si arricchisce di due nuove opere. Si tratta di due preziosissimi pinnacoli raffiguranti l’
(1371/1372 – 1430), parte di un polittico del Quattrocento che si trovava sull’altare della Cappella Ardinghelli, nella Basilica di Santa Trinita a Firenze. I dipinti, che saranno sottoposti a un accurato restauro, sono stati acquistati dagli eredi di
per l’importo complessivo di quattrocentomila euro.
L’opera è l’unico dipinto su tavola documentato di Giovanni di Francesco Toscani. Fu commissionato nel 1423 per il matrimonio di
, all’epoca l’uomo più ricco a Firenze, che già possedeva una magnifica cappella nella stessa basilica, disegnata da Lorenzo Ghiberti. Strozzi aveva fornito Caterina di una dote di circa 2000 fiorini che in parte furono utilizzati per rinnovare la cappella Ardinghelli. Al centro della pala d’altare realizzata da Toscani, al posto della tradizionale Madonna con Bambino, fu collocato un crocifisso ligneo che fungeva da reliquario e che, in alcuni periodi dell’anno, veniva esposto alla pubblica devozione attraverso una grata su via del Parione.
Il polittico venne smembrato nella seconda metà del XVIII secolo e i vari pannelli riapparvero, in anni e luoghi diversi, solo a partire dalla metà dell’Ottocento. Nel 1966 col fondante contributo critico di
è stato possibile identificare Giovanni di Francesco Toscani come autore dell’opera, nonché chiarire quale era la sua struttura originaria.
Dei dipinti che componevano questo bellissimo capolavoro, quattro tavole sono già di proprietà della Galleria dell’Accademia, mentre lo scomparto destro della predella con «Il battesimo di Cristo e il martirio di San Giacomo maggiore» è conservato al Philadelphia Museum of Art e il pannello principale laterale destro con i «Santi Giovanni Battista e Giacomo Maggiore» si trova al The Walters Art Museum di Baltimora. Mancano ancora all’appello, il pannello principale laterale sinistro, in cui erano raffigurati i «Santi Francesco e Nicola», e i tre tondi, sottostanti i tre pinnacoli.
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«SANI!», DEBUTTA A MILANO IL NUOVO SPETTACOLO DI MARCO PAOLINI Ai piedi delle Alpi, nella valle del Piave, si saluta con una bella espressione:
«Sani!». È un augurio, una benedizione, un viatico, che deriva dal termine latino «
salus» e che significa «salute, stiamo in salute». Quel modo di congedarsi, tipico della tradizione montanara bellunese, è stato scelto da
Marco Paolini come titolo del suo nuovo spettacolo che, dopo l’anteprima friulana dello scorso fine settimana al Verdi di Pordenone, debutta il prossimo 16 novembre a
Milano, negli spazi del
Piccolo teatro Strehler, per rimanere in cartellone fino al 5 dicembre.
Fondato su un canovaccio autobiografico, che cuce insieme storie vecchie e nuove, il progetto, concepito nei giorni del secondo
lockdown, si è arricchito via via di canzoni e musiche, scritte da
Saba Anglana e
Lorenzo Monguzzi. Lo spettatore viene così condotto per mano in un viaggio che parte dalla memoria e arriva fino al presente, dove il vissuto personale dell’artista si intreccia con la storia di tutti noi. «Dall’epico-comico incontro-scontro tra Carmelo Bene e Marco Paolini nel 1983 all’incontro-scontro tra Reagan e Gorbačëv, al vertice di Reykjavík a Höfði, in Islanda nel 1986, dalla ricostruzione dopo il terremoto del ’76 in Friuli alla ripartenza dopo la pandemia»: questi – si legge nella sinossi - sono alcuni degli argomenti che l'autore, attore e regista bellunese, conosciuto per lavori come «Il racconto del Vajont» o «I-TIGI Canto per Ustica», tratta in forma di ballata.
Quello che Marco Paolini propone a Milano è ancora un
«teatro fra parentesi» perché il senso di provvisorietà di questi tempi che stiamo vivendo permane. Ma è anche un teatro che trova nello scambio interpersonale, nella capacità di portare il pubblico dentro una storia, la sua forza. Senza esagerazioni né proclami, l'attore veneto indica così a tutti noi una via per tornare allo spettacolo dal vivo: «In questo tempo di teatro fra parentesi - dice - non tutto dipende dalle norme, dipende dal buon senso, dal coraggio e dalla fiducia, dipende da noi. Per convenzione, il biglietto venduto a teatro corrisponde a una sedia o a una poltrona; secondo me corrisponde invece a un diritto: quello di poter vivere un’esperienza da dentro, non di guardarla da fuori».
Il costo del biglietto varia dai 33 ai 26 euro. Lo spettacolo sarà in cartellone con i seguenti orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19:30; mercoledì e venerdì, ore 20:30; domenica, ore 16. Per informazioni e prenotazione è possibile telefonare al numero 02.21126116 o consultare il sito
www.piccoloteatro.org.
Le foto sono di Gianluca Moretto
«THE HOMO SAPIENS»: ARTURO DELLE DONNE RACCONTA IL MONDO ATTRAVERSO I COSTUMI TIPICISi intitola
«The Homo Sapiens» il nuovo progetto fotografico e antropologico di
Arturo Delle Donne, attualmente esposto in anteprima a
Parma, negli spazi del
Museo d’arte cinese, realtà voluta nel 1901 dal fondatore dei missionari saveriani
Guido Maria Conforti, proclamato santo nel 2011.
Venti fotografie di grandi dimensioni raccontano, fino al prossimo 8 marzo, le diversità culturali del mondo, immortalando alcuni gruppi di persone con i propri abiti tradizionali, simbolo del loro legame con la terra natia.
«The Homo sapiens», progetto
in fieri che attualmente si articola in una ottantina di scatti, focalizza, dunque, l’attenzione sui valori di rispetto e fratellanza attraverso l’abbigliamento, o meglio quell’insieme di vestiti, accessori e acconciature che sono la prima forma di comunicazione di un popolo.
In questo progetto, - raccontano gli organizzatori - «il vestito viene indossato come ricordo, come legame alla propria patria di origine. Il vestito diventa cioè appartenenza, consapevolezza e orgoglio. Indossarlo rappresenta un atto evocativo dei legami e delle proprie radici». Mentre Arturo Delle Donne precisa: «Il mio lavoro di fotografo prosegue. Sto continuando a realizzare ritratti per questo ambizioso progetto che potenzialmente non ha una fine. Il mio ruolo di fotografo è indissolubile dalla ricerca e sto continuando a cercare. Questo lavoro aspetta di essere condiviso con altre persone e ospitato in altri luoghi».
Il museo è aperto dal martedì al sabato, dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19 e la domenica, dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19, con un biglietto di ingresso di 3,00 euro per gli adulti e di 1,50 euro per i giovani fino ai 18 anni. Per prenotazioni, visite guidate e laboratori didattici è possibile scrivere all’indirizzo e-mail info@museocineseparma.org.
AL VIA «BITE&GO»: UN NUOVO PROGETTO ITINERANTE DI NICOLETTA RUSCONI ART PROJECTS Parte da Milano
«Bite&Go», il nuovo progetto itinerante internazionale di
Nicoletta Rusconi Art Projects, che offre inedite vetrine di esposizione per l’arte contemporanea così da coinvolgere un pubblico il più ampio e diversificato possibile, dai collezionisti ai giovani.
Dall'11 al 13 novembre (giovedì, dalle ore 18:30 alle ore 21; venerdì e sabato, dalle ore 10 alle ore 21), in via San Fermo 7, sarà possibile immergersi in un’inedita
wunderkammer dove scoprire e vedere più di sessanta opere, pezzi unici in piccolo formato di artisti emergenti,
mid-career ed
established, selezionati da
Nicoletta Rusconi, collezionista, ex-gallerista e mecenate dell’arte.
Lavori di pittura, scultura, ceramica, vetro, collage, disegno e design scorreranno così sotto gli occhi dei visitatori. Letizia Cariello, Giovanni Chiamenti, Giulia Dall’Olio, Giulio Frigo, Genuardi/Ruta, Franco Guerzoni, Eduard Habicher, Jana Kasalová, Jean-Baptiste Maitre, Jacopo Mazzonelli, Pierre-Etienne Morelle, Federico Pepe, Alice Ronchi, Vanessa Safavi, Franz Schmidt, Davide Sgambaro e Henrik Strömberg sono alcuni degli artisti in mostra.
Tutte le opere saranno accomunate dalla caratteristica di essere
accessibili a un pubblico allargato, grazie a un
range di prezzo che varia
fra i 300 e i 3.000 euro, consentendo di acquistare e collezionare arte anche con un investimento contenuto.
Dopo Milano, «Bite&Go» approderà a
Montecarlo nel 2022, per poi raggiungere nuove località dove intercettare il crescente interesse verso il collezionismo d’arte contemporanea.
All’interno di questo panorama itinerante, il progetto manterrà una
sede permanente negli spazi di Cascina I.D.E.A. ad Agrate Conturbia, in provincia di Novara, uno spazio espositivo e progettuale, immerso nella natura dove il dialogo tra arte, architettura e design si fa intimo e raccolto.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito
www.nicolettarusconi.com.
La foto è di Agnese Bedini
FIRENZE, UNA NUOVA GUIDA PER PALAZZO MEDICI RICCARDIPalazzo Medici Riccardi si dota di una
nuova guida (15 x 21 cm, 112 pp., brossura con alette, 100 illustrazioni a colori,14 euro), a cura di
Valentina Zucchi, che permetterà di conoscere e approfondire la storia e le bellezze di uno dei più importanti musei della città di
Firenze, prima dimora dei Medici, dove vissero
Cosimo il Vecchio e
Lorenzo il Magnifico. Edita da
Officina Libraria, il volume,
disponibile anche in lingua inglese e francese, è già acquistabile presso il
bookshop di Palazzo Medici Riccardi e nei maggiori
store on-line.
Corredato di numerose illustrazioni a colori, lo scritto accompagna il lettore passo dopo passo, alla scoperta delle meraviglie del palazzo. A partire dalla facciata e dai prospetti esterni, il testo prosegue con il raffinato
Cortile di Michelozzo, il giardino, il percorso archeologico nei sotterranei, salendo poi la scala monumentale verso il piano nobile con la
Cappella dei Magi, sapientemente affrescata da
Benozzo Gozzoli a metà Quattrocento, la
sala di Carlo VIII e gli altri ambienti, fino alla splendida
sala dei Bassorilievi e alla
Galleria degli specchi di età riccardiana, con volta dipinta da
Luca Giordano. Non mancano
schede di approfondimento su temi importanti e specifici, a complemento della lettura, come quelli dedicati allo stemma Medici e le insegne medicee e alla «Madonna con Bambino» di
Filippo Lippi.
Attraverso le sue pagine, la guida permette anche di approfondire le vicende che hanno portato alla nascita dell’edificio – per volontà di Cosimo de’ Medici e su progetto di Michelozzo – ed esplorarne gli sviluppi nel corso dei secoli, dall’età d’oro rinascimentale al passaggio del palazzo alla famiglia Riccardi nel Seicento, fino all’acquisizione della Provincia di Firenze e ai giorni nostri. Il testo si pone così come un affascinante viaggio fra ambienti, personaggi ed epoche storiche, offrendo gli elementi utili per comprendere la storia di un palazzo che tuttora è leggenda e per apprezzarne i celebri capolavori.
Per maggiori informazioni:
http://www.palazzomediciriccardi.it/.
UN’«EDIZIONE DELIVERY» PER IL FESTIVAL DELLA PESTE DI MILANO
Cosa può diventare un festival senza la presenza fisica delle persone? Come si può restare in dialogo anche se distanti? Partendo da queste domande è nata la quarta edizione del
Festival della Peste, promosso dalla
Fondazione «Il Lazzaretto» di Milano.
Quest'anno la manifestazione ha un inedito formato «da asporto» per portare la cultura direttamente a casa. Come? Attraverso una speciale scatola d’artista numerata, dal
design che richiama il più classico cartone della pizza, ma che nella realtà racchiude un breve estratto dei lavori realizzati per l’occasione dalla
live artist Sara Leghissa, dal
collettivo fotografico Cesura, dall’illustratrice catalana
Luci Gutiérrez, dagli
studenti della Scuola Mohole e dallo staff creativo della Fondazione «Il Lazzaretto».
Al suo interno il «cartone da asporto» - ordinabile esclusivamente tramite l’apposito
form sul sito ilfestivaldellapeste.com, a partire dalla mattina di martedì 9 novembre - contiene una serie di oggetti che raccontano in maniera originale i vari progetti, legati tra loro dal tema
«Ordine/Disordine». Tutti gli oggetti inclusi nella scatola, che andava ritirata entro le ore 20 di mercoledì 10 novembre, potranno essere fruiti comodamente a casa propria, senza limiti di tempo, e verranno presentati sul sito ufficiale del festival attraverso approfondimenti.
Durante questa edizione del Festival della Peste è stato presentato anche il
vincitore del Premio Lydia,
Daniele Costa, che nella sua opera di videoarte «Trapezia» concentra la propria attenzione sulla pratica «Drag» e sui nuovi luoghi di espressione della performance e dello spettacolo dal vivo tra piattaforme e spazio domestico.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet
www.ilfestivaldellapeste.com.
UN'EDIZIONE «EUROPEA» PER IL DECENNALE DEL TORINO FRINGE FESTIVAL. AL VIA L’OPEN CALL PER GLI ARTISTI
Sono aperte
fino al 15 novembre le candidature per partecipare alla prossima edizione del
Torino Fringe Festival, manifestazione multidisciplinare di arti performative che negli anni ha coinvolto oltre duecentosettantaquattro compagnie nazionali e internazionali per un totale di millesettecentosettanta repliche in sessanta spazi della città al chiuso e trentadue all’aperto per un totale di oltre 80mila spettatori.
Quella in programma
dal 17 al 29 maggio 2022 sarà la decima edizione e «proporrà - afferma la presidente
Cecilia Bozzolini -spettacoli, performance, residenze artistiche, conferenze in un cartellone che spazia dalla
performance site specific al monologo».
Il bando è rivolto ad
artisti e compagnie italiane e internazionali, che potranno proporre spettacoli «
indoor» (della durata di più di quarantacinque minuti e disponibili per sei repliche), ma anche eventi all’aperto e
site specific. Sono ammessi tutti i generi di spettacolo dal vivo, in produzioni esclusivamente animate da artisti professionisti.
Il tema di questa edizione, che si avvale del contributo della
Compagnia di San Paolo nell'ambito del bando «Art Waves», non è stato ancora scelto, ma Cecilia Bazzolini spiega che si stanno ricercando «proposte tematiche molto vicine al pubblico per creare quel
fil rouge indispensabile affinché l'esperienza diventi unica e immersiva». L'obiettivo del 2022 è, inoltre, quello di selezionare più spettacoli internazionali per dare un maggiore respiro europeo alla manifestazione torinese, portandola ai livelli e agli standard dei Fringe Festival internazionali come Avignone ed Edimburgo.
La direzione artistica – composta da Cecilia Bozzolini, Lia Tomatis, Pierpaolo Congiu, Michele Guaraldo, Valentina Volpatto e Costanza Frola - opererà una selezione secondo criteri di valore artistico e di natura tecnico-logistica e già dal 6 dicembre contatterà gli artisti e le compagnie vincitrici del bando.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina:
www.tofringe.it/partecipa.
INTITOLATO A LUIGI GHIRRI IL PREMIO «GIOVANE FOTOGRAFIA ITALIANA». AL VIA LA OPEN CALL Rimarrà aperta
fino al prossimo 1° dicembre la
call del
premio «Giovane fotografia italiana», con cui il comune di Reggio Emilia vuole valorizzare i migliori talenti
under 35 presenti sul territorio italiano.
Gli artisti interessati a partecipare al premio, che in questa edizione viene per la prima volta intitolato a
Luigi Ghirri, sono invitati a presentare un proprio progetto inedito realizzato attraverso diversi
media, dalla fotografia alla videoinstallazione, sulla piattaforma Picter (
https://www.picter.com). Ogni proposta, come si legge nel bando presente sulla pagina
https://gfi.comune.re.it/open-call-2022/, dovrà essere corredata da una serie di immagini, da una presentazione e da una proposta di allestimento.
«Possibile» è il tema scelto per questa edizione, a partire dall’ultimo saggio di
Leonardo Caffo, «Essere Giovani. Racconto filosofico sul significato della adolescenza», nel quale si spiega che l’«essere giovani» rappresenta quello stato che permette di non farsi ingabbiare dalle regole e dalle convenzioni, di saper vedere sé stessi e il mondo circostante fuori dei ruoli già assegnati e dai destini già scritti.
I sette progetti finalisti saranno presentati a Reggio Emilia in una mostra collettiva nei Chiostri di San Domenico, nell’ambito dell’edizione 2022 del
festival Fotografia europea (29 aprile - 12 giugno 2022), per il quale è stato scelto il titolo
«Un’invincibile estate», ispirato a una frase dello scrittore e filosofo francese Albert Camus: «imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate».
I
sette vincitori saranno selezionati da una giuria, che comprende i curatori della mostra finale,
Ilaria Campioli e
Daniele De Luigi, assieme a
Krzysztof Candrowicz del Fotofestiwal Łódź,
Chiara Fabro del festival Panoràmic di Granollers a Barcellona, e
Shoair Mavlian del Photoworks Festival di Brighton.
I risultati della selezione verranno comunicati via
e-mail e pubblicati sul sito gfi.comune.re.it entro il prossimo 6 gennaio.
Per maggiori informazioni è possibile consultare i siti
www.gfi.comune.re.it |
www.fotografiaeuropea.it.
ARTHLETES, ALL’ASTA IL BURGMAN 400 DEI VAN ORTON PER SOSTENERE LA FONDAZIONE MATALON Giunge alla sua ultima tappa il
progetto ARThletes: la sfida che
Suzuki aveva lanciato a quattro illustratori italiani che, supportati dalla gallerista Lorenza Salamon e dall’artista Ale Giorgini, si erano messi alla prova per interpretare alcune doti dell’iconico Burgman 400 con richiami a sport olimpici. Grazie al talento degli artisti
Gianluca Folì,
Riccardo Guasco,
Francesco Poroli e dei gemelli
Van Orton sono nate illustrazioni colorate ed eleganti, al centro di un concorso
social per decretare la preferita della
community.
A conquistare il pubblico è stato lo schermitore dei Van Orton, con le sue linee marcate e i colori pop, che è diventato la livrea dell’iconico
scooter della casa nipponica. Il motociclo
wrappato con la grafica esclusiva realizzata dai Van Orton è ora messo all’asta sulla piattaforma CharityStars (
http://www.charitystars.com/Burgman), insieme alla stampa nr. 1.
Tutto il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Matalon di Milano (Foro Buonaparte 67), che si occupa di giovani artisti, dove fino al prossimo 17 novembre sarà in mostra lo speciale scooter.
La creazione dei Van Orton sarà esposta anche a Eicma 2021, in programma dal 25 al 28 novembre a Milano. All’appuntamento internazionale, imperdibile per gli appassionati delle due ruote, Suzuki concluderà il progetto e annuncerà il vincitore dell’asta, consegnandogli ufficialmente il Burgman 400 griffato: una vera e propria opera d’arte da collezione.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.suzuki.it. , un progetto che si proponeva di sperimentare modalità innovative di connessione tra artisti e spettatori, spedendo a domicilio scatole con tutto il necessario per attivare un’esperienza performativa. A ideare il progetto, che debuttava con «Fionde» di Chiara Bersani, erano stati la curatrice indipendente
dello studio di comunicazione Pomo di Milano.
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– una muffa gialla e policefala di origini antiche – insieme a tutto l’occorrente per farla crescere. Questo microrganismo, considerato un computer naturale, processa dati senza avere un sistema nervoso, operando attraverso comunità di nuclei che possiedono un’intelligenza spaziale avanzata.
Il secondo lavoro esplora la questione dei viaggi migratori attraverso migliaia di bambole, tutte corredate da un diario di viaggio, dove viene raccontata la storia delle donne che animano la comunità Com aac di Punta Chueca, in Messico, ideatrici del manufatto. Queste pagine sono anche uno spazio per raccontare il proprio incontro con la bambola, prima che questa raggiunga un nuovo destinatario.
al di là di ogni confine geografico. Ogni scatola che si riceve per posta – il cui contenuto non viene svelato in anticipo per dare vita a
e della visione dell’artista.
Accompagna il progetto il canale di notizie @samaraeditions su Telegram, nato con lo scopo di offrire approfondimenti sulla scena performativa contemporanea attraverso articoli di artisti e curatori.
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