ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

mercoledì 15 luglio 2015

Da Ligabue a Piazzola: «Invito alla danza» compie venticinque anni

Sarà la Nueva Compañia de Tango Argentino ad aprire la venticinquesima edizione di «Invito alla danza», la più antica manifestazione romana dedicata all'arte coreutica che, quest'anno, riconquista il suo spazio storico: il teatro di Villa Pamphilj.
Giovedì 16 luglio, alle ore 21.30, i ballerini Neri Piliu e Yanina Quinoñes porteranno il pubblico alla scoperta delle atmosfere sensuali di una milonga argentina con lo spettacolo «El ultimo tango», dedicato alla musica di Astor Piazzolla nella mirabile esecuzione dall’Orquestra Minimal Flores del Alma, nata da alcuni componenti della compagnia che per oltre tredici anni si è esibita con Milva nel suo spettacolo sul musicista sudamericano.
L'intensità del ballo e le note struggenti del suo accompagnamento musicale porteranno il pubblico, attraverso un flusso costante di emozioni, alla scoperta del maestro di Mar del Plata nei vari momenti della sua vita: «come direttore di un’orchestra tipica, -si legge nella nota di presentazione- come compositore, come autore di colonne sonore da film e, infine, come autore di alcune fra le più belle pagine del secondo Novecento». Parallela si svilupperà, inoltre, una storia liberamente tratta dal film «L’ultimo tango a Parigi» di Bernardo Bertolucci.
Il viaggio tra danze folkoristiche-popolari e di carattere, stili che da sempre interagiscono nel cartellone della rassegna romana, proseguirà martedì 21 luglio, sempre alle ore 21.30, con una prima assoluta: lo spettacolo «L’ultimo rifugio», realizzato in collaborazione con la compagnia Egri Bianco Danza e il sito archeologico museale del Bunker del Soratte, nascondiglio dell’Alto comando tedesco nel 1943 e riparo antiatomico negli anni Settanta, nel periodo della Guerra fredda, per volere del Governo italiano.
Il progetto, per le coreografie di Raphael Bianco, unisce musica live, testo recitato, filmati d’epoca e un video multimediale del regista Stefano Rogliatti per raccontare la storia di un luogo, ancora poco conosciuto, che è stato testimone di sofferenza, strategie militari e scenari apocalittici, ma che ha anche “respirato” timori e speranze di persone lontane nel tempo, ma vicine nella loro incapacità di capire la violenza e il male.
Due giorni dopo, giovedì 23 luglio, i riflettori saranno, invece, puntati sulla compagnia Aterballetto che porterà in scena lo spettacolo «Certe notti», per la coreografia di Mauro Bigonzetti su musiche e poesia di Luciano Ligabue. Anche in questo caso la danza incontrerà la musica e la video-arte per proporre al pubblico «un cammino attraverso la notte -si legge nella nota di presentazione- intesa non come un’oscurità reale e mentale, ma come rigeneratrice di una realtà intima personale, come il buio che precede l’apertura di un sipario, momento magico che ci sospende e ci spinge entro il luogo in cui il reale e il consueto si trasformano».
Quest'anno «Invito alla danza» incontrerà anche un nuovo genere teatrale: momenti di clownerie, cabaret, street-dance, mimo e proiezioni video si mescoleranno, infatti, nello spettacolo «Scotch im-BALLATI vivi», in programma a Villa Pamphilj martedì 28 e mercoledì 29 luglio. I Bandits, una crew di breakdance fra le più affermate a livello nazionale ed europeo, e i Falappa Project coinvolgeranno il pubblico in un vero e proprio happening comico surreale: «in un mondo dove tutto ormai sta andando in pezzi, tre uomini visionari -si legge nella presentazione dello spettacolo- cercheranno di trovare una risposta al problema testando le soluzioni più disparate, ma alla fine scopriranno e cercheranno di far capire che basta poco per aggiustare le cose: pezzi di scotch comico al posto giusto e un po’ di fantasia possono tenere unito il mondo e a far tornare il sorriso».
La rassegna romana guarda anche alla tradizione. Venerdì 31 luglio andrà in scena la serata di gala «Giuseppe Picone e i grandi della danza» che vedrà sul palco l’étoile partenopea con colleghi del calibro di Liudmilla Konovalova dell’Opera di Vienna, Nicolai Gorodiskii del teatro Colon di Buenos Aires, Ana Sophia Scheller del New York City Ballet, Sara Renda del Balletto di Bordeaux, Kateryna Kukhar e Alexander Stoyanov del teatro dell’Opera di Kiev, Avetik Karapetyan del Balletto di Toulouse.
Chiude il cartellone della rassegna, proposta nell’ambito dell’«Estate romana», la Spellbound Contemporary Ballet che, nella serata di lunedì 3 agosto, proporrà tre creazioni del suo coreografo Mauro Astolfi: «Small Crime», un duetto che evidenzia la conflittualità che spesso emerge nella coppia; «She is on the ground», performance ironica ed inconsueta per le corde del coreografo che sottolinea, divertito, il gran lavoro che gli uomini a volte devono fare per conquistare le donne; la seconda parte dello spettacolo «Dare», novità del 2015.
Nel frattempo, è già in fase di studio il cartellone autunnale, con date ancora da definire. Due i progetti in agenda, realizzati in collaborazione con l’Accademia nazionale di danza. Il primo, «Formidabili quegli anni», ricostruisce le performance dei grandi coreografi che hanno introdotto in Italia, e a Roma in particolare, la modern dance americana (Elsa Piperno, Joseph Fontano e Nicoletta Giavotto), diventando riferimento per la conoscenza e la diffusione di linguaggi fondamentali come la tecnica Graham, Limòn e Cunningham. Il secondo, «Trenta è bello», si propone, invece, di promuovere i giovani coreografi e di rinverdire la danza degli anni a venire.
Dunque, un giro di boa, questo venticinquesimo di «Invito alla danza», che conferma la passione, la determinazione e la qualità di una proposta articolata e sempre attenta ai nuovi linguaggi della contemporaneità. Marina Michetti, direttrice artistica della rassegna, così ricorda il passato di una manifestazione che ha sempre guardato al futuro: «la freschezza, l’entusiasmo, l’ingenuità degli esordi hanno negli anni ceduto il passo ad una volontà ferrea e ad una professionalità a volte esasperata, grazie alla quale però siamo cresciuti e andati avanti. Grandi però le soddisfazioni, il piacere insostituibile di aver realizzato nella maggioranza dei casi qualcosa di bello o di unico, confortante l’accoglienza e la richiesta del pubblico. In tutti questi anni di lavoro non ci siamo mai allontanati dai nostri obiettivi: dare pari dignità ai diversi stili di danza, presentare nuove proposte, artisti e compagnie esordienti nel nostro Paese, senza dimenticare i grandi eventi. In altre parole creare una cultura della danza».
Didascalie delle immagini 
[Fig. 1] Una scena dello spettacolo «Certe notti» con la Compagnia Aterballetto; [fig. 2] Una scena di uno spettacolo della Compagnia Egri Bianco Danza; [fig. 3] Vista del Bunker del Soratte (S. Oreste); [fig. 4] Una scena di uno spettacolo del trio Falappa Project; [fig. 5] Ana Sophia Scheller del New York City Ballet, tra i protagonisti della serata di Gala del 31 luglio 2015; [fig. 6] La crew dei Bandits 

Informazioni utili 
«Invito alla danza». Teatro villa Pamphilj, via di San Pancrazio, 10 – Roma. Il calendario in sintesi: 16/07/15: Nueva compania de tango argentino, «El ultimo tango»; 21/07/15: Compagnia Egri Bianco Danza, «L’ultimo rifugio» - Prima assoluta; 23/07/15: Compagnia Aterballetto, «Certe notti»; 26/07/15: Compagnia Egri Bianco Danza, «L’ultimo rifugio» presso Bunker del Soratte (S. Oreste); 28/07/15 e 29/07/15: Falappa Project e Bandits Crew, «Scotch Im-Ballati vivi» - Prima assoluta; 31/07/15: Gala internazionale «Giuseppe Picone e i grandi della danza»; 03/08/15: Spellbound Contemporary Ballet, «Serata Spellbound». Orari: inizio spettacoli, ore 21.30. Ingresso: da € 15,00 a € 23,00 (posti numerati). Informazioni: tel. 06.39738323 o info@invitoalladanza.it. Sito internet: www.invitoalladanza.it. Dal 16 luglio al 3 agosto 2015.

martedì 14 luglio 2015

«Leonardo non era vegetariano». Con Maschietto editore alla tavola del maestro toscano

«Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l'uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto»: è stata questa affermazione a far inserire, per lungo tempo, Leonardo da Vinci tra i vegetariani convinti. In occasione di Expo Milano 2015, il mito, uno dei tanti legati alla figura del genio toscano, viene sfatato grazie a una ricerca di Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato pubblicata dalla casa editrice fiorentina Maschietto in una duplice edizione, inglese e italiana, la cui prefazione porta la firma di Oscar Farinetti, fondatore e ideatore di Eataly.
Il volume, intitolato «Leonardo non era vegetariano», non solo smentisce una leggenda tramandata mal interpretando le fonti antiche, a partire dal libro «Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori» di Giorgio Vasari nel quale si parlava dell’amore del maestro per gli animali, ma offre anche una rilettura, in chiave contemporanea, della cucina leonardesca attraverso quindici ricette ideate dallo chef Enrico Panero a partire dalle liste della spesa redatte dall’artista di suo pugno in occasione di cerimonie e banchetti, momenti conviviali nei quali abbondavano carne e pesce.
Ecco così nascere manicaretti come le sfere di gamberi rossi con burrata, albicocche e menta, il risotto alla lattuga con crudo di pesce e il petto di piccione con le more raccontati nel volume, in libreria dallo scorso 8 luglio, grazie alla presentazione di Annamaria Tossani e alle fotografie di Yari Marcelli. Il libro tratteggia, dunque, un ritratto inedito del maestro toscano -illustrato da opere, disegni e documenti, compresi materiali inediti o poco noti- e, allo stesso tempo, si configura come un vero e proprio manuale di cucina contemporanea, con ricette sfiziose alla portata di tutti, illustrate fotograficamente in ogni fase di preparazione.
Le due anime del libro -storico/artistica e culinaria- sono armonizzate grazie agli interventi del gastronauta Davide Paolini, che introduce le tappe di un viaggio tra i luoghi, le opere e i sapori delle terre vinciane, soffermandosi sulle nuove invenzioni culinarie di Enrico Panero. Ad arricchire il volume, che presenta anche un glossario con gli ingredienti usati e una cronologia leonardesca, c’è, inoltre, un saggio sul Cenacolo milanese di Cristina Acidini, tra le massime studiose al mondo dell’opera leonardesca.
«Leonardo non era vegetariano» getta così nuova luce su uno dei miti più grandi di tutti i tempi, mostrando come la passione e il genio dell’artista toscano si siano dedicati anche ai temi del cibo, della cucina, dell’alimentazione, tanto da poter ravvisare in contributi di varia natura riferimenti importanti per la definizione della moderna cultura gastronomica e culinaria. Non mancano, per esempio, studi di strani marchingegni per il girarrosto e degli effetti del calore sulle pietanze.
«Maestro di feste, cerimonie e banchetti a Firenze, Milano e Amboise, Leonardo –si legge nella presentazione di Maschietto editore- studiò le materie prime, inventò macchine e utensili, ragionò sulle caratteristiche dei territori di produzione, codificò disciplinari di prodotti come l’olio, il pane e il vino, esplorò le proprietà degli alimenti in relazione alla salute del corpo, scrisse favole, ‘profezie’, indovinelli e rebus ispirati al tema del cibo, realizzò straordinari disegni di macchine innovative per la produzione. E ovviamente il cibo è rappresentato in alcuni suoi dipinti, a partire dal Cenacolo milanese, che senza dubbio è la mensa più famosa del mondo».

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Cover del libro «Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero»; [fig. 2] Una ricetta di Enrico Panero ispirata a Leonardo da Vinci; [fig. 3] Alessandro Vezzosi del Museo ideale Leonardo da Vinci, tra gli autori del libro  «Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero»; [fig. 4] Lo chef Enrico Panero

Informazioni utili 
AA.VV., «Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero». Maschietto editore, Firenze 2015. Dati tecnici: formato cm 20x24, pagine 192, copertina brossura con bandelle, doppia edizione italiano e inglese - ISBN italiano: 978-88-6394-100-5; ISBN inglese: 978-88-6394-101-2. Prezzo di copertina: € 19,00. Informazioni utili: Maschietto editore, via del Rosso Fiorentino, 2 D - 50142 Firenze, tel./fax 055.701111. Sito internet: www.maschiettoeditore.com





lunedì 29 giugno 2015

Cristina Morganti su Rai5 con il suo «Jessica and me»

È un anno di grandi soddisfazioni per Cristina Morganti, storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, che ha preso parte, con la compagnia tedesca, anche ai film «Parla con lei» (2001) di Pedro Almodovar e «Pina» (2011) di Wim Wenders.
Giovedì 9 luglio, alle ore 22.20, il nuovo spettacolo della danzatrice toscana, intitolato «Jessica and me», sarà trasmesso su Rai5, per la regia televisiva di Felice Cappa, prima di partire per una lunga tournée che toccherà alcune tra le più importanti città del territorio italiano, da Catania a Cagliari, da Venezia a Vicenza, senza dimenticare Genova, dove Cristina Morganti sarà in scena giovedì 22 e venerdì 23 ottobre all’Archivolto.
«Jessica and me», secondo solo dell’artista dopo «Moving with Pina» del 2010, è stato presentato in anteprima alla passata edizione del «Festival Aperto» della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, per poi toccare le piazze di Rimini, Modena, Perugia, Roma, Piacenza, Civitanova Marche e Torino, registrando sempre un grande successo di pubblico e stampa, coronato lo scorso gennaio anche dalla vittoria del premio «Danza&Danza 2014» che ha visto Maria Luisa Buzzi, Rossella Battisti, Valentina Bonelli, Elisabetta Ceron, Francesca Pedroni, Silvia Poletti, Ermanno Romanelli e Sergio Trombetta assegnare a Cristina Morganti il riconoscimento per la migliore interprete/coreografa.
In attesa di rivedere lo spettacolo dal vivo, Rai5 offrirà più di un’occasione per godere della visione di «Jessica and me». Dopo la prima televisiva del 9 luglio, sono, infatti, previste repliche l’11 luglio, alle ore 12.45, il 12 luglio, alle ore 19, e il 16 luglio, alle 15.30.
L’evento vede il coinvolgimento di numerose persone: Felice Cappa firma la regia televisiva, Luciano Cricelli la direzione della fotografia, Claudio Barca il montaggio, Flavio Renna la direzione di produzione, Elena Beccalli la produzione esecutiva Rai5, Edoardo Fioravanti la produzione esecutiva Rai Com, Giovanna Facciuto l’assistenza alla regia.
«Jessica and me» è una riflessione danzata e finemente ironica sul particolare percorso artistico di Cristiana Morganti, dagli studi di danza classica al lavoro con Pina Bausch. Questo secondo solo di cui la danzatrice firma idea, coreografia e interpretazione -con la collaborazione artistica di Gloria Paris, il disegno luci di Laurent P. Berger, i video di Connie Prantera e la consulenza musicale di Kenji Takagi - è concepito dall’artista partendo da alcune domande cruciali, non solo in campo artistico e non solo per il suo percorso professionale, domande che affrontano il delicato tema della memoria, delle radici e delle eredità: «lei vuole che io danzi, oppure vuole che io parli?». Da questo primo quesito che Cristiana Morganti rivolge ad uno spettatore, se ne aprono a catena svariati altri. Come gestire l’influenza artistica di un grande maestro? Come non cedere alla consuetudine di una certa estetica? Come rielaborare un passato di studi di danza classica lavorando a Wuppertal? In «Jessica and me», Cristiana Morganti, giunta a un momento importante del suo percorso, si ferma anche a pensare al rapporto con il proprio corpo e con la danza, al significato dello stare in scena, al senso dell’«altro da sé» che implica il fare teatro. Ne risulta una sorta di autoritratto idealmente a due voci («Jessica and me», appunto) di efficace e spiazzante ironia, dove Cristiana rivela ciò che accade nel backstage del suo percorso professionale. Un puzzle di gesti, ombre, muscoli, tenacia, spavalderia e timidezza.
Tra i progetti che l’artista ha in cantiere in questi giorni si segnala, inoltre, un workshop per attori e danzatori dal titolo «Teatro per la danza/Danza per il teatro», in programma dal 2 al 5 luglio al Funaro di Pistoia. Nel corso dei quattro giorni, che vedrà anche la partecipazione di Kenji Takagi, danzatore della TW Pina Bausch e vincitore nel 2008 del prestigioso premio teatrale tedesco «Der Faust», verrà svolto un lavoro attento ed accurato sulle qualità del movimento, sulla presenza scenica, sul potere evocativo del gesto eseguito con precisione e giusta tensione emotiva. L’obiettivo è rivelare ai partecipanti qualità personali a loro sconosciute.

Vedi anche
Cristina Morganti debutta con «Jessica and me»

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] «Jessica and me». Foto di Claudia Kempf; [fig. 2] «Jessica and me». Foto di Virginia Khan

Informazioni utili 
 «Jessica and me». Creazione, direzione, coreografia e interpretazione Cristiana Morganti, collaborazione artistica Gloria Paris, disegno luci Laurent P. Berger, video Connie Prantera, consulenza musicale Kenji Takagi, editing musica Bernd Kirchhoefer, direttore tecnico Jacopo Pantani, suono Simone Mancini. Produzione il Funaro – Pistoia, in coproduzione con Fondazione I Teatri - Reggio Emilia. Durata: 70 minuti senza intervallo. Versione televisiva dello spettacolo: Una produzione Rai Cultura, regia di Felice Cappa, direttore della fotografia Luciano Cricelli, montaggio Claudio Barca, direzione di produzione Flavio Renna, produzione esecutiva RAI5 Elena Beccalli, produzione esecutiva Rai Com Edoardo Fioravanti, assistenza alla regia Giovanna Facciuto. Quando: in onda su Rai 5 il 9 luglio alle ore 22.20 e in replica l’11 luglio, alle ore 12.45, il 12 luglio, alle ore 19 e il 16 luglio, alle ore 15.30. Informazioni: Il Funaro centro culturale, via del Funaro, 16/18 – Pistoia, tel. 0573.976853, e-mail info@ilfunaro.org. Sito web: www.ilfunaro.org.