cavoretto - Torino, 15 dicembre 1899) inizia la sua carriera come incisore, per passare alla pittura alla metà degli anni Cinquanta, su impulso di Théodore Chassériau, conosciuto durante un soggiorno a Parigi. Il giovane artista emiliano è alla ricerca di un proprio linguaggio espressivo, che lo porta in principio ad accostarsi alle novità della scuola di Barbizon, quando il maestro parigino gli offre, nel marzo del 1855, l’occasione di partire come disegnatore al seguito della missione diplomatica del ministro plenipotenziario Prosper Bourée presso lo scià di Persia.
Il viaggio nel «favoloso Oriente», terra che nell’Ottocento romantico sprona la fantasia del mondo occidentale con il suo velato erotismo e il suo fascino esotico che ha il sapore di spezie sconosciute, dura più di un anno e fa tappa in Persia, Turchia, Siria, Arabia ed Egitto. Al ritorno, nell’agosto del 1856, Alberto Pasini sanziona il proprio addio alla litografia con una splendida serie di dodici vedute pubblicate dalle edizioni Lemercier con il titolo «Viaggio nell’Egitto, nella Persia e nell’Armenia». Inizia così la fortunata stagione orientalista dell’artista, una stagione che lo vedrà più volte tornare in Oriente fra il 1859 e il 1873, facendo tappa in Paesi come il Sinai, la Palestina e il Libano, o visitare località spagnole dalla forte impronta araba quali Cordoba e Granada e città come Venezia che, per i suoi colori e le sue luci, gli sembreranno una preziosa alternativa al mondo orientale.
La pittura di Alberto Pasini, cronaca a colori di un paesaggio e di una quotidianità esperita, al contrario della maggior parte delle opere orientaliste dei colleghi, cariche di suggestioni letterarie, di fantasie convenzionali e di preconcetti interpretativi, acquista rapidamente una larga notorietà, assecondata dall’abile professionalità del mercante Adolphe Goupil.
Un disegno esatto e attento a imprimere sulla tela anche il più piccolo dei particolari, un felice equilibrio nella composizione, un impasto pittorico sobrio ma ricco di bagliori, giocato su poche tonalità, e un’attenzione quasi fotografia, verista, alla realtà circostante sanciscono la fortuna del pittore, definito da Ugo Ojetti «il più delicato e luminoso degli orientalisti».
Tele come «Mercato orientale», «Forno a Istanbul», «Caravanserraglio», «Cavalli all’abbeverata» e «Fuori le mura» documentano in mostra lo stile di Alberto Pasini e conducono il visitatore in un viaggio che alterna le eleganti architetture della moschea Moristan con i colori vanigliati e rosei del Cairo, il blu terso dei cieli di Damasco con la laboriosità dei bazar arabi e, ancora,  le carovane insabbiate e i loro cammellieri con le strade tinteggiate dalla gente di Costantinopoli.
Assiduo ai Salons parigini che ne decretano la fama internazionale di sommo pittore orientalista, Alberto Pasini partecipa anche a varie mostre italiane ed è in realtà Torino, città dove fissa la sua residenza, acquistando una casa sulle colline nel 1870, che, un anno prima della morte, gli rende il più importante riconoscimento, presentando all’Esposizione del 1898, oltre centonovanta studi dal vero, freschi di tocco e di espressione, che costituiscono la sua personale collezione, conservata nell’atelier della villa di Cavoretto. Un omaggio, dunque, dovuto quello della Fondazione Accorsi – Ometto, che espone in contemporanea, nella rassegna «Cugini del Re», una serie di collari dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata, tra cui uno proveniente da Palazzo Reale di Torino. L’occasione è offerta dal recente acquisto del piccolo collare che appartenne al conte Luigi Cibrario, storico e uomo politico, investito del titolo di cavaliere da Vittorio Emanuele II di Savoia nel 1869.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Alberto Pasini, «Mercato orientale», 1870. Olio su tela, cm 55,2 x 45,2. Collezione privata; [fig. 2] Alberto Pasini, «Scena orientale (Moschea araba)», 1873. olio su tela, cm 35,4 x 27. Fai – Fondo ambiente italiano / Villa Flecchia, Magnano di Biella / Collezione Enrico; [fig. 3]Alberto Pasini, «Cavalieri al galoppo», 1862. Olio su tela, cm 46,5 x 38,4. Collezione privata

Informazioni utili 
«L’Oriente di Alberto Pasini». Museo di arti decorative Accorsi – Ometto, via Po, 55 - Torino. Orari: martedì-venerdì, ore 10.00–13.00 e ore 14.00–18.00; sabato e domenica, ore 10.00–13.00 e ore 14.00–19.00; lunedì chiuso. Ingresso: intero sola mostra o mostra e visita guidata (da martedì a domenica, ore 11.00 e ore 17.00; sabato e domenica anche ore 18.00) € 6,00; intero mostra e visita guidata (da martedì a domenica, ore 11.00 e ore 17.00; sabato e domenica anche ore 18.00) € 8,00; possessori Abbonamento musei € 3,00. Catalogo: disponibile in mostra.Informazioni: tel. 011.837688, int. 3 o info@fondazioneaccorsi-ometto.it. Sito internet: www.fondazioneaccorsi-ometto.it. Fino al 29 giugno 2014.


martedì 3 giugno 2014

«I luoghi del cuore», al via la settima edizione del censimento Fai

Quarantacinque interventi di recupero in quindici regioni italiane, oltre un milione e ottocentomila segnalazioni in undici anni, più di trentamila siti votati in quasi seimila comuni italiani: sono questi i numeri del censimento «I luoghi del cuore», promosso dal Fai (Fondo per l'ambiente italiano), in collaborazione con Intesa San Paolo e sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, al fine di far conoscere e proteggere edifici storici, chiese, giardini e borghi importanti non solo per la storia, l’architettura o il paesaggio del nostro Paese, ma anche per la memoria e la sfera emotiva dei suoi abitanti.
Forte di questi risultati, la fondazione presieduta da Andrea Carandini lancia la settima edizione dell’iniziativa che, al termine delle votazioni, disegnerà una vera e propria mappa dei tanti beni italiani che meritano un significativo intervento di restauro, tutela o semplice valorizzazione per continuare a comporre la nostra specialissima «geografia del cuore».
Fino al 30 novembre, sarà, dunque, possibile segnalare sul sito internet del censimento o con la App «I luoghi del cuore» o con le cartoline reperibili in oltre quattromila filiali di Intesa San Paolo e nei beni e nelle delegazioni del Fai (Fondo per l’ambiente italiano) tutti quei siti del nostro patrimonio storico, artistico e ambientale che hanno un significato speciale, sentimentale o culturale, e che si vuole difendere dall’usura del tempo e dall’incuria degli uomini per donarli alle generazioni del futuro.
Complici gli ormai imminenti Mondiali di calcio in Brasile, il claim di questa edizione del censimento è il tifo, il gioco di squadra come ben dimostra la campagna pubblicitaria studiata per l’occasione con persone in costumi tipici della Sardegna che mostrano fieri le loro sciarpe con il nome di un’inedita squadra del cuore, il promontorio Sella del Diavolo, o con i contadini pugliesi che uniscono le proprie forze per gridare a gran voce l’amore che li lega agli uliveti di Fasano o, ancora, con i toscani che, bandiere viola al collo e carichi di un’energia simile a quella che mostrano quando si gioca il derby dell’Appennino, invitano tutti a votare per il Mulinaccio di Vaglia.
Proprio per incentivare il tifo da stadio nei confronti delle bellezze italiano, sul nuovo sito iluoghidelcuore.it sarà attivata un'area riservata ai comitati, dove si potranno promuovere e comunicare le proprie attività di raccolta voti, inserire notizie e segnalazioni, aggiornare le condizioni del sito da salvare, raccogliere firme virtuali, postare foto e video-gallery, scaricare materiale personalizzato, come banner e locandine.
Come da tradizione, il Fai – Fondo per l’ambiente italiano si avvale anche di testimonial per pubblicizzare il suo censimento. Tra i tanti, ci sono il giornalista Aldo Cazzullo che segnala le colline e i vigneti delle Langhe, l’attrice Lella Costa che racconta il suo amore per Vernazza e le Cinque Terre, Serena Autieri che ha scelto come suo luogo dell’anima il bosco sacro di Monteluco e Pippo Baudo che ha votato per gli agrumeti di Militello.
Mentre nella classifica on-line, quella fatta dalle persone comuni, si attestano, al momento, ai primi posti la spiaggia e colonia felina Su Pallosu, il Grande albergo Parco delle fate a Taverna e la chiesa di san Domenico a Trani. Ma ci sono ancora cinque mesi di tempo per votare e tutto può cambiare.
La «coppa» in palio è un intervento diretto su alcuni luoghi da salvare. Lo sanno bene gli oltre cinquantamila italiani che due anni fa scelsero di mettere la loro firma per la Cittadella di Alessandria, alla quale sono stati appena consegnati 50mila euro per procedere allo sradicamento dell’ailanto che stava infestando tutto il complesso militare, o le ottomila persone che votarono la basilica di san Salvatore de’ Birecto ad Atrani, dove si sta procedendo al restauro della scultura lignea quattrocentesca «Madonna con Bambino», attribuita a Pietro Alemanno.
«Una possibilità particolare -fanno sapere dal Fai (Fondo per l’ambiente italiano)- verrà data, nella settima edizione del censimento, a quei beni che riceveranno almeno mille segnalazioni e che potranno presentare, dopo l’annuncio dei risultati, una richiesta di aiuto secondo le linee guida che verranno diffuse nei primi mesi del 2015». Quest'anno, in occasione dell'imminente appuntamento di Expo Milano 2015, che ha per filo guida il tema «Nutrire il pianeta, energia per la vita», il censimento rivolgerà, inoltre, una particolare attenzione ai luoghi della produzione e della trasformazione alimentare: pascoli, vigneti, uliveti, mulini, caseifici, malghe. E il vincitore di questa particolare sezione, a prescindere dalla posizione nella classifica generale, sarà oggetto di un intervento, previa approvazione di un progetto che dovrà essere presentato al Fai – Fondo per l’ambiente italiano.
Non resta, a questo punto, che consigliarvi di dare voce all’onda del vostro tifo, di mettere una firma, reale o virtuale, per il luogo che amate. Insieme ad altri italiani gli regalerete un’opportunità importante: lo consegnerete al futuro, a chi verrà dopo di voi.

Didascalie delle immagini 
[Fig. 1] Locandina pubblicitaria della settima edizione del censimento «I luoghi del cuore»; [fig. 2 ] Il bosco sacro di Monteluco, in Toscana; [fig. 3] La spiaggia e colonia felina Su Pallosu, in Sardegna; [fig. 4] Il paesaggio delle Laghe, in Piemonte 

Vedi anche 
«I luoghi del cuore», al via la sesta edizione del censimento Fai 
«I luoghi del cuore», un milione di voti per l’Italia. Vince la Cittadella di Alessandria 

Informazioni utili 
 «I luoghi del cuore» - Settima edizione del censimento Fai. Modalità di partecipazione: votando sul sito www.iluoghidelcuore.it ; votando con la App «I luoghi del cuore» disponibile per Android e Ios, compilando la cartolina presente nei beni e nelle delegazioni Fai o nelle filiali Intesa Sanpaolo. Fino al 30 novembre 2014.

venerdì 30 maggio 2014

«Sentire musica in castello», venticinque spettacoli gratuiti nelle terre di Giuseppe Verdi

Ci sono luoghi di grande fascino come la Rocca Sanvitale di Fontanellato, il Castello Pallavicino di Varano de' Melegari e la piazza Berzieri di Salsomaggiore, al quale fa da scenario un gioiello del Liberty italiano come le Terme Berzieri, tra le location della dodicesima edizione di «Sentire musica in castello», manifestazione promossa dalla Piccola orchestra italiana, con la direzione del sassofonista Marco Gerboni e di Enrico Grignaffini, che per l’intera estate animerà oltre una ventina di luoghi d’arte dell’Emilia, dal fiume Po all’Appennino, facendo una piccola incursione anche in terra cremonese, nei centri di Piadena e Casalmaggiore.
Ad aprire la rassegna sarà la cantante Tosca, già vincitrice del Festival di Sanremo in coppia con Ron, che domenica 1° giugno proporrà alla Rocca di Busseto, nel cuore delle terre verdiane, il concerto «Esperanto – viaggio nell’anima del mondo», un racconto in musica in compagnia della pianista Giovanna Famulari, del flautista Pasquale Laino e del chitarrista Massimo De Lorenzi, che passa da un fado portoghese a una ninna nanna russa, da un canto sciamano a una ballata zingara, fino ad approdare alle nostre sponde napoletane, romane e siciliane, inframmezzando il tutto con le parole di Borges, Brecht, Sanguineti e tanti altri.
Venticinque gli spettacoli in cartellone, tutti a ingresso libero, che avranno per protagonisti straordinari cantautori, prestigiose orchestre, poeti del senso, funamboli della parola, istrioni dell'ironia e del non-sense e persino un grande regista come Pupi Avati che racconterà il suo sogno giovanile di diventare un clarinettista jazz (sabato 23 agosto, ore 21.30), insieme con i musicisti Babbini al clarinetto, Zanchini al pianoforte e alla fisarmonica, Merloni al contrabbasso.
Per tutti questi artisti si apriranno i portoni di castelli, rocche, manieri, sagrati di pievi, corti di antiche barchesse, giardini di ville antiche, piazze e spazi inediti di grande attrattiva, ubicati in ventidue paesi delle province di Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Cremona. Uno degli obiettivi di «Sentire musica in castello» è, infatti, da sempre quello di valorizzare la scoperta, anche in senso turistico e culturale, delle bellezze storico-artistiche del territorio trasformandole in luoghi dell'anima grazie alle sette note.
Tra i posti che faranno da scenario per la prima volta a spettacoli teatrali e musicali ci sono il castello di villa Sforza Fogliani ad Alseno e quello di villa Cottafavi a Campagnola Emilia, il porto fluviale di Mezzani, l'Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (regno dello chef stellato Massimo Spigaroli), villa Conti a Pozzolo di Bore, il chiostro del palazzo comunale a Piadena e piazza Duomo a Casalmaggiore.
Sarà, tra l’altro, possibile assaporare l’energia graffiante di Irene Grandi (venerdì 25 luglio, ore 21.30), lo stile e l'intensità di Ornella Vanoni e del suo concerto «Canto per essere felice» (venerdì 18 luglio, ore 21.30), il rock progressive degli UT New Trolls (domenica 21 luglio, ore 21.30), la sorpresa swing e il talento delle Sorelle Marinetti (venerdì 27 giugno, ore 21.30). Altri due appuntamenti all’insegna della musica pop da non perdere sono quello con Danilo Sacco, che proporrà un percorso alla scoperta del cantautore Francesco Guccini (domenica 8 giugno, ore 21.30), e l’omaggio della cantante Annamaria Castelli, con il chitarrista Simone Guiducci e il clarinettista Achille Succi, al grande Lucio Dalla (sabato 2 agosto, ore 21.30).
Grande spazio avrà, poi, anche la verve brillante che rasserena e l'ironia che fa riflettere con mattatori del palcoscenico quali Dario Vergassola e Giobbe Covatta, che più di una volta hanno detto sì alla rassegna lombardo-emiliana, e con le new entry Paolo Rossi, Raul Cremona, Gianni Fantoni e Jerry Calà.
È in carnet anche un originale duetto tra la cantautrice Andrea Mirò e il comico Alberto Patrucco (sabato 9 agosto, ore 21.30), che presenteranno un viaggio tra le parole e le melodie di Georges Brassens. Un appuntamento molto atteso è, poi, quello con il gruppo Imperfect Dancers - Compagnia Balletto90 (venerdì 8 agosto, ore 21.30), presenza fissa del festival, che, a Fontanellato, proporrà la data unica dello spettacolo «Trittico», su coreografie di Valerio Iurato, Ermo Dako e Andrea Bibolotti. Ritorneranno ad esibirsi in formazione completa (e dopo il successo dello scorso anno) anche i folk Mé, Pék e Barba, con l'associazione bandistica Giuseppe Verdi di Busseto (sabato 30 agosto, ore 21.30).
All’insegna della contaminazione musicale sarà anche il concerto del cantautore irlandese Ray Heffernan, accompagnato da Roberto Broggi al violino (sabato 19 luglio, ore 21.30).
Grande protagonista del festival sarà, poi, la musica classica. L'orchestra sinfonica Esagramma suonerà, sotto la direzione del maestro Licia Sbattella, musiche di Grieg, Dvořák, Musorgskij e Stravinskij (venerdì 6 giugno, ore 20.45). L'Elise Hall Saxophone Quartet festeggerà i duecento anni dalla nascita di Mister Sax, con un repertorio di musiche di Gershwin, Nyman e Rota (sabato 7 giugno, ore 21.30).  La Spilmbrass omaggerà con un film-concerto le comiche di Charlie Chaplin e Stanlio e Olio (domenica 17 agosto). Il sax contralto Marco Gerboni si esibirà con il fisarmonicista Simone Zanchini (domenica 31 agosto, ore 21.30). E, ancora, saliranno alla ribalta di «Sentire musica in Castello» il duo formato da Marianna Sinagra al violoncello e Lorenzo Cossi al pianoforte (venerdì 22 agosto, ore 21.30), il trio composto dal pianista Davide Cabassi, il contrabbassista Enrico Fagone e il trombettista Marco Pierobon (domenica 24 agosto, ore 21.30), e l'orchestra Ventaglio d'Arpe che, sotto la direzione di Patrizia Tassini, animerà il concerto «Da Verdi a Rota tra film, opere e balletti» (domenica 10 agosto, ore 21.30), un percorso musicale tra le note di Piovani, Ciajkovsky, Rossini, ed Ennio Morricone. Un programma, dunque, vario quello del festival lombardo-emiliano che, complici le calde notti di estate, permetterà di assaporare spettacoli di alto livello sotto la volta stellata, davanti a luoghi storico-artistici del nostro Paese di grande bellezza.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Il pubblico di «Sentire musica in castello» alla Rocca di Fontanellato. Foto: Marx Fochi; [fig. 2] Ritratto di Tosca, in scena domenica 1° giugno 2014 alla Rocca municipale di Busseto; [fig. 3] Ritratto di Irene Grandi, in scena venerdì 25 luglio a Medesano; [fig. 4] Ritratto di Ornella Vanoni, in scena venerdì 18 luglio in piazza Garibaldi a Fontanellato 

Informazioni utili 
«Sentire musica in castello». Venticinque eventi in ventidue centri delle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Cremona. Calendario completo: www.musicaincastello.it/styled/index.html. Ingresso gratuito. Informazioni sulla rassegna: Piccola Orchestra Italiana, cell. 380.3340574 o info@piccolaorchestraitaliana.it. Informazioni turistiche: Iatr – Terre di Verdi c/o Fidenza Village, tel. 0524.335556. Sito internet: www.musicaincastello.it. Dal 1° giugno al 31 agosto 2014.

giovedì 29 maggio 2014

#Telodoioilmuseo, un concorso per social-addicted alla Fondazione Torino Musei

«#Telodoioilmuseo»: è questo il titolo scelto dalla Fondazione Torino Musei per lanciare il suo nuovo concorso rivolto al pubblico, in particolar modo agli appassionati di fotografia e ai social-addicted. Basta avere a disposizione uno smartphone o un tablet per poter prendere parte all’iniziativa, interpretando liberamente il museo con il proprio sguardo, per poi condividere in rete, attraverso gli scatti pubblicati su Twitter, la propria idea e la propria storia legata al patrimonio museale del capoluogo piemontese. Si potranno fotografare le sale espositive, le opere preferite, il personale, oppure ritrarsi con un selfie negli spazi interni o esterni della Galleria d’arte moderna e di Palazzo Madama o, ancora, del Mao - Museo d’arte orientale e del Borgo medioevale. Tutto liberamente, secondo la logica del Click&Shareslogan con cui da tempo la fondazione torinese invita il proprio pubblico a scattare e condividere le fotografie della visita.
Tutte le immagini postate su Twitter, con l’hashtag #telodoioilmuseo e condivise con uno degli account della fondazione (@gamtorino, @palazzomadamato, @maotorino, @borgomedievalet e @fondtomusei), andranno a costituire un’unica grande board sul sito istituzionale del progetto: www.fondazionetorinomusei.it/telodoioilmuseo.
Per ringraziare i partecipanti che contribuiranno alla creazione della gallery condivisa, la Fondazione Torino Musei regalerà ogni giorno coppie di biglietti di ingresso alle sue sedi istituzionali.
Per partecipare al concorso, aperto fino al prossimo 31 luglio, è sufficiente inserire sul sito la propria e-mail e, ovviamente, liberare la propria creatività e raccontare il museo dal proprio punto di vista.
Per gli amanti del fumetto e dell’illustrazione sono, invece, ancora aperte le iscrizioni al premio «Oltre», promosso dall’associazione culturale «Rule-Hot» di Fano nell'ambito della terza edizione del festival «Disegni diversi» (5-7 settembre 2014). Gli interessati potranno spedire i propri elaborati (di non più di tre pagine) in formato jpeg o pdf, per un massimo di due opere a testa e con un formato non superiore ad un foglio A3 (297 x 420 mm), fino al 22 giugno.
Il concorso, che in questa edizione mira ad indagare la concezione del limite, reale o immaginato, vuole proporre una riflessione sui fatti e sulle situazioni di tutti i giorni, sensibilizzando il pubblico verso atteggiamenti proattivi.
Sono ammesse tutte le tecniche grafiche, dall’acquarello alla computer graphic, passando per le tempere e i collage; i testi potranno essere ricavati da opere di narrativa, canzoni e testi teatrali.
Compito di Nicola FerrareseMonica MonachesiEmanuela Orciari e Giuseppe Palumbo, la commissione del concorso, sarà selezionare i lavori che comporranno la mostra, in programma in apertura del festival marchigiano, negli spazi della Sala San Michele di Fano. Tra i premi previsti per i vincitori, si segnalano l'iscrizione al primo anno di uno dei corsi di fumetto, illustrazione o grafica in una delle sedi della scuola internazionale di comics, la partecipazione gratuita al primo modulo del corso entry-level di illustrazione per l’editoria di «Ars in Fabula», in programma il prossimo gennaio a Macerata, e ingressi gratuiti per l'edizione 2014 di Lucca Comincs & Games.

Informazioni utili 
 #telodoioilmuseo. Concorso fotografico della Fondazione Torino Musei. Istruzioni: 1) fotografa il museo dal tuo punto di vista; 2) condividi le tue foto con l’hashtag #telodoioilmuseo e uno o più account Twitter dei musei torinese: @gamtorino, @palazzomadamato, @maotorino, @borgomedievalet, @fondtomusei; 3) gioca sul sito di #telodoioilmuseo, inserendo la tua mail nell’apposito form, e vinci un biglietto di ingresso per due persone in uno degli spazi espositivi della fondazione. Ente banditore: Fondazione Torino Musei. Data ultima di consegna: 31 luglio 2014. Informazioni:http://www.fondazionetorinomusei.it/telodoioilmuseo/

«Oltre - Disegni Diversi». Ente banditore: associazione culturale «Rule-Hot» di Fano. Data ultima di consegna: 22 giugno 2014. Informazioni: associazione culturale «Rule-Hot», via Caprera, 8 - 61032 Fano (Pesaro-Urbino). disegnidiversi@gmail.com. Sito internet: disegnidiversi.wordpress.com.

mercoledì 28 maggio 2014

Il mito di Maria Antonietta secondo Desideria Corridoni

In principio fu Federico Fellini. Il primo lavoro di Desideria Corridoni nel mondo del cinema data, infatti, al 1980 quando il regista riminese la scelse come aiuto parrucchiera per il film «La città delle donne», con Marcello Mastroianni, presentato fuori concorso al 33° Festival di Cannes. Da allora l’artista romana, originaria di una famiglia di cinematografari di alto profilo, ha collaborato con alcuni dei più importanti costumisti del cinema, come i premi Oscar Piero Tosi, Danilo Donati, Milena Canonero e Gabriella Pescucci. Ha ricevuto due nomination agli Emmy Award per gli sceneggiati televisivi «Cleopatra» e «My House in Umbria» e altrettanti premi «Chioma Di Berenice» per le fiction «Coco Chanel» e «Baciamo le mani». È stata la parrucchiera personale di Heath Ledger nella pellicola «Casanova». E ha legato il suo nome e la sua raffinata artigianalità al film cult «Marie Antoinette» di Sofia Coppola, per il quale è stata Hair and Wig Designer, creando acconciature appariscenti ed estrose, dal verticalismo tipico del Settecento, alte più di mezzo metro e decorate con oggetti frivoli come piume, fiori e cappellini.
Proprio dal lavoro per questa pellicola prende spunto la prima mostra personale di Desideria Corridoni, «Maria Antonietta c’est moi», allestita nell’accattivante ipogeo dello spazio polifunzionale Isola Gallery, nel cuore più antico del centro storico di Roma, in quegli spazi dell’isola Tiberina che furono sede, dal 1957 al 1964, della storica Rome New York Art Foundation e che sono stati sapientemente restaurati dagli attuali proprietari, Salvatore Savoca e Giovanni Minio, mantenendo in vista i preziosi resti romani e medievali che si trovano nell’ambiente sotterraneo.
Curata da Barbara Martusciello e allestita da Paolo Di Pasquale, l’esposizione presenta inedite sculture-installazioni che rivelano l’importante esperienza cinematografica dell’artista, la cui manualità è ricca di quella funambolica capacità illusionistica di chi sa dare forma ai sogni.
Le opere sono realizzate usando materiali tra i più disparati e originali, spesso di riciclo: capelli sintetici, stoffe, tulle, crinoline, lacci, fili di lana, rafia, gabbiette di metallo, uccellini di plastica, fiori di stoffa e vetri colorati. Questi elementi sono mescolati insieme, dipinti, dorati o argentati e manipolati in forma di busti scultorei. Nascono così veri e propri monumenti giocosi e luccicanti, nei quali si riconosce l’interesse dell’artista per la cultura settecentesca.
Le opere di Desideria Corridoni hanno l’aspetto di creature fantasmagoriche e baroccheggianti. Sono «apparizioni felliniane -si legge nella nota stampa- che salgono come minareti di un ideale paese delle meraviglie che, dunque, sapientemente e liberamente mescola linguaggio del cinema e linguaggio dell’arte». 

Informazioni utili 
Maria Antonietta c’est moi - Mostra personale di Desideria Corridoni. Isola Gallery, piazza San Bartolomeo all'Isola, 20 - (Isola Tiberina) Roma. Orari: lunedì-sabato, ore 10.00-19.00 e su appuntamento. Inaugurazione: giovedì 29 maggio 2014, ore 18.30. Informazioni: cell. 333.1378223 o cell. 339.4423786.Web: www.facebook.com/pages/Isola-Gallery_Lab/633418953365974. Dal 30 maggio al 15 giugno 2014.

martedì 27 maggio 2014

Vania Russo, un «impressionista digitale» innamorato di Bergamo

Ha firmato per anni le vignette del quotidiano «L’Eco di Bergamo», inventando anche il personaggio di Orobik. Ha curato come grafico pubblicitario, a partire dagli anni Settanta, le campagne di comunicazione della Banca popolare. E ora la sua città lo ricorda, a un anno dalla morte, con una mostra antologica nei suggestivi spazi dell’ex chiesa della Maddalena. Stiamo parlando di Vania Russo (1937-2013), artista per il quale la creatività era sperimentazione continua di strumenti e materiali antichi e contemporanei, dal pennello al mouse, dalla tela alla tavolozza virtuale.
Una quarantina di opere, selezionate dalla figlia Giovanna, ripercorrono l’itinerario poetico e visionario di questo «grafico con sbandamenti verso la pittura», che si è fatto affascinare dalla computer grafica e che è stato definito, per la sua capacità di «rimescolare colori e disegni», un «impressionista digitale».
Nella prima sezione della mostra, intitolata «Preludio», è documentata la prima fase pittorica di Vania Russo, in una serie di acrilici su tela che già raccontano in nuce quelle che saranno le sue chiavi di ricerca future. Poetici «assoli» di alberi sospesi sulla linea tagliente di un orizzonte che divide solo apparentemente cieli e terre abitano gli spazi espositivi bergamaschi, disegnando una potente «geografia dell’anima», in cui il segno entra in gioco a sfibrare i contorni certi della visione e nella quale dominano colori accesi più emotivi che reali.
Nella successivo segmento espositivo, intitolato «Interludio», le tele diventano campi cromatici di energia. A partire dal 2000, l’artista procede, infatti, sulla strada dell’astrazione: i segni migrano liberamente sulla tela e si aboliscono le prospettive, al punto che è difficile stabilire quale sia il punto di vista da cui osservare i soggetti raffigurati.
In questo periodo, Vania Russo individua anche nel computer potenzialità che si possono incrociare con la sua immaginazione pittorica. Prende così il via la serie dei monotipi digitali stampati su tela, dove il mouse si sostituisce al pennello. Si approda così a «Sinfonia», l’ultima sezione della mostra nella quale viene analizzata la maturità creativa dell’artista bergamasco che, senza timore di allontanarsi dal rapporto fisico con la pittura per esplorare nuovi territori creativi, comincia a sperimentare una sua pittura digitale, incrociando strumenti che potrebbero essere considerati agli antipodi fra loro. Da un lato, quindi, l’artista fa ricorso a supporti antichi come la tela juta e la tavola, preparati a gesso secondo una consuetudine di secoli, dall’altro usa il mouse per tracciare il disegno e il computer per accendere le sue visioni di luci irreali e di colori carichi di emozioni. Con la scelta, tuttavia, di conservare l’unicità dell’opera d’arte, rinunciando, quindi, alla riproducibilità offerta dal mezzo digitale per realizzare monotipi, ossia pezzi unici.
Mentre Vania Russo accoglie il digitale nel suo iter creativo, affiora definitivamente nelle opere anche la sua magnifica ossessione, ossia «Bergamo infinita». Lo skyline della città alta appare inconfondibile, ma ogni volta diverso, sospeso ancora una volta sulla linea di un orizzonte che abolisce i confini della tela. Infuocata o notturna, cristallina o colorata dal sogno, Bergamo diventa per Vania Russo la chiave di accesso all’infinito: una città da percorrere e ripercorrere avanti e indietro, senza alcuna soluzione di continuità, in un viaggio pittorico che ognuno può intraprendere in maniera personale.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Vania Russo, «Le 4 stagioni #01», 2012. Particolare, monotipo digitale su tela, cm 50x180. Foto: Francesca Garavaglia; [fig. 2] Vania Russo, «Il temporale», anni '90. Acrilico su tela con serigrafia, cm 25x60.Foto: Francesca Garavaglia; [fig. 3] Vania Russo, «Bergamo infinita #014», 2009. Monotipo digitale su tela, cm 90 x 180. Foto: Francesca Garavaglia; 

Informazioni utili 
Vania Russo. Bergamo infinita e altre storie. Ex chiesa della Maddalena, via Sant'Alessandro, 39 - Bergamo. Orari: martedì-venerdì, ore 16.00-19.30; sabato e domenica, ore 10.00-12.30 e ore 16.00-19.30. Ingresso libero. Catalogo: Monti edizioni. Sito internet:  www.vaniarusso.org. Fino all'8 giugno 2014. 

lunedì 26 maggio 2014

«Archivio dei sogni», Antonia Ciampi racconta il principe Torlonia

Foglie secche e petali di fiori imprigionati in piccoli contenitori di vetro, uniti insieme a formare un insolito scacciaguai, ciondolano dal soffitto della Casina delle Civette, dimora novecentesca del principe Giovanni Torlonia junior, oggi inserita nel circuito espositivo di Roma Capitale.
La scenografica installazione, intitolata «Pioggia di riflessioni», è una delle opere che compongono il percorso espositivo della mostra «Archivio dei sogni», a cura di Claudio Strinati, con la quale Antonia Ciampi (Bologna, 1959) ha rivisitato espressivamente la storia della dépendance di Villa Torlonia, esempio incomparabile di arte Liberty, costruito su disegno dell’architetto Giuseppe Japelli e decorato, tra gli altri, da Duilio Cambellotti, Paolo Paschetto, Umberto Botazzi e Vittorio Grassi.
Recuperando scritti autografi, foto, ambientazioni originali e la biografia del proprietario di casa, il principe Giovanni Torlonia junior, l’artista bolognese ha costruito uno straordinario percorso sensoriale formato da wunderkammer (camere delle meraviglie) miniaturizzate, dove vita reale e dimensione esoterica, simbologia e storia si intrecciano in un affascinante colloquio che ha per attori principali l’arte, l’uomo e la natura.
Ad accogliere il visitatore nel portico di ingresso del Casino delle Civette, o meglio della sua Dipendenza, è una gigantesca ragnatela cristallizzata, simbolo e metafora della memoria umana e di tutte le relazioni che ognuno di noi intesse nella propria vita. Inizia così un viaggio onirico, suggestivo e carico di emozioni sensoriali, che porta lo spettatore indietro nel tempo, in un’epoca sospesa che si nutriva di bellezza come i primi anni del secolo scorso.
Un abito bianco chiuso in un vecchio armadio, un letto di piume con uova di rondini, un cuscino sgualcito su cui è impresso l’«Autoritratto» del principe Torlonia e «Birthday», un cielo astrale che connette l’uomo alle stelle, sono solo alcune delle installazioni site-specific, spesso di grandi dimensioni, che Antonia Ciampi ha realizzato per la mostra con materiali naturali, ma anche con vetro, piombo, tela e gommapiuma.
Dall’omaggio a Pablo Neruda, con l’opera «Mi piaci silenziosa», al cubo «Waterscape», dalla tappezzeria del «Fumoi» alla cassa matta della «Stanza del Chiodo», dalla pioggia delle riflessioni nel «Salottino delle 24 ore» ai dittici nella «Stanza dei pavoni»: tutto rievoca la figura di Giovanni Torlonia junior, che si fa addirittura presenza concreta grazie ad alcuni lavori. Il visitatore può, infatti, ‘conversare’ con il principe, sedersi sul divano e ascoltare con lui «Il Flauto Magico» e le sue melodie d’epoca preferite o, ancora, leggerne la «BioGrafia». L’arte apre così il cassetto dei ricordi.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Antonia Ciampi, «Pioggia di riflessioni»; [fig. 2]  Antonia Ciampi, «Autoritratto»; [fig. 3] Antonia Ciampi, «Nido di piume»

Informazioni utili
«Antonia Ciampi. Archivio dei sogni». Museo della Casina delle Civette e Dipendenza - Villa Torlonia, via Nomentana, 70 - Roma. Orari: 9.00-19.00; chiuso il lunedì (la biglietteria chiude 45 minuti prima). Ingresso: intero € 5,00, ridotto € 4,00, gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni, ore 9.00 – 21.00). Sito internet: www.museivillatorlonia.itwww.museincomuneroma.it. Fino all'8 giugno 2014.  

venerdì 23 maggio 2014

Vicenza, al via la XXIII edizione delle «Settimane musicali al teatro Olimpico»

Serate d’opera, concerti di musica da camera, prove aperte, conversazioni ed eventi dedicati ai giovani talenti: le sette note tornano protagoniste a Vicenza, dove sta per andare in scena la ventitreesima edizione della «Settimane musicali al teatro Olimpico», rassegna diretta da Giovanni Battista Rigon che fa parte del grande circuito europeo dell’Efa - European festival association, insieme con il BBC Proms, il Lucerne Festival, il Berliner Festspiele e MiTo Settembre Musica.
Tredici gli appuntamenti in cartellone, che si avvalgono del patrocinio e del contributo del Ministero per i beni e le attività culturali, della Regione del Veneto della Provincia e del Comune di Vicenza.
Il concerto di inaugurazione, in agenda alle 21 di domenica 25 maggio, vedrà esibirsi la celebre violinista italo-armena Sonig Tchakerian, con l'Orchestra di Padova e del Veneto, in un programma che riunisce, in un unico evento, due cicli di capolavori appartenenti a epoche diverse e opposti emisferi: «Le quattro stagioni» di Antonio Vivaldi e «Las cuatro estaciones porteñas» di Astor Piazzolla, in un’inedita versione per violino e archi commissionata a Luis Bacalov.
Mercoledì 28 maggio, sempre alle 21, sarà la volta del progetto «Musica dall'aria... Musica dalla terra…», nato sull’onda della sperimentazione di percorsi musicali poco battuti che già lo scorso anno ha visto incontrarsi classica e jazz. Al violino classico di Sonig Tchakerian e al sassofono di Pietro Tonolo si uniranno, questa volta, le tradizioni musicali brasiliane del chitarrista Giancarlo Bianchetti e i live electronics di Alvise Vidolin.
Entrambi gli appuntamenti saranno preceduti da una conversazione, appuntamento divenuto una consuetudine delle «Settimane musicali al teatro Olimpico», grazie al quale il pubblico può conoscere più da vicino le musiche proposte in concerto attraverso un incontro con gli stessi interpreti protagonisti degli eventi.
Domenica 1° giugno, alle 18, il mezzosoprano Oksana Lazareva e il pianista Claudio Marino Moretti eseguiranno, quindi, alcuni brani vocali di raro ascolto dedicati al tema della morte: l’aria «Ombra felice - Io ti lascio» di Wolfgang Amadeus Mozart, i «Kindertotenlieder» di Gustav Mahler e «Canti e danze della morte» del russo Modest Petrovič Musorgskij.
All'interno del festival non mancheranno due iniziative che hanno riscosso molto successo nelle passate edizioni: «Raccontare Bach» e «Progetto giovani». La prima, avviata nel 2012 e dedicata all’ascolto integrale di sonate, partite e suites per violino solo e violoncello solo scritte dal compositore tedesco, termina quest'anno con l'esecuzione di due suites per violoncello e due partite per violino. Gli eventi, che prevedono anche la presentazione delle opere musicali in forma di racconto, saranno ospitati dal teatro Olimpico e verranno affidati a due dei più celebri interpreti delle pagine bachiane: il violoncellista Mario Brunello (mercoledì 11 giugno, alle ore 21.00) e la violinista Sonig Tchakerian (venerdì 13 giugno, alle ore 21.00).
Il «Progetto giovani», riservato a talenti emergenti vincitori di importanti concorsi nazionali, sarà costituito da tre appuntamenti in programma nelle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari. Tra gli ospiti ci saranno Alexander Gadjiev, vincitore dell’ultima edizione del concorso nazionale «Premio Venezia», e Christian Sebastianutto, violinista che ha vinto la borsa di studio «Settimane musicali al teatro Olimpico» e che è stato selezionato tra gli allievi della classe di violino di Sonig Tchakerian, nell'ambito dei corsi di alta formazione presso l’Accademia nazionale di Santa Cecilia.
I concerti proseguiranno domenica 15 giugno, alle ore 21, con «Strauss & Mozart», un evento dedicato alla musica da camera di Wolfgang Amadeus Mozart e di Richard Strauss, compositore tedesco di cui si celebrano i centocinquanta anni dalla nascita. Il concerto sarà affidato a Sonig Tchakerian, Mario Brunello e Andrea Lucchesini, uno dei più apprezzati pianisti nel panorama musicale internazionale.
Le «Settimane musicali al teatro Olimpico» si chiuderanno, quindi, con l’allestimento di una celebre opera nata dalla collaborazione tra Wolfgang Amadeus Mozart e il librettista Lorenzo Da Ponte: «Così fan tutte», in scena a chiusura della rassegna vicentina, nei giorni di venerdì 20, domenica 22, lunedì 23 e mercoledì 25 giugno.
La compagnia di canto, vedrà collaborare artisti affermati e talenti selezionati attraverso un bando promosso per l’occasione e che ha visto giungere a Vicenza oltre centotrenta domande.
Le due coppie di amanti protagoniste dell'opera saranno interpretate da quattro giovani voci: il soprano Arianna Vendittelli sarà Fiordiligi; il tenore Daniele Zanfardino interpreterà Ferrando; il mezzosoprano Raffaella Lupinacci vestirà i panni di Dorabella, mentre il ruolo di Guglielmo sarà affidato al baritono Marco Bussi.
Ai giovani cantanti si aggiungeranno affermati artisti come il soprano Adelina Scarabelli, nel ruolo di Despina, e il basso Lorenzo Regazzo, apprezzato interprete della musica di Rossini e Mozart, che, oltre a vestire i panni di Don Alfonso, sarà anche impegnato nella veste di regista.
Al cast si affiancheranno due prestigiose formazioni, già protagoniste delle passate edizioni: il coro «I polifonici vicentini», istruito da Pierluigi Comparin, e l’Orchestra di Padova e del Veneto; mentre il ruolo di maestro concertatore e direttore sarà affidato a Giovanni Battista Rigon.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Immagine promozionale della XXIII edizione delle «Settimane musicali al teatro Olimpico»; [fig. 2] Interno del teatro Olimpico di Vicenza; [fig. 3] Giovanni Battista Rigon; [fig. 4] Sonig Tchakerian

Informazioni utili
«Settimane musicali al teatro Olimpico». Teatro Olimpico, piazza Matteotti, 11 (e altre sedi) – Vicenza. Programma: www.studiopierrepi.it/vicenza-al-via-la-xxiii-edizione-delle-settimane-musicali-al-teatro-olimpico/. Ingresso: opera lirica «Così fan tutte» - intero, 1° categoria € 90,00 - 2° categoria € 70,00 - 3° categoria € 50,00; opera lirica «Così fan tutte» - ridotto (Amici dell'Olimpico, Così Fans Tutti Club, over 65, under 30) , 1° categoria € 50,00 - 2° categoria € 40,00 - 3° categoria € 30,00; Concerti – intero singolo, 1° categoria € 40,00 - 2° categoria € 30,00 - 3° categoria € 20,00; Concerti – ridotto singolo (Amici dell'Olimpico, Così Fans Tutti Club, over 65, under 30), 1° categoria € 20,00 - 2° categoria € 15,00 - 3° categoria € 10,00;  Gustalopera  (buffet in onore degli artisti nei giardini del Teatro Olimpico al termine di ogni spettacolo), € 25,00; € 15,00 per soci amici olimpico e soci Così Fans Tutti Club. 
Biglietteria on-line:  www.olimpico.vicenza.it/infoandtickets. Informazioni: 0444.302425 o info@olimpico.vicenza.it. Sito internet: www.olimpico.vicenza.it. Da domenica 25 maggio a mercoledì 25 giugno 2014. 

giovedì 22 maggio 2014

Astratta e antichissima: la pittura aborigena contemporanea in mostra a Milano

Hanno forme astratte e cromie di inattesa modernità, ma traggono ispirazione da una storia millenaria, di almeno quarantamila anni, popolata da figure ancestrali, leggende, miti e pratiche rituali. Stiamo parlando dei dipinti dell’arte aborigena contemporanea, ai quali la galleria Isarte di Milano, dal 2006 punto di riferimento del settore per i collezionisti italiani e non solo, dedica la mostra «I colori del deserto», con lavori inediti per il pubblico italiano, provenienti principalmente dalla collezione di Anne de Wall, co-fondatrice del Museo di arte contemporanea aborigena di Utrecht, uno dei più importanti in Europa.
L’esposizione, visitabile da venerdì 23 maggio a giovedì 5 giugno, allinea, nello specifico, una ventina di opere eseguite tra gli anni Ottanta e il 2013 da una quindicina di artisti indigeni delle comunità Lajamanu, Yuendumu, Papunya, Kintore e Kanpi, noti in ambito internazionale e già storicizzati, tra i quali Maureeen Baker, George Ward Tjungurrayi, Ningura Napurrula, Lorna Brown Napanangka e Thomas Tjapaltjarri.
Accanto ad acrilici su tela come «Salt on the Mina Mina» (2002) di Dorothy Napangardi, «Woman Cooking Sweet Damper» (1989) e «Tingari Cycle» (2000) di Ronnie Tjampitjinpa, caratterizzati ora dal rigore grafico che anima il nord Australia ora dalla vivacità cromatica e dallo tecnica puntiforme del Deserto centrale, sono esposte opere su corteccia di eucalipto di David Murruwarrda e Namyal Bopirri, oltre a un eccezionale dipinto di grandi dimensioni eseguito a sette mani nella comunità di Wangkatjungka.
La mostra offre, dunque, l’occasione per conoscere più da vicino la pittura aborigena contemporanea, espressione artistica che presenta una stupefacente assonanza con le forme astratte delle avanguardie europee, la cui nascita risale a una quarantina d’anni fa. È, infatti, il 1971 quando Geoffrey Bardon, un insegnante di educazione artistica di Sydney, riesce a convincere gli abitanti della piccola comunità aborigena di Papunya Tula, nel deserto dell’Australia centrale, a raffigurare i propri simboli -forse i più antichi del mondo- con le tecniche della pittura occidentale.Il tentativo di fissare un’arte che spesso utilizzava dei supporti effimeri come la sabbia e il corpo umano era già stato fatto in passato, per esempio negli anni Quaranta dall’antropologo Charles Mountford, lasciando come documento solo una serie di disegni a pastello. Il maestro Geoffrey Bardon non poteva, dunque, immaginare che, questa volta, la sua proposta di fissare sulla tela le storie mitiche del Dreamtime (esseri ancestrali che percorsero la terra formando il paesaggio e le specie viventi) avrebbe dato vita a un movimento pittorico che si sarebbe propagato rapidamente da Papunya Tula, a nord-ovest di Alice Springs, in tutta l’Australia, formando differenti scuole artistiche ad Utopia, Balgo Hills, Fitzroy Crossing, Tiwi islands e Spinifex e coinvolgendo centinaia di autori di ogni età e sesso, anche se più forte sembra essere la presenza femminile.
Con il passare degli anni, la pittura aborigena contemporanea è diventata un fenomeno artistico di portata internazionale. Importanti case d’asta, come Sotheby’s e l’australiana Lawson&Menzies, tengono periodicamente degli incanti dedicati a questo settore, che ha visto una costante crescita di mercato. In Europa sono nate diverse gallerie specializzate e sono state formate collezioni pubbliche e private di notevole importanza, come il Museo d’arte aborigena di Utrecht e la collezione Essl di Vienna. Grandi mostre come la recente rassegna «Australia» alla Royal Accademy di Londra confermano, poi, il sempre maggiore interesse del pubblico verso questo movimento espressivo, che sembra avvicinarsi alla figurazione di Keith Haring, al primitivismo di Pablo Picasso e all'indole bizzarra dei lavori di Paul Klee e che è forma visiva di una memoria millenaria, intrisa di intimismo e sacralità.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Dorothy Napangardi, «Salt on Mina Mina», 2002, acrilico su tela, 122x122cm; [fig. 2] Maureen Baker, Senza titolo, acrilico su tela, 150x120cm; [fig. 3] Esther Giles Nampitjinpa, Senza titolo, acrilico su tela, 55x70cm

Informazioni utili 
«I colori del deserto». Isarte, corso Garibaldi, 2 (interno) - Milano. Orari: martedì-sabato, ore 11.00-13.00 e ore 15.00-19.00. Ingresso libero. Informazioni: cell. +39.335.6941228 o info@isarte.net. Sito internet: www.isarte.net. Inaugurazione: giovedì 22 maggio, ore 18.00. Dal 23 maggio al 5 giugno 2014.