ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

mercoledì 7 luglio 2021

Da Shakespeare a Goldoni, ecco i protagonisti dell’Estate teatrale veronese

Era il 1948 quando debuttava l’Estate teatrale veronese, voluta dall’Amministrazione comunale di allora per rendere omaggio a William Shakespeare e sottolinearne il legame con la città scaligera, presente in «Romeo e Giulietta», ne «La Bisbetica domata» e ne« I due gentiluomini di Verona». L’appuntamento, realizzato con Arteven e sostenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e dalla Regione Veneto, è giunto quest’anno alla sua settantatreesima edizione. Al teatro Romano, sede storica del festival, si affiancano quest’anno altri inusuali e suggestivi palcoscenici: il Chiostro di Santa Eufemia e Forte Gisella, oltre a due prestigiose sedi museali quali il Museo lapidario maffeiano e il Museo degli affreschi - Tomba di Giulietta.
Dopo il debutto dello scorso 2 luglio con Paolo Rossi e il suo «Amleto», il festival proseguirà, nelle serate dell’8 e 9 luglio, con lo spettacolo «Sogno di una notte di mezza estate», per la regia di Giorgio Sangati e con Luciano Roman, Sandra Toffolatti e Valerio Mazzuccato: un vero e proprio teorema sull’amore, ma anche sul nonsense della vita degli uomini, che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni.
Il festival ha, poi, in programma per la serata di lunedì 12 luglio un’altra prima nazionale: «Il mistero di Amleto», diretto da Fabrizio Arcuri. Si tratta di un esperimento scenico che parte da un capolavoro del cinema muto, «Hamlet» di Svend Gade e Heinz Schall, pellicola tedesca del 1921 recentemente riscoperta e restaurata nella sua versione originale con la magnetica Asta Nielsen, che sullo schermo presta il volto a un intenso e modernissimo «Amleto», basandosi non soltanto sul testo shakespeariano, ma anche sull’omonima novella del professor Edward P. Vining, di cui negli anni ’20 del ‘900 si parlò molto. A fare da didascalia a tutto il film, come voce recitante e «rumorista d’eccezione», ci sarà l’attore Filippo Nigro, accompagnato da una colonna sonora live affidata a un ensemble d’eccezione composta da Stefano Pilia, Roberta Sammarelli, Marcello Batelli, Kole Laca e Giulio Ragno Favero, musicisti di band italiane come gli Afterhours, Teatro degli Orrori, Verdena e Bachi da pietra.
La programmazione prevede, quindi, un evento promosso in occasione dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri: una nuova versione di «Dantexperience», con la Budapest Mav Symphony Orchestra, diretta da Vittorio Bresciani, che eseguirà la «Dante Simphony» di Liszt, accompagnata dalla voce di Alessandro Preziosi, che reciterà brani dall’«Inferno» e dal «Purgatorio», e dalle illustrazioni di Gustave Dorè. L’appuntamento, in prima nazionale, è fissato per la sera del 16 luglio.
Al teatro Romano andranno, poi, in scena anche Serena Sinigaglia con la sua compagnia Ater ne «Le allegre comari di Windsor» (20 luglio), Alessandro Preziosi alle prese con un «Otello» (26 luglio) visto dalla parte di Cassio, e Giulio Scarpati, diretto da Eugenio Allegri, nell’allestimento, in prima nazionale, de «Il teatro comico» di Carlo Goldoni (24 agosto). In un periodo critico come quello che stiamo attraversando, la scelta di questo testo metateatrale, in cui emergono gli intenti della riforma goldoniana, è nata con l’intento – si legge nella presentazione - di proporre «una riflessione sul mestiere dell’attore e sulle sue difficoltà, sul teatro e sulle sue poetiche».
Nel giardino del Museo lapidario maffeiano saranno, invece, in scena un’originale riscrittura per attori e burattini di «Titus» (dal 22 al 25 luglio), con Bob Marchese, e «Shakespearology» (26 luglio), spettacolo di Sotterraneo che darà la parola al Bardo in persona.
Tra gli appuntamenti in agenda c’è anche «Settembre classico», sezione della programmazione dedicata al teatro greco e romano, che si compone di quattro spettacoli. In programma ci sono la riscrittura del mito di Cassandra con Sonia Bergamasco, diretta dal geniale regista belga Jan Fabre, in «Resurrexit Cassandra» (7 e 8 settembre), e «Ifigenia #generazionesacrificio», (1° settembre), momento conclusivo di un progetto formativo che coinvolge un gruppo di giovani del territorio, diretti dalle registe Silvia Masotti e Camilla Zorzi e arricchito dalle raffinate immagini della pluripremiata compagnia Anagoor. Ci sarà spazio anche per la commedia «Gli uccelli» (27 agosto) di Aristofane, nell’allestimento della Compagnia Mitmacher e con la partecipazione straordinaria di Paolo Calabresi, e per l’«Aulularia» (9 e 10 settembre) di Plauto, interpretata da Ettore Bassi. Conclude la programmazione teatrale di questo segmento della rassegna una versione di «Edipo in Virtual Reality» (dal 7 all’11 settembre), un’esperienza unica nel rapporto tra arte e tecnologia realizzata dalla compagnia Fucina culturale Machiavelli, in programma al Museo degli affreschi -Tomba di Giulietta.
Chiude la programmazione «Verona in danza», che presenta un programma dedicato all’arte coreutica nelle sue varie declinazioni, rilette e interpretate con un gusto dichiaratamente contemporaneo. Si comincia con un tributo ai Balletti russi proposto da Daniele Cipriani in «Soirée Russe» (30 luglio). Lo spettacolo spazia dal «Prélude à l’après midi d’un faune» di Amedeo Amodio, su musiche di Debussy, a «Le Spectre de la Rose» di Giorgio Mancini, da «L’Uccello di Fuoco» di Marco Goecke, su musiche di Stravinskij, a «La Sagra della Primavera» di Uwe Scholz, per concludere con la «Suite Italienne» da Pulcinella. Sul palco ci saranno Sasha Riva e Simone Repele.
Si prosegue con il repertorio classico rappresentato da «La Bayadere» (5 agosto), rilettura creata dal pluripremiato coreografo Michele Di Stefano per il Nuovo Balletto di Toscana, e da «Coppelia» (10 agosto) della compagnia Ersiliadanza. Ancora ispirazioni classiche sono quelle che hanno portato Silvia Gribaudi a confrontarsi con il mito delle tre Grazie in «Graces» (7 agosto). Mentre i temi del contemporaneo verranno indagati da due coreografi veronesi. Da un lato c’è l’energia materica di Chiara Frigo per Zebra in «Flight Or Fly» (3 agosto), dall’altro le eteree visioni di Cristiano Fagioli per RBR Dance Company in «Boomerang» (12 agosto). Il festival si connetterà, infine, con altri cartelloni inseriti nella sezione «Intrecci di programmazione»: al teatro Romano ci saranno Il Festival della bellezza, a cura di Idem, e Venerazioni, per l’organizzazione di Boxofficelive, al Chiostro di Santa Eufemia InChiostro Vivo, a cura di Alice, a Forte Gisella La città dei ragazzi, promosso dalla Fondazione Aida, al Teatro Laboratorio il Fringe Festival. Un cartellone, dunque, ricco che conferma Verona come un punto di riferimento nel panorama culturale nazionale.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Logo dell'Estate teatrale veronese 2021; [fig. 2] «Le allegre comari di Windsor», con la compagnia Ater; [fig. 3] Filippo Nigro; [fig. 4] Una scena dello spettacolo  «Il mistero di Amleto», diretto da Fabrizio Arcuri; [fig. 5] Giulio Scarpati ne  «Il teatro comico» di Carlo Goldoni. Foto Prova; [fig. 6] «Bayadere» del Nuovo Balletto di Toscana

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