ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

mercoledì 31 marzo 2021

Da Nexo + a VatiVision: piattaforme on demand per l’arte e la cultura

Sarà una Pasqua in zona rossa con i musei, i cinema e i teatri chiusi al pubblico. Come lo scorso Natale mostre e spettacoli saranno, dunque, fruibili unicamente on-line sui siti e sui canali social delle principali istituzioni culturali italiane.

9 mondi, 4 canali dedicati, 40 playlist e 1500 ore di contenuti: nasce Nexo +
Novità di questo inizio di primavera per chi è alla ricerca di concerti, film d’autore, contenuti d’arte, documentari, musica, opera, balletto, teatro, approfondimenti culturali è Nexo+, la piattaforma di contenuti on demand per un tempo libero di qualità ideata da Nexo Digital, la casa di produzione e distribuzione italiana che, negli ultimi anni, ha portato l’arte sui grandi schermi dei nostri cinema.
Lanciata lo scorso 10 marzo, Nexo + offre, attualmente, oltre millecinquecento ore di contenuti, suddivise in nove mondi da esplorare. Si spazia dalle biografie dei grandi personaggi del passato alla musica sinfonica e pop in scena nei più importanti teatri del mondo, dai film premiati dal pubblico e dalla critica alla storia del nostro Paese, dai balletti con danzatori icone dei tempi recenti agli eventi on stage, senza dimenticare la sezione «Current» con al centro le infinite sfaccettature del presente raccontate in una selezione di documentari italiani e internazionali sui grandi temi del mondo in cui viviamo: sostenibilità, diversity e diritti civili.
Nei prossimi mesi su Nexo + si parlerà anche di fotografia, fashion, masterclass e formazione, design, architettura e sport. Sono, inoltre, state pensate delle Playlist; al momento sono circa una quarantina quelle on-line e tra queste c’è «Le signore delle arti», una selezione di documentari e film dedicati a grandi attrici, pittrici e donne della cultura, realizzata in occasione della mostra allestita a Milano, nelle sale di Palazzo Reale, sulle grandi artiste del Cinquecento e Seicento, attualmente fruibile on-line attraverso una serie di visite guidate.
Inoltre, con cadenza mensile, tutti gli utenti registrati riceveranno il «Monthly Magazine» con tutte le indicazioni circa le novità della piattaforma. Tra queste, al momento, ci sono quattro costellazioni, quelle di Elisabetta Sgarbi, Far East Film Festival, Feltrinelli Real Cinema e Scuola Holden, vere e proprie mappe per orientarsi nel nostro presente, che spesso percorrono percorsi meno battuti.
Ideata come in «una piazza in cui ci si incontra più che in un rifugio esclusivo, Nexo + si propone – affermano dallo staff della piattaforma - come un luogo in cui il proprio tempo diventa uno spazio per la mente, dove nutrire le proprie passioni e dove scoprirne di nuove». L’intento è quello di stimolare la partecipazione attiva degli utenti offrendo «un luogo che promuove la curiosità, tutela le differenze, amplifica il sapere, il divertimento, l'emozione».

Dalla serie su Salvador Dalì allo spettacolo su Beethoven di Alessandro Baricco: le prime proposte di Nexo + per «un tempo libero di qualità»
Tra i primi spettacoli disponibili sulla piattaforma Nexo + c’è «Ludwig Van Beethoven | 5 cose da sapere sulla sua musica», di e con Alessandro Baricco, realizzato per il teatro Comunale di Ferrara, che vede in scena anche la pianista Gloria Campaner, particolarmente apprezzata per la sua versatilità, e i trenta giovanissimi musicisti dell’Orchestra Canova, tutti under 25, diretti dall’altrettanto giovanissimo Enrico Saverio Pagano. È, inoltre, possibile vedere, dallo scorso 27 marzo, il docu-film «Il terremoto di Vanja» di Vinicio Marchioni, che parte dal capolavoro «Zio Vanja» di Anton Čechov e conduce gli spettatori nella provincia italiana distrutta dal terremoto, a dieci anni dal sisma che ha colpito L’Aquila e a tre da quello di Amatrice, riportando l’attenzione sulle persone che ancora oggi combattono contro i danni subiti da quei tragici eventi. 
Grazie al dialogo ideale tra Marchioni e Čechov - a cui ha prestato la voce Toni Servillo – all’alternanza dei luoghi e delle situazioni filmate ora a colori, ora in bianco e nero e ai contributi di Andrej Končalovskij, Gabriele Salvatores e Fausto Malcovati, il film prende per mano lo spettatore e lo conduce in un molteplice viaggio, che è «un atto d’amore, verso il teatro, la letteratura e gli esseri umani che resistono».
Per gli appassionati della musica classica sono, invece, visibili i concerti dell’ultima edizione del Festival Salisburgo, quella del centenario. Tra le chicche si segnalano: tre esibizioni con i Wiener Philharmoniker, condotti da Nelsons, Thielemann e Dudamel; il concerto del pianista russo-tedesco Igor Levit con le ultime tre sonate per pianoforte di Beethoven; i recital di Juan Diego Flórez e quello della soprano bulgara Sonya Yoncheva; il concerto con Martha Argerich e il violinista Renaud Capuçon.
Mentre per gli amanti del cantautorato italiano c’è il documentario «Note di viaggio» di Andrea Longhin e Claudio Spanu, che raccolta la raccolta di Francesco Guccini composta da canzoni scelte dallo stesso cantautore insieme a Mauro Pagani, reinterpretate dalle grandi voci della musica italiana come, tra gli altri, Elisa, Ligabue, Giuliano Sangiorgi, Nina Zilli, Malika Ayane, Samuele Bersani, Luca Carboni, Zucchero, Fiorella Mannoia, Roberto Vecchioni, Vinicio Capossela e Gianna Nannini.
Il catalogo di Nexo + contempla, al momento, anche tre belle proposte per gli amanti della pittura e della storia antica: dal documentario «Il catalogo Goering - una collezione di arte e sangue» di Laurence Thiriat e con François Gonce (sulle oltre cinquemila opere accumulate dal numero due del Terzo Reich nella sua residenza di Carinhall) alla mini-serie «Salvador Dalì – La ricerca dell’immortalità» del regista David Pujol, senza dimenticare i sedici episodi di «Mille e una notte in Egitto» di Ernesto Pagano e Sandro Vannini, un lungo, appassionato viaggio lungo il Nilo tra geroglifici, gioielli, cucina, arte, navi, agricoltura, mobilio, moda, superstizioni, piramidi, dinamiche familiari, animali, musica, feste.

Tra le novità di VatiVision i film «Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera» e «Un luogo, una carezza»

Mentre tutto tace sul fronte di «ItsArt, il nuovo palcoscenico virtuale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte», tanto voluto dal ministro Dario Franceschini, un’offerta culturale trasversale arriva anche da VatiVision, «la Netflix del Vaticano», piattaforma on-demand disponibile dallo scorso 8 giugno, nata dalla sinergia tra la società di produzione cinematografica «Officina della comunicazione» e «Vetrya», azienda di Orvieto leader nel settore della tecnologia.
«Cultura, arte e fede. Ovunque. Con te» è lo slogan di presentazione scelto, che spiega chiaramente i fili conduttori dell’offerta, il cui catalogo è in costante aggiornamento. La vita dei santi e dei papi, i luoghi sacri, i miracoli, la storia della Chiesa sono gli argomenti più trattati nei film e nei documentari presenti sulla piattaforma, ma non mancano proposte per gli amanti della pittura, della scultura e dei musei nelle sezioni «Vite per l’arte e nell’arte» ed «Elevarsi nell’arte». Tra i titoli disponibili ci sono: «Leonardo – Cinquecento» di Francesco Invernizzi, film uscito nelle sale in occasione dei cinquecento anni dalla morte del genio vinciano; il documentario «Botticelli – Inferno», per la regia di Ralph Loop, viaggio nella rappresentazione botticelliana dei gironi danteschi, fra gli Uffizi, gli archivi del Vaticano, Londra, Berlino e la Scozia; «Frida. Viva la vida» di Giovanni Troilo, racconto di un’icona del femminismo contemporaneo tra interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e opere; «Hokusai dal British Museum» di Patricia Wheatley, primo film inglese dedicato al grande pittore giapponese della fine del Settecento. 
Tra le novità c’è il film «Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera» di Jordan River, uscito lo scorso 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne promossa dall'Onu. Il docu-film, con l’attrice Angela Curri, ripercorre la storia della pittrice seicentesca, la prima donna a essere ammessa in un’Accademia di disegno e ad avere una propria bottega, la cui figura è stata a lungo legata alla storia dello stupro ad opera del pittore Agostino Tassi, che si concluse con un doloroso processo pubblico.
Da poco disponibile è anche il film «Un luogo, una carezza» del regista Marco Marcassoli, che racconta le fasi di realizzazione della chiesa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII a Bergamo, simbolo non solo di dolore o di sconfitta, ma anche casa capace di accogliere e ridare la vita. «Due importanti artisti internazionali, Stefano Arienti e Andrea Mastrovito, affiancati dal maestro vetraio Lino Reduzzi e dall’architetto Pippo Traversi, hanno lavorato insieme – si legge nella presentazione - per rendere speciale questo luogo di contemplazione e consolazione: un vero e proprio spazio di luce capace di offrire ristoro dinanzi alle difficoltà o alle sofferenze che sono inevitabilmente legate a una struttura ospedaliera». Fede, preghiera e vissuto si aprono così al racconto della bellezza in un film che la Cei ha inserito nel sussidio pastorale per la Quaresima e la Pasqua e che è per tutti, fedeli e non, una «contro-meditazione» sugli eventi di quest’ultimo anno, sulle immagini del Covid impresse nella nostra memoria, a partire da quella con la lunga colonna di mezzi militari con a bordo i feretri delle vittime,  sul dolore e sul senso di precarietà.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Sonya Yoncheva, Cappella Mediterranea. Leonardo Alarcon, Festival di Salisburgo 2020; [figg. 2 e 3] Frame del film «Mille e una notte in Egitto» di Ernesto Pagano e Sandro Vannini; [fig. 4] Locandina del film «Il catalogo Goering - una collezione di arte e sangue» di Laurence Thiriat ; [fig. 5] Un frame del film «Salvador Dalì – La ricerca dell’immortalità» del regista David Pujol; [fig. 6] «Il terremoto di Vanja» di Vinicio Marchioni; [fig. 7] Locandina del film «Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera» di Jordan River; [figg. 8 e 9] Un frame del film  «Un luogo, una carezza» del regista Marco Marcassoli

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