L’opera, intitolata «Le violon d'Ingres», è una delle duecento immagini che compongono il percorso espositivo della mostra «wo/MAN RAY», allestita fino al prossimo 19 gennaio a Torino, negli spazi di Camera – Centro italiano per la fotografia.
La rassegna, per la curatela di Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola, ripercorre il rapporto dell’artista con l’universo femminile, fonte di ispirazione primaria dell’intera sua poetica, proprio nella sua declinazione fotografica.

Non mancano, poi, lungo il percorso espositivo chicche come il portfolio capolavoro «Electricitè» (1931) e il rarissimo «Les mannequins. Résurrection des mannequins» (1938), testimonianza unica di uno degli eventi cruciali della storia del Surrealismo e delle pratiche espositive del XX secolo, l’Exposition Internationale du Surréalisme di Parigi del 1938.

Attraverso i suoi rayographs, le solarizzazioni, le doppie esposizioni, il corpo femminile è, infatti, stato sottoposto a una continua metamorfosi di forme e significati, divenendo di volta in volta forma astratta, oggetto di seduzione, memoria classica, ritratto realista, in una straordinaria -giocosa e raffinatissima– riflessione sul tempo e sui modi della rappresentazione, fotografica e non solo.
Assistenti, muse ispiratrici, compagne di vita e di avventure intellettuali, le donne protagoniste della mostra allestita a Torino sono figure centrali nella storia di quegli anni come Meret Oppenheim, Kiki de Montparnasse e Nusch Eluard, e artiste di straordinario talento come Lee Miller, Berenice Abbott e Dora Maar. Accanto a loro c’è anche Juliet Browner, l’inseparabile compagna di una vita, a cui Man Ray dedica lo strepitoso portfolio «The Fifty Faces of Juliet» (1943-1944), cinquanta immagini in bianco e nero, spesso ritoccate a mano con pastelli colorati o stampate con innovative tecniche fotografiche, in cui si assiste alla straordinaria trasformazione della donna in tante figure diverse, in un gioco di affetti e seduzioni, citazioni e provocazioni.
In mostra a Camera sfilano anche le istantanee di alcune di queste donne che sono state prima modelle e poi allieve dell’artista. È così possibile ammirare un corpus di opere, riferite in particolare agli anni Trenta e Quaranta, vale a dire quelli della loro più diretta frequentazione con l’ambiente dell’avanguardia dada e surrealista parigina. Ecco così gli splendidi ritratti dei protagonisti di quella stagione storica, tra cui Eugene Atget o James Joyce, scattati da Berenice Abbott tra il 1926 e il 1938 a Parigi e a New York, capitali dell’arte di avanguardia della prima metà del XX secolo. Dora Maar è, invece, presente in mostra con opere riconducibili a un linguaggio di street photography e di paesaggio come ben documenta l’opera «Gamin aux Chaussures Dépareillés» (1933). Mentre l’indagine sul corpo femminile è il fulcro del lavoro di Lee Miller, della quale sono esposti numerosi autoritratti e nudi di modelle e modelli che lavoravano con lei sia in ambito di ricerca che di fotografia di moda.
Una mostra, dunque, di grande interesse quella proposta a Torino perché permette sia di vedere alcune immagini simbolo del Novecento sia di ricostruire una storia ancora poco conosciuta, quella dell’interesse dell’artista americano per i ritratti femminili. Un interesse che André Breton commentò con queste parole: «Solo da Man Ray potevamo attenderci la Ballata delle donne del tempo presente».
Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Man Ray, Violon d’Ingres (Kiki), 1924 – Fotografia. Credits: © Man Ray Trust by SIAE 2019; [fig. 2] Man Ray, Noire et blanche, 1926 – Fotografia. Credits: © Man Ray Trust by SIAE 2019; [Fig. 3] Man Ray, The Fifty Faces of Juliet, 1941/1943. Cm 39,5 x 34 x 2,7. Collezione privata. Courtesy Fondazione Marconi, Milano © Man Ray Trust by SIAE 2019; [fig. 4] Man Ray, Electricité, 1931. Portfolio di 10 rayografie. Cm
Informazioni utili
«wo/MAN RAY». CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine, 18 – Torino. Orari: lunedì ore 11.00 – 19.00, martedì chiuso , mercoledì ore 11.00 – 19.00, giovedì ore 11.00 – 21.00, venerdì ore 11.00 – 19.00, sabato ore 11.00 – 19.00, domenica ore 11.00 – 19.00 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura). Ingresso: intero € 10,00, ridotto (fino a 26 anni, oltre 70 anni Soci Touring Club Italiano e associazioni aventi diritto) € 6,00, ingresso gratuito per bambini fino agli 11 anni. Informazioni utili: camera@camera.to. Sito internet: www.camera.to. Fino al 19 gennaio 2020.
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