ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

mercoledì 22 aprile 2026

Venezia, il Museo di Torcello e il suo nuovo corso con Muve

Era 1870 quando il conte Luigi Torelli, allora prefetto di Venezia, dava inizio alla storia del Museo di Torcello, acquisendo e restaurando il trecentesco Palazzo del Consiglio, edificio in stile gotico, ai tempi in stato di abbandono, con l'intento di raccogliere e conservare al suo interno alcuni reperti antichi trovati nelle isole della Laguna e nella vicina terraferma.
Due anni dopo la struttura, ubicata in una zona di notevole prestigio storico-artistico, con la vicina Basilica di Santa Maria Assunta e gli importanti cicli musivi di fattura bizantina, veniva donata alla Provincia di Venezia (dal 2015 Città metropolitana di Venezia) e diveniva un museo sotto la guida del cavalier Nicolò Battaglini.
Allo studioso, autore del volume «Torcello antica e moderna», succedeva cinque anni dopo, nel 1887, l’archeologo e collezionista Cesare Augusto Levi, al quale si deve l’ampliamento della raccolta museale con reperti antichi trovati in loco e altri di sua proprietà, nonché l’acquisizione del vicino Palazzo dell’Archivio, edificio dell’XI-XII secolo che, dopo un importante intervento di restauro, apriva le proprie porte alle collezioni archeologiche. Nasceva così il Museo dell'Estuario, inaugurato il 14 maggio 1889.
Nei decenni successivi, dopo un nuovo incremento dei reperti conservati, avvenuto grazie all’attività dell’archeologo Luigi Conton, «il pescatore di cocci» che lavorò nella necropoli di Adria e scrisse il libro «Le antiche ceramiche veneziane scoperte in Laguna», si procedeva al riordino della raccolta. Iniziava un importante lavoro di inventariazione, catalogazione, restauro e pubblicazione realizzato dall’archeologo e pittore Adolfo Callegari, direttore dal 1928 al 1948, che, nei suoi due primi anni di attività a Torcello, dava origine all’attuale fisionomia del museo, con la sezione archeologica nel Palazzo dell’Archivio e quella medioevale e moderna nel Palazzo del Trecento.
Questa preziosa storia, che si è intrecciata anche con le vicende umane e lavorative di Giulia Fogolari (alla direzione fino al 1997) e di Guido Zattera, rinnova ora la sua veste con il rilancio pensato dalla Fondazione musei civici di Venezia, l’attuale ente di gestione, dopo che il complesso è stato concesso al Comune di Venezia per la durata di nove anni a uso gratuito con il decreto del Sindaco metropolitano n. 55/2025 del 30 giugno 2025.
Il Museo di Torcello è entrato così a far parte del percorso dei Musei delle isole, con Murano e Burano, completando il racconto con una dimensione finora solo parzialmente esplorata, quella delle origini della civiltà veneziana.
Torcello, tra i più antichi insediamenti della Laguna e centro vitale già in età tardoantica e altomedievale, costituiva, infatti, un importante punto di approdo e scambio commerciale tra il mare e l’entroterra già dal I secolo dopo Cristo. Era una sorta di primo scalo per la città romana di Altino connessa alle principali antiche direttrici viarie di collegamento con l'est e il nord Europa: la via Annia e la via Claudia Augusta.
Tra i primi interventi attuati per la valorizzazione del contesto espositivo, la Fondazione musei civici di Venezia ha portato a termine una serie di interventi manutentivi, aggiornamenti sugli apparati didascalici e lo svelamento del deposito posto nella loggia del Palazzo dell’Archivio che, nuovamente a vista, mette in evidenza l'importante patrimonio lapideo qui conservato.
Tra i tesori della Sezione archeologica emergono materiali preistorici rinvenuti nell’area veneziana, vasi micenei e ciprioti che testimoniano l’esistenza di traffici marittimi già alla fine del II millennio a.C., e una significativa collezione glittica che comprende, tra l’altro, una corniola incisa con le mura di Troia e un sigillo islamico in agata recante l’invocazione «il regno di Allah». Di particolare valore per il legame con il territorio è la coppa firmata «Clemens», raro reperto romano rinvenuto a Torcello, affiancata dalle ampolle di San Menas, testimonianza della diffusione di culti di origine africana introdotti in laguna in epoca bizantina. L’eccellenza della scultura antica è rappresentata dall’Erma di Hermes Propylaios, copia romana da Alcamene, e dalla testa velata del dio Kronos, opere di alta qualità stilistica.
La Sezione medievale e moderna espone, invece, reperti e documenti datati dal VI secolo all’Ottocento, raccontando i secoli in cui Torcello si affermò come centro urbano di primaria importanza. I frammenti musivi del XII secolo raffiguranti il Cristo e gli angeli rivelano strette affinità con i mosaici della Basilica di San Marco, a testimonianza di una comune cultura artistica. Afferenti allo stesso periodo sono i lacerti raffiguranti il gruppo dei Giusti e un Angelo che facevano parte del Giudizio Universale posto sulla controfacciata della Basilica di Torcello, staccati durante un restauro nell’Ottocento. Di particolare rilievo sono, inoltre, le teste musive degli arcangeli Michele e Gabriele, provenienti dalla chiesa ravennate di San Michele in Africisco, e il frammento architettonico con l’iscrizione «…MPORI…», possibile riferimento alla definizione di Torcello come «emporion mega» riportata dall’imperatore Costantino Porfirogenito.
Il percorso si arricchisce della scultura lignea di Santa Fosca (XV secolo) e del ciclo di tele e portelle d’organo della chiesa di Sant’Antonio, attribuite a Paolo Veronese (o al fratello Benedetto) e alla sua bottega. La presenza di simboli della Serenissima, come il leone marmoreo e le «bocche di leone» per le denunce segrete, testimonia il ruolo civile e istituzionale che l’isola mantenne per secoli.
Con questa nuova gestione, Fondazione Musei Civici di Venezia offre, dunque, una chiave di lettura ancora più ampia e articolata per conoscere la storia veneziana, permettendo al pubblico di scoprire anche la magia di un territorio sospeso tra acqua e terra, immerso nella natura e nella tranquillità della Laguna. La visita al museo è, infatti, solo la prima tappa di un’esperienza più ampia che permette di immergersi nelle atmosfere antiche dell’isola con il Trono di Attila, il Ponte del diavolo, le chiese di Santa Maria e Santa Fosca.

Didascalie delle immagini 
Museo del Tocello. Foto di Nico Covre
 
Informazioni utili
Museo di Torcello, isola di Torcello (Venezia). Orari: da novembre a marzo | 11.00 > 17.00; da aprile a ottobre | 11.00 - 17.30; ultimo ingresso 30 min. prima della chiusura; chiuso il Lunedì. Biglietti: il biglietto è valido per le due sezioni espositive del Museo: la sezione Archeologica e la sezione Medievale e Moderna € 7.00 intero, € 3.50 ridotto; offerta "Seniors + Junior" biglietto ridotto per tutti i componenti paganti, per gruppi composti da due adulti e almeno un ragazzo (fino al 16 anni);  offerta Scuole € 3,50 a persona (tariffa valida dal 1.09 al 15.03). Biglietto Cumulativo I musei delle isole un unico biglietto per scoprire le isole e i loro musei (Museo del Vetro, Murano | Museo del Merletto, Burano | Museo di Torcello, Torcello) € 20.00 intero, € 10.00 ridotto; questo Biglietto ha validità per 3 mesi e consente una sola entrata in ciascun museo. Sito: https://www.visitmuve.it

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