«C’è qualcosa di nuovo oggi […], anzi di antico». Si può prendere a prestito un verso di Giovanni Pascoli, tratto dalla poesia «L’aquilone», per descrivere la nuova operazione culturale del Mambo – Museo d’arte moderna di Bologna che, da domenica 18 novembre (la prima giornata di apertura sarà ad ingresso gratuito), presenta al pubblico un Giorgio Morandi conosciuto, quello della collezione esposta dagli anni Novanta nelle sale di Palazzo d’Accursio, ma inedito, raccontato cioè attraverso un dialogo in punta di pennello, innovatore e per nulla scontato, con artisti internazionali contemporanei quali Tony Cragg e Jean-Michel Folon.
L’occasione è offerta dallo spostamento temporaneo, presso gli spazi dell’ex Forno del Pane, delle ottantacinque tele, facenti parte della raccolta donata dalla sorella dell’artista, Maria Teresa Morandi, al Comune di Bologna.
In seguito agli eventi sismici del maggio scorso, che hanno provocato infiltrazioni d’acqua dal tetto e danni ai muri della sede storica del museo di piazza Maggiore, con possibile pericolo per la tutela dei dipinti, delle opere grafiche e del patrimonio librario, l’Amministrazione comunale felsinea, in accordo con la Galleria d'arte moderna (a cui la collezione pertiene) e Carlo Zucchini, garante testamentario del lascito, ha, infatti, deciso di trovare una nuova casa per il «pittore delle bottiglie» e per la sua opera. La scelta non poteva non ricadere sul Mambo, il vivace museo d’arte moderna della città, diretto da Gianfranco Maraniello, che vanta una ricca raccolta di opere d’arte dal secondo dopoguerra ad oggi.
Il nuovo progetto espositivo per le opere di Giorgio Morandi, che trovano collocazione all'interno della collezione permanente del museo di via don Minzoni, recentemente rinnovata nelle sue sezioni, analizza i temi e le stagioni che hanno caratterizzato l'attività dell’artista e offre una rilettura del suo percorso, anche attraverso i lavori di autori contemporanei.
Una prima area tematica, denominata «Oltre il genere», evidenzia come nature morte e paesaggi, ovvero i motivi frequentati assiduamente da Morandi, costituiscano la via privilegiata per superare i temi della rappresentazione a favore di una concentrazione sulla pratica pittorica. A seguire, la sezione «Tempo e composizione» esemplifica come nell'approccio agli oggetti comuni, allo spazio dei paesaggi, ai fiori di stoffa, l’artista individui composizioni di geometrie elementari come cubi, cilindri, sfere e triangoli, in cui si esprime l’essenza delle rispettive qualità visibili. Sulla tela il pittore spoglia l'oggetto di ogni elemento superfluo per restituire, limpido, il sentimento del visibile. Il rigore formale delle nature morte morandiane si accompagna a un'atmosfera silenziosa e contemplativa, in particolare per i celebri fiori, che qui vediamo accostati a una tela, «Tulip Sundae» (2010), che l’artista americano Wayne Thiebaud ha voluto donare al museo e che testimonia quanto sia attuale l’influenza di Morandi sulla cultura visiva contemporanea internazionale. Conclude il percorso di questa sezione l'installazione dell'opera video «Composing a Battle for Narrative» (2011) dell'artista londinese Jesse Ash, recentemente acquisita nella collezione permanente del Mambo.
L’allestimento prosegue, quindi, con il tema «La superficie pittorica», che mette in risalto l'equilibrio delle composizioni morandiane, comune a tutte le tecniche. Negli acquerelli, che caratterizzano l'ultima stagione, il colore liquido e quasi monocromo, steso secondo griglie geometriche, pur perdendo ogni valenza di contorno, esalta le forme e i volumi attraverso le diverse gradazioni tonali. La pittura, a partire dagli anni Cinquanta, è definita da un alternanza di positivo e negativo, forme piene e vuote armonicamente combinate secondo perfetti accordi compositivi e cromatici, che determinano, di volta in volta, la costruzione volumetrica degli oggetti. La presenza, in questa sala, di un opera di Sean Scully, «Long Light» (1997), mostra come il pittore irlandese abbia pienamente accolto la lezione coloristica di Morandi.
Nell'area tematica successiva, «La poetica dell'oggetto», le nature morte della maturità, con le loro forme, i lori colori e i loro giochi di luci ed ombre, divengono poco più che suggestioni. Le sagome sfumano una dentro l'altra in una fusione di luci e colori ma l'oggetto rimane nella memoria dell'artista e sulla tela come forma stabile e primaria, elemento fondante di una poetica che non prescinde mai dalla realtà. È qui visibile l'ultima natura morta dipinta e firmata da Morandi nel 1964, che rimase sul cavalletto come epilogo o possibile apertura di una nuova stagione.
Il tema dell'oggetto sempre presente e visibile seppur nella sua dissolvenza emerge con forza nel lavoro qui esposto di Tony Cragg, «Eroded Landscape» (1999), in cui i bicchieri, le bottiglie e i vasi che lo compongono trascendono la propria funzione, manifestandosi in una fisicità effimera, ma durevole.
Chiude il percorso espositivo una sezione di approfondimento sulla figura e l'opera di Giorgio Morandi, nella quale sono presentati una serie di dieci immagini fotografiche dello studio e degli oggetti dell'artista, realizzate da Jean-Michel Folon, e il video documentario «La polvere di Morandi» (2012) di Mario Chemello, prodotto con la collaborazione di Imago Orbis. Trova, inoltre, collocazione in questa parte conclusiva l'opera «Not Morandi (natura morta), 1943» (1985) dell'artista americano Mike Bidlo, recentemente entrata a far parte della collezione permanente del Mambo.
Contestualmente allo spostamento delle opere, anche il patrimonio librario del museo Morandi cambierà sede e sarà consultabile, a partire da domenica 18 novembre, presso la Biblioteca del Museo d'arte moderna; per l’occasione verrà riallestito anche il «CorrainiMAMboartbookshop», che presenterà una selezione di titoli e oggetti inerenti l'opera del pittore bolognese e che ospiterà, tra i suoi scaffali, la linea di merchandising dedicata all'artista.
Didascalie delle immagini
[figg.1,2 e 3] Collezione Museo Morandi al MAMbo, veduta dell'allestimento. Foto di Matteo Monti; [figg. 4 e 5] La collezione del Mambo, veduta dell'allestimento. Foto di Matteo Monti
Informazioni utili
Il Museo Morandi al Mambo. Mambo, via Don Minzoni, 14 – Bologna. Orari: martedì, mercoledì e venerdì, ore 12.00-18.00, giovedì, sabato, domenica e festivi, ore 12.00-20.00. Ingresso: gratuito nella giornata di domenica 18 novembre; intero (comprensivo di accesso alle mostre temporanee) € 6,00, ridotto € 4,00. Informazioni: tel. 051.6496611, fax 051.6496637 o info@mambo-bologna.org. Sito internet: www.mambo-bologna.org.
ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com
sabato 17 novembre 2012
venerdì 16 novembre 2012
Pirelli, 140 anni di storia tra ricerca scientifica e cultura
E’, dunque, uno sguardo a 360° sulle varie branche del sapere umanistico e del sapere scientifico, come è nella filosofia Pirelli, quello proposto dalla multinazionale italiana per far conoscere al pubblico il proprio patrimonio culturale, ma anche per festeggiare centoquaranta anni di attività.
Lo stile di Pirelli, basato sulla capacità di dialogo tra tecnologia, sapere umanistico e ricerca scientifica e di apertura ai vari aspetti delle attività culturali, ha portato la società a collaborare, negli anni, con i grandi nomi della grafica (Bob Noorda, Riccardo Manzi, Alessandro Mendini, Pino Tovaglia), della fotografia (Ugo Mulas, Gabriele Basilico, Annie Leibovitz) e dell’arte (Renato Guttuso, Bruno Munari) e a dare vita, dal 1948 al 1972, alla rivista «Pirelli» (ancora oggi magazine di culto per grafici, artisti e intellettuali), sulla quale, nel corso di un dibattito culturale durato oltre due decenni, hanno scritto Giulio Carlo Argan, Dino Buzzati, Italo Calvino, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Arrigo Levi, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Alberto Ronchey, Elio Vittorini e molti altri.
Fondazione Pirelli ha deciso, recentemente, di rivalutare questo prezioso patrimonio storico del nostro Paese e di metterlo a disposizione del pubblico, con la sua completa digitalizzazione e con la possibilità di consultazione on-line, sul sito www.fondazionepirelli.org.
La rivista, insieme a numerosi bozzetti di Ezio Bonini, Riccardo Manzi, Bob Noorda, a una serie di disegni tecnici di battistrada dalla texture minimalista e ai reportage pittorici di fabbrica di Fulvio Bianconi, Ernesto Treccani e Giancarlo Cazzaniga, diventa, ora, protagonista dell’intenso programma di iniziative della Fondazione Pirelli per la XI Settimana della cultura d’impresa.
Ad aprire il programma sarà l’inaugurazione della mostra «L’Umanesimo industriale di Pirelli. Dalla natura alla produzione con gli occhiali dell’arte», in programma dal 19 novembre al 19 febbraio presso gli spazi di viale Sarca, dove sono ospitati il dipinto «La ricerca scientifica» e il grande mosaico per «Italia ’61», entrambi realizzati da Renato Guttuso.
L’esposizione offrirà l’occasione per presentare, per la prima volta, uno dei fondi più preziosi conservati presso l’archivio storico della Fondazione Pirelli: oltre trecento disegni tecnici che riproducono i modelli dei pneumatici prodotti a partire dagli anni Cinquanta, tra i quali il «Cinturato», lo «Stelvio», il «Rolle», l’«Atlante» e il «BS3». Saranno, inoltre, esposti numerosi bozzetti originali di Ezio Bonini, Riccardo Manzi, Bob Noorda e una testimonianza dei reportage pittorici di fabbrica, firmati dagli artisti Fulvio Bianconi, Ernesto Treccani e Giancarlo Cazzaniga. Sarà, infine, possibile studiare anche le innovative campagne pubblicitarie dell’azienda, che presero corpo dal dialogo tra l’ingegnere-poeta Leonardo Sinisgalli ed Arrigo Castellani.
Seguirà la presentazione del dvd «Pirelli in 35 mm – volume II», con una selezione di filmati e caroselli appena restaurati e in parte provenienti dall’archivio della Cineteca italiana. Si tratta di sette pellicole da 35 e 60 mm, che testimoniano l’influenza che il linguaggio cinematografico ha avuto sulla comunicazione aziendale. Tra questi documenti, si segnalano il film promozionale «La Lepre e la tartaruga», diretto da Hugh Hudson (1966), la pubblicità cinematografica «La ruota» dei fratelli Pagot, in animazione e technicolor, e la serie televisiva con la famiglia preistorica «Babbut, Mammut, Figliut alle Olimpiadi» (1963-1964), realizzata per Carosello.
L’incontro, programmato per la serata di mercoledì 21 novembre (alle 19.30) all’Auditorium Pirelli, vedrà la partecipazione di Raffaele De Berti, docente di Storia e critica del cinema e Cinematografia documentaria presso l’Università degli Studi di Milano.
Sarà all’insegna della settima arte anche l’appuntamento di giovedì 22 novembre all’Hangar Bicocca, tra le più significative testimonianze dell’impegno di Pirelli nella cultura, che ospiterà, a partire dalle 21.00, la rassegna «Il ritmo della tecnologia», un’occasione per esplorare, attraverso cinque rare pellicole di ricerca, realizzate tra gli anni Cinquanta e Settanta, il rapporto tra le sperimentazioni visive e cinematografiche e le tematiche legate alla tecnologia e alle innovazioni dell’industria.
Da «La canzone del Polistirene», primo cortometraggio di Alain Resnais, ad «Arte programmata», che documenta la storica mostra organizzata da Bruno Munari, ai due rari film giovanili del regista Edgar Reitz su «Velocità e comunicazione», le immagini di questo excursus cinematografico racconteranno la fascinazione di una generazione di creativi e intellettuali per il progresso e la tecnologia.
Seguirà, quindi, il convegno «Scienze, cultura e tecnologia tra le pagine della rivista «Pirelli», programmato per venerdì 23 novembre, alle 9.30, presso la sede di viale Sarca, al quale parteciperanno Giorgio Bigatti, Giuseppe Lupo e Carlo Vinti.
Mentre il week-end prevede visite guidate alle installazioni «On Space Time Foam» di Tomás Saraceno e «unidisplay» di Carsten Nicolai, allestite all’Hangar Bicocca, e un laboratorio creativo per bambini (dai 6 agli 8 anni) sulla pubblicità cinematografica, in compagnia della famiglia preistorica «Babbut, Mammut, Figliut».
Per saperne di più
www.museimpresa.com/images/stories/pdf/programma-xi-settimana-cultura-impresa.pdf
www.fondazionepirelli.org/upload/iniziative_materiali/1352714733.pdf
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Ezio Bonini, «Bozzetto per pubblicità di pneumatici da moto-scooter», 1952. Tempera e matita su carta; [fig. 2] Pirelli. Rivista di informazione e di tecnica, 1954. Copertina del n.6/1954. La scimmietta Zizì e il clown Tony disegnati da Bruno Munari, premiati al Compasso d'oro di quell'anno; [fig. 3] Pirelli. Rivista di informazione e di tecnica, Jean Michel Folon, 1970. Copertina del n.9-10/1970 dedicato al decennale del grattacielo Pirelli; [fig. 4] Armando Testa, Bozzetto per pubblicità di pneumatici, 1954. Collage, matita e tempera su carta
Informazioni utili
Pirelli per l’XI Settimana della cultura d’impresa. Ingresso libero, con accredito al numero 02.644270613 o a info@fondazionepirelli.org. Dal 19 al 25 novembre 2012.
La mostra: «L’Umanesimo industriale di Pirelli. Dalla natura alla produzione con gli occhi dell’arte». Fondazione Pirelli, viale Sarca, 222 – Milano. Inaugurazione: lunedì 19 novembre, ore 19.00. Orari: dal 25 novembre al 19 febbraio 2013, lunedì-venerdì, ore 9.00-18.00; mercoledì 21 novembre, ore 9.00-22.00; sabato 24 novembre, ore 11.00-17.00, domenica 25 novembre, ore 11.00-13.00. Ingresso libero.
Il dvd: «Pirelli in 35 mm – volume II». Fondazione Pirelli, viale Sarca, 222 – Milano. Presentazione: mercoledì 21 novembre, ore 19.30.
La rassegna filmica: «Il ritmo della tecnologia». Hangar Bicocca, via Chiese, 2 – Milano. Presentazione: giovedì 22 novembre, ore 21.00. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Informazioni: info@hangarbicocca.org.
Il convegno: «Scienze, cultura e tecnologia tra le pagine della rivista «Pirelli». Fondazione Pirelli, viale Sarca, 222 – Milano. Presentazione: venerdì 23 novembre, ore 9.30.
Le visite guidate: le visite permetteranno l’accesso all’Archivio storico Pirelli e agli spazi espositivi della Fondazione. Successivamente ci si sposterà in HangarBicocca dove sarà possibile visitare le installazioni di Tomás Saraceno e di Carsten Nicolai. Orari: ore 11.00, 12.00, 14.30, 15.30 e 16.30. Note: sarà disponibile gratuitamente il servizio navetta dalla Fondazione Pirelli all’HangarBioccca.
Laboratorio creativo: «Ohe’ bambini, non siamo più all’età della pietra. Alla scoperta del cinema d’impresa». Fondazione Pirelli, viale Sarca 222 Milano. Presentazione: domenica 25 novembre, ore 11.00 – 12.30.
giovedì 15 novembre 2012
Tra video-arte e musica, due incontri a Venezia con Hassan Khan
L’artista e musicista Hassan Khan ritorna a Venezia. Dopo essere stato presidente nella giuria internazionale della 54° Esposizione internazionale d’arte, il giovane talento egiziano, che vanta partecipazioni alle Biennali di Sydney (2006) e di Istanbul (2003), sarà in Laguna nelle giornate di lunedì 26 e martedì 27 novembre, su invito della Fondazione François Pinault, protagonista di una conferenza e di un concerto.
La duplice iniziativa si colloca nell'ambito del calendario «Incontri con gli artisti», promosso in occasione della mostra «La voce delle immagini», allestita a Palazzo Grassi fino al 13 gennaio 2013.
La conferenza, in programma a Punta della Dogana, vedrà Hassan Khan, in esposizione a Venezia con l’opera «Jewel», conversare con Andrea Lissoni, curatore dell’Hangar Bicocca a Milano, e con Caroline Bourgeois. L’incontro, in agenda per le 18 di lunedì 26 novembre, sarà a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Oltre alla conversazione con il pubblico, appuntamento che si rinnova mensilmente nell’ambito delle mostre «Elogio del dubbio» a Punta della Dogana e «La voce delle immagini» a Palazzo Grassi e che quest’anno ha già avuto ospite Anri Sala, l’artista egiziano sarà protagonista di uno speciale concerto, promosso con la preziosa collaborazione del Teatro Fondamenta Nuove di Venezia.
«Superstructure», questo il titolo dell’appuntamento in programma alle 21 di mercoledì 27 novembre, è stato recentemente presentato anche a Parigi, all’auditorium del Louvre. Durante l’esibizione, l’artista utilizzerà la tipica combinazione tra suoni da lui prodotti e performance live, proponendo quattro dei suoi set più significativi: «A short story based on distant memory», basato su ipnotici arrangiamenti per strumenti a corda e modulazioni di ritmi sincopati ; «The Big One», realizzato attraverso la giustapposizione di elementi musicali chaâbi rielaborati al sintetizzatore; «12 pieces for piano and electronica», che propongono brevi pezzi al piano cui sono associati arrangiamenti elettronici e, infine, «Superstructure: the ammunition of the nation», che attraverso la continua trasformazione in crescendo di una cellula sonora sapientemente decostruita segna il passaggio da un universo intimo e fragile a un esplosivo e coinvolgente momento collettivo.
Hassan Khan, nato nel 1975, vive e lavora al Cairo. Utilizza principalmente il video, ma si interessa parallelamente alla musica e alla scrittura. Dagli anni Novanta, conduce una ricerca musicale che unisce composizione e interpretazione. Da solo, con l’ausilio di un mixer, l’artista manipola e trasforma in maniera sorprendente diversi tipi di materiali sonori, prodotti da lui stesso attraverso un processo di ibridazioni multiple. Khan trae la propria ispirazione da un amplissimo ventaglio di generi e stili che vanno dalla musica popolare egiziana, come il Chaâbi, utilizzata per esempio nell’opera «Jewel», sino al linguaggio minimo della musica contemporanea o colta. La sua opera è stata presentata in esposizioni personali in numerosi musei internazionali, tra cui il Queens Museum, New York (2011), Kunst Halle Sankt Gallen (2010), e Le Plateau di Parigi (2007). L’artista ha, inoltre, partecipato a grandi esposizioni internazionali come Manifesta 8 (2010), la Yokohama Triennale (2008), la Gwangju Biennale (2008), la Biennale di Sydney (2006) e la Biennale di Istanbul (2003). Suoi concerti sono stati ospitati in città come Alessandria d´Egitto, Amsterdam, Barcellona, Beirut, Berlino, Buenos Aires, Cairo, Delhi, Ginevra, Londra, New York, Parigi, Roma, San Paolo, Stoccolma, e Zurigo.
Didascalie delle immagini
[figg. 1 e 2] Hassan Khan, «Jewel», 2010. Pellicola 35mm trasferita su video in full HD, musica originale dell'artista, 6'30''. © Hassan Khan. Courtesy the artist and Galerie Chantal Crousel, Paris
Informazioni utili
Hassan Khan. Incontro pubblico. Punta della Dogana, Dorsoduro 2 - Venezia. Orari: martedì 26 novembre, ore 18. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Informazioni: tel. 199139139. Sito web: www.palazzograssi.it/punta-della-dogana/museo/arte-contemporanea-venezia.html
Hassan Khan. Superstructure. Teatro Fondamenta Nuove, Cannaregio 5013 - Venezia. Orari: mercoledì 27 novembre, ore 21. Ingresso: da € 20,00 a € 2,50. Informazioni: info@teatrofondamentanuove.it. Sito web: www.fondamentanuove.it.
La duplice iniziativa si colloca nell'ambito del calendario «Incontri con gli artisti», promosso in occasione della mostra «La voce delle immagini», allestita a Palazzo Grassi fino al 13 gennaio 2013.
La conferenza, in programma a Punta della Dogana, vedrà Hassan Khan, in esposizione a Venezia con l’opera «Jewel», conversare con Andrea Lissoni, curatore dell’Hangar Bicocca a Milano, e con Caroline Bourgeois. L’incontro, in agenda per le 18 di lunedì 26 novembre, sarà a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Oltre alla conversazione con il pubblico, appuntamento che si rinnova mensilmente nell’ambito delle mostre «Elogio del dubbio» a Punta della Dogana e «La voce delle immagini» a Palazzo Grassi e che quest’anno ha già avuto ospite Anri Sala, l’artista egiziano sarà protagonista di uno speciale concerto, promosso con la preziosa collaborazione del Teatro Fondamenta Nuove di Venezia.
«Superstructure», questo il titolo dell’appuntamento in programma alle 21 di mercoledì 27 novembre, è stato recentemente presentato anche a Parigi, all’auditorium del Louvre. Durante l’esibizione, l’artista utilizzerà la tipica combinazione tra suoni da lui prodotti e performance live, proponendo quattro dei suoi set più significativi: «A short story based on distant memory», basato su ipnotici arrangiamenti per strumenti a corda e modulazioni di ritmi sincopati ; «The Big One», realizzato attraverso la giustapposizione di elementi musicali chaâbi rielaborati al sintetizzatore; «12 pieces for piano and electronica», che propongono brevi pezzi al piano cui sono associati arrangiamenti elettronici e, infine, «Superstructure: the ammunition of the nation», che attraverso la continua trasformazione in crescendo di una cellula sonora sapientemente decostruita segna il passaggio da un universo intimo e fragile a un esplosivo e coinvolgente momento collettivo.
Hassan Khan, nato nel 1975, vive e lavora al Cairo. Utilizza principalmente il video, ma si interessa parallelamente alla musica e alla scrittura. Dagli anni Novanta, conduce una ricerca musicale che unisce composizione e interpretazione. Da solo, con l’ausilio di un mixer, l’artista manipola e trasforma in maniera sorprendente diversi tipi di materiali sonori, prodotti da lui stesso attraverso un processo di ibridazioni multiple. Khan trae la propria ispirazione da un amplissimo ventaglio di generi e stili che vanno dalla musica popolare egiziana, come il Chaâbi, utilizzata per esempio nell’opera «Jewel», sino al linguaggio minimo della musica contemporanea o colta. La sua opera è stata presentata in esposizioni personali in numerosi musei internazionali, tra cui il Queens Museum, New York (2011), Kunst Halle Sankt Gallen (2010), e Le Plateau di Parigi (2007). L’artista ha, inoltre, partecipato a grandi esposizioni internazionali come Manifesta 8 (2010), la Yokohama Triennale (2008), la Gwangju Biennale (2008), la Biennale di Sydney (2006) e la Biennale di Istanbul (2003). Suoi concerti sono stati ospitati in città come Alessandria d´Egitto, Amsterdam, Barcellona, Beirut, Berlino, Buenos Aires, Cairo, Delhi, Ginevra, Londra, New York, Parigi, Roma, San Paolo, Stoccolma, e Zurigo.
Didascalie delle immagini
[figg. 1 e 2] Hassan Khan, «Jewel», 2010. Pellicola 35mm trasferita su video in full HD, musica originale dell'artista, 6'30''. © Hassan Khan. Courtesy the artist and Galerie Chantal Crousel, Paris
Informazioni utili
Hassan Khan. Incontro pubblico. Punta della Dogana, Dorsoduro 2 - Venezia. Orari: martedì 26 novembre, ore 18. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Informazioni: tel. 199139139. Sito web: www.palazzograssi.it/punta-della-dogana/museo/arte-contemporanea-venezia.html
Hassan Khan. Superstructure. Teatro Fondamenta Nuove, Cannaregio 5013 - Venezia. Orari: mercoledì 27 novembre, ore 21. Ingresso: da € 20,00 a € 2,50. Informazioni: info@teatrofondamentanuove.it. Sito web: www.fondamentanuove.it.
mercoledì 14 novembre 2012
«BeConnected», dentro e oltre la Rete con la collezione Guggenheim di Venezia
Nell’era in cui il digitale e la comunicazione sui social network sono protagonisti assoluti della società, la collezione Peggy Guggenheim di Venezia invita tutti, adulti e ragazzi, a esplorare e potenziare le proprie capacità di interrelazioni personali, virtuali e reali. Nasce così «BeConnected», un ciclo di incontri, realizzato con il sostegno di Garage San Marco, la partnership formativa di Digital Accademia e in collaborazione con Big Rock, che prende il via dal concetto di «connessioni» intese come connessioni di rete, ma anche e soprattutto come «relazioni interpersonali», che spesso la rete indebolisce o addirittura azzera.
I workshop avranno inizio nella giornata di sabato 10 novembre, con un appuntamento rivolto ai bambini dai 7 ai 10 anni, teso a bilanciare la scoperta degli strumenti digitali con la spinta della creatività e l’utilizzo della manualità: «Dal disegno all’animazione in stop motion». Attraverso l’utilizzo dell'iPad, i più piccoli potranno dedicarsi al disegno e alla scultura, ideando un personaggio con il pongo che verrà, poi, animato con una serie di scatti in successione, in modo da applicare la tecnica dello stop motion. Gli allievi avranno così modo di giocare e lavorare con carta e matita, per, poi, produrre con la plastilina delle facili sculture e utilizzare una fotocamera per la messa in sequenza delle immagini. Le creazioni verranno, infine, raccontate agli altri bambini presenti, ma anche condivise attraverso l’iPad.
L’originale workshop in programma dalle 15 alle 17, verrà riproposto nelle giornate del 17 novembre, del 1° e del 15 dicembre.
Seguiranno, quindi, quattro incontri dedicati ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni, che potranno creare una sceneggiatura volta alla realizzazione di un cartone animato.
«Realizziamo un film!», questo il titolo del workshop, coinvolgerà dapprima gli iscritti in un lavoro di ricerca on-line per la stesura di una sceneggiatura volta alla realizzazione di un cartone animato. Tramite un’applicazione per iPad chiamata iBrainstorm, i ragazzi saranno in grado di avere in breve tempo un quadro completo della storia prima di iniziare le riprese. Potranno, poi, realizzare una piccola produzione in stop motion con personaggi Lego, che sembreranno muoversi come avviene nei cartoni animati, e verranno, inoltre, introdotti ai concetti di storytelling e fotografia. Al termine della produzione i neo-registi potranno proiettare i propri lavori e creare un vero e-book.
Gli appuntamenti per i ragazzi si terranno, dall1 16 alle 18, nelle giornate del 19 gennaio, del 2 febbraio, del 2 marzo e del 6 aprile 2013.
Nella primavera del 2013 sono previsti anche due appuntamenti per gli adulti tesi a stimolare i partecipanti nel potenziare le proprie capacità di relazione nell’era della comunicazione virtuale. Lunedì 18 febbraio, alle 20, si terrà il workshop «Social networks: spiegatemi perché», che spiegherà la regole della comunicazione sviluppate dai giovani attraverso gli strumenti digitali. Partendo dall’analisi del web 2.0, ci si soffermerà sul fenomeno dei social network, per concludere con i consigli su come confrontarsi al meglio con i ragazzi, che di questi strumenti conoscono ormai tutti i segreti.
Toccherà, poi, all’incontro «Quanto siamo s-connessi?», durante il quale Marianella Sclavi, facilitatrice di processi partecipativi, scrittrice e studiosa dell’arte di ascoltare e della gestione creativa dei conflitti, accompagnerà i partecipanti in un percorso rivolto a una maggiore consapevolezza di sé nelle relazioni con gli altri.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] immagine della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia; [fig. 2] un laboratorio didattico alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia; [fig. 3] logo della rassegna «BeConnected».
Informazioni utili
«BeConnected». Collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni – Venezia. Calendario degli incontri: 10 e 17 novembre, 1° e 15 dicembre 2012 (ore 15.00-17.00), Dal disegno all’animazione in stop motion (laboratorio per ragazzi dai 7 ai 10 anni); 19 gennaio , 2 febbraio , 2 marzo, 6 aprile 2013 (ore 16.00-18.00), «Realizziamo un film! » (laboratorio per ragazzi dagli 11 ai 14 anni); lunedì 18 febbraio 2013 (ore 20.00), «Social networks: spiegatemi perché»; marzo –aprile 2013, «Quanto siamo s-connessi? ». Costo: € 30,00 per ciascun ciclo, gratuito per i soci della Guggenheim Family Card. Note: ka prenotazione è obbligatoria in quanto i posti sono limitati. Informazioni e prenotazioni: tel. 041.2405412 o membership@guggenheim-venice.it. Dal 10 novembre 2012 ad aprile 2013.
I workshop avranno inizio nella giornata di sabato 10 novembre, con un appuntamento rivolto ai bambini dai 7 ai 10 anni, teso a bilanciare la scoperta degli strumenti digitali con la spinta della creatività e l’utilizzo della manualità: «Dal disegno all’animazione in stop motion». Attraverso l’utilizzo dell'iPad, i più piccoli potranno dedicarsi al disegno e alla scultura, ideando un personaggio con il pongo che verrà, poi, animato con una serie di scatti in successione, in modo da applicare la tecnica dello stop motion. Gli allievi avranno così modo di giocare e lavorare con carta e matita, per, poi, produrre con la plastilina delle facili sculture e utilizzare una fotocamera per la messa in sequenza delle immagini. Le creazioni verranno, infine, raccontate agli altri bambini presenti, ma anche condivise attraverso l’iPad.
L’originale workshop in programma dalle 15 alle 17, verrà riproposto nelle giornate del 17 novembre, del 1° e del 15 dicembre.
Seguiranno, quindi, quattro incontri dedicati ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni, che potranno creare una sceneggiatura volta alla realizzazione di un cartone animato.
«Realizziamo un film!», questo il titolo del workshop, coinvolgerà dapprima gli iscritti in un lavoro di ricerca on-line per la stesura di una sceneggiatura volta alla realizzazione di un cartone animato. Tramite un’applicazione per iPad chiamata iBrainstorm, i ragazzi saranno in grado di avere in breve tempo un quadro completo della storia prima di iniziare le riprese. Potranno, poi, realizzare una piccola produzione in stop motion con personaggi Lego, che sembreranno muoversi come avviene nei cartoni animati, e verranno, inoltre, introdotti ai concetti di storytelling e fotografia. Al termine della produzione i neo-registi potranno proiettare i propri lavori e creare un vero e-book.
Gli appuntamenti per i ragazzi si terranno, dall1 16 alle 18, nelle giornate del 19 gennaio, del 2 febbraio, del 2 marzo e del 6 aprile 2013.
Nella primavera del 2013 sono previsti anche due appuntamenti per gli adulti tesi a stimolare i partecipanti nel potenziare le proprie capacità di relazione nell’era della comunicazione virtuale. Lunedì 18 febbraio, alle 20, si terrà il workshop «Social networks: spiegatemi perché», che spiegherà la regole della comunicazione sviluppate dai giovani attraverso gli strumenti digitali. Partendo dall’analisi del web 2.0, ci si soffermerà sul fenomeno dei social network, per concludere con i consigli su come confrontarsi al meglio con i ragazzi, che di questi strumenti conoscono ormai tutti i segreti.
Toccherà, poi, all’incontro «Quanto siamo s-connessi?», durante il quale Marianella Sclavi, facilitatrice di processi partecipativi, scrittrice e studiosa dell’arte di ascoltare e della gestione creativa dei conflitti, accompagnerà i partecipanti in un percorso rivolto a una maggiore consapevolezza di sé nelle relazioni con gli altri.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] immagine della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia; [fig. 2] un laboratorio didattico alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia; [fig. 3] logo della rassegna «BeConnected».
Informazioni utili
«BeConnected». Collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni – Venezia. Calendario degli incontri: 10 e 17 novembre, 1° e 15 dicembre 2012 (ore 15.00-17.00), Dal disegno all’animazione in stop motion (laboratorio per ragazzi dai 7 ai 10 anni); 19 gennaio , 2 febbraio , 2 marzo, 6 aprile 2013 (ore 16.00-18.00), «Realizziamo un film! » (laboratorio per ragazzi dagli 11 ai 14 anni); lunedì 18 febbraio 2013 (ore 20.00), «Social networks: spiegatemi perché»; marzo –aprile 2013, «Quanto siamo s-connessi? ». Costo: € 30,00 per ciascun ciclo, gratuito per i soci della Guggenheim Family Card. Note: ka prenotazione è obbligatoria in quanto i posti sono limitati. Informazioni e prenotazioni: tel. 041.2405412 o membership@guggenheim-venice.it. Dal 10 novembre 2012 ad aprile 2013.
lunedì 12 novembre 2012
Terminato il restauro della «Madonna con il Bambino» di Andrea Mantegna
L’Accademia di Carrara ritrova una delle opere più preziose della sua collezione: la «Madonna con il Bambino» di Andrea Mantegna. E’, infatti, terminato il delicato intervento di restauro conservativo del piccolo dipinto rinascimentale (tempera su tela, 43x31 cm) che l’istituzione bergamasca affidò, nel 2008, all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per riportarlo all’antico splendore. Il lavoro, che, per circa un mese (da martedì 13 novembre a domenica 9 dicembre), sarà esposto in anteprima alla Galleria dell’Accademia di Firenze, ritornerà, poi, nella pregevole Pinacoteca lombarda per essere esposto, a partire da giovedì 13 dicembre, presso la Sala delle Capriate.
Il dipinto, entrato nelle collezioni della Carrara nel 1851 per dono del raffinato collezionista Carlo Marenzi, è stato collocato dalla critica in periodi molto diversi dell’attività del Mantegna: c’è chi lo pone nel cuore del periodo padovano (1455 circa), chi all’inizio di quello mantovano, al servizio dei Gonzaga (dal 1460), chi a conclusione della «Camera degli Sposi» (1465 - 1474), chi a fine carriera, dopo il ciclo del «Trionfo di Cesare» (1480- 1495). L’insicurezza nella datazione è dovuta, stando a quanto scrisse il critico inglese Roger Fry nei suoi studi dei primi del ‘900, al fatto che il pittore raggiunse uno stile definito e sicuro a un’età straordinariamente precoce e dal punto di vista tecnico affinò i suoi metodi, perfezionandoli all’estremo, senza tuttavia mai cambiarli materialmente. Negli ultimi anni ha, comunque, raccolto un significativo consenso l'invito a collocare cronologicamente il dipinto tra il 1475 e il 1480, all'apice della stagione mantovana dell'artista.
La splendida tela della Carrara, che dato il soggetto e le dimensioni contenute era con tutta probabilità un’opera destinata alla devozione privata, si impone alla memoria dell’osservatore per l’espressione intensa dello sguardo della Vergine e per il calore del gesto che accosta, affettuosamente, il volto della donna a quello del figlio. L’opera è nota anche per la particolare tecnica artistica con cui è realizzata, la cosiddetta «tempera magra», utilizzata dal Mantegna per conferire alla superficie pittorica un effetto chiaro e poroso, vicino agli esiti della pittura murale. A questo si deve la natura fragile del manufatto, a causa della quale, qualche anno fa, l’opera finì al centro di un dibattito, non privo di polemiche, quando la valutazione del suo delicato stato di conservazione ha consigliato di astenersi dal concederne il prestito per l’importante occasione di studio offerta dalle mostre di Londra nel 1992, dalle esposizioni italiane nel quinto centenario della morte di Mantegna del 2006 e della mostra del Louvre, svoltasi tra il 2008 e il 2009.
Lo stato di conservazione del dipinto era, infatti, monitorato dall’Opificio delle Pietre Dure sin dagli anni Novanta, soprattutto per la situazione critica dell’ancoraggio della tela al telaio e per le numerose lacerazioni del supporto, dovute all’ossidazione dei chiodi e nella figurazione a danni casuali, problemi ai quali erano riconducibili numerose piccole caduce di colore.
Per trovare il migliore rimedio a questi problemi conservativi, al fine di non rischiare di alterare le caratteristiche così particolari dell’opera, si è impostato un vero e proprio progetto di ricerca, con la collaborazione di numerosi esperti interni ed esterni all’Opificio, finalizzato alla messa a punto delle procedure del restauro e a quelle connesse con la futura conservazione preventiva, con una serie di soluzioni assolutamente innovative.
Attraverso un lavoro certosino, compiuto con il cosiddetto «metodo Heiber» che prevede una saldatura delle teste dei fili separati, sono state risanate tutte le lacerazioni della tela. Sono stati a questo punto rimossi i restauri alterati, dei quali uno particolarmente vistoso al centro della tela, sul manto della Madonna, per procedere alla fase del restauro pittorico. Ultimo intervento è stato quello dell’allestimento del dipinto, nuovo nella concezione e innovativo nella realizzazione, con la tela non più ancorata al telaio, ma sospesa e costantemente controllata nel suo tensionamento attraverso un sistema a molle, regolate da dinamometri.
Il progetto è dell’Opificio delle Pietre Dure, così come quello della teca che contiene il dipinto per preservarlo nelle migliori condizioni, realizzata da Klaus Faller di Bressanone.
Il progetto e la realizzazione dell’intervento sono a cura di Marco Ciatti, Cecilia Frosinini, Roberto Bellucci, dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, con la collaborazione di Lucia Bresci.
I risultati degli studi e delle ricerche compiute durante l’intervento, insieme con un aggiornato studio storico-artistico sul dipinto, saranno prossimamente pubblicati in un volume della collana «Problemi di conservazione e restauro», edita dalla casa editrice Edifir - Edizioni Firenze.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Andrea Mantegna, «Madonna con il Bambino», tempera su tela, 31x43 cm. Dopo il restauro. Accademia Carrara,Bergamo; [fig. 2] Andrea Mantegna, «Madonna con il Bambino» (particolare della mano della Vergine), tempera su tela, 31x43 cm. Prima del restauro. Accademia Carrara, Bergamo; [fig. 3] Andrea Mantegna, «Madonna con il Bambino» (particolare della mano del Bambino), tempera su tela, 31x43 cm. Prima del restauro. Accademia Carrara, Bergamo.
Informazioni utili
Presentazione del dipinto «Madonna con il Bambino» di Andrea Mantegna
1) Galleria dell’Accademia, via Ricasoli, 58 - Firenze. Orari: martedì-domenica, ore 8.15-18.50, chiuso lunedì. Ingresso: intero € 6,50; ridotto € 3,25. Informazioni: tel. 055.294883. Sito internet:www.uffizi.firenze.it/musei/?m=accademia. Dal 13 novembre al 9 dicembre 2012.
2) Palazzo della Ragione (sede temporanea dell'Accademia Carrara) - Sala delle Capriate, piazza Vecchia - Bergamo. Orari: martedì-venerdì, ore 9.30-17.30; sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Ingresso: intero € 5,00, ridotto e gruppi € 3,00, scuole, giovani card e family card € 1,50. Informazioni (prenotazioni gruppi e visite guidate): tel. 035.18041. Dal 13 dicembre 2012.
«Tam-Tam», una scuola per chi ha il «D-Factor»
Una scuola di eccellenza nel campo del design, dell’arte e della comunicazione: ecco «Tam, Tam», progetto nato da un’idea di tre artisti di fama internazionale, ovvero Alessandro Guerriero, Riccardo Dalisi e Alessandro Mendini.
La scuola, di prossima apertura, sarà totalmente gratuita e articolerà la propria offerta formativa con modalità di workshop, corsi –dichiarano gli ideatori- che «intendono analizzare le più disparate declinazioni del mondo del design attraverso un approccio libero e creativo, scevro da sovrastrutture, limiti e preconcetti».
Tanti i professionisti che hanno già dato la propria adesione al progetto, le cui domande di iscrizioni, per i corsisti, rimarranno aperte fino al 31 dicembre 2012 all'indirizzo e-mail casting@tam-tam-tam.org.
Per consentire un percorso formativo efficace e garantire l'accesso alle strumentazioni e alle attività didattiche, tutti i corsi di «Tam Tam» saranno, infatti, a numero programmato. La partecipazione, libera e gratuita, non sarà vincolata al possesso di requisiti specifici di titolo di studio né età (fatto salvo il requisito di essere maggiorenni).
Per l'ammissione è previsto un colloquio propedeutico di idoneità denominato «D-Factor», che si terrà presso la Triennale di Milano in data in via di definizione. Il candidato dovrà per l'occasione portare con sé un oggetto autonomamente progettato, restaurato o recuperato, e dovrà spiegare la propria relazione con esso. La commissione del test d’ammissione, composta dai fondatori dell’associazione «Tam Tam» (onlus fondata da Alessandro Guerriero, Margherita Sigillò, Giacomo Ghidelli e Cesare Castelli) e da una selezione di docenti e tutor della scuola, valuterà in base al racconto dell'aspirante studente la propria idoneità alla frequentazione dei corsi.
Le attività si svolgeranno in orario serale (dalle 18.00 in avanti) e i workshop avranno una durata variabile, in base al progetto formativo elaborato dai rispettivi docenti. «Un giorno, una settimana, un mese, o un intervallo temporale più lungo -spiegano gli organizzatori- potranno, di volta in volta, occupare gli studenti, in un ciclo discontinuo che si articolerà durante tutto l’anno».
Le lezioni si terranno, principalmente, presso l’aula 83 di Naba - Nuova Accademia di Belle Arti Milano (sita in via Darwin, 20), ma potranno avere luogo anche in numerose altre strutture, quali teatri, locali o università milanesi che abbiano piacere di accogliere, a titolo gratuito, corsi o lezioni di «Tam Tam».
E', infatti, la filosofia del dono la cifra stilistica di questa nuova scuola milanese, «senza struttura, gerarchia né ruoli», che avrà trai propri insegnanti anche Maurizio Cattelan, Giacinto di Pietrantonio, Beppe Finessi, Alessandro Mendini, Francesca Alfano Miglietti, Mauro Panzeri e Antonio Riello.
«Il tempo, le idee, il vissuto biografico, affettivo ed estetico di ciascuno – spiegano gli organizzatori- saranno così per tutti, docenti e studenti, un regalo da condividere, spendere e ricambiare, in un percorso ciclico di scoperta, un gioco poetico ed utopico sotto il segno dello stupore».
«Chi supererà la selezione avrà accesso – raccontano ancora gli ideatori di «Tam Tam»- alla didattica e si impegnerà a ricambiare la gratuità del dono di questa esperienza dedicando alcune ore ad una delle associazioni senza fine di lucro che la scuola vorrà suggerire. Tempo in cambio del tempo, energie mentali in cambio di nuovi stimoli, in un processo ciclico di scambio ed arricchimento che si sviluppa sotto varie forme ed invita i suoi protagonisti a vivere, anziché imparare a vivere».
Tra i corsi già programmati ci saranno quello, curioso e provocatorio, di Tony Cavadini sulla «pratica del non fare», quello di Johnny Dall'Orto sulla costruzione di un labirinto, e, ancora, quello di Francesca Grazzini sulla trasformazione dei rifiuti in oggetti d'arte. Mentre le Bubbluedesign terranno un corso sulla cultura del cibo, durante il quale nel quali si cercheranno delle relazioni tra il foodscape e il landscape della città di Milano. Alcuni esempi? «Il Duomo fatto di spaghetti numero 5, il Castello sforzesco ricreato con il risotto alla milanese, Il parco Lambro con i broccoli verdi», idee per una città nuova e dal gusto inedito.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Alessandro Mendini, uno dei fondatori di «Tam Tam»; [fig. 2] Maurizio Cattelan, uno dei docenti di «Tam Tam»; [fig. 3] Le Bubbluedesign, tra i docenti di «Tam Tam»
Informazioni
«Tam- Tam», scuola di design, arte e comunicazione. Informazioni: info@tam-tam-tam.org. Blog: http://tamtamtamblog.wordpress.com/. FB: www.facebook.com/#!/pages/Tam-Tam/330274890392083. Sito Web: www.tam-tam-tam.org. Iscrizioni aperte fino al 31 dicembre 2012 all'indirizzo e-mail casting@tam-tam-tam.org.
La scuola, di prossima apertura, sarà totalmente gratuita e articolerà la propria offerta formativa con modalità di workshop, corsi –dichiarano gli ideatori- che «intendono analizzare le più disparate declinazioni del mondo del design attraverso un approccio libero e creativo, scevro da sovrastrutture, limiti e preconcetti».
Tanti i professionisti che hanno già dato la propria adesione al progetto, le cui domande di iscrizioni, per i corsisti, rimarranno aperte fino al 31 dicembre 2012 all'indirizzo e-mail casting@tam-tam-tam.org.
Per consentire un percorso formativo efficace e garantire l'accesso alle strumentazioni e alle attività didattiche, tutti i corsi di «Tam Tam» saranno, infatti, a numero programmato. La partecipazione, libera e gratuita, non sarà vincolata al possesso di requisiti specifici di titolo di studio né età (fatto salvo il requisito di essere maggiorenni).
Per l'ammissione è previsto un colloquio propedeutico di idoneità denominato «D-Factor», che si terrà presso la Triennale di Milano in data in via di definizione. Il candidato dovrà per l'occasione portare con sé un oggetto autonomamente progettato, restaurato o recuperato, e dovrà spiegare la propria relazione con esso. La commissione del test d’ammissione, composta dai fondatori dell’associazione «Tam Tam» (onlus fondata da Alessandro Guerriero, Margherita Sigillò, Giacomo Ghidelli e Cesare Castelli) e da una selezione di docenti e tutor della scuola, valuterà in base al racconto dell'aspirante studente la propria idoneità alla frequentazione dei corsi.
Le attività si svolgeranno in orario serale (dalle 18.00 in avanti) e i workshop avranno una durata variabile, in base al progetto formativo elaborato dai rispettivi docenti. «Un giorno, una settimana, un mese, o un intervallo temporale più lungo -spiegano gli organizzatori- potranno, di volta in volta, occupare gli studenti, in un ciclo discontinuo che si articolerà durante tutto l’anno».
Le lezioni si terranno, principalmente, presso l’aula 83 di Naba - Nuova Accademia di Belle Arti Milano (sita in via Darwin, 20), ma potranno avere luogo anche in numerose altre strutture, quali teatri, locali o università milanesi che abbiano piacere di accogliere, a titolo gratuito, corsi o lezioni di «Tam Tam».
E', infatti, la filosofia del dono la cifra stilistica di questa nuova scuola milanese, «senza struttura, gerarchia né ruoli», che avrà trai propri insegnanti anche Maurizio Cattelan, Giacinto di Pietrantonio, Beppe Finessi, Alessandro Mendini, Francesca Alfano Miglietti, Mauro Panzeri e Antonio Riello.
«Il tempo, le idee, il vissuto biografico, affettivo ed estetico di ciascuno – spiegano gli organizzatori- saranno così per tutti, docenti e studenti, un regalo da condividere, spendere e ricambiare, in un percorso ciclico di scoperta, un gioco poetico ed utopico sotto il segno dello stupore».
«Chi supererà la selezione avrà accesso – raccontano ancora gli ideatori di «Tam Tam»- alla didattica e si impegnerà a ricambiare la gratuità del dono di questa esperienza dedicando alcune ore ad una delle associazioni senza fine di lucro che la scuola vorrà suggerire. Tempo in cambio del tempo, energie mentali in cambio di nuovi stimoli, in un processo ciclico di scambio ed arricchimento che si sviluppa sotto varie forme ed invita i suoi protagonisti a vivere, anziché imparare a vivere».
Tra i corsi già programmati ci saranno quello, curioso e provocatorio, di Tony Cavadini sulla «pratica del non fare», quello di Johnny Dall'Orto sulla costruzione di un labirinto, e, ancora, quello di Francesca Grazzini sulla trasformazione dei rifiuti in oggetti d'arte. Mentre le Bubbluedesign terranno un corso sulla cultura del cibo, durante il quale nel quali si cercheranno delle relazioni tra il foodscape e il landscape della città di Milano. Alcuni esempi? «Il Duomo fatto di spaghetti numero 5, il Castello sforzesco ricreato con il risotto alla milanese, Il parco Lambro con i broccoli verdi», idee per una città nuova e dal gusto inedito.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Alessandro Mendini, uno dei fondatori di «Tam Tam»; [fig. 2] Maurizio Cattelan, uno dei docenti di «Tam Tam»; [fig. 3] Le Bubbluedesign, tra i docenti di «Tam Tam»
Informazioni
«Tam- Tam», scuola di design, arte e comunicazione. Informazioni: info@tam-tam-tam.org. Blog: http://tamtamtamblog.wordpress.com/. FB: www.facebook.com/#!/pages/Tam-Tam/330274890392083. Sito Web: www.tam-tam-tam.org. Iscrizioni aperte fino al 31 dicembre 2012 all'indirizzo e-mail casting@tam-tam-tam.org.
venerdì 9 novembre 2012
Da Ron Arad a Josean Alija, il meglio dell’arte e della cucina mondiale a Pechino grazie a illycaffè
Una grande spirale di tazzine accoglierà, ancora per un mese, i visitatori del Parkview Green FangCaoDi, uno degli edifici più green della Cina, al cui interno si trova, tra l’altro, una collezione di capolavori scultorei di Salvador Dalì. L’opera, intitolata «Chandelier», è il simbolo della Galleria Illy Pechino, lo spazio temporaneo ed itinerante della triestina illycaffè, che ha già toccato altre città di avanguardia e di fermento creativo come New York, Milano, Trieste, Istanbul, Berlino e Londra.
Sessantasei tazzine fra le oltre trecento della collezione, ciascuna del peso di 6 chili, compongono il lavoro: una struttura di dimensioni imponenti, formato da cinque cerchi del peso complessivo di 2 tonnellate, con un diametro di 8 metri e un’altezza di 5,2.
Lo «Chandelier», posto nella hall del Parkview Green FangCaoDi, è, dunque, l’installazione scelta per accogliere il pubblico nel salotto culturale di illycaffè a Pechino, dove, nelle prossime settimane, sarà possibile assaporare un buon caffè, ma anche conoscere personaggi di fama internazionale attivi nei settore dell’arte e della letteratura, della scienza, del design e dell’enogastronomia.
Dopo Sebastião Salgado, che ha presentato un suo reportage fotografico realizzato nelle piantagioni di caffè in Cina (un lavoro, questo, tuttora visibile al Parkview Green FangCaoDi), e lo chef siciliano Pino Cuttaia, la galleria itinerante di illycaffè ospiterà un’altra stella della cucina internazionale: lo spagnolo Josean Alija, (10 novembre, ore 15.00), che parlerà del caffè e dei suoi utilizzi in cucina, descrivendo anche gli studi e le ricette nate dalla collaborazione con l’azienda triestina.
Toccherà, poi, all’arte mettersi in vetrina con più incontri. Il primo avrà per protagonisti l’artista cinese Fang Lijun, il critico d’arte contemporanea Lü Peng e Giuseppe Liverani, ideatore e fondatore della casa editrice Charta, che quest’anno festeggia i vent’anni di attività (17 novembre, ore 15). Salirà, quindi, sotto i riflettori Lin Tianmiao (18 novembre, ore 15), che, insieme con la curatrice Melissa Chiu, presenterà il libro «Bound Unbound», pubblicato dalla milanese Charta, in collaborazione con Asia Society New York. Toccherà, poi, a Liu Wei (1° dicembre, ore 15), uno dei più interessanti e attivi artisti cinesi. Mentre a chiudere il calendario sarà Ron Arad (2 dicembre, ore 15), uno dei massimi protagonisti internazionali del design contemporaneo, la cui presenza è resa possibile da una collaborazione con la ditta friulana Moroso.
L’enogastronomia troverà ampio spazio nel programma, non solo grazie agli incontri con due chef stellati del calibro di Josean Alija e Pino Cuttaia, ma anche grazie a degustazioni di prodotti, rappresentativi dell’eccellenza della produzione italiana. È il caso dei vini dell’azienda vinicola Mastrojanni, entrata a far parte di Gruppo illy nel 2008, alcuni dei quali come il celebre Brunello di Montalcino verranno presentati da Riccardo Illy (29 novembre, ore 19).
Ogni giorno si terranno, inoltre, corsi gratuiti di degustazione e preparazione del caffè, a cura dell’Università del caffè di Trieste.
Didascalie delle immagini
[figg. 1 e 2] Vista dell'opera «Chandelier» all'interno del Parkview Green FangCaoDi di Pechino
Informazioni
Galleria Illy Pechino. Parkview Green FangCaoDi, No.9, DongDaQiao Rd., Chaoyang Dist., Beijing, China. Orari: ore 10.00-22.00. Informazioni: Anna Adriani/Christine Pascolo, illycaffè, tel. 040.3890111. Sito Web: www.illy.com. Fino al 2 dicembre 2012.
Sessantasei tazzine fra le oltre trecento della collezione, ciascuna del peso di 6 chili, compongono il lavoro: una struttura di dimensioni imponenti, formato da cinque cerchi del peso complessivo di 2 tonnellate, con un diametro di 8 metri e un’altezza di 5,2.
Lo «Chandelier», posto nella hall del Parkview Green FangCaoDi, è, dunque, l’installazione scelta per accogliere il pubblico nel salotto culturale di illycaffè a Pechino, dove, nelle prossime settimane, sarà possibile assaporare un buon caffè, ma anche conoscere personaggi di fama internazionale attivi nei settore dell’arte e della letteratura, della scienza, del design e dell’enogastronomia.
Dopo Sebastião Salgado, che ha presentato un suo reportage fotografico realizzato nelle piantagioni di caffè in Cina (un lavoro, questo, tuttora visibile al Parkview Green FangCaoDi), e lo chef siciliano Pino Cuttaia, la galleria itinerante di illycaffè ospiterà un’altra stella della cucina internazionale: lo spagnolo Josean Alija, (10 novembre, ore 15.00), che parlerà del caffè e dei suoi utilizzi in cucina, descrivendo anche gli studi e le ricette nate dalla collaborazione con l’azienda triestina.
Toccherà, poi, all’arte mettersi in vetrina con più incontri. Il primo avrà per protagonisti l’artista cinese Fang Lijun, il critico d’arte contemporanea Lü Peng e Giuseppe Liverani, ideatore e fondatore della casa editrice Charta, che quest’anno festeggia i vent’anni di attività (17 novembre, ore 15). Salirà, quindi, sotto i riflettori Lin Tianmiao (18 novembre, ore 15), che, insieme con la curatrice Melissa Chiu, presenterà il libro «Bound Unbound», pubblicato dalla milanese Charta, in collaborazione con Asia Society New York. Toccherà, poi, a Liu Wei (1° dicembre, ore 15), uno dei più interessanti e attivi artisti cinesi. Mentre a chiudere il calendario sarà Ron Arad (2 dicembre, ore 15), uno dei massimi protagonisti internazionali del design contemporaneo, la cui presenza è resa possibile da una collaborazione con la ditta friulana Moroso.
L’enogastronomia troverà ampio spazio nel programma, non solo grazie agli incontri con due chef stellati del calibro di Josean Alija e Pino Cuttaia, ma anche grazie a degustazioni di prodotti, rappresentativi dell’eccellenza della produzione italiana. È il caso dei vini dell’azienda vinicola Mastrojanni, entrata a far parte di Gruppo illy nel 2008, alcuni dei quali come il celebre Brunello di Montalcino verranno presentati da Riccardo Illy (29 novembre, ore 19).
Ogni giorno si terranno, inoltre, corsi gratuiti di degustazione e preparazione del caffè, a cura dell’Università del caffè di Trieste.
Didascalie delle immagini
[figg. 1 e 2] Vista dell'opera «Chandelier» all'interno del Parkview Green FangCaoDi di Pechino
Informazioni
Galleria Illy Pechino. Parkview Green FangCaoDi, No.9, DongDaQiao Rd., Chaoyang Dist., Beijing, China. Orari: ore 10.00-22.00. Informazioni: Anna Adriani/Christine Pascolo, illycaffè, tel. 040.3890111. Sito Web: www.illy.com. Fino al 2 dicembre 2012.
giovedì 8 novembre 2012
«Dimmi dove ti nascondi», quando la danza racconta la crisi
Per quanto tempo una catastrofe rimane viva nell’immaginario collettivo? In che misura e come può modificare credenze, abitudini, rapporti sociali, stili di vita? Sono queste due domande a fare da filo rosso a «Dimmi dove ti nascondi», ultima produzione della compagnia toscana «Motus», che, nella serata di sabato 17 novembre (alle ore 21.15), debutterà al teatro dei Rinnovati di Siena.
Lo spettacolo, per la coreografia di Simona Cieri e con il soggetto di Rosanna Cieri, vedrà salire sul palco Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Maurizio Cannalire e Simona Gori, cinque talentuosi ballerini impegnati a spiegare come crisi e disastri possano trasformarsi in un mezzo di riscatto, in un’importante opportunità di miglioramento.
Il lavoro -realizzato con il sostegno della Regione Toscana e del Comune di Siena, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo- tradurrà, dunque, in danza tutta la drammaticità e la suggestione della parola «crisi» che, in cinese, si scrive mettendo insieme l’ideogramma che indica «pericolo» con quello che indica «opportunità».
«Nell’era dell’immediatezza e della comunicazione globale, tutti i disastri che si affastellano l’uno sull’altro nei salotti delle nostre case creando una inquietante sensazione di precarietà e minaccia globale, possono così rappresentare – spiegano gli ideatori di «Dimmi dove ti nascondi»- non solo un evento terribile ma anche, paradossalmente, l’occasione per imparare dagli errori in modo da non ripeterli in futuro, conservando dentro di sé una sorta di memoria delle crisi».
«Quando si vivono esperienze così estreme come quelle di una catastrofe di vaste proporzioni, si squarcia all’improvviso il velo di protezione che ci salva dal pensare alla precarietà e alla finitezza umana -spiega Rosanna Cieri- tutti i punti di riferimento vacillano e le sicurezze crollano come i palazzi di via XX settembre all’Aquila. Di fronte alle catastrofi, al di là degli errori e delle negligenze umane, resta una parte che sfugge alle nostre possibilità di controllo, una parte di imprevisto e di contingenza, che ci pone davanti alla nostra vulnerabilità e che ridimensiona le idee di onnipotenza e di totale prevedibilità. Da questa nuova consapevolezza parte l’ispirazione per uno spettacolo che mette in scena tutti i volti della catastrofe».
Didascalie delle foto
[figg. 1 e 2] Una scena di uno spettacolo della compagnia «Motus»
Informazioni
«Dimmi dove ti nascondi», con la compagnia «Motus». Teatro dei Rinnovati, piazza Il Campo – Siena. Sabato 17 novembre 2012, ore 21.15. Ingresso libero. Informazioni: Promozione Motus, Piazzetta Don Perucatti, 5 - Siena, tel. e fax 0577.286980.
Lo spettacolo, per la coreografia di Simona Cieri e con il soggetto di Rosanna Cieri, vedrà salire sul palco Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Maurizio Cannalire e Simona Gori, cinque talentuosi ballerini impegnati a spiegare come crisi e disastri possano trasformarsi in un mezzo di riscatto, in un’importante opportunità di miglioramento.
Il lavoro -realizzato con il sostegno della Regione Toscana e del Comune di Siena, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo- tradurrà, dunque, in danza tutta la drammaticità e la suggestione della parola «crisi» che, in cinese, si scrive mettendo insieme l’ideogramma che indica «pericolo» con quello che indica «opportunità».«Nell’era dell’immediatezza e della comunicazione globale, tutti i disastri che si affastellano l’uno sull’altro nei salotti delle nostre case creando una inquietante sensazione di precarietà e minaccia globale, possono così rappresentare – spiegano gli ideatori di «Dimmi dove ti nascondi»- non solo un evento terribile ma anche, paradossalmente, l’occasione per imparare dagli errori in modo da non ripeterli in futuro, conservando dentro di sé una sorta di memoria delle crisi».
«Quando si vivono esperienze così estreme come quelle di una catastrofe di vaste proporzioni, si squarcia all’improvviso il velo di protezione che ci salva dal pensare alla precarietà e alla finitezza umana -spiega Rosanna Cieri- tutti i punti di riferimento vacillano e le sicurezze crollano come i palazzi di via XX settembre all’Aquila. Di fronte alle catastrofi, al di là degli errori e delle negligenze umane, resta una parte che sfugge alle nostre possibilità di controllo, una parte di imprevisto e di contingenza, che ci pone davanti alla nostra vulnerabilità e che ridimensiona le idee di onnipotenza e di totale prevedibilità. Da questa nuova consapevolezza parte l’ispirazione per uno spettacolo che mette in scena tutti i volti della catastrofe».
Didascalie delle foto
[figg. 1 e 2] Una scena di uno spettacolo della compagnia «Motus»
Informazioni
«Dimmi dove ti nascondi», con la compagnia «Motus». Teatro dei Rinnovati, piazza Il Campo – Siena. Sabato 17 novembre 2012, ore 21.15. Ingresso libero. Informazioni: Promozione Motus, Piazzetta Don Perucatti, 5 - Siena, tel. e fax 0577.286980.
martedì 2 ottobre 2012
«The Return», cinquant’anni di Beatles in scena a Lugano
John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison: in una parola i Beatles. Sono passati cinquant’anni da quando i «favolosi quattro» di Liverpool firmavano il loro primo contratto discografico ed usciva nei negozi il 45 giri «Love me do». Era il 5 ottobre 1962. Iniziava così un’avventura destinata a entrare nell’Olimpo della musica con canzoni come «Yesterday», «Michelle», «Ob-la-di, Ob-la-da», «Let It Be».
Per festeggiare quella che, con il suo oltre un milione di dischi venduti, è considerata una delle più grandi leggende del rock mondiale è stato ideato il concerto-spettacolo «Beatles – The Return», che andrà in scena in esclusiva europea a Lugano, al Palazzo dei Congressi, in apertura della programmazione 2012/2013 della stagione «Luganoinscena».
L’appuntamento è per sabato 13 ottobre, alle 20.30, quando Richard Stelling, Shane Landers, Michael Fulop e Adam Thurston, capelli a caschetto e completo nero stile Beatles, saliranno sul palco per ricreare il divertimento, l’energia e l’entusiasmo della cultura pop nata dalla cosiddetta ‘Beatlemania’.
Dopo esibizioni in tutto il mondo, incluso il Cavern di Liverpool e gli Abbey Road Studios di Londra, e nell’ambito di una tournèe internazionale che si protrarrà fino al prossimo maggio, la band americana «The Return» -«la più vicina agli originali!», secondo la definizione del presidente degli Hard Rock Café- renderà il pubblico protagonista di un evento coinvolgente e appassionante: un viaggio in note alla scoperta o alla riscoperta del gruppo rock britannico, che ha cambiato la musica e il nostro modo di vivere e che ha costituito la colonna musicale e il punto di riferimento per intere generazioni.
Dalla musica alle voci, dalle movenze al look, «Beatles – The Return» sarà la copia esatta dei concerti dei «favolosi quattro», le cui canzoni sono, oggi, considerate dei ‘classici’ e sono oggetto di arrangiamenti e riscritture negli ambiti più diversi, come dimostra anche il recente omaggio Lennon-McCartney reso dalla prestigiosa Royal Philarmonic Orchestra.
Da «Help» ad «I Want to Hold your Hand», passando per «A Hard Day’s Night», «Ticket to Ride», «Can’t Buy Me Love» e non solo: la prima parte dello spettacolo sarà un omaggio ai brani più famosi degli esordi. Mentre la seconda proporrà pezzi composti dopo il ritiro dalle scene e mai suonati dal vivo come «Sgt. Peppers», «Hello Goodbye», «Penny Lane», «Here Comes the Sun», «Come Together». Si tratta di canzoni che per l’originalità delle invenzioni melodiche e strumentali hanno aperto nuove vie alla musica pop-rock, proponendo contaminazioni con la world music (con la musica indiana, per esempio, che proprio grazie a Beatles conosce una diffusione planetaria), la musica sinfonica, l’elettronica.
Un debutto, dunque, in grande stile per la sezione «Musicalmente» di «Luganoinscena», che, durante l'anno, delizierà il pubblico con eventi come «Piano Twelve», un concerto da Mozart a Sting con un’orchestra di dodici pianoforti a coda, o come «Afro-Blues», performance del grande musicista africano Baba Sissoko, o come ancora l'esibizione di Emir Kosturica e della sua «No Smoking Orchestra» e una curiosa rivisitazione del «Don Giovanni» di Mozart.
Didascalie delle immagini
[figg. 1, 2, 3] Immagini promozionali del concerto-spettacolo «Beatles – The Return»
Informazioni utili
«Beatles – The Return». Palazzo dei Congressi, piazza Indipendenza, 4 - Lugano (Svizzera). Ingresso: da ChF 57,60 a ChF 35,20 (prezzi disponibili su TicketCorner.ch). Informazioni: Dicastero Attività culturali, viale S. Franscini, 9 - Lugano, tel. +41(0)58.8667280 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 16.00), Prevendita: www.luganoinscena.com, www.ticketcorner.ch o presso tutti i punti vendita Ticketcorner (Manor, La Posta, Stazioni FFS). Quando: sabato 13 ottobre 2012, ore 20.30.
Per festeggiare quella che, con il suo oltre un milione di dischi venduti, è considerata una delle più grandi leggende del rock mondiale è stato ideato il concerto-spettacolo «Beatles – The Return», che andrà in scena in esclusiva europea a Lugano, al Palazzo dei Congressi, in apertura della programmazione 2012/2013 della stagione «Luganoinscena».
L’appuntamento è per sabato 13 ottobre, alle 20.30, quando Richard Stelling, Shane Landers, Michael Fulop e Adam Thurston, capelli a caschetto e completo nero stile Beatles, saliranno sul palco per ricreare il divertimento, l’energia e l’entusiasmo della cultura pop nata dalla cosiddetta ‘Beatlemania’.
Dopo esibizioni in tutto il mondo, incluso il Cavern di Liverpool e gli Abbey Road Studios di Londra, e nell’ambito di una tournèe internazionale che si protrarrà fino al prossimo maggio, la band americana «The Return» -«la più vicina agli originali!», secondo la definizione del presidente degli Hard Rock Café- renderà il pubblico protagonista di un evento coinvolgente e appassionante: un viaggio in note alla scoperta o alla riscoperta del gruppo rock britannico, che ha cambiato la musica e il nostro modo di vivere e che ha costituito la colonna musicale e il punto di riferimento per intere generazioni.
Dalla musica alle voci, dalle movenze al look, «Beatles – The Return» sarà la copia esatta dei concerti dei «favolosi quattro», le cui canzoni sono, oggi, considerate dei ‘classici’ e sono oggetto di arrangiamenti e riscritture negli ambiti più diversi, come dimostra anche il recente omaggio Lennon-McCartney reso dalla prestigiosa Royal Philarmonic Orchestra.
Da «Help» ad «I Want to Hold your Hand», passando per «A Hard Day’s Night», «Ticket to Ride», «Can’t Buy Me Love» e non solo: la prima parte dello spettacolo sarà un omaggio ai brani più famosi degli esordi. Mentre la seconda proporrà pezzi composti dopo il ritiro dalle scene e mai suonati dal vivo come «Sgt. Peppers», «Hello Goodbye», «Penny Lane», «Here Comes the Sun», «Come Together». Si tratta di canzoni che per l’originalità delle invenzioni melodiche e strumentali hanno aperto nuove vie alla musica pop-rock, proponendo contaminazioni con la world music (con la musica indiana, per esempio, che proprio grazie a Beatles conosce una diffusione planetaria), la musica sinfonica, l’elettronica.
Un debutto, dunque, in grande stile per la sezione «Musicalmente» di «Luganoinscena», che, durante l'anno, delizierà il pubblico con eventi come «Piano Twelve», un concerto da Mozart a Sting con un’orchestra di dodici pianoforti a coda, o come «Afro-Blues», performance del grande musicista africano Baba Sissoko, o come ancora l'esibizione di Emir Kosturica e della sua «No Smoking Orchestra» e una curiosa rivisitazione del «Don Giovanni» di Mozart.
Didascalie delle immagini
[figg. 1, 2, 3] Immagini promozionali del concerto-spettacolo «Beatles – The Return»
Informazioni utili
«Beatles – The Return». Palazzo dei Congressi, piazza Indipendenza, 4 - Lugano (Svizzera). Ingresso: da ChF 57,60 a ChF 35,20 (prezzi disponibili su TicketCorner.ch). Informazioni: Dicastero Attività culturali, viale S. Franscini, 9 - Lugano, tel. +41(0)58.8667280 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 16.00), Prevendita: www.luganoinscena.com, www.ticketcorner.ch o presso tutti i punti vendita Ticketcorner (Manor, La Posta, Stazioni FFS). Quando: sabato 13 ottobre 2012, ore 20.30.
venerdì 28 settembre 2012
Vicenza ritrova uno dei suoi simboli: la Basilica Palladiana
Vicenza ritrova la sua Basilica Palladiana. Sabato 6 ottobre riaprirà, infatti, al pubblico, dopo cinque anni di restauro, l’elegante edificio che si affaccia su piazza dei Signori, capolavoro dell'architettura pubblica di Andrea Palladio, inserita dall’Unesco tra i beni patrimonio dell’Umanità.
La campagna di riqualificazione, promossa dal Comune e finanziata quasi integralmente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona (21milioni di euro il costo dell’intera operazione), non si è limitata a riportare a nuova luce la livrea esterna dell'edificio, ovvero quel meraviglioso rivestimento in pietra bianca inventato dall’architetto padovano per dare nuova veste al medievale Palazzo della Ragione, ma ha anche coinvolto le strutture preesistenti all’«invenzione» palladiana, liberandole dagli effetti dei numerosi interventi succedutesi nei secoli.
I lavori, coordinati dal professor Eugenio Vassallo dell'Università di Venezia, hanno coinvolto tutto lo storico complesso, compreso il tetto ricostruito com'era in origine, con strutture lignee appoggiate sui possenti muri in mattoni. Questi, ripuliti hanno ritrovato i colori caldi che secoli di polvere avevano offuscato e, con i legni del meraviglioso tetto-soffitto offrono un colpo d'occhio davvero suggestivo. La riqualificazione della copertura ha permesso anche di liberare la struttura dall’intervento conservativo del 1948, quello realizzato all'indomani della secondo conflitto mondiale, quando il celeberrimo tetto a carena di nave rovesciata, ricoperto da lastre di rame, disintegrato dalla caduta di una bomba venne ricostruito ricorrendo non al legno, com'era in origine, ma al cemento armato.
Il complesso intervento di restauro e pulitura consente, ora, di fruire dell'edificio secondo le norme e le necessità contemporanee, impiantistica compresa, a partire dalla climatizzazione prima inesistente e dall'illuminazione interna ed esterna, entrambe studiate secondo criteri innovativi di valorizzazione dell'edificio.
Per l'illuminazione esterna (un impianto di illuminotecnica a basso impatto ambientale, donato alla città dal gruppo Gemmo che ne ha curato progettazione e realizzazione) è stato scelto un lieve «chiaro di luna», che dona una immagine fiabesca allo straordinario edificio palladiano.
Ascensori (per l’accesso delle persone disabili e non) e nuove scale consentono, inoltre, di godere di tutte le porzioni dell'edificio, compreso l'elegante loggiato che circonda il Palazzo della Ragione e la terrazza che sovrasta la struttura palladiana a livello del tetto in rame e dalla quale si gode una superba vista sulla città e sui colli che la circondano.
Gli spazi sono stati rivisitati anche per accogliere mostre temporanee. Ecco così che, in un cortile interno, sono state ricavati servizi indispensabili per l’accoglienza dei visitatori, dai bagni al guardaroba, dal book-shop alla biglietteria e a un punto accoglienza.
Ad inaugurare la stagione espositiva della Basilica Palladiana, edificio simbolo della città di Vincenza, sarà la mostra «Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure», curata da Marco Goldin. Una novantina di quadri, esposti non in ordine cronologico ma in uno stimolante gioco di assonanze, ripercorreranno la storia dell’arte del ritratto, offrendo al visitatore un lungo e stimolante percorso che dal senso di perfezione delle forme di epoca rinascimentale giunge fino alla rottura di quella stessa forma, con la ricerca cubista novecentesca. Botticelli, Mantegna, Raffaello, Tiziano, Veronese, Dürer, Rubens, Caravaggio, Rembrandt, Velázquez, Van Gogh, Renoir, Gauguin, Cézanne, Picasso, Matisse, Modigliani e Bacon sono solo alcuni degli artisti che comporranno questo viaggio tra vita quotidiana e celebrazione di sé nella regalità delle corti, tra sentimento religioso e rappresentazione della propria immagine negli autoritratti. Un viaggio che è destinato, quest’autunno, a far diventare Vincenza una delle mete più frequentate dagli amanti dell’arte.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Basilica Palladiana di Vicenza; [fig. 2] Raffaello, «Ritratto di Pietro Bembo», 1504-1506 circa olio su tavola, cm 54 × 39 Budapest, Szépmuvészeti Muzeum - Museum of Fine Arts; [fig. 3] Pablo Picasso, «L’italiana», 1917 olio su tela, cm 149 x 101.5 Zürich, Stiftung Sammlung E.G. Bührle
Informazioni utili
Basilica Palladiana, piazza Dei Signori – Vicenza. Informazioni: tel. 0444.222114. Sito web: www.museicivicivicenza.it. Da sabato 6 ottobre 2012.
«Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure». Basilica Palladiana, piazza dei Signori - Vicenza. Orari: lunedì-giovedì, ore 9.00-19.00; venerdì-domenica, ore 9.00-20.00, sabato, ore 9.00-21.00. Biglietti: privati con prenotazione intero € 13,00, ridotto € 10,00, ridotto minorenni € 7,00; privati senza prenotazione intero € 12,00, ridotto € 9,00, ridotto minorenni € 6,00;gruppi intero € 10,00, ridotto € 7,00. Catalogo: edizioni Linea d'ombra. Informazioni: tel. +39.0422.429999 o biglietto@lineadombra.it. Dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013.
La campagna di riqualificazione, promossa dal Comune e finanziata quasi integralmente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona (21milioni di euro il costo dell’intera operazione), non si è limitata a riportare a nuova luce la livrea esterna dell'edificio, ovvero quel meraviglioso rivestimento in pietra bianca inventato dall’architetto padovano per dare nuova veste al medievale Palazzo della Ragione, ma ha anche coinvolto le strutture preesistenti all’«invenzione» palladiana, liberandole dagli effetti dei numerosi interventi succedutesi nei secoli.
I lavori, coordinati dal professor Eugenio Vassallo dell'Università di Venezia, hanno coinvolto tutto lo storico complesso, compreso il tetto ricostruito com'era in origine, con strutture lignee appoggiate sui possenti muri in mattoni. Questi, ripuliti hanno ritrovato i colori caldi che secoli di polvere avevano offuscato e, con i legni del meraviglioso tetto-soffitto offrono un colpo d'occhio davvero suggestivo. La riqualificazione della copertura ha permesso anche di liberare la struttura dall’intervento conservativo del 1948, quello realizzato all'indomani della secondo conflitto mondiale, quando il celeberrimo tetto a carena di nave rovesciata, ricoperto da lastre di rame, disintegrato dalla caduta di una bomba venne ricostruito ricorrendo non al legno, com'era in origine, ma al cemento armato.
Il complesso intervento di restauro e pulitura consente, ora, di fruire dell'edificio secondo le norme e le necessità contemporanee, impiantistica compresa, a partire dalla climatizzazione prima inesistente e dall'illuminazione interna ed esterna, entrambe studiate secondo criteri innovativi di valorizzazione dell'edificio.
Per l'illuminazione esterna (un impianto di illuminotecnica a basso impatto ambientale, donato alla città dal gruppo Gemmo che ne ha curato progettazione e realizzazione) è stato scelto un lieve «chiaro di luna», che dona una immagine fiabesca allo straordinario edificio palladiano.
Ascensori (per l’accesso delle persone disabili e non) e nuove scale consentono, inoltre, di godere di tutte le porzioni dell'edificio, compreso l'elegante loggiato che circonda il Palazzo della Ragione e la terrazza che sovrasta la struttura palladiana a livello del tetto in rame e dalla quale si gode una superba vista sulla città e sui colli che la circondano.
Gli spazi sono stati rivisitati anche per accogliere mostre temporanee. Ecco così che, in un cortile interno, sono state ricavati servizi indispensabili per l’accoglienza dei visitatori, dai bagni al guardaroba, dal book-shop alla biglietteria e a un punto accoglienza.
Ad inaugurare la stagione espositiva della Basilica Palladiana, edificio simbolo della città di Vincenza, sarà la mostra «Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure», curata da Marco Goldin. Una novantina di quadri, esposti non in ordine cronologico ma in uno stimolante gioco di assonanze, ripercorreranno la storia dell’arte del ritratto, offrendo al visitatore un lungo e stimolante percorso che dal senso di perfezione delle forme di epoca rinascimentale giunge fino alla rottura di quella stessa forma, con la ricerca cubista novecentesca. Botticelli, Mantegna, Raffaello, Tiziano, Veronese, Dürer, Rubens, Caravaggio, Rembrandt, Velázquez, Van Gogh, Renoir, Gauguin, Cézanne, Picasso, Matisse, Modigliani e Bacon sono solo alcuni degli artisti che comporranno questo viaggio tra vita quotidiana e celebrazione di sé nella regalità delle corti, tra sentimento religioso e rappresentazione della propria immagine negli autoritratti. Un viaggio che è destinato, quest’autunno, a far diventare Vincenza una delle mete più frequentate dagli amanti dell’arte.
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Basilica Palladiana di Vicenza; [fig. 2] Raffaello, «Ritratto di Pietro Bembo», 1504-1506 circa olio su tavola, cm 54 × 39 Budapest, Szépmuvészeti Muzeum - Museum of Fine Arts; [fig. 3] Pablo Picasso, «L’italiana», 1917 olio su tela, cm 149 x 101.5 Zürich, Stiftung Sammlung E.G. Bührle
Informazioni utili
Basilica Palladiana, piazza Dei Signori – Vicenza. Informazioni: tel. 0444.222114. Sito web: www.museicivicivicenza.it. Da sabato 6 ottobre 2012.
«Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure». Basilica Palladiana, piazza dei Signori - Vicenza. Orari: lunedì-giovedì, ore 9.00-19.00; venerdì-domenica, ore 9.00-20.00, sabato, ore 9.00-21.00. Biglietti: privati con prenotazione intero € 13,00, ridotto € 10,00, ridotto minorenni € 7,00; privati senza prenotazione intero € 12,00, ridotto € 9,00, ridotto minorenni € 6,00;gruppi intero € 10,00, ridotto € 7,00. Catalogo: edizioni Linea d'ombra. Informazioni: tel. +39.0422.429999 o biglietto@lineadombra.it. Dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013.
mercoledì 26 settembre 2012
«Fotoleggendo»: immagini del mondo, immagini dal mondo
Mostre, proiezioni, letture portfolio, presentazioni editoriali, premi, incontri con gli autori, workshop e laboratori fotografici anche per i più piccoli: offre una visione a 360 gradi della fotografia italiana e internazionale l’ottava edizione di «Fotoleggendo», manifestazione organizzata e prodotta da Officine fotografiche, con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, della Regione Lazio, della Provincia di Roma e di Roma Capitale.
Una figura astratta ispirata alle macchie di inchiostro di Hermann Rorschach, per l’ideazione grafica di Daniele Zendroni, farà da immagine guida tra le varie location (una decina in tutto) scelte come scenario di questa edizione della rassegna capitolina, diretta per la prima volta da Tiziana Faraoni, responsabile photoeditor del settimanale «L’Espresso», con il sostegno di un comitato scientifico composto da Emilio D’Itri, Marco Pinna, Alberto Placidoli, Marina Rivera e Maurizio Valdarnini.
Prima tappa del festival, che animerà l’inizio autunno capitolino con una riflessione sul valore della fotografia, ora testimonianza cronachistica ora espressione puramente estetica ed emotiva, sarà il Museo di Roma in Trastevere, dove Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi poeti del bianco e nero, presenterà, fino a domenica 11 novembre, la mostra «L’Aquila prima e dopo», a cura di Alessandra Mauro e Suleima Autore: una sessantina di immagini, realizzate nel 1995 e in seguito al sisma del 6 aprile 2009, raccontano di una città ancora ferita, dove strade brulicanti di persone e suoni hanno lasciato il posto alla distruzione, al silenzio.
E’, invece, una riflessione sui problemi che affliggono la società americana, dall’Aids all’abuso di droghe, quello che propone «The Julie project», mostra dell’artista californiana Darcy Padilla, nata in collaborazione con il Festival della fotografia etica di Lodi, che, da venerdì 28 settembre a venerdì 2 novembre, raccoglierà negli spazi 10b Photography gallery una cinquantina di scatti in bianco e nero.
I vernissage di «Fotoleggendo» proseguiranno nella giornata di giovedì 4 ottobre, presso Officine fotografiche, con l’inaugurazione dell’esposizione «Brooklyn Buzz» di Alessandro Cosmelli e Gaia Light, ritratto vivace del più popoloso dei cinque boroughs della città di New York, attraverso il finestrino di un bus. Mentre venerdì 5 ottobre ci si sposterà all’Isa – Istituto superiore antincendi, vero e proprio cuore pulsante dell’intera manifestazione romana, per l’anteprima italiana della mostra «Urban Quilombo» di Sebastian Liste, vincitore del prestigioso riconoscimento «City Of Perpignan Remi Ochlik Award», al festival internazionale di fotogiornalismo «Visa Pour L’Image 2012», dove ha presentato un progetto sulla Galpao da Araujo Barreto, una fabbrica di cioccolato dismessa in Brasile che ha dato un tetto a 130 famiglie senza casa.
All’Isa sarà possibile vedere anche «Lashkars», fotoreportage di Massimo Berruti in Pakistan, nella valle di Swat, dove è ripresa l’antica tradizione delle milizie di auto-difesa, che reprimono gli attentati e il rischio di infiltrazione dei ribelli. Saranno, poi, esposti anche i progetti di Riccardo Venturi sulla rivolta libica, di Matteo Bastianelli sulla vita in Bosnia e del giornalista Gigi Riva su Sarajevo sotto le bombe e il tiro dei cecchini. Nicola Lo Calzo proporrà, invece, una riflessione sul valore della diversità e dell’accettazione del proprio essere attraverso «Morgante», galleria di ritratti sull’universo dei nani fotografati nella loro vita privata, in casa, al lavoro, in strada.
Massimo Siragusa regalerà al pubblico un viaggio tra le bellezze della Roma monumentale e della sua Sicilia; Irina Werning metterà in mostra il suo progetto «Back to the future», una raccolta di dittici che riesumano gli stessi luoghi, abiti ed espressioni di diversi soggetti realizzati a distanza di tempo.
Con Paola Fiorini e Beatrice Mancini si farà, invece, una riflessione sociologica sugli italiani che scelgono il camper per le proprie vacanze; con Federico Ciamei sul rapporto tra la terza età e le chat e i siti di appuntamenti. Chiuderanno il percorso espositivo all’Isa -dove si terranno anche le letture del portfolio, le assegnazioni dei premi «FotoLeggendo», «Giovanni Tabò» e «Échange Boutographies» e presentazioni di novità editoriali- i lavori fotografici di Alexandra Serrano, Daniele Cinciripini, Luca Giocosa e il progetto sperimentale «Spazio OF».
Sabato 6 e domenica 7 ottobre, lo spazio espositivo di via del Commercio aprirà le porte anche a una nuova sezione del festival, quella dedicata alla visione di Inmotion, video reportage e documentari d’autore, per la curatela di Emiliano Mancuso e Luca Ferrari, che permetterà di vedere lavori di autori rappresentati da prestigiose agenzie come VU, Panos Pictures, LUZphoto, Contrasto, Prospekt Photographers, TerraProject, Rat Creatives.
Ci si sposterà, quindi, a Label201, dove da venerdì 12 ottobre saranno in mostra ritratti dei fratelli Marvellini, databili nei decenni a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Mentre il giorno successivo si aprirà, all’Isfci – Istituto superiore di fotografia e comunicazione, la mostra «Middle East Report», un progetto a quattro mani di Luca Sola e di Alessio Romenzi che racconta l’Egitto e la Siria di oggi.
Nella stessa giornata, alla Fondazione Pastificio Cerere Marco Longari/AFP photo, si terrà la vernice della mostra «Theaters of war», un’ampia selezione di immagini, a cura di Carla Rak, che ripercorre momenti significativi delle proteste e dei conflitti che hanno caratterizzato l’inizio di questo XXI secolo. Mentre domenica 14 ottobre verrà inaugurata, all’«AngeloMaiAltrove», l’esposizione «Shots: An American Photographer’s Journal, 1967-72» di David Fenton, fotografo che immortalò la contestazione americana a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, ritraendo personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei giorni nostri come John Lennon & Yoko Ono, Allen Ginsberg, Janis Joplin, Muhammad Ali e Black Panthers.
«Fotoleggendo» farà, quindi, tappa, nella giornata di lunedì 15 ottobre, alla s.t. foto libreria galleria, dove verrà esposta la rassegna «The Arab Revolt», una serie di istantanee in bianco e nero di Giorgio Di Noto, per la curatela di Fabio Severo, che mostrano scene tratte dai video girati nelle strade e sui campi di battaglia di Tunisia, Libia ed Egitto.
Mercoledì 17 ottobre i riflettori saranno puntati su Giulio Di Sturco, che, alla Gallery caffè di piazza Santa Cecilia, presenterà il suo viaggio alla scoperta di «Aerotropolis», una nuova piattaforma urbana in cui gli aeroporti rappresentano il nucleo centrale intorno ai quali si sviluppa il resto della città, crocevia di merci e di persone. Le inaugurazioni si concluderanno sabato 20 ottobre, il giorno successivo alla visione del documentario «The Cambodian Room - Situations with Antoine D'Agata» di Tommaso Lusena e Giuseppe Schillaci, per i tipi delle edizioni Contrasto: alla WSP Photography andrà in scena l’anteprima di «Anonymous», mostra a cura di Elisabetta Bini, Mariella Boccadoro e di Alessandra Quadri, che raccoglie foto di «dilettanti moderni» trovate per caso in un mercatino di Roma o in soffitte polverose, che documentano la realtà quotidiana e che testimoniano ciò che eravamo.
Tra gli appuntamenti in programma vanno, infine, segnalati la serata con i Rat Creatives (giovedì 25 ottobre), uno studio specializzato nel campo dell’audiovisivo particolarmente attento all’estetica contemporanea e alle nuove tendenze dell’arte e dei nuovi media, e gli incontri su fotografia e diritto con Massimo Stefanutti (venerdì 26 e sabato 27 ottobre). Un programma, dunque, sfaccettato quello di «Fotoleggendo», un palcoscenico per autori emergenti e fotografi pluripremiati, ma anche un invito per i visitatori a riflettere sul mondo che ci circonda, un mondo spesso fatto anche di scatti, che, parafrasando Isabel Allende in «Ritratto in seppia», ci rivelano «segreti che l’occhio nudo o la mente non colgono».
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Ideazione grafica di Daniele Zendroni per l'ottava edizione di «Fotoleggendo»; [fig. 2] Un'immagine esposta nella mostra «L’Aquila prima e dopo» di Gianni Berengo Gardin al Museo di Roma in Trastevere; [fig. 3] Un'immagine esposta nella mostra «Brooklyn Buzz» di Alessandro Cosmelli e Gaia Light, alle Officine fotografiche di Roma; [fig. 4] Un'immagine esposta nella mostra «Lashkars», fotoreportage di Massimo Berruti in Pakistan all'Isa di Roma; [fig. 5] n'immagine esposta nella mostra «Back to the future» di Irina Werning all'Isa di Roma; [fig. 6] Un'immagine della mostra sui Marvellini al Label201 di Roma; [fig. 7] Un'immagine della mostra «Shots: An American Photographer’s Journal, 1967-72» di David Fenton, all'«AngeloMaiAltrove» di Roma.
Informazioni utili
«Fotoleggendo 2012» - VIII edizione. Eventi ed inaugurazione di mostre in programma dal 26 settembre al 27 ottobre 2012 Informazioni: Officine fotografiche, via Libetta, 1 - Roma, tel. 06.5125019. Web Site: www.fotoleggendo.it.
Una figura astratta ispirata alle macchie di inchiostro di Hermann Rorschach, per l’ideazione grafica di Daniele Zendroni, farà da immagine guida tra le varie location (una decina in tutto) scelte come scenario di questa edizione della rassegna capitolina, diretta per la prima volta da Tiziana Faraoni, responsabile photoeditor del settimanale «L’Espresso», con il sostegno di un comitato scientifico composto da Emilio D’Itri, Marco Pinna, Alberto Placidoli, Marina Rivera e Maurizio Valdarnini.
Prima tappa del festival, che animerà l’inizio autunno capitolino con una riflessione sul valore della fotografia, ora testimonianza cronachistica ora espressione puramente estetica ed emotiva, sarà il Museo di Roma in Trastevere, dove Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi poeti del bianco e nero, presenterà, fino a domenica 11 novembre, la mostra «L’Aquila prima e dopo», a cura di Alessandra Mauro e Suleima Autore: una sessantina di immagini, realizzate nel 1995 e in seguito al sisma del 6 aprile 2009, raccontano di una città ancora ferita, dove strade brulicanti di persone e suoni hanno lasciato il posto alla distruzione, al silenzio.
E’, invece, una riflessione sui problemi che affliggono la società americana, dall’Aids all’abuso di droghe, quello che propone «The Julie project», mostra dell’artista californiana Darcy Padilla, nata in collaborazione con il Festival della fotografia etica di Lodi, che, da venerdì 28 settembre a venerdì 2 novembre, raccoglierà negli spazi 10b Photography gallery una cinquantina di scatti in bianco e nero.
I vernissage di «Fotoleggendo» proseguiranno nella giornata di giovedì 4 ottobre, presso Officine fotografiche, con l’inaugurazione dell’esposizione «Brooklyn Buzz» di Alessandro Cosmelli e Gaia Light, ritratto vivace del più popoloso dei cinque boroughs della città di New York, attraverso il finestrino di un bus. Mentre venerdì 5 ottobre ci si sposterà all’Isa – Istituto superiore antincendi, vero e proprio cuore pulsante dell’intera manifestazione romana, per l’anteprima italiana della mostra «Urban Quilombo» di Sebastian Liste, vincitore del prestigioso riconoscimento «City Of Perpignan Remi Ochlik Award», al festival internazionale di fotogiornalismo «Visa Pour L’Image 2012», dove ha presentato un progetto sulla Galpao da Araujo Barreto, una fabbrica di cioccolato dismessa in Brasile che ha dato un tetto a 130 famiglie senza casa.
All’Isa sarà possibile vedere anche «Lashkars», fotoreportage di Massimo Berruti in Pakistan, nella valle di Swat, dove è ripresa l’antica tradizione delle milizie di auto-difesa, che reprimono gli attentati e il rischio di infiltrazione dei ribelli. Saranno, poi, esposti anche i progetti di Riccardo Venturi sulla rivolta libica, di Matteo Bastianelli sulla vita in Bosnia e del giornalista Gigi Riva su Sarajevo sotto le bombe e il tiro dei cecchini. Nicola Lo Calzo proporrà, invece, una riflessione sul valore della diversità e dell’accettazione del proprio essere attraverso «Morgante», galleria di ritratti sull’universo dei nani fotografati nella loro vita privata, in casa, al lavoro, in strada.
Massimo Siragusa regalerà al pubblico un viaggio tra le bellezze della Roma monumentale e della sua Sicilia; Irina Werning metterà in mostra il suo progetto «Back to the future», una raccolta di dittici che riesumano gli stessi luoghi, abiti ed espressioni di diversi soggetti realizzati a distanza di tempo.
Con Paola Fiorini e Beatrice Mancini si farà, invece, una riflessione sociologica sugli italiani che scelgono il camper per le proprie vacanze; con Federico Ciamei sul rapporto tra la terza età e le chat e i siti di appuntamenti. Chiuderanno il percorso espositivo all’Isa -dove si terranno anche le letture del portfolio, le assegnazioni dei premi «FotoLeggendo», «Giovanni Tabò» e «Échange Boutographies» e presentazioni di novità editoriali- i lavori fotografici di Alexandra Serrano, Daniele Cinciripini, Luca Giocosa e il progetto sperimentale «Spazio OF».
Sabato 6 e domenica 7 ottobre, lo spazio espositivo di via del Commercio aprirà le porte anche a una nuova sezione del festival, quella dedicata alla visione di Inmotion, video reportage e documentari d’autore, per la curatela di Emiliano Mancuso e Luca Ferrari, che permetterà di vedere lavori di autori rappresentati da prestigiose agenzie come VU, Panos Pictures, LUZphoto, Contrasto, Prospekt Photographers, TerraProject, Rat Creatives.
Ci si sposterà, quindi, a Label201, dove da venerdì 12 ottobre saranno in mostra ritratti dei fratelli Marvellini, databili nei decenni a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Mentre il giorno successivo si aprirà, all’Isfci – Istituto superiore di fotografia e comunicazione, la mostra «Middle East Report», un progetto a quattro mani di Luca Sola e di Alessio Romenzi che racconta l’Egitto e la Siria di oggi.
Nella stessa giornata, alla Fondazione Pastificio Cerere Marco Longari/AFP photo, si terrà la vernice della mostra «Theaters of war», un’ampia selezione di immagini, a cura di Carla Rak, che ripercorre momenti significativi delle proteste e dei conflitti che hanno caratterizzato l’inizio di questo XXI secolo. Mentre domenica 14 ottobre verrà inaugurata, all’«AngeloMaiAltrove», l’esposizione «Shots: An American Photographer’s Journal, 1967-72» di David Fenton, fotografo che immortalò la contestazione americana a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, ritraendo personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei giorni nostri come John Lennon & Yoko Ono, Allen Ginsberg, Janis Joplin, Muhammad Ali e Black Panthers.
«Fotoleggendo» farà, quindi, tappa, nella giornata di lunedì 15 ottobre, alla s.t. foto libreria galleria, dove verrà esposta la rassegna «The Arab Revolt», una serie di istantanee in bianco e nero di Giorgio Di Noto, per la curatela di Fabio Severo, che mostrano scene tratte dai video girati nelle strade e sui campi di battaglia di Tunisia, Libia ed Egitto. Mercoledì 17 ottobre i riflettori saranno puntati su Giulio Di Sturco, che, alla Gallery caffè di piazza Santa Cecilia, presenterà il suo viaggio alla scoperta di «Aerotropolis», una nuova piattaforma urbana in cui gli aeroporti rappresentano il nucleo centrale intorno ai quali si sviluppa il resto della città, crocevia di merci e di persone. Le inaugurazioni si concluderanno sabato 20 ottobre, il giorno successivo alla visione del documentario «The Cambodian Room - Situations with Antoine D'Agata» di Tommaso Lusena e Giuseppe Schillaci, per i tipi delle edizioni Contrasto: alla WSP Photography andrà in scena l’anteprima di «Anonymous», mostra a cura di Elisabetta Bini, Mariella Boccadoro e di Alessandra Quadri, che raccoglie foto di «dilettanti moderni» trovate per caso in un mercatino di Roma o in soffitte polverose, che documentano la realtà quotidiana e che testimoniano ciò che eravamo.
Tra gli appuntamenti in programma vanno, infine, segnalati la serata con i Rat Creatives (giovedì 25 ottobre), uno studio specializzato nel campo dell’audiovisivo particolarmente attento all’estetica contemporanea e alle nuove tendenze dell’arte e dei nuovi media, e gli incontri su fotografia e diritto con Massimo Stefanutti (venerdì 26 e sabato 27 ottobre). Un programma, dunque, sfaccettato quello di «Fotoleggendo», un palcoscenico per autori emergenti e fotografi pluripremiati, ma anche un invito per i visitatori a riflettere sul mondo che ci circonda, un mondo spesso fatto anche di scatti, che, parafrasando Isabel Allende in «Ritratto in seppia», ci rivelano «segreti che l’occhio nudo o la mente non colgono».
Didascalie delle immagini
[fig. 1] Ideazione grafica di Daniele Zendroni per l'ottava edizione di «Fotoleggendo»; [fig. 2] Un'immagine esposta nella mostra «L’Aquila prima e dopo» di Gianni Berengo Gardin al Museo di Roma in Trastevere; [fig. 3] Un'immagine esposta nella mostra «Brooklyn Buzz» di Alessandro Cosmelli e Gaia Light, alle Officine fotografiche di Roma; [fig. 4] Un'immagine esposta nella mostra «Lashkars», fotoreportage di Massimo Berruti in Pakistan all'Isa di Roma; [fig. 5] n'immagine esposta nella mostra «Back to the future» di Irina Werning all'Isa di Roma; [fig. 6] Un'immagine della mostra sui Marvellini al Label201 di Roma; [fig. 7] Un'immagine della mostra «Shots: An American Photographer’s Journal, 1967-72» di David Fenton, all'«AngeloMaiAltrove» di Roma.
Informazioni utili
«Fotoleggendo 2012» - VIII edizione. Eventi ed inaugurazione di mostre in programma dal 26 settembre al 27 ottobre 2012 Informazioni: Officine fotografiche, via Libetta, 1 - Roma, tel. 06.5125019. Web Site: www.fotoleggendo.it.
lunedì 24 settembre 2012
«Move off», Singapore e Siena: due culture unite dalla danza
Singapore e Siena: due culture in dialogo a passo di danza. E’, infatti, un ambizioso progetto internazionale di collaborazione artistica tra la compagnia italiana «Motus», diretta da Simona Cieri, e l’«Odyssey Dance Theatre», presieduto dal coreografo Danny Tan, la punta di diamante di «Move off», rassegna autunnale di danza contemporanea in programma dal 29 settembre al 3 ottobre, nell’ambito del «SienaFestival», manifestazione interdisciplinare che sta portando nella città del Palio artisti come Elio e le storie tese, l’attore Paolo Rossi, il clavicembalista Frédérick Haas, l’austriaca Christina Pluhar con la sua musica antica, il regista Danio Manfredini e molti altri protagonisti del mondo del teatro, della fotografia e del cinema.
L’intenso programma dedicato alla danza prenderà avvio sabato 29 settembre, alle ore 11.30, con un incontro pubblico, presso il Palazzo della Provincia di Siena, nel quale verrà presentata, attraverso proiezioni video, il lavoro, ormai più che decennale, della compagnia asiatica «Odyssey Dance Theatre». Lunedì 1° ottobre, alle ore 19.00, si terrà, invece, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Siena, la prima nazionale, ad ingresso gratuito, dello spettacolo «Hi Heaven!», riflessione circa il continuo interrogarsi di ciascun uomo su ciò che conta nella vita.
A seguire, martedì 2 ottobre, alle ore 21.30, il teatro Alfieri di Castelnuovo Berardenga ospiterà, sempre ad ingresso libero, lo spettacolo «Hi Heaven! & Art of Faking» della compagnia «Odyssey Dance Theatre» e la prima nazionale della coreografia «Hope» di «Motus», lavoro firmato da Simona e Rosanna Cieri, su musiche di Daniele Sepe, che ha recentemente debuttato a Singapore.
La collaborazione tra le due compagnie di danza prevede anche un workshop per danzatori, tenuto dal coreografo Danny Tan, che si svolgerà mercoledì 3 ottobre, dalle ore 14 alle ore 16, presso il Centro internazionale d’arte di Siena.
Il ricco cartellone di appuntamenti sulle punte promosso nell’ambito del «SienaFestival» non finisce, però, qui. Venerdì 5 ottobre, alle ore 21.30, si terrà, negli spazi del teatro dei Rozzi, la prima regionale dello spettacolo «Il sacro della primavera» (ingresso: € 10,00/€ 7,00), una produzione di Balletto Civile/Fondazione Teatro Due, ispirata al celebre «Sacre» di Igor Stravinskij, per l’ideazione e la regia di Michela Lucenti e con incursioni musicali di Maurizio Camilli, che si è aggiudicato il premio Roma Danza 2011.
Non mancherà, poi, una tavola rotonda, sempre nella giornata di venerdì 5 ottobre, alle ore 18.15, presso l’Enoteca italiana: «Arte e danza a 15 gradi» (ingresso: € 5,00). Si tratta, dichiarano gli organizzatori, di un aperitivo con dichiarazioni sulla danza, al quale interverranno Rodolfo Sacchettini, critico teatrale, Alberto Salvadori, docente dell’Università di Torino, e Alessandro Pontremoli, direttore del museo Marino Marini di Firenze. L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della Fondazione Toscana Spettacolo, prevede anche interventi danzati del centro artistico «Il grattacielo», del «Cab008» e dell’associazione culturale «QualiBò». Una finestra, questa, sulla giovane coreografia italiana, intitolata «Anticorpi XPLO», che arricchisce il nuovissimo «SienaFestival», nato dalla sinergia tra enti organizzatori di rassegne ben radicate sul territorio come «Voci di Fonte», «Contemporaneamente Barocco» e «TeatrInScatola», a dimostrazione che, in tempi di crisi economica, «l’unione fa la forza» non è solo un modo di dire.
Per saperne di più
www.sienafestival.it
www.motusdanza.it
Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Una coreografia dell’«Odyssey Dance Theatre» di Singapore; fig. 2] Una scena dello spettacolo «Hope» della compagnia senese «Motus»
[Le foto sono state messe a disposizione da Natascia Maesi - Giornalismo & Comunicazione]
Informazioni utili
Per informazioni sulla collaborazione tra l’«Odyssey Dance Theatre» Motus e «Motus» è possibile contattare Motus Promozione (piazzetta Perucatti, 5 – Siena) al numero 0577.286980 o all’indirizzo e-mail promozionemotus@yahoo.it.
Per informazioni sul «SienaFestival» è possibile contattare l’indirizzo e-mail info@sienafestival.it.
Per le prenotazioni degli spettacoli: tel. 392.8319892 (orario: ore 9.00-12.00 e ore 15.00-19.00).
L’intenso programma dedicato alla danza prenderà avvio sabato 29 settembre, alle ore 11.30, con un incontro pubblico, presso il Palazzo della Provincia di Siena, nel quale verrà presentata, attraverso proiezioni video, il lavoro, ormai più che decennale, della compagnia asiatica «Odyssey Dance Theatre». Lunedì 1° ottobre, alle ore 19.00, si terrà, invece, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Siena, la prima nazionale, ad ingresso gratuito, dello spettacolo «Hi Heaven!», riflessione circa il continuo interrogarsi di ciascun uomo su ciò che conta nella vita.
A seguire, martedì 2 ottobre, alle ore 21.30, il teatro Alfieri di Castelnuovo Berardenga ospiterà, sempre ad ingresso libero, lo spettacolo «Hi Heaven! & Art of Faking» della compagnia «Odyssey Dance Theatre» e la prima nazionale della coreografia «Hope» di «Motus», lavoro firmato da Simona e Rosanna Cieri, su musiche di Daniele Sepe, che ha recentemente debuttato a Singapore.
La collaborazione tra le due compagnie di danza prevede anche un workshop per danzatori, tenuto dal coreografo Danny Tan, che si svolgerà mercoledì 3 ottobre, dalle ore 14 alle ore 16, presso il Centro internazionale d’arte di Siena.
Il ricco cartellone di appuntamenti sulle punte promosso nell’ambito del «SienaFestival» non finisce, però, qui. Venerdì 5 ottobre, alle ore 21.30, si terrà, negli spazi del teatro dei Rozzi, la prima regionale dello spettacolo «Il sacro della primavera» (ingresso: € 10,00/€ 7,00), una produzione di Balletto Civile/Fondazione Teatro Due, ispirata al celebre «Sacre» di Igor Stravinskij, per l’ideazione e la regia di Michela Lucenti e con incursioni musicali di Maurizio Camilli, che si è aggiudicato il premio Roma Danza 2011.
Non mancherà, poi, una tavola rotonda, sempre nella giornata di venerdì 5 ottobre, alle ore 18.15, presso l’Enoteca italiana: «Arte e danza a 15 gradi» (ingresso: € 5,00). Si tratta, dichiarano gli organizzatori, di un aperitivo con dichiarazioni sulla danza, al quale interverranno Rodolfo Sacchettini, critico teatrale, Alberto Salvadori, docente dell’Università di Torino, e Alessandro Pontremoli, direttore del museo Marino Marini di Firenze. L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della Fondazione Toscana Spettacolo, prevede anche interventi danzati del centro artistico «Il grattacielo», del «Cab008» e dell’associazione culturale «QualiBò». Una finestra, questa, sulla giovane coreografia italiana, intitolata «Anticorpi XPLO», che arricchisce il nuovissimo «SienaFestival», nato dalla sinergia tra enti organizzatori di rassegne ben radicate sul territorio come «Voci di Fonte», «Contemporaneamente Barocco» e «TeatrInScatola», a dimostrazione che, in tempi di crisi economica, «l’unione fa la forza» non è solo un modo di dire.
Per saperne di più
www.sienafestival.it
www.motusdanza.it
Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Una coreografia dell’«Odyssey Dance Theatre» di Singapore; fig. 2] Una scena dello spettacolo «Hope» della compagnia senese «Motus»
[Le foto sono state messe a disposizione da Natascia Maesi - Giornalismo & Comunicazione]
Informazioni utili
Per informazioni sulla collaborazione tra l’«Odyssey Dance Theatre» Motus e «Motus» è possibile contattare Motus Promozione (piazzetta Perucatti, 5 – Siena) al numero 0577.286980 o all’indirizzo e-mail promozionemotus@yahoo.it.
Per informazioni sul «SienaFestival» è possibile contattare l’indirizzo e-mail info@sienafestival.it.
Per le prenotazioni degli spettacoli: tel. 392.8319892 (orario: ore 9.00-12.00 e ore 15.00-19.00).
sabato 22 settembre 2012
«Fenice Nine Arts International Festival», quando le arti si mettono in dialogo
E’ l’idea della trasformazione come motore della ricerca artistica e come capacità di traghettare un’emozione in maniera sinestetica il tema che fa da filo rosso alla settima edizione di «Fenice Nine Arts International Festival», manifestazione che, fino al prossimo maggio, animerà piazze e teatri di Poggibonsi con eventi di danza, letteratura, arti figurative e teatro.
A inaugurare la ricca kermesse, realizzata dall’Amministrazione comunale di Poggibonsi, insieme con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e con Vernice progetti culturali srl, sarà «Ballo Pubblico Outdoor», una rassegna di danza contemporanea, ideata da Francesca Lettieri, che, per il terzo anno consecutivo, porterà nella città toscana alcune tra le più affermate compagnie di balletto italiane e internazionali. Incontri, seminari, rassegne di video-danza e interventi coreografici in diversi luoghi della città animeranno il mese di settembre. Tra gli ospiti che scalderanno l’inizio autunno di Poggibonsi ci saranno, per esempio, Paola Vezzosi con la sua ballata «Santissima dei naufragati» (sabato 22 settembre, ore 17.10 – piazza Savonarola), gli italiani Adarte con la performance «Svanisco» (sabato 22 settembre, ore 18.00 e domenica 23 settembre, ore 18.40 – piazza Nagy), il Grupo Tapias con «Solo» del coreografo Rami Levi (domenica 23 settembre, ore 18.15- piazza Nagy) e la compagnia «La Macana» con «Ven» (sabato 22 settembre, ore 18.30 – piazza Nagy e domenica 23 settembre, ore 17.15 – piazza Rosselli), senza dimenticare il dance jay-set con Lucille dj (domenica 23 settembre, dalle ore 19.30 – piazza Rosselli e Politeama Cafè).
Cuore pulsante del settore danza di questa edizione di «Fenice Nine Arts International Festival», che ha preso il via nei giorni scorsi, sarà il progetto «Mex in Dance», nato dalla collaborazione tra i festival europei «Dies De Dansa» di Barcellona, «Ballo Pubblico» di Poggibonsi, «Interferenze» di Teramo e «Dantza Hirian» dei Paesi Baschi, con il «Festival Subterráneo de las Artes Escénicas». Tra le compagnie messicane chiamate a sperimentare, su differenti palcoscenici di Poggibonsi, le relazioni tra il linguaggio del corpo, lo spazio architettonico che lo ospita e il pubblico ci saranno la compagnia «Moving Borders» con la coreografia «Nosostros» di Jaciel Neri (sabato 22 settembre, ore 17.30 – piazza Rosselli e domenica 23 settembre, ore 19.00 – piazza Nagy) e gli «aThOsgarAbaThOs» con lo spettacolo per bambini «Alicia…Alicia» (sabato 22 settembre, ore 16.45 – piazza Nagy).
La danza passerà, quindi, il testimone al fumetto. Da sabato 6 ottobre la trasformazione diventerà, infatti, sperimentazione disegnata con un omaggio a Jean Giraud, universalmente conosciuto come Moebius, maestro del fumetto scomparso lo scorso 10 marzo. Una mostra, curata da Claudio Curcio, offrirà la presentazione in anteprima assoluta delle tavole di uno dei ultimi lavori del disegnatore francese: «Inside Moebius». Insieme alle immagini del libro, pubblicato per la prima volta in Italia, saranno esposte, fino a domenica 4 novembre negli spazi del cinema teatro Politeama, alcune illustrazioni significative della sua enorme carriera artistica, insieme ad alcune foto e interviste video, perlopiù inedite e originali, in particolare foto e testimonianze video della presenza di Moebius a Fenice 2008, in un memorabile incontro con Alejandro Jodorowsky.
Da domenica 4 novembre, «Fenice Nine Arts International Festival» metterà, quindi, l’accento su quelle transizioni che avvengono quando la parole scritte diventano parole lette ad alta voce o recitate. Dall’inchiostro alla voce è, infatti, il tema protagonista della quinta edizione della rassegna «Le Parole, i Giorni», a cura di Dario Ceccherini.
Sotto il significativo titolo «Scripta Volant» saranno riuniti incontri, reading e conferenze, oltre ad un omaggio a Susi Cecchi D’Amico, che vedranno protagonisti, tra gli altri, Alessandro Bergonzoni, Stefano Bartezzaghi, Alessandro Fo, Vanni Santoni, Fabio Genovesi e Francesco Recami.
Le parole ritorneranno, quindi, ad essere protagoniste con la rassegna «Scaffali d’autore», in programma fino a maggio 2013, un viaggio che si rivelerà molto particolare e che vuole essere di buon augurio in attesa dell’apertura della nuova biblioteca comunale. Alcune personalità del mondo della cultura e delle arti quali Giorgio Giorello, Tanino Liberatore, Gustavo Zagrebelsky e Stefano Bollani saranno invitati a raccontare al pubblico i libri della loro vita.
Didascalie delle immagini
[fig. 1]Una scena della ballata «Santissima dei naufragati» con Paola Vezzosi. Foto: Simone Falteri; [fig. 2] Uno scena dello spettacolo per bambini «Alicia…Alicia» con la compagnia «aThOsgarAbaThOs»; [fig. 3] Una scena della performance Solo» del coreografo Rami Levi, che vedrà in scena il Grupo Tapias; [fig. 4] Alessandro Bergonzoni sarà tra i protagonisti della rassegna letteraria «Le Parole, i Giorni», a cura di Dario Ceccherini.
Informazioni utili
«Fenice Nine Arts International Festival». Spettacoli, appuntamenti e workshop a ingresso gratuito (er alcuni luoghi potrebbe essere limitato l’accesso in rapporto all’effettiva capienza). Info point (orario di apertura: ore 16.00-20.00): teatro Politeama, piazza Rosselli, 6 – Poggibonsi (Siena) - tel. 0577.985697. Infoline festival: tel. 0577.226406 o 333.1780432. Fino a maggio 2013.
A inaugurare la ricca kermesse, realizzata dall’Amministrazione comunale di Poggibonsi, insieme con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e con Vernice progetti culturali srl, sarà «Ballo Pubblico Outdoor», una rassegna di danza contemporanea, ideata da Francesca Lettieri, che, per il terzo anno consecutivo, porterà nella città toscana alcune tra le più affermate compagnie di balletto italiane e internazionali. Incontri, seminari, rassegne di video-danza e interventi coreografici in diversi luoghi della città animeranno il mese di settembre. Tra gli ospiti che scalderanno l’inizio autunno di Poggibonsi ci saranno, per esempio, Paola Vezzosi con la sua ballata «Santissima dei naufragati» (sabato 22 settembre, ore 17.10 – piazza Savonarola), gli italiani Adarte con la performance «Svanisco» (sabato 22 settembre, ore 18.00 e domenica 23 settembre, ore 18.40 – piazza Nagy), il Grupo Tapias con «Solo» del coreografo Rami Levi (domenica 23 settembre, ore 18.15- piazza Nagy) e la compagnia «La Macana» con «Ven» (sabato 22 settembre, ore 18.30 – piazza Nagy e domenica 23 settembre, ore 17.15 – piazza Rosselli), senza dimenticare il dance jay-set con Lucille dj (domenica 23 settembre, dalle ore 19.30 – piazza Rosselli e Politeama Cafè).
Cuore pulsante del settore danza di questa edizione di «Fenice Nine Arts International Festival», che ha preso il via nei giorni scorsi, sarà il progetto «Mex in Dance», nato dalla collaborazione tra i festival europei «Dies De Dansa» di Barcellona, «Ballo Pubblico» di Poggibonsi, «Interferenze» di Teramo e «Dantza Hirian» dei Paesi Baschi, con il «Festival Subterráneo de las Artes Escénicas». Tra le compagnie messicane chiamate a sperimentare, su differenti palcoscenici di Poggibonsi, le relazioni tra il linguaggio del corpo, lo spazio architettonico che lo ospita e il pubblico ci saranno la compagnia «Moving Borders» con la coreografia «Nosostros» di Jaciel Neri (sabato 22 settembre, ore 17.30 – piazza Rosselli e domenica 23 settembre, ore 19.00 – piazza Nagy) e gli «aThOsgarAbaThOs» con lo spettacolo per bambini «Alicia…Alicia» (sabato 22 settembre, ore 16.45 – piazza Nagy).
La danza passerà, quindi, il testimone al fumetto. Da sabato 6 ottobre la trasformazione diventerà, infatti, sperimentazione disegnata con un omaggio a Jean Giraud, universalmente conosciuto come Moebius, maestro del fumetto scomparso lo scorso 10 marzo. Una mostra, curata da Claudio Curcio, offrirà la presentazione in anteprima assoluta delle tavole di uno dei ultimi lavori del disegnatore francese: «Inside Moebius». Insieme alle immagini del libro, pubblicato per la prima volta in Italia, saranno esposte, fino a domenica 4 novembre negli spazi del cinema teatro Politeama, alcune illustrazioni significative della sua enorme carriera artistica, insieme ad alcune foto e interviste video, perlopiù inedite e originali, in particolare foto e testimonianze video della presenza di Moebius a Fenice 2008, in un memorabile incontro con Alejandro Jodorowsky.
Da domenica 4 novembre, «Fenice Nine Arts International Festival» metterà, quindi, l’accento su quelle transizioni che avvengono quando la parole scritte diventano parole lette ad alta voce o recitate. Dall’inchiostro alla voce è, infatti, il tema protagonista della quinta edizione della rassegna «Le Parole, i Giorni», a cura di Dario Ceccherini.
Sotto il significativo titolo «Scripta Volant» saranno riuniti incontri, reading e conferenze, oltre ad un omaggio a Susi Cecchi D’Amico, che vedranno protagonisti, tra gli altri, Alessandro Bergonzoni, Stefano Bartezzaghi, Alessandro Fo, Vanni Santoni, Fabio Genovesi e Francesco Recami.
Le parole ritorneranno, quindi, ad essere protagoniste con la rassegna «Scaffali d’autore», in programma fino a maggio 2013, un viaggio che si rivelerà molto particolare e che vuole essere di buon augurio in attesa dell’apertura della nuova biblioteca comunale. Alcune personalità del mondo della cultura e delle arti quali Giorgio Giorello, Tanino Liberatore, Gustavo Zagrebelsky e Stefano Bollani saranno invitati a raccontare al pubblico i libri della loro vita.
Didascalie delle immagini
[fig. 1]Una scena della ballata «Santissima dei naufragati» con Paola Vezzosi. Foto: Simone Falteri; [fig. 2] Uno scena dello spettacolo per bambini «Alicia…Alicia» con la compagnia «aThOsgarAbaThOs»; [fig. 3] Una scena della performance Solo» del coreografo Rami Levi, che vedrà in scena il Grupo Tapias; [fig. 4] Alessandro Bergonzoni sarà tra i protagonisti della rassegna letteraria «Le Parole, i Giorni», a cura di Dario Ceccherini.
Informazioni utili
«Fenice Nine Arts International Festival». Spettacoli, appuntamenti e workshop a ingresso gratuito (er alcuni luoghi potrebbe essere limitato l’accesso in rapporto all’effettiva capienza). Info point (orario di apertura: ore 16.00-20.00): teatro Politeama, piazza Rosselli, 6 – Poggibonsi (Siena) - tel. 0577.985697. Infoline festival: tel. 0577.226406 o 333.1780432. Fino a maggio 2013.
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