Sono questi gli anni in cui vengono inventate l’illuminazione elettrica, il telefono, la radio, il processo chimico della pastorizzazione, il vaccino per la tubercolosi e i raggi X.
Gli Stati fanno a gara tra di loro nell’organizzare sontuose Esposizioni internazionali per mostrare le nuove meraviglie dell’evoluzione tecnologica; per queste occasioni vengono costruiti la Torre Eiffel a Parigi, il Crystal Palace a Londra, la Fiera a Milano.
Un vento di progresso spira anche nel mondo dell’arte. In tutta Europa è il trionfo dell’Art Nouveau (il Liberty italiano) con la sua eleganza e il suo stile floreale.
Compaiono anche nuove forme di intrattenimento come il cinema, il cabaret e gli spettacoli di illusionismo. Le persone, poi, si ritrovano nei cafè-concerto e nel più famoso di tutti, il Moulin Rouge, si balla una danza nuova, lo sfrenato e coinvolgente can-can, che Toulouse Lautrec consegna all’eternità in una serie di iconici dipinti e disegni.

Indiscusse protagoniste di questa stagione dal fascino unico sono le donne. Ammiccanti e maliziose, eteree e aristocratiche, sensuali o raffinate, fatali o perse nei propri pensieri, si fanno immortalare seminude o avvolte in abiti fruscianti, con ventagli piumati e grandi cappelli, da pittori del tempo come Giovanni Boldini e Giuseppe De Nittis, Edgar Degas e Auguste Renoir.
Il tutto concorre a creare il mito di una stagione destinata a scomparire sotto le bombe della Prima guerra mondiale, ma capace di affascinarci ancora oggi -forse soprattutto oggi- con la sua bellezza, la sua energia creativa, la sua gioia di vivere, la sua incondizionata fiducia nel futuro.
A questo momento storico «senza sangue, senza vincitori né vinti» guarda la mostra estiva del Museo delle dogane svizzero, allestito all’interno di una vecchia caserma a Cantine di Gandria, sulle rive del Ceresio, a pochi metri dal confine italiano, ma raggiungibile unicamente in battello da Lugano.

Nacquero proprio allora le prime mete turistiche in senso moderno, spesso termali o balneari, come la Costa Azzurra, il Lido di Venezia, Sanremo, Portofino, Recoaro Terme.
Ma anche gli specchi lacustri attirarono i nuovi turisti e così il Lago Maggiore, il Lago di Como e la città di Lugano, con la sua funicolare e i suoi hotel, fecero a gara per apparire sui manifesti pubblicitari dell’epoca.
La cartellonistica, in grande formato e a colori, aveva appena fatto la sua comparsa a Parigi con Jules Cheret ed Henri de Toulouse Lautrec, per poi diffondersi in tutta Europa.
Grandi, colorati, sfavillanti, i poster erano vere e proprie opere d’arte, nate con l’intento di pubblicizzare i primi brand o gli status symbol di un nascente stile di vita, e la vacanza era uno di questi, con immagini da sogno dalla linea sinuosa e dal colore piatto e uniforme.

A completare l’allestimento, visibile fino al prossimo 18 ottobre, sono alcuni arredi e strumenti di battelli d’epoca, messi a disposizione dalla Società di navigazione del Lago di Lugano: vestigie di un’epoca in cui si viaggiava tra le città del lago su veri e propri palace naviganti, con i loro salotti riccamente arredati e ornati di eleganti figure a prua e a poppa. Quello che ci appare davanti agli occhi è così un mondo perduto, frivolo e appariscente, in cui il superfluo era necessario come un respiro, la gioia di vivere era uno stile di vita. (Annamaria Sigalotti)
Informazioni utili
Belle Époque .Museo delle dogane svizzero - Lugano (Cantine di Gandria). Orari: dalle 12:00 alle 16:00. Ingresso: adulti (>16 anni) CHF 5.00, ragazzi (6-15 anni) CHF 2.50, bambin: gratuito. Informazioni:+41(0)79.5129907, museodogane@lugano.ch. Sito internet: www.museodogane.ch. Note: Il Museo è raggiungibile unicamente in battello (fermate: «Museo doganale» o «Cantine di Gandria» (a 5 minuti a piedi dal Museo) | Misure anti-Covid-19: Il numero di visitatori ammessi contemporaneamente all’interno del Museo è limitato. Per facilitare la gestione degli accessi, i visitatori sono pregati di procurarsi i biglietti d’entrata al Museo prima di salire sul battello, alle casse degli imbarcaderi di Lugano-Centrale e Paradiso della Società Navigazione Lago di Lugano. I visitatori che si presentano al Museo senza biglietto, potrebbero dover pazientare prima di entrare. Fino al 31 ottobre 2020
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