L’esposizione, che ripercorre il vissuto creativo della stilista francese a partire dal suo amore per i libri, fa parte di un ben più ampio progetto espositivo che, a partire dal 2007, ha toccato le città di Mosca, Shanghai, Pechino, Canton, Parigi e Seul raccontando, ogni volta da una prospettiva inedita e sorprendente, la vita di mademoiselle Chanel, una delle donne più affascinanti del XX secolo.

Nell’appartamento della stilista al 31 di rue Cambon, di fronte agli scaffali di libri, si trovano le iscrizioni dei pannelli di lacca di Coromandel, presenza rassicurante degli scritti che la accompagnano e le rivelano ciò che può significare la costruzione della propria opera. È, infatti, nel silenzio della lettura che Coco Chanel apre gli occhi sul mondo e questo le permette, al contempo, di fuggire da esso, di sognare il suo destino, di costruire se stessa trovando nelle opere, gelosamente custodite, la forza e i mezzi per scrivere la propria leggenda
Dalla solitudine degli anni trascorsi nell’orfanotrofio di Aubazine fino alla fine dei suoi giorni, i libri e i loro autori guidano la traiettoria di Gabrielle Chanel, nutrono il suo immaginario, rispondono al suo bisogno di una ricerca mistica dell’invisibile e, soprattutto, le mostrano come iscrivere nel tempo la propria visione del mondo.

Questa diversità le permette di trovare nella sua scrittura - quella della moda- una modernità che sfida la propria temporalità e si proietta ben oltre.
È a Venezia, uno dei principali luoghi d’ispirazione di Gabrielle Chanel, che il pubblico scoprirà per la prima volta la sua biblioteca. Attorno a questo nucleo centrale, la mostra gioca sulle analogie, le corrispondenze visive che mettono in luce da una prospettiva contemporanea la relazione di Chanel con i libri e la scrittura, in particolare quella poetica, che trova degli echi nella concezione della sua creazione. Dediche, archivi, fotografie, quadri, disegni si mescolano con un vestiario di creazioni di moda che svelano, al pari di una biblioteca, il vocabolario estetico di Gabrielle Chanel, il suo gusto per il classicismo e per il barocco, l’amore per la Russia e per gli ori di Venezia.
Oggetti d’arte provenienti dal suo appartamento parigino sono esposti, per la prima volta, insieme a gioielli e a profumi. Trecentocinquanta manufatti ricostruiscono così il ritratto intimo di una creatrice che ha saputo fare della propria vita una leggenda, o meglio una storia da romanzo.
Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Douglas Kirkland, Ritratto di Gabrielle Chanel sul suo divano, mentre guarda la sua biblioteca, luglio 1962. Fotografia. Collezione Douglas Kirkland, Los Angeles. © Douglas Kirkland; [fig. 2] Jean Moral, Gabrielle Chanel sul suo divano in daino beige dai cuscini imbottiti, 1937. Fotografia. Collezione privata. © Photo Jean Moral/Brigitte Moral; [fig. 3] Thierry Depagne, Biblioteca di Gabrielle Chanel, 2013. Fotografia. Collezione Patrimonio di Chanel, Parigi. © Thierry Depagne; [fig. 4] Jean Cocteau, Coco Chanel, circa 1930. Disegno a matita, 48x32,5 cm. Collezione Stéphane Dermit, deposito presso la casa Jean Cocteau, Milly-la-Forêt. © ADAGP Paris, 2016. Con la gentile autorizzazione di Pierre Berger, Presidente del Comitato Jean Cocteau
Informazioni utili
«Culture Chanel. La donna che legge». Ca’ Pesaro - Galleria internazionale d’arte moderna, Santa Croce 2076 - Venezia. Orari: martedì-domenica, ore 10.00–18.00, chiuso il lunedì. Ingresso: intero € 10,00, ridotto € 7,50. Informazioni: info@fmcvenezia.it, call center 848082000 (dall’Italia), +3904142730892 (dall’estero). Sito internet: www.capesaro.visitmuve.it. Fino all' 8 gennaio 2017.
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