ISSN 1974-4455 (codice International Standard Serial Number attribuito il 7 marzo 2008) | Info: foglidarte@gmail.com

giovedì 8 luglio 2021

Dante, Camille Saint-Saëns e Astor Piazzolla: anniversari in musica sul Lago di Como. A Tramezzina ritorna il LacMus Festival

Si apre con un omaggio a Dante Alighieri, in occasione dei settecento anni dalla morte, la quinta edizione del LacMus Festival, la grande rassegna internazionale di musica in programma dall’8 al 18 luglio a Tremezzina, sul Lago di Como. Nel giorno di apertura del sipario, a partire dalle ore 11, Villa Carlotta farà da scenario a una maratona pianistica dal titolo «Angeli e demoni». Protagonisti dei primi due concerti, in programma alle ore 11 e alle ore 18, saranno i giovani artisti della Queen Elizabeth Music Chapel del Belgio, mentre in serata, dalle ore 21, sarà possibile ascoltare il pianista americano Andrew von Oeyen. Per l’occasione verrà rinnovata la «silent wi-fi experience» che l’anno scorso ha riscosso grande entusiasmo da parte del pubblico: i concerti saranno ascoltabili in parte dal vivo, seduti di fronte ai musicisti, e in parte in cuffia wi-fi, visitando contemporaneamente il giardino botanico o le sale del museo, all’interno del quale si trovano opere come l’«Ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo» di Francesco Hayez del 1823 o «La speziera di un chiostro» di Giovanni Migliara, sempre del 1823, ma anche la «Maddalena penitente» (1794-1796) di Antonio Canova e il gruppo scultoreo «Amore e psiche» (1819-1824) di Adamo Tandolini
 L’omaggio al padre della «Divina Commedia» si rinnoverà con il recital pianistico «Après une lecture du Dante» di Louis Lortie, in agenda il 15 luglio a Villa Melzi d’Eril a Bellagio, sede nuova per la manifestazione che, per il primo anno nella sua storia, porta la magia delle sette note anche sull’altra riva del Lago di Como.
In questa edizione il festival ricorderà anche un altro anniversario importante: «Isola Comacina 100°», ovvero il centenario dalla restituzione dell’Isola Comacina all’Italia da parte del re del Belgio, anniversario che in realtà cadeva nel 2020 ma che non è stato possibile ricordare a causa del Covid. Il luogo migliore per questi festeggiamenti non poteva che essere la stessa Isola Comacina, dove il 9 luglio si terrà un gala lirico con i giovani artisti della Queen Elizabeth Music Chapel, il baritono russo Roman Burdenko e il tenore Jonathan Tetelman.
In apertura è previsto l’Opening Act del cantautore Davide Van De Sfroos, che ha composto un brano apposta per le celebrazioni.
L’isola farà da scenario anche al gala sinfonico con l’Orchestra sinfonica di Milano «Giuseppe Verdi», diretta da Paolo Bressan e con il pianista Louis Lortie, in programma il 10 luglio.
Villa Balbianello ospiterà, invece, l’11 luglio una doppia celebrazione: quella per i cento anni dalla morte del compositore francese Camille Saint-Saëns e quella per i cento dalla nascita del musicista argentino Astor Piazzolla, con gli archi del Trio Arnold e la partecipazione del bandoneonista argentino Marcelo Nisinman.
Ancora Piazzolla, insieme a Debussy, Prokofiev, Stravinsky e Bartók, sarà nel programma del secondo concerto a Villa Balbianello, quello del 13 luglio, nel quale si esibiranno il violinista Philippe Quint e il pianista Jose Gallardo.
Nei giorni successivi sono in programma una serie di proposte originali. Il 16 luglio si terrà un concerto di musica della liturgia russa ortodossa con il Sestetto vocale Doros di Mosca al Santuario della Madonna di Ossuccio, raggiungibile solo a piedi con una piacevole salita panoramica. Il 17 luglio è, invece, stato organizzato l’evento «Il carnevale degli animali» nella Piazzetta di Lenno, mentre il giorno successivo è in agenda un concerto all’alba per arpa e violino alla Rotonda del Parco di Mezzegra, seguito da una sessione di yoga e dalla colazione offerta a tutti i partecipanti.
Il gran finale, come ormai da tradizione, si terrà nello scenografico Grand Hotel Tremezzo con un protagonista d’eccezione: il virtuoso della fisarmonica Richard Galliano.
Ad arricchire ulteriormente il festival sarà la mostra «Artur Schnabel e la sua famiglia. Storie di musicisti in Tremezzina, Lago di Como», allestita al Museo del paesaggio del Lago di Como.
Attraverso l'esposizione di dipinti, fotografie, lettere, oggetti di proprietà della Schnabel Music Foundation e di collezioni private, si intende mettere in risalto l'importanza e il valore della testimonianza di Artur Schnabel (Lipnik 1882 – Morschach 1951) austriaco di origine ebrea, compositore e pianista che per primo nel 1935 incise le 32 Sonate di Ludwig van Beethoven, ancora oggi pietra miliare della storia dell'interpretazione, giunto nel 1933 a Tremezzina per sfuggire all’avvento al potere di Hitler. La mostra focalizza la sua attenzione anche sulla moglie del compositore, Therese Behr-Schnabel (Stoccarda 1876-Lugano 1959), contralto tedesca molto nota per le sue interpretazioni del repertorio liederistico (per lei Richard Strauss compose il lied «Traum durch die Dämmerung») e sul figlio Karl Ulrich Schnabel (Berlino 1909- Danbury, Connecticut 2001), pianista e insigne didatta, divulgatore instancabile e «padre» di molti pianisti dell'ultima generazione.
Lungo il percorso espositivo, promosso in occasione dei settanta anni dalla morte di Artur Schnabel e dei venti anni da quella del figlio Karl Ulrich, si ricordano, inoltre, le figure di Helen Fogel Schnabel (New York 1911- Gravedona, Lago di Como 1974), pianista statunitense, brillante concertista e insegnante, moglie di Karl Ulrich, e di Claude Alain Mottier (Zurigo 1972- Poughkeepsie, New York 2002), figlio di Ann e François Mottier e nipote di Karl Ulrich, pianista ed erede della tradizione familiare vissuta con lucido e intelligente slancio.
L’esposizione è arricchita da un percorso di ascolto musicale dato da una playlist in cui ciascuno dei musicisti della famiglia è protagonista nell'interpretazione di brani scelti con un criterio cronologico: un'ulteriore preziosità musicale all’interno di un festival, che unisce la musica di qualità alla bellezza del paesaggio.

Informazioni utili 
www.lacmusfestival.com

mercoledì 7 luglio 2021

Da Shakespeare a Goldoni, ecco i protagonisti dell’Estate teatrale veronese

Era il 1948 quando debuttava l’Estate teatrale veronese, voluta dall’Amministrazione comunale di allora per rendere omaggio a William Shakespeare e sottolinearne il legame con la città scaligera, presente in «Romeo e Giulietta», ne «La Bisbetica domata» e ne« I due gentiluomini di Verona». L’appuntamento, realizzato con Arteven e sostenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e dalla Regione Veneto, è giunto quest’anno alla sua settantatreesima edizione. Al teatro Romano, sede storica del festival, si affiancano quest’anno altri inusuali e suggestivi palcoscenici: il Chiostro di Santa Eufemia e Forte Gisella, oltre a due prestigiose sedi museali quali il Museo lapidario maffeiano e il Museo degli affreschi - Tomba di Giulietta.
Dopo il debutto dello scorso 2 luglio con Paolo Rossi e il suo «Amleto», il festival proseguirà, nelle serate dell’8 e 9 luglio, con lo spettacolo «Sogno di una notte di mezza estate», per la regia di Giorgio Sangati e con Luciano Roman, Sandra Toffolatti e Valerio Mazzuccato: un vero e proprio teorema sull’amore, ma anche sul nonsense della vita degli uomini, che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni.
Il festival ha, poi, in programma per la serata di lunedì 12 luglio un’altra prima nazionale: «Il mistero di Amleto», diretto da Fabrizio Arcuri. Si tratta di un esperimento scenico che parte da un capolavoro del cinema muto, «Hamlet» di Svend Gade e Heinz Schall, pellicola tedesca del 1921 recentemente riscoperta e restaurata nella sua versione originale con la magnetica Asta Nielsen, che sullo schermo presta il volto a un intenso e modernissimo «Amleto», basandosi non soltanto sul testo shakespeariano, ma anche sull’omonima novella del professor Edward P. Vining, di cui negli anni ’20 del ‘900 si parlò molto. A fare da didascalia a tutto il film, come voce recitante e «rumorista d’eccezione», ci sarà l’attore Filippo Nigro, accompagnato da una colonna sonora live affidata a un ensemble d’eccezione composta da Stefano Pilia, Roberta Sammarelli, Marcello Batelli, Kole Laca e Giulio Ragno Favero, musicisti di band italiane come gli Afterhours, Teatro degli Orrori, Verdena e Bachi da pietra.
La programmazione prevede, quindi, un evento promosso in occasione dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri: una nuova versione di «Dantexperience», con la Budapest Mav Symphony Orchestra, diretta da Vittorio Bresciani, che eseguirà la «Dante Simphony» di Liszt, accompagnata dalla voce di Alessandro Preziosi, che reciterà brani dall’«Inferno» e dal «Purgatorio», e dalle illustrazioni di Gustave Dorè. L’appuntamento, in prima nazionale, è fissato per la sera del 16 luglio.
Al teatro Romano andranno, poi, in scena anche Serena Sinigaglia con la sua compagnia Ater ne «Le allegre comari di Windsor» (20 luglio), Alessandro Preziosi alle prese con un «Otello» (26 luglio) visto dalla parte di Cassio, e Giulio Scarpati, diretto da Eugenio Allegri, nell’allestimento, in prima nazionale, de «Il teatro comico» di Carlo Goldoni (24 agosto). In un periodo critico come quello che stiamo attraversando, la scelta di questo testo metateatrale, in cui emergono gli intenti della riforma goldoniana, è nata con l’intento – si legge nella presentazione - di proporre «una riflessione sul mestiere dell’attore e sulle sue difficoltà, sul teatro e sulle sue poetiche».
Nel giardino del Museo lapidario maffeiano saranno, invece, in scena un’originale riscrittura per attori e burattini di «Titus» (dal 22 al 25 luglio), con Bob Marchese, e «Shakespearology» (26 luglio), spettacolo di Sotterraneo che darà la parola al Bardo in persona.
Tra gli appuntamenti in agenda c’è anche «Settembre classico», sezione della programmazione dedicata al teatro greco e romano, che si compone di quattro spettacoli. In programma ci sono la riscrittura del mito di Cassandra con Sonia Bergamasco, diretta dal geniale regista belga Jan Fabre, in «Resurrexit Cassandra» (7 e 8 settembre), e «Ifigenia #generazionesacrificio», (1° settembre), momento conclusivo di un progetto formativo che coinvolge un gruppo di giovani del territorio, diretti dalle registe Silvia Masotti e Camilla Zorzi e arricchito dalle raffinate immagini della pluripremiata compagnia Anagoor. Ci sarà spazio anche per la commedia «Gli uccelli» (27 agosto) di Aristofane, nell’allestimento della Compagnia Mitmacher e con la partecipazione straordinaria di Paolo Calabresi, e per l’«Aulularia» (9 e 10 settembre) di Plauto, interpretata da Ettore Bassi. Conclude la programmazione teatrale di questo segmento della rassegna una versione di «Edipo in Virtual Reality» (dal 7 all’11 settembre), un’esperienza unica nel rapporto tra arte e tecnologia realizzata dalla compagnia Fucina culturale Machiavelli, in programma al Museo degli affreschi -Tomba di Giulietta.
Chiude la programmazione «Verona in danza», che presenta un programma dedicato all’arte coreutica nelle sue varie declinazioni, rilette e interpretate con un gusto dichiaratamente contemporaneo. Si comincia con un tributo ai Balletti russi proposto da Daniele Cipriani in «Soirée Russe» (30 luglio). Lo spettacolo spazia dal «Prélude à l’après midi d’un faune» di Amedeo Amodio, su musiche di Debussy, a «Le Spectre de la Rose» di Giorgio Mancini, da «L’Uccello di Fuoco» di Marco Goecke, su musiche di Stravinskij, a «La Sagra della Primavera» di Uwe Scholz, per concludere con la «Suite Italienne» da Pulcinella. Sul palco ci saranno Sasha Riva e Simone Repele.
Si prosegue con il repertorio classico rappresentato da «La Bayadere» (5 agosto), rilettura creata dal pluripremiato coreografo Michele Di Stefano per il Nuovo Balletto di Toscana, e da «Coppelia» (10 agosto) della compagnia Ersiliadanza. Ancora ispirazioni classiche sono quelle che hanno portato Silvia Gribaudi a confrontarsi con il mito delle tre Grazie in «Graces» (7 agosto). Mentre i temi del contemporaneo verranno indagati da due coreografi veronesi. Da un lato c’è l’energia materica di Chiara Frigo per Zebra in «Flight Or Fly» (3 agosto), dall’altro le eteree visioni di Cristiano Fagioli per RBR Dance Company in «Boomerang» (12 agosto). Il festival si connetterà, infine, con altri cartelloni inseriti nella sezione «Intrecci di programmazione»: al teatro Romano ci saranno Il Festival della bellezza, a cura di Idem, e Venerazioni, per l’organizzazione di Boxofficelive, al Chiostro di Santa Eufemia InChiostro Vivo, a cura di Alice, a Forte Gisella La città dei ragazzi, promosso dalla Fondazione Aida, al Teatro Laboratorio il Fringe Festival. Un cartellone, dunque, ricco che conferma Verona come un punto di riferimento nel panorama culturale nazionale.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Logo dell'Estate teatrale veronese 2021; [fig. 2] «Le allegre comari di Windsor», con la compagnia Ater; [fig. 3] Filippo Nigro; [fig. 4] Una scena dello spettacolo  «Il mistero di Amleto», diretto da Fabrizio Arcuri; [fig. 5] Giulio Scarpati ne  «Il teatro comico» di Carlo Goldoni. Foto Prova; [fig. 6] «Bayadere» del Nuovo Balletto di Toscana

Informazioni utili
 


martedì 6 luglio 2021

«Lac en plein air», un’estate di teatro, musica, danza e arte a Lugano

Si apre con «Odissea», un progetto di lettura scenica creato dal Centro artistico Mat e dal Teatro d’emergenza, la quarta edizione della rassegna estiva «Lac en plein air», che dal 6 luglio al 10 settembre animerà l’Agorà del centro culturale Lac - Lugano arte e cultura.

Da «Odissea» a «Antropolaroid», gli appuntamenti della prima settimana
Sotto la regia di Luca Spadaro, gli attori Margherita Coldesina, Mirko D’Urso, Cristina Zamboni e Massimiliano Zampetti porteranno in scena, nelle serate di martedì 6 e mercoledì 7 luglio (alle ore 21), una storia che ci accompagna da tempi antichissimi, quella delle gesta di Ulisse, dove – si legge nella presentazione - «c’è il racconto di un viaggio avventuroso, la descrizione di esseri sovrumani e di accadimenti miracolosi, i patimenti di uomini e donne, i loro desideri».
Si apre così il sipario su un cartellone di oltre trentacinque appuntamenti, che ospiterà nei prossimi due mesi sia artisti cari al pubblico del Lac sia volti nuovi per la scena ticinese, in un susseguirsi di concerti di musica classica e contemporanea, incursioni nelle sonorità del mondo, spettacoli di teatro e danza, incontri con artisti e curatori, eventi e attività dedicati alle famiglie.
Il secondo appuntamento in agenda sarà, per esempio, nel segno della conversazione scientifica: giovedì 8 luglio, sempre alle ore 21, l’artista svizzero Marc Bauer e lo scienziato Luca Maria Gambardella, professore ordinario della Facoltà di informatica dell’USI - Università della Svizzera italiana, si confronteranno sul tema «La scienza a regola d’arte», provando a dare risposta a una serie di quesiti: Come si sviluppa una nuova idea? Quali metodologie si seguono o devono essere applicate nella ricerca? Di quanta libertà dispongono gli artisti e gli scienziati nel realizzare ciò che li ha ispirati?
I riflettori si accenderanno, quindi, nuovamente sul teatro d'autore nella serata di venerdì 9 luglio con Davide Enia, attore, regista e romanziere pluripremiato, che per la sua prima volta propone al Lac il suo monologo «Maggio ’43», che – attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti – racconta, accompagnato dalle musiche dal vivo di Giulio Barocchieri, il bombardamento di Palermo del 9 maggio 1943, scoprendo che quei «tempi malati e bugiardi, cinici e bari» assomigliano tragicamente ai nostri.
La Sicilia sarà ancora al centro della scena nella serata di sabato 10 luglio con Tindaro Granata, autore e protagonista di «Antropolaroid», fortunato lavoro di cui ricorre il decennale, che narra, con l’antica tecnica del cunto siciliano, la storia della famiglia dell'attore affrontando temi come la lotta per l’amore e la libertà. Attraversato da un’inquietudine dolorosa, lo spettacolo offre anche l’occasione di ridere, per la caratterizzazione dei personaggi, il loro susseguirsi sulla scena, per l’abilità stessa di Tindaro Granata nel trasformarsi. Solo sul palco, l’artista racconta di figure familiari, di generazioni, di una terra, la Sicilia, da cui anche allontanarsi, con il proposito di andare a Roma, diventare attore e fare del cinema.
Ad aprire la serata sarà «Ciumachella», monologo in cui la giovane autrice e interprete Emilia Tiburzi parlerà del suo legame con la sua città, Roma, e del suo rapporto con i massimi esponenti della romanità cinematografica – da Anna Magnani ad Alberto Sordi – che hanno influenzato la sua vita e le sue scelte.

Pinter, Camus e Shakespeare, i protagonisti del cartellone teatrale
Si chiuderà così la prima settimana della rassegna estiva «Lac en plein air», nato dalla virtuosa collaborazione del Lac con LuganoMusica, Orchestra della Svizzera italiana e Museo d’arte della Svizzera italiana, nell’ambito del programma di mediazione culturale Lac edu sostenuto da Ubs – Unione banche svizzere.
La programmazione teatrale prevede nei prossimi mesi altri quattro appuntamenti. Giovedì 19 agosto gli attori Antonio Ballerio e Tatiana Winteler, volti cari al pubblico ticinese, porteranno in scena «Ceneri alle ceneri» di Harold Pinter, penultima prova drammaturgica del premio Nobel per la letteratura, che parla delle tragedie e degli orrori del secolo scorso, dell’eterna condizione di oppresso e oppressore, di vittima e carnefice. Mentre venerdì 20 agosto Emanuele Santoro sarà il protagonista di «Caligola(s)concerto», recital ispirato al «Caligola» di Albert Camus, con l’ accompagnamento musicale di Claudia Klinzing, virtuosa e sensibile polistrumentista ticinese.
Il 9 e 10 settembre, infine, è in programma l’anteprima assoluta di «Sogno di una notte di mezza estate», lavoro per la regia di Andrea Chiodi, che vede in scena un cast di quattordici attori, molti dei quali alla loro prima prova importante. «Realtà e fantasia, Atene e la foresta incantata, Teseo e Oberon – afferma il regista – tutto nell’opera ci racconta di razionalità e magia, di pensiero e rituale, sempre su un doppio binario e soprattutto sempre attraverso il mezzo del gioco quasi infantile, del capriccio da bambini, delle paure dei bambini e soprattutto della capacità di giocare ad essere altro da sé che solo i bambini sembrano avere e che in realtà spesso è così desiderata anche dai grandi. Forse la strada che ci indica Shakespeare è quella di tornare in contatto con l’irrazionale, con il bambino che ognuno ha dentro di sé».

Dal flamenco al tango, un viaggio intorno al mondo a passo di danza
La programmazione di «Lac en plein air» si apre anche alla danza. Il primo appuntamento avrà un interprete di eccezione, il danzatore sivigliano Israel Galván, conosciuto per la sua ricerca d’avanguardia sul flamenco classico, che sabato 17 luglio porterà in scena «Solo», esperienza radicale che rappresenta una personalissima riflessione sul concetto di ballo senza musica. Mentre mercoledì 28 luglio, sulla musica delle composizioni «Las Cuatros Estaciones Porteñas», incise tra il 1965 e il 1970 e conosciute anche come «Le Quattro Stagioni di Buenos Aires», la compagnia Anita, diretta da Adriano Mauriello, salirà sul palco con un omaggio ad Astor Piazzolla, di cui, nel 2021, si ricordano i cento anni dalla nascita. Immagini, sentimenti e passioni accenderanno i riflettori sul tango, sulla sua capitale e sull’artista che, più di ogni altri, ha reso celebre la musica argentina nel mondo. Infine, sabato 21 agosto il coreografo italiano Roberto Castello firmerà regia e coreografia di «Mbira», lavoro per due danzatrici e due musicisti, già finalista ai Premi Ubu nel 2019, che riflette sul complesso rapporto tra cultura occidentale e africana.

Paolo Conte e Peppe Servillo tra i protagonisti del ricco programma musicale 
Grande protagonista della rassegna sarà anche la musica, nelle sue varie declinazioni.
Martedì 13 luglio, Dan Tepfer, compositore e pianista franco-americano, presenterà «Natural Machines», lavoro in cui libere improvvisazioni interagiscono con un programma informatico da lui stesso ideato.
Tra il 22 luglio e il 7 agosto, sono, invece, in programma nove concerti di musica dal mondo. Si inizierà con Giovanni Falzone, virtuoso della tromba, che, in «Blackstar. Lettere a David Bowie», mescolerà jazz elettrico e avant-rock. Si proseguirà, venerdì 23 luglio, con i Violons Barbares, gruppo capace di mescolare e avvicinare tradizioni musicali apparentemente lontane come quelle di Francia, Bulgaria e Mongolia. Mentre sabato 24 luglio sarà in scena Peppe Servillo, già frontman degli Avion Travel, con «L’anno che verrà», omaggio esplicito al genio di Lucio Dalla, che avrà per protagonisti anche due artisti del calibro di Javier Girotto e Natalio Mangalavite. Giovedì 29 luglio, i riflettori saranno puntati su Maria Arnal e Marcel Bagés con «Clamor», una serata in cui la canzone popolare catalana viene trasportata nel futuro. Mentre venerdì 30 luglio le giovanissime musiciste del Duo Ruut porteranno per la prima volta in Svizzera le suggestioni dell’Estonia. La voce di Raiz, già leader degli Almamegretta, sarà, invece, la protagonista, sabato 31 luglio, di «Musica Mediterranea Immaginaria», serata in cui, insieme ai Radicanto, l'artista renderà omaggio alla Puglia e al Mediterraneo. Toccherà, quindi, salire sul palco a Maria Mazzotta, già voce del «Canzoniere Grecanico Salentino», che giovedì 5 agosto presenterà «Amore Amaro», accompagnata dalla fisarmonica di Vince Abbracciante. Venerdì 6 agosto il musicista sardo Paolo Angeli, con la sua speciale chitarra-orchestra, condurrà il pubblico in un viaggio tra le isole mediterranee insieme con minorchino Marco Mezquida, ospite speciale di un concerto sospeso tra free jazz, folk noise, pop minimale, post-rock e canto ancestrale. 
L’avventura mediterranea continuerà, poi, con «Talismàn», il nuovo progetto di Marco Mezquida, solare, travolgente pieno di gioia e voglia di vivere, un mix originale di classica, popolare e flamenco che vedrà in scena anche il violoncello del cubano Martin Melendez e le percussioni del catalano Aleix Tobias.
Mentre la selezione musicale curata da LuganoMusica si aprirà mercoledì 14 luglio con un omaggio alla tradizione armena, di cui il duduk, uno strumento a fiato ad ancia doppia, ne rappresenta l’essenza. Levon Chatikyan, con il suo Ensemble France Varpet, proporrà un programma di brani tradizionali. Giovedì 15 luglio il pubblico si tufferà, invece, nelle melodie e nelle atmosfere di fine ‘800 grazie a Salon Passion, quintetto di musicisti della Tonhalle di Zurigo. Sabato 28 agosto l’Ensemble Kapelle Nogler sarà il protagonista di una serata dedicata alle antiche danze engadinesi e alla musica tradizionale appenzellese.
Non mancheranno in cartellone i musicisti dell’Orchestra della Svizzera italiana, che saranno protagonisti di cinque serate. Martedì 24 agosto è previsto un omaggio a Igor Stravinskij e al suo «Histoire du Soldat», mentre mercoledì 25 agosto è in agenda una ghiotta anticipazione del progetto «Tracce», ciclo speciale dedicata alle sinfonie del grande compositore russo Cajkovskij. A settembre, invece, si terrà un ricordo di Astor Piazzolla, a cent’anni dalla nascita: il 1° settembre è programmato un concerto cameristico, mentre lunedì 6 e martedì 7 settembre l’intera orchestra si esibirà in piazza Luini in due serate open air.
Completano la ricca offerta musicale due iniziative nate in collaborazione con LongLake Festival e MyNina Spettacoli, entrambe in programma in piazza Riforma. Paolo Conte tornerà a Lugano martedì 24 agosto con un concerto che celebra i cinquant’anni di «Azzurro», mentre mercoledì 25 agosto è il turno di Davide Van De Sfroos che festeggerà i venticinque anni dello storico album Manicomi insieme ai componenti della formazione originale.

In agenda anche un week-end per le famiglie e conversazioni d’autore
Non mancano, infine, nel calendario della rassegna luganese un week-end per le famiglie (sabato 4 e domenica 5 settembre) e una serie di conversazione d'autore. Venerdì 16 luglio Salvatore Vitale, vincitore del Premio Artista Bally nel 2020, dialogherà con Florian Egloff, esperto di cyber security, e Lars Willumet, responsabile dei progetti espositivi del Musée de l’Elysée di Losanna. Il 26 agosto l’artista Monica Bonvicini intratterrà i presenti in compagnia di Paolo Mazzarello, professore ordinario di storia della medicina. Infine, venerdì 27 agosto si terrà un incontro con Albert Oehlen, al quale il Masi dedicherà una mostra il prossimo autunno.

Didascalie delle immagini
[Fig. 1] Un momento di spettacolo della compagnia Anita; [fig. 2] Davide Enia. Foto di Giuseppe Distefano; [fig. 3] Una scena di Antropolaroid. Foto di Manuela Giusto; [fig. 4] Orchestra della Svizzera italiana. Foto di Kaupo Kikkas; [fig. 5] Duo Ruut. Foto di Aho Lehemets; [fig. 6] LAC en plein air. © 2021 LAC Lugano, photo Studio Pagi; [fig. 7]Salvatore Vitale, HTSAC;[fig. 8] Metropolis, pencil on paper, 2020 © Marc Bauer; [fig. 9] Israel Galvan; [fig. 10] Paolo Conte

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