ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

lunedì 20 ottobre 2008

Bratislava, due spettacoli pirandelliani per la "Settimana della lingua italiana nel mondo"

Prestigiosa trasferta europea nel segno di Luigi Pirandello e della storia linguistica e culturale del nostro Paese per gli attori del teatro Sociale di Busto Arsizio. La compagnia diretta da Delia Cajelli sarà, infatti, tra i protagonisti della rassegna L’italiano in piazza, organizzata in occasione dell’ottava edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, iniziativa nata nel 2001, per volontà della Direzione generale per la promozione e cooperazione culturale del ministero degli Affari esteri e dell’Accademia della Crusca, che da lunedì 20 a domenica 26 ottobre vedrà tutti gli Istituti italiani di cultura all’estero proporre incontri, concerti, proiezioni cinematografiche e spettacoli teatrali dedicati alla lingua e alle tradizioni italiane, alla «storia di feste sacre e profane, di sommosse popolari e parate e giostre, di predicazioni, di mercati e fiere». Palcoscenico della trasferta sarà la città di Bratislava, in Slovacchia, dove l’associazione culturale Educarte-teatro Sociale di Busto Arsizio prenderà parte al convegno internazionale L’attualità di Pirandello, organizzato dal Centro nazionale studi pirandelliani di Agrigento, dall’Università Comenio di Bratislava e dal locale Istituto italiano di cultura, con il supporto della Presidenza della Regione siciliana-Ufficio per le relazioni diplomatiche ed istituzionali. L’appuntamento, in programma per le giornate comprese tra giovedì 23 e sabato 25 ottobre presso l’Auditorium Maximum dell’Università Comenio e il Centro convegni Družba, vedrà la partecipazione di studiosi provenienti da otto Paesi europei (tra i quali gli italiani Enzo Lauretta, Stefano Milioto, Giorgio Pullini e Maria Rusignuolo), che discuteranno sulla figura del grande drammaturgo, scrittore e poeta siciliano, insignito del premio Nobel nel 1934, e sui suoi influssi sul pensiero, sulla letteratura e sul teatro dei giorni nostri. A chiudere tutte le sessioni di lavoro saranno gli attori Gerry Franceschini, Ambra Greta Cajelli e Valentina Brivio, che metteranno in scena -sotto la regia di Delia Cajelli e in première europea- il monologo L’atroce notte…la tormentata storia d’amore tra Marta Abba e Luigi Pirandello di Stefano Milioto e l’atto unico Sogno (ma forse no) di Luigi Pirandello, spettacoli entrambi prodotti in occasione del 45° Convegno internazionale di studi pirandelliani, in programma il prossimo dicembre ad Agrigento. L’atroce notte…, in cartellone alle 17.30 di giovedì 23 ottobre presso l’Auditorium Maximum dell’Università Comenio, ripercorre gli undici anni di sodalizio artistico, ma soprattutto di amore tra Marta Abba e Luigi Pirandello, a cominciare dal loro primo incontro, avvenuto nella primavera del 1925 al teatro dell’Arte di Roma, per giungere alla morte del maestro siciliano. Sono anni, questi, caratterizzati da «un amore straziante, tormentoso, disperato, profondo», da un «amore sublimato per l’impossibilità di realizzare un legame che vibrava di pulsioni erotiche innegabili», dove un ruolo centrale assume la misteriosa «atroce notte passata a Como», che diede per sempre il carattere di rapporto inconcluso e senza sbocco all’amore tra l’attrice milanese e il drammaturgo dei Sei personaggi in cerca d’autore. La tematica amorosa fa da filo conduttore anche all’atto unico Sogno (ma forse no), in scena alle 17.30 di venerdì 24 ottobre al Centro convegni Družba. Il testo, tra i meno rappresentati del teatro pirandelliano, tratta, infatti, dell’incerto confine tra verità e finzione. E racconta, nel breve spazio di un sogno-incubo, la vicenda di una giovane e affascinante donna, che vive l’esito possibile cui l’affievolirsi del suo amore per l’attuale amante e la riscoperta della passione per l’antico amore, tornato ricco da lontani ed esotici Paesi, potrebbero condurla. «L’allestimento di Sogno (ma forse no) –spiega la regista Delia Cajelli- è stato affrontato con una tecnica cinematografica, mutuata dai noir tedeschi degli anni Trenta e, per la scena in cui la donna fedifraga sogna di essere strangolata dal suo compagno, dalla pellicola M, Il mostro di Dusseldorf dell’austriaco Fritz Lang. Accanto ai due personaggi pirandelliani, «la giovane signora» e «l’uomo in frak», è, dunque, in scena anche un’attrice che dà voce alle numerose e dettagliate annotazioni e didascalie che Luigi Pirandello ha inserito nel testo di Sogno (ma forse no), interpretando il ruolo della regista tedesca Leni Riefenstahl». 

Didascalie delle immagini 
[fig. 1] Gerry Franceschini ad Agrigento, durante uno spettacolo pirandelliano; [fig. 2] La regista Delia Cajelli con Enzo Lauretta, presidente del Centro nazionale studi pirandelliani di Agrigento. 

Informazioni utili 
Istituto Italiano di Cultura di Bratislava, Kapucínska 7 - 811 03 Bratislava (Slovacchia), tel. +421 2 59 30 71 11, fax +421 2 59 30 71 19, e-mail: iicbratislava@esteri.it. Sito web: www.iicbratislava.esteri.it.

martedì 7 ottobre 2008

Dalla mostra al museo: Milano celebra i miti del rock

Da Elvis Presley a Jimi Hendrix, da Jim Morrison ai Beatles, dai Rolling Stones a David Bowie, dai Sex Pistols a Madonna, dai Nirvana a Vasco Rossi: questi e molti altri saranno i protagonisti del nuovo Museo del rock, la cui apertura è prevista a Milano, negli spazi della Fabbrica del Vapore, in occasione dell’Expo 2015.
«Il progetto –ha spiegato il sindaco Letizia Moratti, in una conferenza stampa congiunta con Giovanni Terzi, assessore allo Sport e al Tempo libero, tenutasi in mattina a Palazzo Marino- verrà realizzato grazie alla generosità di Red Ronnie, che ha messo a disposizione la sua personale collezione di memorabilia, appartenute agli artisti che hanno segnato la storia della musica di tutti i tempi».
A lanciare l’iniziativa sarà Rock’n’Music Planet, la prima mostra in assoluto in Italia dedicata al rock’n’roll, cui farà da palcoscenico uno dei luoghi simbolo della città: piazza del Duomo. Qui, all’interno di una struttura di acciaio e vetro di 730 metri quadrati, sarà possibile ammirare –da sabato 18 ottobre a domenica 15 marzo 2009- una selezione della ricca collezione di Red Ronnie, la più importante in Europa del genere: strumenti musicali, locandine, autografi, poster, oggetti, foto, riviste d’epoca, interviste video, vestiti, ma anche scritti, poesie, pensieri di personaggi che hanno trasformato la musica in mito e che la musica ha fatto diventare leggenda. Nove le sezioni dell’esposizione, organizzata da Sicom eventi e promossa dall’assessorato allo Sport e Tempo libero con Alfa Romeo Mito, attraverso le quali sarà possibile ammirare tanti pezzi unici come le chitarre di Jimi Hendrix, George Harrison e Kurt Cobain, i testi di Jim Morrison, gli scritti di John Lennon, la batteria degli Animals o l’armonica di Bob Dylan. Un percorso, quello proposto a Milano e, poi, in tour per tutto il mondo fino all’avvio di Expo 2015, che passa anche attraverso l’impegno sociale di artisti come Bob Geldof e Luciano Pavarotti.
Ad arricchire l’esposizione -che racconta oltre cinquant’anni di emozioni, volti, suoni, look e stili di vita del rock mondiale, di quel fenomeno di musica e costume che "nacque" nel 1955 con il grande Chuck Berry- le opere luminose di Marco Lodola, artista neofuturista contemporaneo.
Cinque euro il costo del biglietto intero, tre del ridotto. Una politica, quella dei prezzi contenuti, che fa parte della finalità del progetto, improntato alla diffusione della storia del rock tra tutte le fasce d’età, soprattutto tra i giovanissimi. «Per questo motivo -ha spiegato il sindaco Letizia Moratti- l’esposizione di piazza del Duomo verrà a aperta agli studenti delle scuole medie e superiori della città, che tutte le mattine avranno la possibilità di visitarla, gratuitamente, e di ascoltare interessanti lezioni sul rock». Non solo: un euro sul biglietto a tariffa piena sarà devoluto alla Veneranda Fabbrica del Duomo per i lavori di conservazione e restauro della Cattedrale.
Rock’n’Music Planet sarà aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00. L’area comprenderà anche una zona a ingresso libero che includerà un Planet Store (in cui sarà possibile acquistare libri, cd, poster, biglietti per i concerti) e una riedizione del Roxy Bar, dove ascoltare musica dal vivo, ma anche consumare cibi e bevande ricercate.

Didascalie delle immagini
(fi. 1) Chitarra The African Axe, esemplare unico, con il corpo sagomato in mogano, autografata da: Stevie Wonder, Mark Knopfler, Gary Moore, Elton John, Eric Clapton, Def Leppard, Pete Townshend, Bryan Adams, Status Quo, David Gilmour, Phil Collins, Simply Red, Joe Satriani, Jeff beck, Jimmy Page, Sting e Bon Jovi. Il pezzo è stato venduto a favore della Sight Savers per raccogliere fondi per finanziare la lotta alla cecità del fiume in Africa occidentale; (fig. 2) Armonica Hohner Marine Band di Bob Dylan, autografata dall’artista; (fig. 3) Un’opera realizzata da Marco Lodola per la mostra Rock’n’Music Planet; (fig. 4) Contrabbasso classico Epiphone suonato da Bill Haley, nel 1951 circa, durante la registrazione originale della storica canzone.

Informazioni utili
Rock’n’Music Planet
. Piazza Duomo – Milano. Orari: tutti i giorni, 10.00-22.00. Ingresso: intero € 5.00, ridotto € 3.00. Informazioni: Sicom, tel. 02.43983255. Dal 18 ottobre al 15 marzo 2009.

Curiosando nel Web
La mostra sul sito del Comune di Milano

martedì 16 settembre 2008

«Who is Peggy?», una collezione di oggetti limited edition per la Guggenheim

Una mini-collezione di oggetti e accessori di uso quotidiano ispirata a Peggy Guggenheim, alle sue passioni, al suo amore per l’arte e alla sua originale visione di vita. Ecco Who is Peggy?, linea di oggetti disegnata dai giovani designer di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton, che ha sede a Treviso, nel complesso restaurato ed ampliato da Tadao Ando.
In occasione del sessantesimo anniversario della collezione Peggy Guggenheim a Venezia, i due store del prestigioso museo che s’affaccia sul Canal Grande, il più importante in Italia per l'arte europea ed americana della prima metà del ventesimo secolo, si dotano di una collezione limited edition suggerita dall'eccentrica e lungimirante collezionista americana, passata alla storia come una vera e propria talent-scout ante litteram per aver scoperto, creduto e sostenuto artisti del calibro di Picasso, Mondrian, Kandinsky, Dalì, Magritte e Pollock.
La collezione, in vendita da qualche giorno, è stata studiata da Marta Teixeira da Silva, Sam Baron, Valentina Carretta e Carine Damon, giovani designer che hanno fatto rivivere, con strumenti moderni come la computer grafica e altri più artistici come la serigrafia, il mondo di Peggy e tutto ciò che di lei è entrato nell’immaginario collettivo, dall'adorata macchina da scrivere, strumento di amicizie e amori epistolari, agli inconfondibili occhiali a farfalla, dagli innumerevoli cagnolini pechinesi alle foto in bianco e nero, con la Serenissima sullo sfondo. Ecco così allegri e colorati quaderni, in edizione numerata, con ritratti in movimento della collezionista americana, a sottolineare il suo desiderio di esplorare forme d’arte sempre nuove, ma anche due divertenti ciotole in ceramica per i propri «amici a quattro zampe» e borse con serigrafie fucsia che ci restituiscono alcuni momenti della vita di Peggy. Imperdibile, infine, la spiritosa ed elegante macchina da scrivere-contenitore, che può anche trasformarsi in uno scrigno segreto.

Didascalie delle immagini
[fig. 1] Who is Peggy?, photo by Fabrica; [fig. 2] Fabrica Design Team, photo by Gustavo Millon/Fabrica; [fig. 3] Typewriter; photo by Gustavo Millon/Fabrica.


Informazioni utili
Who is Peggy?
Collezione Peggy Guggenheim - Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro, 701 -Venezia. Informazioni: Museum Shop (Roque Luna / Roberta Chiarotto / Mattia Talli), tel. 041.2405422/432/410, fax 041.5203491, e-mail: shop@guggenheim-venice.it. Sito web: www.guggenheim-venice.it.

Curiosando nel Web
www.guggenheim-venice.it
www.fabrica.it